Non credo nelle otto del mattino. Però esistono. Le otto del mattino
sono l'incontrovertibile prova della presenza del male nel mondoGli ultimi giorni
, Andrew Masterson
3 Aug 2010
Mamma è una rivista che si trova si su web, ma anche su carta. È una rivista che ha tra le sue menti Carlo Gubitosa, giornalista, scrittore e mediattivista di cui si parla da queste parti. Ed è una rivista che, usando il linguaggio del giornalismo a fumetti e della satira politica e sociale, ci prova a vivere di abbonamenti bandendo la pubblicità. Ma poi capita di inciampare in provvedimenti che suonano come censure minori (e che, per citare il pezzo riportato sotto, fanno sbadigliare invece di smuovere i lettori). Ne parla Ulisse Acquaviva nell’ultimo editoriale, Tariffe postali: la prova del fuoco dei gruppettari, un “appello al sottobosco ribelle italiano pronto a mobilitarsi contro i bavagli solo se qualcuno gli apparecchia la piazza”. Eccolo di seguito il pensiero del suo autore (e di tutti i mammari). Prima di proseguire con la lettura, però, si faccia almeno un giro sulla pagina in cui sono descritte le modalità per sostenere quest’iniziativa editoriale.
Sbavagliatori, gruppettari, popoliviola, grillini, fan di Santoro e Travaglio, manifestatori di piazze Navona, antiberlusconiani e contestatori, unitevi! Oggi avete la possibilità di dimostrare la vostra coerenza: reagite in massa al bavaglio che tocca le PICCOLE RIVISTE SPEDITE SU ABBONAMENTO, così come avete reagito al bavaglio sulle intercettazioni che toccava solo i grandi quotidiani (le piccole riviste non le pubblicano perché nessun amico gliele passa).
Se vi siete persi le puntate precedenti ve le riassumo io:
E ora tocca a voi, cittadini attivi nei movimenti di resistenza civile, decidere se si farà qualcosa o no per scongiurare il silenzioso omicidio della piccola editoria a cui si negano le agevolazioni postali per continuare a foraggiare con milioni di euro i giornali dei padroni e dei partiti.
Questa volta siete da soli, perché non avrete nessun grande blog, nessun grande comico, nessuna grande testata giornalistica, nessun grande giornalista e nessun grande opinionista a farvi da apripista. Di fronte questa mascalzonata gli “opinion leader” preferiscono occuparsi d’altro.
In breve: se domani chiuderanno migliaia di testate, questa volta non prendetevela con Berlusconi, ma con la vostra incapacità di mobilitarvi se non c’è nessun gregge da seguire.
Tag » abbonamenti, bavaglio, carlo gubitosa, censura, fieg, finanziaria, mamma, sbadiglio, spedizioni postali, tariffe postali, ulisse acquaviva
2 commenti per "Mamma: ecco i microbavagli all’informazione libera, quelli che fanno sbadigliare"
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