Strage del Vajont: per il 50 anniversario un documentario con la testimonianza di una superstite

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Sono trascorsi 50 anni esatti dalla strage del Vajont che fece, secondo una stima che non fu mai possibile confermare nel dettaglio, quasi duemila morti. Per ricordare quell’evento tragico e prevedibile, le Officine Tolau composte dai tre giornalisti Stefano Aurighi, Davide Lombardi e Paolo Tomassone, hanno raccolto in un video di una trentina di minuti la testimonianza di Maria Pia Bassetto:

Allepoca lavorava allufficio postale di Longarone e si salvata per puro caso. La sera del 9 ottobre,quando la frana del monte Toc provoc unonda alta 100 metri che polverizz Longarone, lei era a casa a Vittorio Veneto, dove rientrava tutte le sere dopo il lavoro. Questa la sua storia.

Se ne parla pi diffusamente sulla Gazzetta di Modena.

Dal blog del Fatto Quotidiano: “Vajont, un genocidio italiano. E firmato Dc”

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Il disastro del Vajont

Chiss in quanto ricordano che dal disastro del Vajont – 1910 vittime – sono trascorsi 48 anni? Accadeva il 9 ottobre 1963 ed Emiliano Liuzzi, sul suo blog sul Fatto Quotidiano, racconta che fu un genocidio italiano. E firmato Dc:

Presidente del consiglio era Giovanni Leone. Era un presidente, del Consiglio prima e della Repubblica poi, a cui i colpi di teatro piacevano, bizzarro tanto da rispondere con le corna agli studenti che a Pisa lo contestavano. Ma a Longarone riusc a superare se stesso: arriv in elicottero due giorni dopo la catastrofe, nessun altro politico da Roma ebbe lo stesso coraggio. La gente urlava assassini, inteso come il governo che lui rappresentava. Ma Leone riusc a calmare tutti, tirando fuori dal taschino un fazzoletto bianco impregnato di lacrime: “Giuro su questi corpi e queste rovine che sar fatta giustizia”. Ma quando il sindaco Arduini, che sotto l’onda perse un figlio e i genitori, cit in giudizio Giorgio Valerio, presidente della Montecatini-Edison subentrata alla Sade – come ricord in un memorabile pezzo Aldo Cazzullo sul Corriere della Sera – in tribunale venne depositata una memoria difensiva che sostenne l’imprevedibilit della catastrofe. Firmata: “Avvocato Giovanni Leone”.

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