Uno Bianca: la prescrizione sull’ultimo procedimento

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Una legge cancella l’ultimo capitolo giudiziario relativo alla banda della Uno Bianca. La legge è 251/2005, “Modifiche al codice penale e alla legge 26 luglio 1975, n. 354, in materia di attenuanti generiche, di recidiva, di giudizio di comparazione delle circostanze di reato per i recidivi, di usura e di prescrizione”. Il capitolo giudiziario invece riguarda due depistaggi che portarono le indagini sui delitti dei fratelli Savi e dei loro complici verso la pista erronea della criminalità organizzata.

Il primo fatto accadde il 26 giugno 1989: una rapina alla Coop di via Gorki, a Bologna, durante la quale morì Adolfino Alessandri, 53 anni, freddato dai banditi in fuga perché gridava al ladro. Il secondo è l’eccidio del carabinieri del Pilastro nel quale morirono, il 4 gennaio 1991, tre militari poco più che ventenni: Otello Stefanini, Mauro Mitilini e Andrea Moneta. Per ognuno di questi fatti saltò fuori un supertestimone. Per la Coop di via Gorki una donna si autoaccusò di complicità e indirizzò le indagini verso il clan dei catanesi. Per il Pilastro, una minorenne indicò i fratelli William e Peter Santagata che avrebbero agito insieme a Massimiliano Motta e a Marco Medda e che sarebbero stati elementi della mai esistita quinta mafia bolognese.

Dopo il novembre 1994, quando la banda della Uno Bianca venne fermata, si seppe che invece erano stati i Savi. Le ragioni delle false testimonianze avrebbero dovuto essere chiarite nei giorni scorsi. E invece no, c’è la prescrizione dei reati e così le due donne non devono più fornire spiegazioni sulle versioni che sostennero in passato. Tutto finito. O almeno così si vorrebbe nel quasi totale silenzio degli organi di informazione. Del resto, è solo l’ennesimo interrogativo di una storia mai del tutto chiarita.

Tana per la bambina con i capelli a ombrellone

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Tana per la bambina con i capelli a ombrelloneTana per la bambina con i capelli a ombrellone di Monica Viola (presto online il sito dell’autrice), pubblicato dalla creatura editoriale di Giulio Mozzi, Vibrisse Libri, è un libro fantastico, ritratto della realtà di una bambina che cresce nutrendosi di pensieri e carta vetrata. Come scrive Lidia Ravera:

La piccola educazione sentimentale di una bambina sincera e scostumata. Un’apologia del disagio giovanile come solo e insostituibile motore per una formazione decente. Epica frammentaria di pigrizie e crudeltà, alla ricerca di un po’ d’amore , anche poco, anche usato, anche effimero. Un bel personaggio, la Bambina con i Capelli a Ombrellone, tana per lei, fra Flaubert e Woody Allen.

E non è il solito trucco della fascia di copertina per vendere una copia in più perché – se comunque il libro si può acquistare – è anche scaricabile dalla rete in formato pdf (790KB).

Aggiornamento del 4 settembre 2007: videorecenzione del libro Tana per la bambina con i capelli a ombrellone di Monica Viola.

OpenCongress.org: leggi federali monitorate dai cittadini

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OpenCongress.orgDa GP. WorldChanging segnala la nascita di OpenCongress.org, iniziativa della Sunlight Foundation per seguire i processi legislativi federali negli Stati Uniti. In versione ancora beta, si pone tuttavia degli scopi piuttosto ambiziosi: diventare riferimento per cittadini e attivisti arrivando a porsi come interlocutori presso le istituzioni. Le cui azioni saranno seguite attraverso la lente della stampa cartacea e della rete. Il blog informerà circa l’evoluzione del progetto mentre altre sezioni del sito danno notizie in merito alle leggi più coperte dalla stampa o dai blogger o alle aree di competenza dei singoli provvedimenti.

Sondaggi e fiducia: tecniche di disinformazione

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Come annunciato nel suo commento, Pier Luca Santoro è intervenuto sul suo MarketingBlog a proposito di Tecniche di disinformazione. Ed ha aggiunto parecchi link a un argomento di cui si sta iniziando a discutere sempre più spesso. Il post si concentra particolarmente sull’uso dei sondaggi e sulla fiducia che essi smuovono nei lettori, ma anche sulla percezione di “salute” di un paese attraverso la divulgazione dei risultati. E invita a una riflessione circa i committenti di questi sondaggi, destinati a spostare in un senso o in quello opposto le percezioni dei cittadini.

Varie in giro per la rete

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E nello specifico:

Correttezza delle notizie: quegli strani accorpamenti

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Da Giornalismi Possibili. Alessandro Capriccioli pubblica su RadioRadicale.it il dossier La correttezza dell’informazione e gli strani “accorpamenti” del Corriere.it. O meglio l’incipit di un dossier per il quale chiede contributi ai navigatori. Partendo da ciò che è stato pubblicato sul sito del principale dei quotidiani italiani, inizia però già a rilevare una serie di accostamenti interessanti: per esempio la notizia della morte di Piergiorgio Welby viene seguita da quella relativa a un figlicidio, la presunta logorrea femminile allo spam o un agente di polizia licenziato perché fuori servizio indossava abiti da donna a uno stupro. Ora, saranno anche accoppiate casuali, coincidenze, ma sembra che qualche antenna si stia drizzando. Tanto che Capriccioli scrive:

Pur non volendo applicare alla lettera l’adagio di Agatha Christie secondo il quale «tre indizi fanno una prova», sarebbe opportuno verificare se tali accorpamenti possano essere considerati semplici sviste, oppure se essi costituiscano dei veri e propri tentativi di gettare una luce negativa su determinati argomenti.

[…]

L’obiettività dell’informazione non è data esclusivamente dal tenore letterale delle notizie da divulgare, ma risulta da un insieme di ulteriori elementi che concorrono a costruire la comunicazione, tra i quali particolarmente significativo è il contesto nel quale le notizie vengono presentate.

E conclude chiedendo a chi avvistasse fenomeni analoghi di segnalarli tramite i commenti al suo articolo o inviandogli una mail all’indirizzo alessandro punto capriccioli at gmail punto com.

I clown della Colombia

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Clown by Arzu AysuSe non fosse che questa storia è ambientata in Colombia invece che in Texas, potrebbe essere stata tranquillamente partorita dalla mente di Joe R. Lansdale. E invece no, è reale e in rete ne parla Peace Reporter. Siamo a Cucuta, località turistica a 650 chilometri dalla capitale Bogotà, e qui arriva un circo che ha – come ogni circo che si rispetti – anche una serie di clown. Lo spettacolo è principalmente destinato ai bambini, che accorrono numerosi insieme ai genitori.

Se non fosse che durante le esibizioni accade l’imprevebile. Sicuramente imprevedibile da parte del pubblico: si sentono alcuni scoppi che non sono petarbi, ma colpi d’arma da fuoco, e due clown, Rony e Andres, cadono a terra. I loro veri nomi sono Willington Villamizar e Nelson Nunez, rispettivamente 18 e 24 anni, e l’assassino, My Fish, pseudonimo di Walter Bautista, di anni ne ha 21. Mentre il giovane finisce in manette ed elementi sembrano non emergerne dal successivo interrogatorio, c’è chi improvvisa una manifestazione: sono i colleghi degli artisti, gli acrobati, i trapezisti e i domatori mentre giunge la solidarietà dagli altri gruppi circensi del paese.

Sulle motivazioni in rete non si trova nulla. Chissà che può essere accaduto nel paese latino-americano? Un paese passato per la violencia e i suoi giovanissimi desaparecidos, la narcoguerrilla, le Farc, l’Esercito di liberazione nazionale e la guerra civile.

Colt: 170 anni fa il brevetto sul primo revolver

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Samuel Colt (19th century engraving)Febbraio sembra un mese di cupi anniversari. E quello segnalato su Wired, Feb. 25, 1836: Rapid Fire, è forse un anniversario che ne ha determinati molti di successivi. Centosettanta anni fa, infatti, Samuel Colt si vide riconoscere un brevetto sul primo revolver introducendo una serie di novità:

He carved a wooden prototype, then, after his sailing days were over, produced a metal revolving cylinder based on the model. It proved to be a remarkably simple and effective method for delivering five or six bullets in rapid succession, without the need for reloading.

Queste e altre evoluzioni finirono per rivoluzionare l’industria delle armi da fuoco che divenne fiorente senza quasi mai conoscere periodi di crisi. Si provi per esempio a viaggiare nell’archivio di Disarmo Online o a consultare il dossier di Unimondo.

Ecstasy Love, la provincia lisergica di Eliselle

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Ecstasy Love, EliselleDi Ecstasy Love, romanzo della scrittrice modenese Eliselle pubblicato da Nicola Pesce Editore, non ho ancora deciso quali parti leggere giovedì prossimo. Al momento ho segnato alcune pagine: il racconto che Zanna fa dei suoi viaggi e del motivo per cui decide di partire ogni sabato sera, il “bad trip” che Fra’ compie per sbaglio dopo un inconsapevole scambio di bicchieri, il percorso in auto che i due ragazzi fanno ritrovandosi alle spalle tre veicoli della polizia e l’aggressione finale tra fumi chimici subita da Luca e Fra’.

Ad ogni modo, da un punto di vista complessivo, il libro di Eliselle scorre via rapido e avvicente: due ore e mezzo per ritrovarsi all’interno di un gruppo di neanche ventenni che vivono in provincia. Le dinamiche all’inizio sembrano quelle tipiche di una compagnia che deve sfangare il fine settimana e che consacra il sabato sera alla trance da discoteca. Il tutto che sembra consumarsi tra trasgressioni verso le imposizioni delle famiglie, fisse tardo adolescenziali, la voglia di affrancarsi come persone diventando però un elemento in più di un mucchio solo all’apparenza selvaggio. Continue reading