Sedici anni fa l’eccidio del Pilastro

Standard

La banda della Uno BiancaDa FdC. 4 gennaio 1991. Intorno alle 22 c’è un’auto dei carabinieri che perlustra il quartiere bolognese del Pilastro. Nelle settimane precedenti, in quella zona qualcuno aveva lanciato delle molotov contro una scuola adibita a centro di accoglienza per cittadini stranieri e si era tentato di appiccare un incendio. I militari, forse, avevano ricevuto ordine di tenere d’occhio le vie della periferia e per Otello Stefanini, Mauro Mitilini e Andrea Moneta, tutti di vent’anni o poco più, avrebbe dovuto essere un servizio di routine.

Quella sera procedono a velocità ridotta, sono tranquilli e non sembrano notare viene di strano. Nemmeno un’automobile che li sta sorpassando e che, invece di completare la manovra, li affianca. Dal lato del passeggero si sporge un uomo armato che spara e colpisce Stefanini, al volante. Il militare accelera, tenta la fuga, ma finisce per andare addosso ad alcuni cassonetti a lato della strada. Chi sta braccando i carabinieri non li molla, si arresta dietro di loro e dal veicolo scendono alcuni uomini che continuano a sparare ininterrottamente. Mitilini e Moneta, che sono riusciti a uscire dall’auto di servizio, tentano di rispondere al fuoco, ma non reggono, e tutti e tre muoiono sotto i colpi del commando. Il quale, prima di dileguarsi, controlla che i carabinieri siano effettivamente spirati e si porta via l’ordine di servizio sul quale era stato annotato ciò che i militari avevano fatto quella sera, chi avevano identificato. Continue reading

I peggiori oltraggi alle libertà civili del 2006

Standard

José PadillaThe Bill of Wrongs è il titolo che la giornalista Dahlia Lithwick dà al suo pezzo sui dieci peggiori oltraggi alle libertà civili del 2006. Pubblicato su Slate e riportato anche nella sezione Outlook del Washington Post, l’articolo comprende in decima posizione il tentativo di infliggere la pena di morte a Zacarias Moussaoui, accusato di aver preso parte agli attentati dell’11 settembre 2001.

Seguono poi i fatti di Guantanamo, la reintroduzione da parte del governo Bush del segreto di stato su documenti desegretati con le conseguenze che questo ha comportato, attività di controllo e spionaggio di privati cittadini e interventi quanto meno disinvolti nella cattura e nel trattamento di presunti terroristi, come accaduto a cittadini canadesi e tedeschi di origine mediorientale. Nelle prime tre posizioni compaiono gli abusi su José Padilla, altro presunto territorista di nazionalità americana, il Military Commissions Act del 2006 e ciò che l’autrice chiama hubris, dottrina del governo USA secondo cui “tutto è legale, necessario e segreto”.

“Di quale oltraggio mi sono dimenticata?” chiede la giornalista in chiusura. E, se di qualcosa si fosse effettivamente scordata, chiede anche che le sia segnalato via mail all’indirizzo Dahlia.Lithwick[at]hotmail.com.

Nebbia Gialla

Standard

Nebbia GiallaNebbia Gialla (a breve risponderà anche il sito nebbiagialla.it) è la prima edizione di un festival dedicato al giallo e al noir nella Bassa che si terrà a Suzzara, in provincia di Mantova, il 3 e il 4 febbraio prossimi. Organizzato dall’Istituzione Città di Suzzara e curato dallo scrittore Paolo Roversi, autore tra l’altro del bel Blue Tango, vede presenti alcuni degli autori che prediligo. Al momento il programma definitivo è ancora in corso di definizione, ma da quello che mi ha anticipato Paolo dovrei essere presente la mattina del 3 febbraio. Argomento: noir e cronaca nera.

Online i processi alla banda della Uno Bianca

Standard

La banda della Uno BiancaQuando si cerca di conoscere una storia, ci sono diverse fonti importanti. Una di queste – e forse la più rara – è costituita dalle voci che si avvicendarono in tribunale. Certo, ci sono gli atti processuali, che possono essere consultati e che in diversi casi possono fornire chiavi di interpretazione nuove, diverse o sottovalutate in precedenza. Questo è accaduto per esempio al regista e sceneggiatore Paolo Benvenuti con uno studio su Portella della Ginestra per il suo film Segreti di Stato quando trovò un documento firmato da Mario Scelba e ne provò l’autenticità negata ai tempi del processo in aula.

Più raro invece avere accesso diretto a ciò che venne detto in aula: poterle ascoltare, al di là dei contenuti, aiuta a comprendere un fatto, un periodo, l’atmosfera di contorno. Per la vicenda della banda della Uno Bianca, ora è possibile scaricare le udienze dei processi di Rimini e di Bologna. Radio Radicale, che ha acquisito dal 1978 molto materiale delle più differenti tipologie e sta progressivamente digitalizzando il proprio archivio, ha messo online le registrazioni di questi due processi. Per avere questi file, un ringraziamento particolare va a Diego Galli.

La disponibilità delle udienze è un fatto importante, soprattutto considerando la portata della vicenda: la banda della Uno Bianca, composta dai tre fratelli Savi (due dei quali agenti di polizia) e da altri tre appartenenti alle forze dell’ordine, colpì tra Bologna, la Romagna e le Marche dall’ottobre 1987 al 1994 quando, in novembre, l’intero commando venne arrestato. In quasi otto anni di attività criminale, vennero messe a segno 103 azioni, si fecero 102 feriti e vennero uccise 24 persone. Per rapina, si disse, anche se le motivazioni di lucro non giustificano la violenza con cui la banda colpì tra depistaggi, inchieste sbagliate, comparsate della Falange Armata, trafficanti d’armi dell’Europa orientale o, ancora, analogie con fatti accaduti all’estero. Continue reading

Trame all’ombra di San Pietro

Standard

Vaticano rosso sangueIn poco più di un centinaio di pagine (più una trentina di appendice) difficilmente si arriva a scandagliare un argomento in modo esaustivo. Ma si può fare altro, come gettare il seme della curiosità. O nutrirlo, visto che non si parla di casi sconosciuti ai lettori delle cronache papaline. È ciò che fanno i giornalisti e scrittori Vittorio Di Cesare e Sandro Provvisionato con il libro Vaticano rosso sangue (Editoriale Olimpia) in cui ripercorrono alcuni dei misteri che hanno caratterizzato il piccolo stato papale nel periodo che va dal 1916 al 1992.

Se si fosse prestato ascolto a Plinio che, nel 45 dopo Cristo, sconsigliava la frequentazione dell’appezzamento di terra al tempo poco più di un malsano acquitrino, la tomba di Pietro e il successivo insediamento cristiano sarebbero stati posizionati altrove. Ma la superstizione pagana non si concilia con la missione pastorale della chiesa e così, in un territorio di pochi metri quadrati sopravvissuto all’unificazione d’Italia e ultimo vessillo di un esteso potere temporale, i secoli hanno visto avvicendarsi trecento pontefici e trame che di spirituale spesso hanno ben poco. Continue reading

Bagnara di Romagna: quegli uomini in borghese

Standard

Immagine di Pensiero rilasciata con licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 2.0Per tornare a parlare di Bagnara di Romagna, di seguito viene riportato un paragrafo scritto da Sandro Provvisionato e contenuto nel libro Giustizieri sanguinari – I poliziotti della Uno Bianca. Un altro mistero di Stato, uscito nel maggio 1995 per i tipi di Tullio Pironti Editore (pagine 52-55). Il testo del giornalista, che da anni cura anche il sito Misteri d’Italia, ricostruisce ciò che accadde a Bagnara e inserisce un particolare su cui c’erano testimoni ma che non rientrò tra le verbalizzazioni inserite negli atti: la presenza di uomini in borghese che entrarono nella caserma per trafugare – si ipotizzò – documenti che forse avrebbero potuto fare luce completa dell’eccidio. La scomparsa di documenti venne successivamente sempre negata, ma la presenza di alcuni individui in borghese è invece confermata. Si trattava di uomini del centro Sismi di Bologna, tra cui c’era anche Marco Mancini, l’ex ufficiale del servizio militare il quale – pur dichiarandosi estraneo ai fatti contestatigli – è oggi sotto indagine per il caso Telecom e prima per il sequestro di Abu Omar. Di seguito il testo di Sandro Provvisionato, “La strage di Bagnara”. Continue reading

Nubi somale e venti di guerra antichi

Standard

Nubi somale xsrc=Forse non tutti sanno che tra pochi giorni scade un ultimatum: quello che la Somalia delle Corti Islamiche ha lanciato all’Etiopia per il ritiro delle truppe entrate nel paese per presidiare il governo ad interim insediatosi a Baidoa. Mentre il paese è un’altra volta alle prese con emergenze sanitarie e con nuovi problemi climatici, si ritorna a un passo dal conflitto nel Corno d’Africa senza che i conflitti tra i signori della guerra si siano mai realmente sopiti.

Inserita nella lista delle dieci crisi umanitarie più ignorate dalle TV, la situazione somala ora potrebbe tornare più o meno velocemente a quella che era nei primi Anni Novanta con il ritorno dei Caschi Blu dell’Onu. Che fallirono ai tempi. E per un ragguaglio sulla situazione somala, utile è l’inchiesta Nubi Somale di Maurizio Torrealta ed Elisa Marincola. Ma perché lo stato della Somalia, a quindici anni dalla fine della dittatura di Siad Barre, è ancora oggi così instabile? Continue reading

Piazza Fontana e gli “amici americani”

Standard

Piazza FontanaPrendendo spunto da alcune riflessioni di Sbancor contenute nell’articolo 12 dicembre 2006: nessun imputato per l’anniversario pubblicato da Carmilla a trentasette anni di distanza dalla strage di Piazza Fontana, aggiungo qualche passaggio in riferimento agli “amici americani” e alle ingerenze atlantiche. Sulle quali dice Sbancor:

[oggi esistono] solo tracce, e probabilmente solo dell’ultimo livello. Ma abbastanza per capire il gioco. Sulla presenza dei servizi segreti della Grecia dei “colonnelli” non c’erano mai stati dubbi. Certo, molto c’è da lavorare sui documenti che via via verranno “declassified” dalla CIA. Se verranno declassificati anche quelli sull’Italia.

A proposito di Piazza Fontana e degli “amici americani”, nella relazione riguardante l’Organizzazione “O” redatta dal V Comando Militare Territoriale, si leggono le parole del generale Gianadelio Maletti, ex ufficiale del controspionaggio italiano. Parole che risalgono al marzo 2001 e che furono pronunciate al processo per l’attentato alla Banca Nazionale dell’Agricoltura: Continue reading

Bullismo Settanta: una storia di sconclusionata violenza

Standard

A destra Olga Julia Calzoni con un'amichetta, Francesca, al circolo della stampaPremessa

Viene ricordato come un delitto machista, consumato nelle più anonime retrovie della destra sanbabilina degli Anni Settanta. È il girone dei menefreghisti, popolato da quelli che non spiccano nella lotta politica in piena esplosione per le vie del centro di Milano, e i protagonisti di questa vicenda se ne fregano discretamente di quel che accade. E, quasi ne fosse una conseguenza, la fine di Olga Julia Calzoni, uccisa a sedici anni da due amici che volevano simulare un sequestro a scopo di estersione, è un crimine nei fatti senza movente, perpetrato per dimostrare forza, superiorità, messa in scacco di chiunque sia più debole. Come del resto accade ancora oggi quando, senza arrivare all’estremo dell’omicidio, il bullismo torna d’attualità sui giornali senza essere mai scomparso dai corridoi delle scuole o dai rapporti di forza che si instaurano nelle compagnie di giovani che si muovono in gruppo. Occultato, semmai, dai silenzi di chi ha paura, dalla prepotenza di chi impone la sua legge e dalla complicità di chi guarda da un’altra parte. E tornato a far parlare di sé solo perché casualmente finito sotto l’occhio di tutti. Continue reading

Nel 1944 fu l’ultima donna condannata per stregoneria

Standard

Helen DuncanIl reato di Helen Duncan fu quello di aver sentito durante la seconda guerra mondiale un disastro della Marina britannica prima che questo fosse reso noto. Allora (era il 1944) venne arrestata, accusata di tradimento e condannata in base al Witchcraft Act, la legge contro la stregoneria che risale al 1735. Del suo caso si interessò anche il primo ministro britannico Winston Churchill che la visitò in carcere e, rieletto nel 1951 all’età di 77 anni, abrogò la settecentesca norma.

Ora la BBC rievoca la vicenda e la ricostruisce un sito creato ad hoc. Sul quale, a cinquant’anni dalla morte della donna, si annuncia la richiesta di revisione della condanna.