Un mostro al giorno. L’illustratore di origine tedesca Stephan Bucher si è prefissato di creare su carta una strana creatura ogni mattina, riprendersi mentre la disegna, documentare il lavoro che svolge sul suo blog e poi mettere il girato in rete. Al momento ha totalizzato qualche decina di video su YouTube e su Revver. Il tutto sotto licenza Creative Commons.
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Letture e visioni
StandardSegnalazioni in giro per la rete:
- Blogumentary, un documentario sul mondo dei blog realizzato da Chuck Olsen
- la storia di Josh Wolf, giornalista e blogger in carcere negli USA per voler mantenere confidenziali le sue fonti
- intervista a Simon Rosenberg, presidente di New Democrat Network, su All Politics is Global
Wiki per la scrittura creativa
StandardA million penguins, esperimento di scrittura creativa e partecipativa in lingua inglese lanciato dalla casa editrice Penguin e dalla De Montfort University di Leicester per il suo corso in Creative Writing and New Media. La piattaforma è MediaWiki e al momento sono stati impostati i primi sei capitoli. Le discussioni su tematiche, scrittura, tecnica, approfondimenti sul progetto possono essere seguiti sul relativo blog (via BooksBlog.it).
Brogli elettorali: i voti li ricontano i cittadini digitali
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Bella iniziativa, quella lanciata da Nicola: Cittadini digitali, che nasce da alcune recenti considerazioni su brogli elettorali, riconteggi e richieste di verifiche post-consultazione. Perché partire con quest’avventura?
È semplice: perché in molti sostengono che le elezioni politiche del 2006 non si sono svolte correttamente. È una tesi bipartisan: le denunce sono venute sia da destra che da sinistra e al Senato si sta effettivamente procedendo al ri-conteggio delle schede bianche e nulle: tale operazione, però, richiederà mesi e – prevedibilmente – si spegnerà nel silenzio. Noi non sappiamo se ci siano stati o meno dei brogli, ma pensiamo che valga la pena controllare. E siamo convinti che su questo argomento ci dovrebbe essere molta più trasparenza e disponibilità da parte delle istituzioni.
Operativamente, chi deciderà di diventare un “cittadino digitale”, potrà richiedere al proprio comune una copia dei verbali di seggio e inviare i dati in modalità che sono ancora in fase di studio ad altri “cittadini digitali” che li faranno confluire in database. Quindi si passerà all’elaborazione per avere un conteggio di ciò che è accaduto all’ultima tornata elettorale.
1984: da blog a trasposizione a fumetti
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Da un blog ne sono venuti fuori i primi capitoli di un libro. Il blog è 1984comics.com e il volume in corso di lavorazione è rigorosamente a fumetti. Nato come progetto per appassionati alla narrativa orwelliana e fortemente convinto che il grande fratello sia tra noi in diversi modi, inizia così ad andare oltre i post più o meno quotidiani e lancia il primo e il secondo capitolo della trasposizione in immagini di 1984. Entrambi sono interamente consultabili online e di ognuno è stata fatta una presentazione su YouTube (1 e 2). In merito al progetto, si legge:
The initial idea came in late 2003. My contract with my editor had just been terminated and I was looking for a new project. I was being continuously harrased by friends and loved ones to read 1984. And once I did, I instantly knew that this book needed to be read by a wider audience and that it would make a good comic. Soon after all the legal research for the rights were out of the way, work on the design, the characters and the Big Brother posters began. While setting up the website I was approached by the 2600 crew for the visual of their bi-annual hacker conference, entitled The Fifth Hope. This event turned out to be the official announcement to the world that this project was under way.
Varie dalla rete
StandardQualche nuova segnalazione su argomenti eterogenei in ordine di lettura:
- via Cablogrammi, Courts Turn to Wikipedia, but Selectively
- via LSDI, Ma c’è ancora bisogno del giornalismo d’eccellenza?
- su Reporters, Carlo Felice Dalla Pasqua lancia il Il Fronte di liberazione degli archivi
- via Crimelist, Servizi Segreti. Nicolò Pollari nominato Consigliere di Stato
- via World Changing, ValueWiki: A new tool for collaborative investment research
- via Bernardo, Tra le righe, segnali poco allegri da cyber-Davos
Commons e convivenza con sistemi economici
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Un ambiente wiki-based per convidere le proprie opinioni sui prodotti venduti da Amazon: si tratta di Amapedia, iniziativa ancora in beta del colosso delle vendite elettroniche. Giochi di strategia e relativi concetti al momento gli argomenti più battuti. Obiettivi della piattaforma?
Amapedia introduces a new way of organizing product information that we call “collaborative structured tagging”. Articles about products are tagged with a term that describes what the product is (“is-a tags”) as well as their most important features (“facts”). We believe that this way of organizing information will make it easy for you to write about the products that you like most. This structured information will also allow other community members to easily discover, filter, and compare related products and product features.
Concettualmente collegato a quanto sopra il libro che viene recensito su Wordchanging, Capitalism 3.0 – A Guide to Reclaiming the Commons di Peter Barnes. Oltre ad essere rilasciato sotto Creative Commons ed essere quindi scaricabile in formato pdf (per acquistarlo, invece, si può fare un salto su Amazon), rappresenta un testo strano, di certo diverso da quello che si aspetterebbe dal titolo. E si presenta come tale a iniziare dal fatto che indica una via in base alla quale elementi finora concorrenti e spesso fattualmente incompatibili – come stato, commons ed economia privata – possano convivere e sostenersi a vicenda in un ambiente equilibrato.
Per diversi aspetti non si discosta molto da alcuni concetti espressi nel libro Wikinomics di cui si parlava poco tempo fa. In particolare quando approfondisce il rapporto tra profit e non profit e la loro progressiva integrazione.
Atto primo di una meta storia piuttosto nera
Standard“Allora, dov’è quello che l’ha trovato?”
“Là, commissario”.
L’agente Collotti della Ferroviaria compie un mezzo giro su se stesso quando indica Lo Schifoso. Lui e gli altri del turno hanno adottato il soprannome con cui già tutti chiamano il barbone che a Termini ha trovato il cadavere. Il commissario Valerio Martone segue il movimento del poliziotto e assume un’espressione disgustata, la narice sinistra che si alza verso l’orbita oculare e la bocca trascinata in un ghigno che scopre i canini. Lo Schifoso, schifoso lo è davvero e l’olezzo che emanano gli strati di abiti che ha addosso è pregnante, come di carogna consumata.
“Allora, Schifoso, vedi di raccontarmi quello che hai visto senza farmi perdere tempo”.
Oltre che schifoso, Lo Schifoso è anche sul rincoglionito andante e si fa intimidire dal piglio dello sbirro mentre questi si siede a cavalcioni su una sedia a un paio di metri da lui. “Come farà a sopravvivere là fuori”, pensa intanto Martone.
Lo Schifoso inizia a biascicare la sua storia e si capisce poco. Martone, impaziente e sbrigativo, gli chiede continuamente di ripetere. Anche voi immaginiamo abbiate fretta di andare a raccontare questa storiaccia sui vostri blog. Così, invece di decifrare le parole dello Schifoso, leggiamo il lapidario verbale relativo al ritrovamento dell’ammazzato. Perché di ammazzamento sicuramente si tratta. Continue reading
Contenuti creativi e di comunità
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Mentre il quartier generale di Creative Commons apre la campagna acquisti per l’estate prossima (si cercano uno sviluppatore e uno studente che segua la parte media e comunità), attraverso il suo blog si legge della pubblicazione del libro Community Created Content scritto da Herkko Hietanen (CC Finlandia), Ville Oksanen e Mikko Välimäki (rilasciato con licenza Creative Commons, il libro è scaricabile in formato pdf o acquistabile in rete via Turre, il sito dell’editore).
Legge, business e politica i capisaldi scanditi già nel sottotitolo del volume, che si apre con l’immagine del Time che riconosce in “voi” la persona dell’anno 2006. E prosegue per un centinaio di pagine soffermandosi su diversi aspetti. Interessante la parte ecosistemi-comunità che creano contenuti (capitolo 4) e il successivo sui sistemi economici e relativa sostenibilità. Discorso, quest’ultimo, che sembra andare a integrarsi in modo complementare con quanto registrato da Stefano Vitta e detto da Robin Good sabato scorso al BarCamp.
Politica in rete
StandardNasce The Politico per perlustrare gli ambiti della politica a stelle e strisce. In particolare:
We will bring an unblinking focus to three arenas of coverage: the politics of Capitol Hill and of the presidential campaign, and the business of Washington lobbying and advocacy […]. The Politico will assemble the most interesting and revelatory journalists—a mix of established names and promising young reporters—and set them to work on bringing to life the most important stories.
Venticinque i giornalisti e i contributori coinvolti a diversi titolo. Da questa parte dell’oceano, invece, c’è chi lancia un consiglio dei ministri trasparente che da Palazzo Chigi si trasferisce anche su YouTube.