Commons e convivenza con sistemi economici

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Amapedia Un ambiente wiki-based per convidere le proprie opinioni sui prodotti venduti da Amazon: si tratta di Amapedia, iniziativa ancora in beta del colosso delle vendite elettroniche. Giochi di strategia e relativi concetti al momento gli argomenti più battuti. Obiettivi della piattaforma?

Amapedia introduces a new way of organizing product information that we call “collaborative structured tagging”. Articles about products are tagged with a term that describes what the product is (“is-a tags”) as well as their most important features (“facts”). We believe that this way of organizing information will make it easy for you to write about the products that you like most. This structured information will also allow other community members to easily discover, filter, and compare related products and product features.

AmapediaConcettualmente collegato a quanto sopra il libro che viene recensito su Wordchanging, Capitalism 3.0 – A Guide to Reclaiming the Commons di Peter Barnes. Oltre ad essere rilasciato sotto Creative Commons ed essere quindi scaricabile in formato pdf (per acquistarlo, invece, si può fare un salto su Amazon), rappresenta un testo strano, di certo diverso da quello che si aspetterebbe dal titolo. E si presenta come tale a iniziare dal fatto che indica una via in base alla quale elementi finora concorrenti e spesso fattualmente incompatibili – come stato, commons ed economia privata – possano convivere e sostenersi a vicenda in un ambiente equilibrato.

Per diversi aspetti non si discosta molto da alcuni concetti espressi nel libro Wikinomics di cui si parlava poco tempo fa. In particolare quando approfondisce il rapporto tra profit e non profit e la loro progressiva integrazione.

2 thoughts on “Commons e convivenza con sistemi economici

  1. Grazie Antonella, mi hai suggerito una notizia interessante che ho prontamente riportato, rimane (temo) il problema che esiste una “base installata” e quello che manca secondo me è una visione di come ci si potrebbe portare dal “present mode of operation” al “future mode of operation”.. in ogni caso uno spunto di riflessione interessante.
    Grazie.

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