Aldo Balzanelli, Repubblica Bologna: pesi mediatici diversi a seconda del tipo di terrorismo

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Ha radione Aldo Balzanelli, alla guida di Repubblica Bologna, quando nota che vari fatti stragisti sono attribuiti al terrorismo di sinistra mentre la matrice sta altrove. E chiedendosi quali siano le ragioni, prova a dare una risposta:

Oggi si scopre che i ragazzi pensano che anche la strage di piazza Fontana, come già quella di Bologna, sia opera delle Brigate Rosse. Mi sono chiesto perchè per i giovani tutto il terrorismo sia stato rosso e una spiegazione, forse, l’ho trovata. Il terrorismo rosso ha avuto una vasta copertura mediatica: servizi, interviste, approfondimenti, inchieste, ricordi, film, persino sceneggiati televisivi. Quello nero molto, molto meno. La ragione è che il terrorismo di destra ha galleggiato molto più di quello di sinistra in un pentolone affollato di servizi segreti, pezzi dello Stato. È sempre stato contaminato da rapporti oscuri con il potere “ufficiale”, con la criminalità organizzata, la massoneria. È sempre stato scomodo, insomma, parlarne, imbarazzante, e in molti dunque hanno preferito tacere, dimenticare, rimuovere. E così i ragazzi, a forza di sentir parlare solo di Brigate Rosse, si son fatti l’idea che anche a mettere le bombe nelle banche, sui treni e nelle stazioni siano stati i nipotini di Renato Curcio.

Per quanto riguarda i fatti del 2 agosto 1980, si veda questo servizio realizzato pochi mesi fa.

One thought on “Aldo Balzanelli, Repubblica Bologna: pesi mediatici diversi a seconda del tipo di terrorismo

  1. Questo è dovuto anche al revisionismo strisciante che vi è oggi in Italia, vediamo anche per televisione sceneggiati come quello sulle foibe, e come “il sangue dei vinti” tratto dal libro di Pansa, che raccontano ovviamente la verità di parte. Non voglio giustificare anzi, condanno fermamente le strgagi titine delle foibe, ma condanno anche fermamente le atrocità commesse dal fascismo con la sua politica violenta sulle popolazioni jugoslave. Quindi raccontare dei fatti anche se reali, non spiegando però da cose questi sono stati generati, tuttavia tacendo questi motivi non si rimane certamente obiettivi. Così è anche per i terroristi, non trovo nulla di male che cesare Battisti sia estradato in Italia e paghi per i delitti compiuti, ma allo stesso tempo vorrei che anche Stefano Delle Chiaie pagasse per i suoi, basta vedere l’ampia letteratura su questo personaggio prodotta all’estero da scrittori di altri paesi per rendersi conto di cosa costui ha fatto in America latina, dirigendo in Bolivia assieme a Klaus Barbie uno squadrone della morte infine scoprendo che è stato un componente attivo di vari servizi segreti di regimi militari quali Brasile, Argentina, Uruguay, Cile, ed appunto Bolivia dove si è reso responsabile di atti di torture, sevizie, e stupri, compiuti su prigionieri ed oppositori politici eppure costui gode di assoluta libertà oggi in Italia (forse per le coperture e le protezioni di cui ha goduto qui in Italia da parte dei Servizi Segreti). Allora perché due pesi e due misure nell’applicazione della legge? Perché tanto accanimento con i terroristi di una parte e tanta comprensione con quelli dell’altra parte. Se la legge è uguale per tutti come è scritto nei tribunali a pagare (come è giusto) sono sempre quelli di sinistra e quasi mai quelli di destra. Forse perché conviene più perseguire quelli di sinistra non impelagati con coperture ed assistenza dei servizi segreti, di partiti politici ed istituzioni, che non con la destra perché poi ovviamente lo stato ci farebbe una bella “figura” se uscisse fuori la verità. Ma come diceva il buon vecchio Leonardo Sciascia: “Lo stato non si processa mai da sé”. Questa è purtroppo l’Italia.

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