Xaaraan – Il blog di Antonella Beccaria

Non credo nelle otto del mattino. Però esistono. Le otto del mattino
sono l'incontrovertibile prova della presenza del male nel mondo
Gli ultimi giorni, Andrew Masterson

Archiviato per June, 2008

Una tranquilla giornata criminaleRoberto Vignoli di Information Guerrilla segnala che nei giorni scorsi un intervento di Antonio Manzini a proposito di Una tranquilla giornata criminale. Sottotitolo: “Come sarà la vita in Italia ora che saranno sospesi i processi per decine di reati?” Un racconto strano, frutto della fantasia del suo autore, che inizia con una moglie massacrata dentro le pareti domestiche e che termina con un elenco di reati i cui procedimenti chissà che non saltino. E questa non è l’immaginazione dello scrittore. Il quale scrive nella sua narrazione all’apparenza surreale:

Finalmente al gate mi sedetti insieme a Paolo a sfogliare il Messaggero, che è l’unico giornale che riesco a leggere. E lessi. Avevano appena fatto una nuova legge che mi sembrava molto interessante. Paolo mi disse che non c’era più niente da temere. E che finalmente l’Italia stava diventando un paese come dio comanda grazie a quest’uomo che ci dava una mano concreta, mica chiacchiere. Berlusconi. Io penso che ce l’abbia mandato la provvidenza. Potevo tornare in Italia e stare tranquillo, continuare i miei affari, vivere felice e e libero in un bel paese democratico. Certo, mi sarebbe piaciuto aggiustare quel processo che ancora pendeva sulla mia testa, quando avevo corrotto un giudice patrimoniale (23). Ma poi scoprii che anche quello era un pensiero che non avevo più. Incredibile, ero nella stessa situazione del primo ministro

Gay Pride 2008 - Bologna

Gay Pride 2008 a Bologna.


L’edizione di quest’anno di Bo-Noir si avvicina e il video sopra è la sigla che aprirà le cinque serate. Programma ormai concluso, a breve online l’elenco degli ospiti.

Acido Lattico di Saverio FattoriSaverio Fattori è uno di quegli scrittori che l’italiano non lo usano, ma lo piegano e ne fanno uno stile narrativo del tutto personale e originale. Per averne dimostrazione si leggano Alienazioni padane e Chi ha ucciso i Talk Talk? (entrambi, essendo rilasciati riservandosi solo alcuni diritti, sono liberamente disponibili in rete nella biblioteca copyleft de iQuindici). E ora, alla vigilia dei contestati giochi olimpici, sta per uscire il suo nuovo romanzo, Acido Lattico (Gaffi Editore), un noir sportivo che si aggancia a una passione di Saverio, quella per l’atletica leggera, che, oltre a praticarla, racconta dalle pagine della rivista “Correre”. Ed ecco ciò di cui parla il libro:

Un romanzo sull’agonismo estremo, sull’individualismo degli ultimi venti anni che nello sport ha trovato varco e terreno fertile, lasciando spesso vittime sul campo. Un noir che non risparmia dettagli sul doping, sulle tecniche e gli escamotages, sulla realtà più bieca senza giri di parole, una cronaca avvincente e incredibilmente umana in bilico tra sport e attualità.

Di seguito un passaggio del libro:

Quando un estraneo mi chiede che lavoro faccio, con una sobria aria di superiorità sul mio interlocutore, dico: i cinquemila.

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Global Voices OnlineGlobal Voices Online, progetto che come scopo ha quello di “dare voce a chi non ha voce” riprendendo notizie che in genere i media tradizionali trascurano, sta preparando il suo summit, che si terrà a Budapest il 27 e il 28 giugno prossimi. Una prima notizia è che in quell’occasione verrà ufficializzato il lancio della localizzazione italiana, partito da alcune settimane sotto il coordinamento di Bernardo Parrella e grazie alla collaborazione di un team di traduttori professionisti ed esperti di nuovi media.

E una segnalazione ulteriore che riguarda Global Voices Online: pochi giorni fa è uscito un lungo pezzo in cui si racconta che Prison Diaries mette a nudo la realtà dei detenuti in Jamaica, dossier scritto da David Sasak e tradotto da Marta Mainieri. Si legge ad apertura del testo:

Quando si pensa a Kingston, la capitale della Jamaica, blog e podcast non sono certo le prime cose che vengono in mente. Solitamente la si associa a notizie tipo “Capitale mondiale per numero di omicidi“, oppure a Bob Marley e alla musica reggae. Ma certo non a un programma di riabilitazione che spiega ai detenuti di un carcere di massima sicurezza come curare un blog, creare un podcast e persino imparare a muoversi in Second Life.

Songs from a room è uno spettacolo live che approderà il prossimo 3 luglio alle 21 nella sala di seconda classe della stazione di Bologna e che vedrà la partecipazione di Daniele Biacchessi (voce narrante), Antonio “Rigo” Righetti (voce, basso elettrico, chitarra acustica) e Robby Pellati (percussioni e drum kit). Organizzato dall’Associazione 2 Agosto che riunisce i familiari delle vittime della strage del 1980, l’evento verrà nutrito da letture sulla memoria tratte dai libri di Ray Bradbury, Leonardo Sciascia, Beppe Fenoglio, Cesare Pavese e dello stesso Biacchessi.

LialaLa nuova sfida dell’ensemble narrativo Kai Zen è libera, copyleft e rosa: gli autori – tra l’altro – del romanzo La strategia dell’ariete (Jadel Andreetto, Bruno Fiorini, Guglielmo Pispisa e Aldo Soliani) infatti rilanciano il romanzo totale vestendolo del colore del sentimento. A modo loro, ovviamente:

Perché il romanzo rosa è da un lato straletto e stravenduto e dall’altro considerato serie B se non serie Z? Perché parla di sentimenti e non di marciume? Dipende. Dipende dal tipo di rosa, dal tipo di sentimenti, dal tipo di storia. L’ensemble narrativo Kai Zen ne combina un’altra delle sue: un romanzo rosa a libera partecipazione da scrivere in internet, ambientato durante le guerra di Crimea. Impavidi combattenti, misteriose dame, amori, tradimenti, intrighi e tutto il resto. Un rosa che può diventare rosso fuoco, o nero. Che può prediligere la fantasia alle tinte unite.

Si parte giovedì prossimo, il 26 giugno, con una certa dose di consapevolezza:

Molti storceranno il naso di fronte al più vituperato dei generi, eppure secondo noi il Rosa ha diversi assi nella manica. Siamo partiti un po’ per gioco e un po’ per spavalderia, ma man mano che la riflessione proseguiva ci convincevamo sempre più e infine, come Frederik Frankestin abbiamo sollevato il capo, con gli occhi iniettati di sangue e i capelli elettrici, urlando “si – può – fare”.

Master of the Mysteries: The Life of Manly Palmer HallSu BoingBoing viene segnalato un libro interessante appena uscito per Process Media, Master of the Mysteries: The Life of Manly Palmer Hall, scritto dal giornalista Louis Sahagun. Si tratta della biografia di un personaggio controverso e in Italia poco conosciuto che, trasferitosi negli Anni Venti a Los Angeles, divenne protagonista di una corrente culturale che si richiamava alla filosofia antica ed esoterica. Dalla descrizione del libro:

Hall revealed to thousands how universal wisdom could be found in the myths and symbols of the ancient Western mystery teachings. He amassed the largest occult library west of the Mississippi and founded The Philosophical Research Society in 1934 for the purpose of providing seekers rare access to the world’s wisdom literature. He became a confidante and friend to celebrities and politicians. In 1990, he died — some say he was killed — in what remains an open-ended Hollywood murder mystery. This dramatic story of Hall’s life and death provides a panorama of twentieth century mysticism and an insider’s view into a subculture that continues to have a profound influence on movies, television, music, books, art, and thought.

Cambiando argomento, ma forse neanche più di tanto, una segnalazione per a un amico, Luigi Milani (qui un suo ritratto), che ha vinto la prima edizione del concorso di poesia “nera” Orrorinversi con “Hyde”, componimento conciso e molto efficace.

Uniformed Letter Carrier with Child in MailbagThe Commons su Flickr, anche se non è proprio una novità (è stato lanciato lo scorso gennaio), è un progetto di grande interesse: pubblica le fotografie conservate negli archivi di alcuni istituti – al momento quelli che hanno aderito sono Libreria del Congresso (3815 elementi), Powerhouse Museum (550 elementi), Brooklyn Museum (2849 elementi) e Smithsonian Institution (862 elementi) – e sulle quali sono scaduti i diritti (o per le quali non è stato possibile identificare il nome dell’autore né altre informazioni che servissero per individuare i detentori dei diritti): la dichiarazione che si chiede agli enti che aderiscono è di nessuna restrizione nota sul diritto d’autore.

A questo punto entrano in gioco gli utenti che, visitando le gallerie, possono aggiungere tag e commenti e quindi dare una mano a tracciare il profilo delle immagini. E questo è proprio l’altro cardine del progetto: mettere a disposizione perché chiunque possa “contribuire alla descrizione delle raccolte di foto pubbliche di tutto il mondo”.

Un pornotopolino tra i PiratiGiusto oggi a Novaradio si parlava tra l’altro della legge di Topolino. L’ultimo atto, verrebbe da dire, di una storia di prepotenze verso chi osava avvicinarsi ai suoi personaggi. Una di queste storie è raccontata nel libro Un pornotopolino tra i Pirati di Bob Levin, descritto da Komix.it come “il libro che ripercorre la battaglia tra la Disney e un gruppo di disegnatori underground”. Infatti:

Estate del 1971, San Francisco: viene pubblicato il primo numero di un comic book su Topolino. Ma non si tratta del consueto prodotto per famiglie disneyano. No, qui Mickey Mouse e i suoi amici si impelagano in situazioni dissacranti e sbeffeggianti, in mezzo a turpiloqui, violenze, sesso sfrenato e stupefacenti. Il tutto pubblicato senza alcuna autorizzazione. È il primo attacco al copyright Disney da parte dei cosiddetti Pirati dell’Aria: un collettivo di artisti underground, capitanato da Dan O’Neill, che negli anni ‘70 decise di sbeffeggiare la Disney con deliberate violazioni del copyright (miranti a scuotere il “buonismo” zuccheroso imposto dalla Disney alla cultura popolare americana). Bob Levin, in questo saggio di 272 pagine proveniente dagli archivi Fantagraphics, ricostruisce la battaglia legale e la lotta culturale dei Pirati dell’Aria, originariamente narrata sul mitico The Comics Journal. A corredo del testo, applaudito per il suo rigore e la sua imparzialità, anche un ricchissimo apparato fotografico, e circa 30 pagine dei comics “illegali” prodotti dai Pirati dell’Aria durante la loro suicida sfida al gigante disneyano.

Luigi Milani riprende un articolo che ne parla. Ma per leggerne direttamente si può fare riferimento al blog balcanico Srebrenica Genocide che, creato dall’organizzazione Bosnian Family (Bosfam), per presentarsi scrive di “non riportare alcuna opinione, ma fatti giudiziari appurati per la prima volta dal tribunale penale internazionale per l’ex-Jugoslavia e successivamente dalla corte internazionale di giustizia”.

I fatti a cui si riferisce riguardano l’eccidio di Srebrenica quando, nel luglio 1995, migliaia di vittime bosniache di religione musulmana (oltre ottomila dicono le fonti ufficiali, almeno diecimila sostengono le associazioni dei familiari delle vittime) vennero trucidate dalle truppe serbo-bosniache di Ratko Mladic. Il procedimento giudiziario a cui il post di cui sopra si riferisce è quello che si sta celebrando alla corte dell’Aja contro i presunti complici dei criminali di guerra balcanici. Tra gli imputati ci sono le Nazioni Unite e il governo olandese, colpevoli – secondo l’accusa – di non aver protetto per negligenza l’enclave musulmana. Non l’avrebbero fatto perché quella gente non aveva diritto a una protezione speciale, i militari stavano lì con scopi di pace e non di guerra né le truppe erano sufficientemente addestrate, si difende l’Olanda. Ma Hasan Nuhanovic, sopravvissuto al massacro e ai tempi interprete per gli effettivi ONU, e altri familiari stanno però raccontando una realtà differente.

  • Christian Elia, Guantanamo Spaghetti:

    Questa l’accusa, supportata da testimonianze e verifiche, che Reprieve, un’organizzazione non governativa con sede a Londra che si occupa di assistenza legale alle persone coinvolte nella ‘guerra al terrorismo’ delle quali siano stati violati i diritti inalienabili, lancia all’Italia. In particolare sono sette i casi in esame, tutti di cittadini tunisini residenti in Italia all’epoca dell’arresto che gli è costata la detenzione a Guantanamo. Lofti bin Alì, Saleh Sassi, Adel Ben Mabrouk, Lofti bin Swei Lagha, Hedi Hamamy, Adel al-Hakeemy e Hisham Sliti. Le responsabilità italiane nell’odissea di queste persone è diretta. Reprieve, infatti, dimostra come tutti loro sono stati catturati in Pakistan o in Afghanistan su informazioni, rivelatesi infondate, delle forze di polizia o d’intelligence italiane. Tutti e sette, adesso, sono stati scagionati da qualsiasi accusa e sono in sostanza liberi di tornare a casa. Ma qui sta il punto: la Tunisia, per unanime parere delle principali organizzazioni internazionali, è un Paese nel quale viene praticata sistematicamente la tortura. Non possono essere rispediti in patria dunque, dove nel frattempo (e sempre partendo dalla responsabilità oggettiva degli italiani) in contumacia sono stati condannati a pene dai dieci ai quaranta anni. Per non aver fatto nulla.

La croce sulle labbraUn paio di segnalazioni. La prima riguarda Danilo Arona che, per la seconda volta in pochi mesi, esce nella collana Segretissimo di Mondadori con un nuovo libro, La croce sulle labbra, questa volta firmato con Edoardo Rosati. E anche questo volume si preannuncia in pieno stile aroniano:

Quale segreto si nasconde dietro il feroce assassinio rituale di un povero vecchio in una remota isola dei Caraibi? Qual è l’origine delle improvvise, sanguinarie eruzioni di furia omicida che portano a vere e proprie “stragi degli innocenti”? Quale orrore invisibile si va moltiplicando nelle sinistre “unzioni” perpetrate da misteriosi emissari tribali? Quale forza è in agguato dietro l’enigmatico, inumano culto di Exù? Molti, troppi enigmi per tre coraggiosi medici impegnati in una corsa disperata contro il dilagare di un morbo in grado di annientare tutto. E tutti.

Concorso per corti in Creative CommonsLa seconda segnalazione invece arriva dalla scrittrice Monica Mazzitelli che, di argomento piuttosto diverso, annuncia il Concorso per corti in Creative Commons, organizzato in collaborazione con il Copyleft Festival per tramite dell’associazione InProspettiva. Qualche informazione ulteriore sul concorso:

Per questa prima edizione si è scelto di dividere il concorso in due sezioni: “liberissimo” e “metroinferno”. Alla prima può partecipare qualsiasi lavoro che venga rilasciato con licenza CC, la seconda è legata alla produzione di lavori in CC ispirati alla web-antologia copyleft Tutti giù all’inferno. Il materiale pubblicato sul sito o nuovo materiale prodotto sull’ispirazione della web-antologia deve essere usato per soggetti/sceneggiature. Entrambe le sezioni prevedono che tutto il materiale utilizzato nella realizzazione sia rilasciato con licenza Creative Commons (immagini, sceneggiatura, musica, etc) e indicato come tale nei titoli, e che ciascun corto abbia durata massima di 15 minuti.

Antonio Di Pietro lancia attraverso il suo blog la campagna Arrestateci tutti di cui si può leggere ancora qui. Ecco il contenuto dell’iniziativa:

Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi non ha tempo per gli italiani, per le vere emergenze del Paese. Il suo tempo lo dedica esclusivamente ai problemi personali, alle pendenze giudiziarie (dal processo Mills alla vicenda delle intercettazioni con Saccà), alla difesa ad oltranza delle concessioni pubbliche che gli consentono di trasmettere Rete4 e di incassare gli introiti pubblicitari attraverso Publitalia. Berlusconi non ha tempo per occuparsi degli italiani, è troppo occupato, anzi pre-occupato per le sue vicende private. Il suo è un governo ad personam, composto da persone fidate e nominate ministri per proteggere i suoi interessi.

La cosiddetta legge sulle intercettazioni, che tappa la bocca ai giornalisti e impedisce alla magistratura di indagare sulla maggior parte dei reati, non è voluta dagli italiani onesti, ma da politici disonesti. Questa legge impedirà la cronaca giudiziaria su atti pubblici. Non verremo più a sapere dei furbetti del quartierino, delle operazioni omicide compiute all’ospedale Santa Rita di Milano. Questa è una legge fascista. Esiste di fronte allo scempio della democrazia il diritto di disobbedienza civile da parte dei cittadini. Ed è esattamente quello che farò in questo blog e nel sito dell’Italia dei Valori, che pubblicheranno senza alcun timore delle conseguenze ogni atto pubblico di natura giudiziaria che sia di interesse dell’opinione pubblica.

Inoltre, l’Italia dei Valori darà il proprio supporto legale a tutti i blogger che saranno perseguiti per aver pubblicato notizie giudiziarie pubbliche.

Berlusconi deve sapere che l’Italia non è ancora di sua proprietà e che la democrazia non si può negoziare.

Intanto si dia un’occhiata anche al post di Massimo Russo Manette ai blogger: 64 arresti in cinque anni dove il focus su amplia e si legge che:
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Mauro RostagnoL’articolo che segue, La mafia ha ucciso Rostagno. La verità in un bossolo di Davide Varì che riprende un’inchiesta di Enrico Deaglio, è stato pubblicato oggi sul quotidiano Liberazione. Mauro Rostagno, sociologo di origine piemontese che fu tra i fondatori di Lotta Continua, venne assassinato in Sicilia il 26 settembre 1988 e diverse furono le ipotesi formulare su questo delitto è una buona ricostruzione l’aveva fatta Carlo Lucarelli in una puntata di BluNotte. Ecco ora le novità investigative a cui è giunto il magistrato siciliano Antonio Ingroia.

La notizia, attesa da vent’anni, è di quelle che ti fanno riappacificare con la giustizia: «Gli assassini di Mauro Rostagno saranno chiamati a difendersi nei prossimi mesi di fronte alla Corte di Assise di Trapani». A rivelarlo è Enrico Deaglio con un’ampia inchiesta pubblicata sull’ultimo numero di Diario, numero da oggi in edicola. Il merito va ad Antonio Igroia, il magistrato palermitano che non ha mai mollato la presa e, dopo dodici anni di inchiesta, ha chiesto il rinvio a giudizio per Vincenzo Virga organizzatore dell’agguato al giornalista torinese che, pare, fu commissionato da Totò Riina in persona.

Sembra proprio che questa volta il Pm Ingroia, abbia una prova definitiva, «una prova decisiva» grazie alla quale si farà finalmente luce su una vicenda caratterizzata da depistaggi, veleni e manovre oscure. Una vicenda simbolo di quella fitta rete di misteri che caratterizza il nostro Paese. Ma andiamo con ordine, partiamo da quel 26 settembre del 1988, la notte in cui Mauro Rostagno fu assassinato con quattro colpi di fucile calibro 12 e due colpi di pistola calibro 38 special.
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