Un pornotopolino tra i PiratiGiusto oggi a Novaradio si parlava tra l’altro della legge di Topolino. L’ultimo atto, verrebbe da dire, di una storia di prepotenze verso chi osava avvicinarsi ai suoi personaggi. Una di queste storie è raccontata nel libro Un pornotopolino tra i Pirati di Bob Levin, descritto da Komix.it come “il libro che ripercorre la battaglia tra la Disney e un gruppo di disegnatori underground”. Infatti:

Estate del 1971, San Francisco: viene pubblicato il primo numero di un comic book su Topolino. Ma non si tratta del consueto prodotto per famiglie disneyano. No, qui Mickey Mouse e i suoi amici si impelagano in situazioni dissacranti e sbeffeggianti, in mezzo a turpiloqui, violenze, sesso sfrenato e stupefacenti. Il tutto pubblicato senza alcuna autorizzazione. È il primo attacco al copyright Disney da parte dei cosiddetti Pirati dell’Aria: un collettivo di artisti underground, capitanato da Dan O’Neill, che negli anni ’70 decise di sbeffeggiare la Disney con deliberate violazioni del copyright (miranti a scuotere il “buonismo” zuccheroso imposto dalla Disney alla cultura popolare americana). Bob Levin, in questo saggio di 272 pagine proveniente dagli archivi Fantagraphics, ricostruisce la battaglia legale e la lotta culturale dei Pirati dell’Aria, originariamente narrata sul mitico The Comics Journal. A corredo del testo, applaudito per il suo rigore e la sua imparzialità, anche un ricchissimo apparato fotografico, e circa 30 pagine dei comics “illegali” prodotti dai Pirati dell’Aria durante la loro suicida sfida al gigante disneyano.