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Xaaraan – Il blog di Antonella Beccaria

Non credo nelle otto del mattino. Però esistono. Le otto del mattino
sono l'incontrovertibile prova della presenza del male nel mondo
Gli ultimi giorni, Andrew Masterson


Archiviato per November, 2006

Si sono aperte in questi giorni le votazioni per l’assegnazione del Premio Giorgio Scerbanenco e tra i titoli dei romanzi in concorso ce n’è uno di cui si è parlato spesso nei mesi scorsi da queste parti (almeno 1, 2, 3 o 4 volte). Dunque, se ci si può permettere un’indicazione di voto (per esprimere il quale c’è tempo fino al prossimo 30 novembre), pur avendo apprezzato anche alcuni degli altri libri in corsa, è per la gotica piemontesità della Bassavilla di Danilo Arona.
Intanto, sempre in questi giorni, in rete c’è chi sta lanciando un appello contro chi vuole imporre forme di “selezione” sui contenuti ritenuti “non appropriati”. Non appropriati rispetto a cosa, è la domanda?

Venerdì 17

Knight Templar - From the Chronicle of France or of St. Denis (Source: Wikipedia)17 o XVII. Che anagrammato diventa VIXI. Che in latino è un verbo al tempo perfetto. Che tradotto in italiano vuol dire vissi (e magari ora non più). Già per questo ci sarebbe da ricorrere alla scaramanzia. Si pensi poi che il 17 se la litiga con il 13 sulla vera data di un evento storico: perché accadde un venerdì dell’Anno Domini 1307, mese di ottobre, che Filippo il Bello diede ordine di sterminare i Templari (sicuramente in quell’occasione qualche maledizione fu lanciata). A dire il vero, però, le due cifre se la litigano per mania di protagonismo e folklore popolare: la drastica fine dell’ordine ispirato da Bernardo di Chiaravalle avvenne il 13 ottobre.

Ma ci sarebbero altre ragioni per far ritenere il 17 un numero sfortunato: il diluvio universale, secondo l’Antico Testamento, iniziò il 17° giorno del secondo mese (ma si concluse lo stesso giorno del settimo mese). I pitagorici lo aborrivano perché, misero, se ne stava tra il 16 e il 18, perfetti nella loro rappresentazione di quadrilateri 4×4 e 3×6. Luigi XVII, misero pure lui, inciampò nella Rivoluzione Francese e nel 1795, malaticcio e cagionevole, morì carcerato nella prigione del Tempio (che peraltro fu in precedenza luogo sacro dei Templari). (more…)

The exterminators: bug brothers Vol. 1La Vertigo Comics ha pubblicato la versione PDF del primo volume di una quindicina di serie di fumetti di culto.

Tra questi, possono dunque essere scaricati i file che si riferiscono, per esempio, a The Sandman – Preludes and nocturnes, sceneggiato da Neil Gaiman. Il quale ha firmato anche un altro degli episodi-estratti presenti, The books of Magic. Nella collezione compaiono Transmetropolitan – Back on the street, scritto da Warren Ellis e illustrato da Darick Robertson e Rodney Ramos. Oppure, ancora, The exterminators: bug brothers Vol. 1 di Simon Oliver con disegni di Tony Moore e copertina di Philip Bond.

Per rintracciare altre serie, si può visitare la sezione Graphic novels – Vertigo: se accanto al titolo compare “#1″, significa che la scheda del fumetto è corredata dall’episodio scaricabile

Il SaloneEddai. Un’iniziativa che avrebbe potuto essere apprezzabile si rivela invece la solita roba fatta senza tenere conto degli utenti nel loro complesso. Accade che Mondadori lanci la sezione dedicata agli ebook: non si scaricano gratuitamente – e questo può star bene -, si acquistano a un prezzo inferiore a quello dei libri cartacei venduti in libreria. Anche se poi gli 8 euro per Gomorra di Roberto Saviano o gli 11 per Inchiesta su Gesù di Corrado Augias e Mauro Pesce non sono prezzi così popolari. Ma non è delle politiche commerciali dell’editore di Segrate che si vuole discutere. È del formato dei volumi elettronici. (more…)

Un anniversario dimenticato

Ci sono anniversari di cui si è persa memoria al di fuori degli ambiti strettamente privati. È il caso dei carabinieri di Bagnara di Romagna, trucidati il 16 novembre 1988, diciotto anni fa, all’interno della caserma presso cui prestavano servizio. Omicidio-suicidio, si disse, un episodio di follia per chiudere velocemente il caso, seppellire i morti e riprendere vita e attività di sempre. Questo malgrado la vicenda abbia lasciato dubbi e ancora oggi ci sia chi si pone domande.

O.Design Il progetto è piuttosto giovane, ma non per questo ha le idee poco chiare. Anzi. Si chiama o.Design, è costituito da una comunità di designer e progettisti e ha come obiettivo, oltre alla presentazione delle proprie realizzazioni, qualcosa di più ambizioso e di ancora poco noto in Italia: andare verso un design condiviso. Dunque, lo schieramento dei pensatori davvero liberi, composto da scrittori, musicisti, artisti, si arricchisce di un nuovo fronte.

Un progetto sul design in chiave libera. Come nasce: come è stata formulata l’idea e come si è evoluta prima di arrivare sul web? Da che considerazioni di base siete partiti?

Il progetto o.Design nasce dalla necessità di mettere in contatto vari soggetti che abbiano in comune l’interesse verso un metodo di progettazione collaborativo. Per un designer non affermato, è molto difficile mettersi in luce, essendo il campo del design appannaggio di pochi specialisti, restii a condividere il loro sapere.

L’idea di base è nata dall’osservazione di una tradizione radicata di auto-costruzione di manufatti, che oggi viene rivalutata da una certa parte del design e aggiornata alle tecniche attuali. L’osservazione dei modelli open source viene traslata al mondo del design attraverso la progettazione condivisa e i wiki. Questi principi di base sono stati già applicati a realtà variegate come il progetto Thinkcycle del MIT, in cui si progetta collettivamente attraverso forum, oggetti che successivamente vengono anche coperti da brevetto e prodotti industrialmente. Un altro esempio di questo tipo è Instructables al cui interno sono presenti tutorial realizzati dagli utenti, che successivamente sono sottoposti al giudizio degli altri.

Il testo completo dell’intervista è disponibile sui siti di Permesso d’Autore e di Creative Commons Italia.

Segreti e simboli dei RosacroceArgomento affascinante, quello dei segreti e dei simboli dei Rosacroce tra il XVI e il XVII secolo, soprattutto se si ha la possibilità di consultare materiale dell’epoca. Il titolo originale della collezione è in tedesco, Geheime Figuren der Rosenkreuzer, e le tavole sono state scansite e pubblicate dalla University of Wisconsin Digital Library per essere archiviate all’interno della History of Science and Technology Collection (che contiene diverse altre collezioni di notevole interesse).

Delle tavole dei Rosacrose se ne parla anche su BibliOdyssey e su Boing Boing. In merito al diritto d’autore, si dice che:

Images, text, or other content downloaded from the collection may be freely used for non-profit educational and research purposes, or any other use falling within the purview of “Fair Use”.

Vibrisse e libri

vibrisselibriEra stato annunciato e, quando si fa sul serio come in questo caso, viene il momento di passare dalle parole ai fatti: come annuncia Giulio Mozzi, sta per nascere vibrisselibri e il lieto evento è previsto per giovedì prossimo, 16 novembre, a Roma, quando l’iniziativa editoriale sarà presenta ufficialmente.

Inoltre, mercoledì l’Ora Blu sarà alle 18 alla bolognese libreria Mondadori di via D’Azeglio. La faranno scoccare Gianfranco Nerozzi e Andrea Cotti insieme a Maurizio Matrone.

Infine, su Carmilla Online, si parla di Bambini di Satana riprendendo l’intervista pubblicata da La Tela Nera.

Casa Pannella e la polemica con Radio RadicaleSarebbe in errore chi volesse tirare in ballo posizioni da editto bulgaro in tempi di centro-sinistra. E soprattutto di Internet. Eppure accade che la violazione di una licenza d’uso apposta a materiali liberamente disponibili e riutilizzabili in rete venga scambiata per una stroncatura politica.

Ecco i fatti. Un blogger, Daw, scarica dal sito di Radio Radicale i contributi audiovideo di un acceso e colorito scambio di opinioni tra Marco Pannella, Daniele Capezzone ed Emma Bonino alla vigilia del recente congresso che ha visto un avvicendamento alla segreteria del partito. Il materiale viene rimontato e ne diventa un filmato di satira, Casa Pannella: protagonisti ne sono i tre esponenti politici che vengono inseriti in un contesto di travagliato e irridente menage familiare. Fin qua nulla di male: piaccia o meno il risultato, è legittimo.

Il testo completo di È censura? No, è violazione del diritto d’autore

Arrestato un “ladro” di canzoni via Luca De Biase il quale riporta:

Joi Ito segnala che hanno arrestato l’ennesimo “furfante” che osava suonare con l’armonica in un bar delle canzoni soggette al copyright… Sic…

Mainichi Daily News
Elderly harmonica player arrested for performing copyrighted songs at bar
A 73-year-old bar manager who illegally performed copyrighted tunes by the Beatles and other artists on the harmonica was arrested Thursday on suspicion of violating the Copyright Law, police said. Arrested was Masami Toyoda, of Tokyo’s Nerima-ku. He has reportedly admitted to the allegations against him. Investigators accuse Toyoda of illegally performing 33 songs such as the Beatles’ songs “Here, There and Everywhere” and “Yesterday,” whose copyrights are managed by the Japanese Society for Rights of Authors, Composers and Publishers. He allegedly performed the songs on the harmonica with a female pianist at the bar he operated between August and September this year.

Il delitto della Croara

Per accedere alla grotta bisognava superare un cancello di ferro chiuso da un pesante lucchetto, che era stato tranciato (Marco Bettini)Premessa

Nella prima metà degli Anni Ottanta, a Bologna, si verificarono quattro omicidi collegati in modo più o meno pindarico al DAMS. Per l’opinione pubblica e per i giornali, sarebbe stato in azione un serial killer che uccideva chi ruotava intorno alla facoltà universitaria emiliana. Ma era solo una suggestiva ipotesi, una fantasia, per una serie di crimini che nulla avevano a che vedere l’uno con l’altro.

Le vittime furono Angelo Fabbri, 26 anni, Liviana Rossi, 22 anni, e Francesca Alinovi, 35 anni. Infine la storia di Leonarda Polvani, forse quella maggiormente misteriosa tra i quattro crimini finiti sotto la posticcia etichetta dei delitti del DAMS [1].

Scomparsa sotto casa

È il 29 novembre 1983, sono le otto di sera. C’è una giovane donna che arriva a casa in auto, imbocca l’ingresso del garage e va a parcheggiare dietro la vettura del marito. È partita una mezz’ora prima dal centro di Bologna dove lavora come disegnatrice di preziosi per una gioielleria e ora è a Casalecchio di Reno, cintura del capoluogo emiliano. Una volta spento il motore, afferra la borsa, un sacchetto che contiene una confezione da sei di uova e una gavetta di metallo con cui si porta il pranzo al lavoro. Fa per avviarsi di sopra, verso l’appartamento nel quale vive con il marito. Ma a quel punto scompare. Sparisce lungo un percorso che sarà sì o no di cinque metri. (more…)

  • 8 commenti
  • Scritto per storie nere
  • Scrittoria(r)matiArriva la free-press letteraria. L’iniziativa si chiama Scrittoria(r)mati, deriva da un’idea di Gian Paolo Serino e, oltre a essere distribuita su carta in diecimila copie in diversi punti che comprendono librerie, cinema, locali pubblici e università, sarà disponibile online anche sul sito WeBook.

    Inoltre è stato pubblicato il programma della seconda edizione di Politicamente scorretto, manifestazione in cui la «Letteratura indaga i Gialli della Politica» ideata da Carlo Lucarelli e curata quest’anno da Luigi Bernardi, Paola Parenti e Loredana Taddei. Segreto di stato, la strage di Ustica e il noir napoletano e spagnolo gli argomenti cardine che saranno discussi dal 24 al 26 novembre a Casalecchio di Reno.

    The 9/11 Report: A Graphic Adaptation è l’adattamento a fumetti del 9/11 Commission Report. Autori sono Sid Jacobson ed Ernie Colón che a conclusione del volume – disponibile online (su Amazon invece qui) – danno un giudizio sulle azioni del congresso e del presidente degli Stati Uniti. Ne esiste anche la traduzione (su IBS) in italiano senza che però ne sia stato pubblicato il corrispettivo in rete.

    The Shakespeare ChroniclesThe Shakespeare Chronicles è una specie di noir scritto da Jamie Boyle, docente al Center for the Study of the Public Domain della Duke Law School ed esponente di Creative Commons. Lo storia è incentrata su un’indagine volta a scoprire chi è il vero “padre” delle opere del grande drammaturgo. Dice l’autore nella presentazione del libro:

    A novel that is part literary mystery, part historical detective story, built around an obsessive search for the true author of Shakespeare’s works. Stanley Quandary is a professor of English and a very ordinary man. But then he starts to have the strangest, most realistic dreams, dreams that seem to solve one of the greatest mysteries of all time, to expose a conspiracy of silence that is over 400 years old. They even suggest a way to win back his estranged wife. Of course, he might be going insane…

    Per chi volesse leggerlo, non c’è che l’imbarazzo nella scelta di formato, supporto e costo. Un capitolo la settimana sarà pubblicato gratuitamente sul sito di Boyle. Chi volesse invece acquistare l’ebook, può farlo a un dollaro e mezzo su Lulu.com nella pagina ad hoc mentre chi non rinuncia al volume ha a disposizione una doppia opzione: la versione paperback e quella rilegata. Il tutto rilasciato sotto Creative Commons, of course.

    kai zen : ensemble narrativoSu kaizenology, la newsletter periodica di kai zen : ensemble narrativo, si legge che si è arrivati alla fase di editing del loro prossimo romanzo, il cui titolo provvisorio è Al-Hàrith. Il libro uscirà nei primi mesi del 2007 pubblicato da Mondadori per la collana Strade Blu. Su trama e contenuti, ovviamente, non si può ancora dire nulla, ma un’ottima notizia già disponibile è che il libro sarà rilasciato con una licenza copyleft. Il primo per la casa editrice di Segrate.

    Una sorpresa, inoltre, considerando l’editore, il quale – per tramite della direzione editoriale – aveva dichiarato la primavera scorsa a Specchio, il supplemento della Stampa, di non essere interessato a questi ambiti ai quali, si aggiungeva, non serve un editore dato che possono pubblicare autonomamente. A maggior ragione, complimenti a kai zen.

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