Empty Show: US Army, Return to Sender

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L’Empty Show è un movimento artistico nato e cresciuto in Australia che varie volte si è manifestato nel corso degli ultimi anni. Nei fatti, decine di persone si radunano per decorare, ritrarre, filmare e ridare vita attraverso il colore e la creatività a case abbandonate, spazi dismessi e aree che, seppur in disuso, sono messe sotto chiave.

L’ultima ha avuto luogo un paio di settimane fa a Melbourne e, come sempre è accaduto in queste occasioni, non sono mancati messaggi di carattere fortemente politico, come quello a fianco. Altre immagini dell’ultimo appuntamento sono disponibili qui e qui.

Per chi volesse ripercorrere velocemente la storia dell’Empty Show attraverso le fotografie, può navigare nella galleria pubblicata su Flickr che raccoglie alcuni scatti dell’evento del 2003. Inoltre, in merito alla manifestazione e alle sue istanze politiche, si può consultare anche il blog A Space Outside.

Creative Commons e artisti Uk: giovani, avanguardisti e pratici

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Creative CommonsNon solo creatività nella realizzazione delle proprie opere, ma anche nell’utilizzo del diritto d’autore e dei canali di distribuzione. Dice questo un recente report, UK Artists, Copyright and Creative Commons, redatto all’Arts Council England e da OpenBusiness.cc e rilasciato con licenza Creative Commons. È il resoconto di uno studio semestrale da cui si desume che l’utilizzo del copyleft tra gli artisti britannici deriva da molteplici ragioni. Innanzitutto la percezioni di un’eccessiva complessità nella gestione del “tutti i diritti riservati” a fronte di una maggiore praticità delle licenze copyleft. Inoltre questa modalità risulta più presente tra le avanguardie culturali e tra i più giovani facendo registrare, nel solo Regno Unito, oltre 140 mila siti in regime Creative Commons.

Infine, un ringraziamento a Wu Ming per la segnalazione sull’ultimo numero di Giap.

La galleria dei mostri giocattolo

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General Mills Count Chocula (c1975)La galleria dei mostri giocattolo nasce con uno scopo bizzarro: quello di preservare le diverse sfaccettature della cultura popolare che rischiavano di andare perdute man mano che determinati giocattoli venivano ritirati dal mercato. Il sito, vecchiotto nella struttura ma divertente nei contenuti, è stato creato da un appassionato del ramo, il giornalista Raymond Castile, l’ideatore anche dell’analogo State of Horror, e molte delle immagini finora pubblicate arrivano dalla sua collezione personale. A lui, nel corso del tempo, si sono aggiunti altri contributori.

Al momento, su Gallery of Monster Toys sono state create sezioni dedicate agli Anni Sessanta, Settanta, Ottanta e Novanta e oltre ai giocattoli propriamente intesi si possono trovare anche figurine e manifesti risalenti ai diversi periodi catalogati. Per lo più, le diverse figure spettrali si ripetono: Dracula, Frankenstein, la Mummia, gli alieni, i licantropi. Interessante vedere come cambia il loro design con il trascorrere del tempo e come di decennio in decennio vengono rivisti.

Segnalazioni dal web

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Sicuramente questo appuntamento piacerà a Lele: dal primo al 3 dicembre a Milano ci sarà il Bicycle Film Festival (qui il programma). Intanto, per continuare confidenzialmente con qualche segnalazione tra amici, dopo l’arrivo di Roberto che disquisisce di Commercial Open Source Software, anche Luigi sbarca nella blogosfera con le sue False Percezioni.

Margherite alla candeggina

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Margherite alla candegginaSerata di letture e collage giusto per tirare qualche somma sulla questione “chiudiamo Internet per tutelare le future generazioni”. A Berlusco’, ricordate de chi t’ha voluto bene, urlava poco più di cinque anni fa Francesco Rutelli “ospite” dell’Ottavo Nano. Mentre lui continua a fumarsi margherite, sicuramente ha ragione chi adombra il fondato sospetto che le faccia girare anche ai compagni di partito. Come Giuseppe Fioroni. Che, fulminato dalla via cinese a Internet, in serata ha fatto mettere “in costruzione” il suo blog dopo che da più parti gli è stato notare che non sta bene parlare di lotta alla pornografia in rete e tutela dei minori quando i commenti della sua agorà politica con i cittadini, più che un dialogo, sono (erano) una carrellata dello spamming più inflazionato che circola in rete. Ma ora il problema è risolto: spenti i cellulari e il sito, per Natale arriverà la regolamentazione e magari anche le figurine che la spiegano.

Addio al Professor Bad Trip

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Professor Bad TripScrive Giuseppe Genna nell’articolo Have a wonderful trip, grande Professor Bad Trip a proposito dell’artista scomparso sabato scorso:

Con il Professor Bad Trip, senza fare facile retorica (sempre più rischiosa nei momenti di lutto), non evapora per niente la forza di un segno che ha inciso la memoria di almeno 25 anni. Se ne va un artista che, nelle sue contaminazioni e nella sorprendente resa del suo immaginario disparato eppure coerente, è stato il nostro Keith Haring, soltanto un po’ più profondo di quest’ultimo. La perdita, in termini umani e artistici è enorme. Ma appunto adesso si misura, con la storia e con il tempo, la decisività del geniale lavoro di Bad Trip: e lo scrivente è pronto a mettere la mano sul fuoco del tempo e a sostenere che, da esso, come un’araba fenice l’opera del “Professore” uscirà indenne – siamo, cioè, a livelli d’arte, non di pubblicistica.

Altre parole si possono leggere seguendo questi link:

Il treno 8017 per Potenza

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La Galleria delle Armi - Fonte: L'Europeo, 1956Premessa

La vicenda di seguito rievocata risale al 1944. Anno di guerra. Anno di eserciti alleati contro eserciti occupanti in cui infuria la lotta partigiana e il tribunale speciale della repubblica di Salò decreta la morte dei componenti del Gran Consiglio che il 25 luglio precedente destituirono Mussolini. In cui Palmiro Togliatti pronuncia il discorso di Salerno che segna la via democratica del partito comunista italiano. In cui Roma viene liberata.

Ma è anche l’anno in cui, nel mese di marzo, ha luogo una delle più gravi sciagure ferroviarie di cui oggi si è quasi persa memoria. Questa storia è ambientata sulla linea Battipaglia-Potenza, nella Galleria delle Armi, tra le stazioni di Balvano e Bella-Muro. Sul treno merci 8017, partito da Napoli alla volta di Potenza, 47 vagoni a cui si deve aggiungere una seconda motrice modello 476 di montagna altrimenti il convoglio non riuscirà a superare le pendenze di montagna, viaggiano abusivamente circa seicento persone. Ne moriranno 512 e di queste 193 non verranno identiticate. Le cause della sciagura verranno attribuite all’eccessivo peso del treno e al carbone che gli Alleati usavano per la trazione dei convogli. Combustile importato dalla Jugoslavia di qualità scadente, ricco di scorie e a basso potere calorico. Il che, tradotto in altri termini, vuol dire un’alta percentuale di monossido di carbonio. Continue reading

Un fumetto su Karl Koch

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Uccidere un hacker di Andrea FerraressoSu Libera Cultura si segnala la pubblicazione elettronica di un fumetto, Uccidere un hacker, realizzato da Andrea Ferraresso e rilasciato con licenza Creative Commons. È la cronaca di ciò che presumibilmente accadde prima del giugno 1999, quando Karl Koch, del tedesco Chaos Computer Club e conosciuto nel cyberspazio con lo psedonimo di Hagbard-Celine, venne ritrovato senza vita nei boschi tra Hannover e Wolfsburg.

Non era uno sconosciuto, Koch, era stato negli Anni Ottanta uno dei protagonista della scena dell’hacking europeo insieme ad altri due hacker, Pengo e Markus H. Di loro si erano occupati la stampa, erano stati tra i protagonisti del libro uscito nel 1990 The Cuckoo’s Egg, scritto da Clifford Stoll, e di 23 di Hans-Christian Schmid e Michael Gutmann. Una storia mai del tutto chiarita, tra passione, malattia e servizi segreti.

“Sui media non si media”

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Da Giornalismi possibili. «Il cosiddetto mainstream informativo-comunicativo […] è essenziale, a nostro avviso, che lo si guardi, lo si critichi, lo si analizzi, lo si studi da tutte le parti possibili e immaginabili, tranne dalla prospettiva ufficiale che esso propone e impone, quando, descrivendo se stesso, si traveste da rappresentazione della realtà. Poiché già sappiamo che essa è falsa». Giulietto Chiesa non si dilunga nella presentazione di aideM – Rivista di critica della comunicazione (Chiementi Editore), trimestrale al debutto che dirige insieme a Adalberto Minucci. Va al sodo per descrivere l’obiettivo della pubblicazione: smontare ogni genere di contenuto informativo per interpretarlo in base alle logiche politiche ed economiche che stanno alla base. Continue reading

Braibanti: un vitalizio in ritardo di vent’anni

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Aldo Braibanti al processo - Fonte: WikipediaLa legge Bacchelli prevede l’assegnazione di un sostegno economico ai cittadini che, pur essendosi distinti nella loro attività culturale, sportiva o altro, versano in stato di indigenza. Aldo Braibanti, partigiano (per questo fu fatto prigioniero dai nazisti), filosofo e artista, è un intellettuale di rara vivacità. Ma è anche l’unico a essere stato condannato – innocente – per plagio in un’Italia di maturo boom economico, scossa dai fremiti della contestazione politica e a un passo dagli Anni di Piombo, ma ancora clericale e bacchettona. La causa che lo portò al carcere? Omosessuale dichiarato, subì la conseguenza dell’azione della famiglia di un giovane – comunque maggiorenne – con cui Braibanti aveva una relazione. Feroce fu l’iter processuale, ricostruito nel libro del 2003 Il processo Braibanti di Gabriele Ferluga, e a sostegno dell’intellettuale si creò una massiccia mobilitazione di uomini di cultura e politici. Successivamente non se la passò bene e sono almeno vent’anni che Braibanti versa in stato di indigenza. Ora arriva il vitalizio tra la soddisfazione per il provvedimento e l’amarezza per tutti gli anni di ritardo. Continue reading