Xaaraan - Il blog di Antonella Beccaria

Non credo nelle otto del mattino. Però esistono. Le otto del mattino sono l'incontrovertibile prova della presenza del male nel mondo.
Gli ultimi giorni, Andrew Masterson


Empty Show: US Army, Return to Sender

Scritto per Politica, Guerra, Cultura da Antonella il 30-11-2006

L’Empty Show è un movimento artistico nato e cresciuto in Australia che varie volte si è manifestato nel corso degli ultimi anni. Nei fatti, decine di persone si radunano per decorare, ritrarre, filmare e ridare vita attraverso il colore e la creatività a case abbandonate, spazi dismessi e aree che, seppur in disuso, sono messe sotto chiave.

L’ultima ha avuto luogo un paio di settimane fa a Melbourne e, come sempre è accaduto in queste occasioni, non sono mancati messaggi di carattere fortemente politico, come quello a fianco. Altre immagini dell’ultimo appuntamento sono disponibili qui e qui.

Per chi volesse ripercorrere velocemente la storia dell’Empty Show attraverso le fotografie, può navigare nella galleria pubblicata su Flickr che raccoglie alcuni scatti dell’evento del 2003. Inoltre, in merito alla manifestazione e alle sue istanze politiche, si può consultare anche il blog A Space Outside.

Creative Commons e artisti Uk: giovani, avanguardisti e pratici

Scritto per Libertà di cultura da Antonella il 29-11-2006

Creative CommonsNon solo creatività nella realizzazione delle proprie opere, ma anche nell’utilizzo del diritto d’autore e dei canali di distribuzione. Dice questo un recente report, UK Artists, Copyright and Creative Commons, redatto all’Arts Council England e da OpenBusiness.cc e rilasciato con licenza Creative Commons. È il resoconto di uno studio semestrale da cui si desume che l’utilizzo del copyleft tra gli artisti britannici deriva da molteplici ragioni. Innanzitutto la percezioni di un’eccessiva complessità nella gestione del “tutti i diritti riservati” a fronte di una maggiore praticità delle licenze copyleft. Inoltre questa modalità risulta più presente tra le avanguardie culturali e tra i più giovani facendo registrare, nel solo Regno Unito, oltre 140 mila siti in regime Creative Commons.

Infine, un ringraziamento a Wu Ming per la segnalazione sull’ultimo numero di Giap.

La galleria dei mostri giocattolo

Scritto per Stranezze da Antonella il 29-11-2006

General Mills Count Chocula (c1975)La galleria dei mostri giocattolo nasce con uno scopo bizzarro: quello di preservare le diverse sfaccettature della cultura popolare che rischiavano di andare perdute man mano che determinati giocattoli venivano ritirati dal mercato. Il sito, vecchiotto nella struttura ma divertente nei contenuti, è stato creato da un appassionato del ramo, il giornalista Raymond Castile, l’ideatore anche dell’analogo State of Horror, e molte delle immagini finora pubblicate arrivano dalla sua collezione personale. A lui, nel corso del tempo, si sono aggiunti altri contributori.

Al momento, su Gallery of Monster Toys sono state create sezioni dedicate agli Anni Sessanta, Settanta, Ottanta e Novanta e oltre ai giocattoli propriamente intesi si possono trovare anche figurine e manifesti risalenti ai diversi periodi catalogati. Per lo più, le diverse figure spettrali si ripetono: Dracula, Frankenstein, la Mummia, gli alieni, i licantropi. Interessante vedere come cambia il loro design con il trascorrere del tempo e come di decennio in decennio vengono rivisti.

Segnalazioni dal web

Scritto per Blog da Antonella il 29-11-2006

Sicuramente questo appuntamento piacerà a Lele: dal primo al 3 dicembre a Milano ci sarà il Bicycle Film Festival (qui il programma). Intanto, per continuare confidenzialmente con qualche segnalazione tra amici, dopo l’arrivo di Roberto che disquisisce di Commercial Open Source Software, anche Luigi sbarca nella blogosfera con le sue False Percezioni.

Margherite alla candeggina

Scritto per Politica, Blog, Attualità da Antonella il 28-11-2006

Margherite alla candegginaSerata di letture e collage giusto per tirare qualche somma sulla questione “chiudiamo Internet per tutelare le future generazioni”. A Berlusco’, ricordate de chi t’ha voluto bene, urlava poco più di cinque anni fa Francesco Rutelli “ospite” dell’Ottavo Nano. Mentre lui continua a fumarsi margherite, sicuramente ha ragione chi adombra il fondato sospetto che le faccia girare anche ai compagni di partito. Come Giuseppe Fioroni. Che, fulminato dalla via cinese a Internet, in serata ha fatto mettere “in costruzione” il suo blog dopo che da più parti gli è stato notare che non sta bene parlare di lotta alla pornografia in rete e tutela dei minori quando i commenti della sua agorà politica con i cittadini, più che un dialogo, sono (erano) una carrellata dello spamming più inflazionato che circola in rete. Ma ora il problema è risolto: spenti i cellulari e il sito, per Natale arriverà la regolamentazione e magari anche le figurine che la spiegano.

Addio al Professor Bad Trip

Scritto per Addii, Cultura, Libertà di cultura da Antonella il 27-11-2006

Professor Bad TripScrive Giuseppe Genna nell’articolo Have a wonderful trip, grande Professor Bad Trip a proposito dell’artista scomparso sabato scorso:

Con il Professor Bad Trip, senza fare facile retorica (sempre più rischiosa nei momenti di lutto), non evapora per niente la forza di un segno che ha inciso la memoria di almeno 25 anni. Se ne va un artista che, nelle sue contaminazioni e nella sorprendente resa del suo immaginario disparato eppure coerente, è stato il nostro Keith Haring, soltanto un po’ più profondo di quest’ultimo. La perdita, in termini umani e artistici è enorme. Ma appunto adesso si misura, con la storia e con il tempo, la decisività del geniale lavoro di Bad Trip: e lo scrivente è pronto a mettere la mano sul fuoco del tempo e a sostenere che, da esso, come un’araba fenice l’opera del “Professore” uscirà indenne - siamo, cioè, a livelli d’arte, non di pubblicistica.

Altre parole si possono leggere seguendo questi link:

Il treno 8017 per Potenza

Scritto per Storie nere da Antonella il 26-11-2006

La Galleria delle Armi - Fonte: L'Europeo, 1956Premessa

La vicenda di seguito rievocata risale al 1944. Anno di guerra. Anno di eserciti alleati contro eserciti occupanti in cui infuria la lotta partigiana e il tribunale speciale della repubblica di Salò decreta la morte dei componenti del Gran Consiglio che il 25 luglio precedente destituirono Mussolini. In cui Palmiro Togliatti pronuncia il discorso di Salerno che segna la via democratica del partito comunista italiano. In cui Roma viene liberata.

Ma è anche l’anno in cui, nel mese di marzo, ha luogo una delle più gravi sciagure ferroviarie di cui oggi si è quasi persa memoria. Questa storia è ambientata sulla linea Battipaglia-Potenza, nella Galleria delle Armi, tra le stazioni di Balvano e Bella-Muro. Sul treno merci 8017, partito da Napoli alla volta di Potenza, 47 vagoni a cui si deve aggiungere una seconda motrice modello 476 di montagna altrimenti il convoglio non riuscirà a superare le pendenze di montagna, viaggiano abusivamente circa seicento persone. Ne moriranno 512 e di queste 193 non verranno identiticate. Le cause della sciagura verranno attribuite all’eccessivo peso del treno e al carbone che gli Alleati usavano per la trazione dei convogli. Combustile importato dalla Jugoslavia di qualità scadente, ricco di scorie e a basso potere calorico. Il che, tradotto in altri termini, vuol dire un’alta percentuale di monossido di carbonio. (Continua)

Un fumetto su Karl Koch

Scritto per Fumetti, Storie nere, Libertà di cultura da Antonella il 25-11-2006

Uccidere un hacker di Andrea FerraressoSu Libera Cultura si segnala la pubblicazione elettronica di un fumetto, Uccidere un hacker, realizzato da Andrea Ferraresso e rilasciato con licenza Creative Commons. È la cronaca di ciò che presumibilmente accadde prima del giugno 1999, quando Karl Koch, del tedesco Chaos Computer Club e conosciuto nel cyberspazio con lo psedonimo di Hagbard-Celine, venne ritrovato senza vita nei boschi tra Hannover e Wolfsburg.

Non era uno sconosciuto, Koch, era stato negli Anni Ottanta uno dei protagonista della scena dell’hacking europeo insieme ad altri due hacker, Pengo e Markus H. Di loro si erano occupati la stampa, erano stati tra i protagonisti del libro uscito nel 1990 The Cuckoo’s Egg, scritto da Clifford Stoll, e di 23 di Hans-Christian Schmid e Michael Gutmann. Una storia mai del tutto chiarita, tra passione, malattia e servizi segreti.

“Sui media non si media”

Scritto per Giornalismo, Blog da Antonella il 24-11-2006

Da Giornalismi possibili. «Il cosiddetto mainstream informativo-comunicativo […] è essenziale, a nostro avviso, che lo si guardi, lo si critichi, lo si analizzi, lo si studi da tutte le parti possibili e immaginabili, tranne dalla prospettiva ufficiale che esso propone e impone, quando, descrivendo se stesso, si traveste da rappresentazione della realtà. Poiché già sappiamo che essa è falsa». Giulietto Chiesa non si dilunga nella presentazione di aideM - Rivista di critica della comunicazione (Chiementi Editore), trimestrale al debutto che dirige insieme a Adalberto Minucci. Va al sodo per descrivere l’obiettivo della pubblicazione: smontare ogni genere di contenuto informativo per interpretarlo in base alle logiche politiche ed economiche che stanno alla base. (Continua)

Braibanti: un vitalizio in ritardo di vent’anni

Scritto per Cultura, Storie nere da Antonella il 24-11-2006

Aldo Braibanti al processo - Fonte: WikipediaLa legge Bacchelli prevede l’assegnazione di un sostegno economico ai cittadini che, pur essendosi distinti nella loro attività culturale, sportiva o altro, versano in stato di indigenza. Aldo Braibanti, partigiano (per questo fu fatto prigioniero dai nazisti), filosofo e artista, è un intellettuale di rara vivacità. Ma è anche l’unico a essere stato condannato - innocente - per plagio in un’Italia di maturo boom economico, scossa dai fremiti della contestazione politica e a un passo dagli Anni di Piombo, ma ancora clericale e bacchettona. La causa che lo portò al carcere? Omosessuale dichiarato, subì la conseguenza dell’azione della famiglia di un giovane - comunque maggiorenne - con cui Braibanti aveva una relazione. Feroce fu l’iter processuale, ricostruito nel libro del 2003 Il processo Braibanti di Gabriele Ferluga, e a sostegno dell’intellettuale si creò una massiccia mobilitazione di uomini di cultura e politici. Successivamente non se la passò bene e sono almeno vent’anni che Braibanti versa in stato di indigenza. Ora arriva il vitalizio tra la soddisfazione per il provvedimento e l’amarezza per tutti gli anni di ritardo. (Continua)

La casa dei fantasmi

Scritto per Storie nere, Stranezze da Antonella il 23-11-2006

The Ghost House 1The Ghost House 2

“Da bambino, giocavo spesso in una vecchia casa della mia strada. Da che avevo memoria, me la ricordavo vuota e così era rimasta - si diceva - da quando il giovane occupante si era tolto la vita. A volte, quando stavamo giocando, si sentiva - e lo sentiamo ancora come se fosse oggi - una porta che si stava aprendo… Ora in quella casa ci sono tornato per dipingere in due punti un fantasma in bianco e nero. L’ho fatto per sfidare chiunque provi a entrarvi”.

The Ghost House, Skul, Ghent (Belgio).

In caso di attacco nucleare

Scritto per Blog, Stranezze da Antonella il 22-11-2006

Pinocchio a NordestL’importante è avere un piano d’azione. Un blogger, Ward Jenkins, ha recuperato e fotografato una parte di un “manuale d’uso” del 1962, Fallout Shelter Handbook. Scrive Jeankins a commento della copertina:

I found this amongst piles of musty smelling magazines and articles at a booth at the Inman Park Arts Festival several years back. The cover is classic: your average white American family enjoying life as best as they can after an atomic attack. What I love the most about it is that Mom is in her day dress, apron and all, preparing dinner, and Dad is relaxing in his jacket, smoking a pipe, having just finished reading the liner notes to something by the Ray Coniff Singers, probably.

The rest of the handbook is some interesting stuff if you dig construction how-to’s — this could’ve been sold at a Home Depot if they had them at the time. There are some very interesting ads in the handbook, too. Check out the rest of the images I’ve scanned to see more.

I blog e i romanzi a puntate

Scritto per Blog, Letteratura da Antonella il 21-11-2006

Pinocchio a NordestMentre domani a Genova il diavolo probabilmente… (se ne parla anche qui), si nota cambiando subito discorso che il “fenomeno” dei romanzi a puntate pubblicati sui blog sta prendendo sempre più piede. È il caso, per esempio, di Pinocchio a Nordest, «ovvero le avventure del burattino più famoso del mondo “traslocate” nel tempo (oggi) e nello spazio (il Nordest)». L’opera è stata ideata da Guido Ostanel, che è anche l’autore dei testi, e illustrata da Claudio Calia (sua è l’immagine riportata a fianco). Giunta alla quarta puntata, la favola si compone di 36 episodi che hanno iniziato a comparire lo scorso settembre. Peraltro, le uscite vengono riprese dai quotidiani veneti del gruppo Epolis.

Altro esempio, invece, è Diabolico tango, un noir scritto da malenamil2. In questo caso, si è arrivati al tredicesimo “messaggio” di una cupa storia ambientata tra Milano, dove un giornalista irlandese indaga su un delitto, e l’Argentina passando per i bombardamenti sulla capitale lombarda negli anni dell’occupazione. Il romanzo, proprio in base a questi elementi, è dedicato «agli emigranti di ieri, oggi e domani» e «ai Piccoli Martiri di Milano uccisi dalla guerra».

Altri romanzi a puntate, giunti a diversi stadi di narrazione, si trovano inoltre su Carmilla.

Da oggi Rat-Man in tivvù

Scritto per Fumetti da Antonella il 20-11-2006

Tra gli appassionati di fumetto, è una notizia che si attendeva da diverso tempo e, forse, l’implacabile gara degli ascolti in periodo pre-natalizio ci ha messo del suo nell’anticipare il passaggio al piccolo schermo.

Fatto sta che, anche se sul sito della Rai non è praticamente stato annunciato e se ne trova riferimento solo all’interno della programmazione di oggi di Rai Due, questo pomeriggio, alle 17.50, partono i cartoni animati tratti dalla mirabolante serie di Leo Ortolani, Rat-Man. Se ne parla più diffusamente su Fantasy Magazine e sul sito Ratman.tv.

Peccato solo per l’orario, piuttosto infelice per chi non rientra proprio nel target della TV per Ragazzi.

Cioccolatini tra i vigneti

Scritto per Storie nere da Antonella il 19-11-2006

Vigneto - VineyardPremessa

Questa vicenda è ambientata nella seconda metà degli Anni Sessanta. Si svolge nell’Oltrepo Pavese, in un paese - Montù Beccaria - dove la Pianura Padana ha già ceduto il passo alle colline. È terra di vigneti, di gente che lavora duramente, di piccoli imprenditori ante litteram che dagli scoscesi pendii pre-appenninici ci ricavano fonte di sostentamento per sé e per le proprie famiglie. È una vicenda che inizia con una morte improvvisa e che con un’ulteriore morte improvvisa si conclude. In mezzo ce ne sono altre tre. È la vicenda della famiglia Scabini. Di Alberto che, secondo l’accusa, tenta di far fuori i congiunti per accapparrarsi l’eredità, ma poi viene assolto. Lui che ha sempre negato, che ha ripetuto di non c’entrare con la fine del fratello, di una cuginetta, della madre e di un’amica della nipote. E che morirà in modo identico ai familiari: intossicato al parathion, un anticrittogamico molto impiegato in agricoltura a quei tempi. Suicidio per rimorso, si dirà, e questa sarà anche la tesi accolta dagli inquirenti. Vendetta, mormorerà qualcun altro. Ma l’archiviazione dell’indagine, che non farà luce su alcuni elementi strani legati all’ultima morte, non permetterà di ottenere una conclusione incontrovertibile in questa vicenda.

A tutta prima, sembra un cuore che si ferma

In questa vicenda, il primo a morire è un viticoltore di 52 anni, Giuseppe Scabini. Con una tempra che sembra ancora quella di un uomo molto più giovane, non si risparmia: il poco tempo che non trascorre nei campi, lo passa in giro a vendere i raccolti della sua azienda agricola e a comprare materiale e attrezzature. Aveva fatto la guerra, Giuseppe, come bersagliere ed era stato anche ad El Alamein. (Continua)

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