L’egemonia sottoculturale: il post-moderno degli anni Ottanta e il trionfo dei “mezzi di distrazione di massa”

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L'egemonia sottoculturale di Massimiliano PanarariSu consiglio di Claudio Vercelli e in relazione a un futuro progetto oltre confine, ho iniziato a leggere un libro che promette bene, L’egemonia sottoculturale – L’Italia da Gramsci al gossip di Massimiliano Panarari (collana Passaggi Einaudi). Che di questo si occupa:

Una volta il nazionalpopolare era una categoria gramsciana, i giornali e la televisione pubblica erano pieni di scrittori e intellettuali, la sinistra (si dice) dominava la produzione culturale. Oggi nazionalpopolari sono i reality show pieni di volgarit, la televisione (pubblica o privata) quella che , e la sinistra pure. Ma si pu paragonare l’Italia di Pasolini, Calvino, Moravia con quella di Striscia la notizia, Alfonso Signorini, Amici di Maria De Filippi? La tesi provocatoria di questo libro che il confronto non solo possibile, ma illuminante.

Perch oggi, finita e strafinita l’egemonia culturale della sinistra, trionfa un’egemonia sottoculturale prodotta dall’adattamento ai gusti nostrani del pensiero unico neoliberale, in quel frullato di cronaca nera e cronaca rosa, condito da vip assortiti, che sono diventati i nostri mezzi di comunicazione, ormai definitivamente dei mezzi di distrazione di massa. E il paradosso che molte delle tecniche di comunicazione che oggi innervano la societ dello spettacolo sono nate dalla contestazione del Sessantotto, dai movimenti degli anni Settanta e dalle riflessioni sul post-moderno degli anni Ottanta.

E cos, in un cortocircuito di tremenda forza mediatica, il situazionista Antonio Ricci produce televisione commerciale di enorme popolarit, Signorini dirige con mano sicura il suo postmodernissimo impero nazionalgossiparo, i reality pi vari sdoganano il Panopticon di Bentham e Foucault per le masse. Una riflessione originale sulla costruzione del nostro immaginario contemporaneo, che getta luce sul lato nascosto (e serissimo) della frivola cultura pop in cui siamo tutti immersi.

Per averne una sorta di saggio, si pu dare un’occhiata a cosa ne scrive Andrea Romano sul Sole 24 Ore o Il Ricci furioso, scritto dallo stesso Panarari per Micromega Online.