Bizzarri “Valori” che avvicinano cappucci e compagni

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P2 walk this wayRoberto Vignoli, collaboratore di Micromega online e ancor prima mente di InformationGuerrilla.org (mente cos pungente da “aggiudicarsi” prima gli strali di Edward Luttwak e poi la schedatura del Sismi ai tempi di Pio Pompa, insieme ad alcune altre realt dell’informazione italiana, come Nuovi Mondi Media e La Voce delle Voci), non perde il vizio di segnalare fattacci della politica italiana. Come questo, rapido resoconto dell’amicizia tra Oliviero Diliberto e Giancarlo Elia Valori, che corretto – seppur riduttivo – definire piduista (si dia un po’ un’occhiata a questo articolo prima che diventi illegale e/o che l’oblio sia imposto per legge).

I distesi rapporti tra i due erano fatto noto gi da un po’ di tempo, almeno fin dall’esplusione di Marco Rizzo dal suo partito, decretata ufficialmente per aver tenuto “comportamenti ostili” all’interno del Pdci in favore dell’Italia dei Valori. Di fatto, Rizzo aveva anche fatto altro. Come indire una conferenza stampa in cui diceva (in pdf) chiaro che qualche piduista era tra loro. E se in questo fatto non ci sarebbe oggi nulla di penalmente rilevante (anche perch Luigi De Magistris non da potuto finire con Why Not e dunque nemmeno con Valori), sta di fatto che l’etica in politica non – o non dovrebbe essere – argomento che riguarda sempre e solo gli altri. Si veda infatti un ritratto del personaggio di cui sopra, L’ultimo potere forte, tracciato da Gianni Barbacetto nel 2000 per il Diario della Settimana e riproposto da Societ Civile.

Se telefonando: un paese che viene messo a tacere

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Scrive su Micromega il magistrato antimafia Roberto Scarpinato, a prefazione del libro Se telefonando. Le intercettazioni che non leggerete mai pi di Gianni Barbacetto, che con il Ddl intercettazioni, il Paese [viene] messo a tacere.

Le intercettazioni sono rimaste lultimo tallone di Achille di un potere che nel tempo ha sempre pi circondato di segreto il proprio operato, perch lopposizione venuta meno al proprio compito, il giornalismo indipendente emarginato e non ha pi spazi nella televisione, la magistratura rischia di divenire sempre pi addomesticata. Ed ecco perch la riforma delle intercettazioni deve passare, perch da quel momento in poi non sar pi possibile sapere quello che succede in questo Paese dietro le quinte: in quel fuori-scena dove, come la lezione della Storia ha dimostrato, si mettono a punto accordi segreti e inconfessabili, che riducono la politica visibile a una “messa in scena” per cittadini ignari, trattati come eterni minorenni ai quali celare la realt della macchina del potere. La magistratura sar privata di strumenti di indagine fondamentali e il vecchio tormentone sulle toghe rosse non ci sar pi, perch non ci saranno n toghe rosse, n toghe nere, n toghe di centro.

Qui, su Radio Carcere, il testo del disegno di legge approvato dalla Camera il 10 giugno scorso. E grazie a Paola Esposito per le segnalazioni che costantemente mi invia.