Pentiti di niente. Primavera 1976: nuovi arresti e le prime conferme sulla morte di Saronio

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Carlo SaronioNella prosecuzione delle indagini gli inquirenti decidono di sentire Rossano Cochis. Del resto testimonianze a suo carico non mancano: Fioroni dichiara che, pur appartenendo alla criminalit comune, gli era stato indicato da Casirati come un soggetto da utilizzare a scopi politici, anche se poi non se ne sarebbe fatto pi nulla. Inoltre si sarebbe incontrato di frequente sia prima che dopo il pagamento del riscatto con Gennaro Piardi, la cui posizione nel frattempo si aggrava: i suoi presunti complici lo indicano infatti come colui che ha ucciso materialmente Carlo Saronio.

In un primo momento si decide di convocare Rossano Cochis come testimone e non come indiziato perch farebbe parte del gruppo dei bergamaschi che si chiama fuori dal sequestro: in questo caso diventerebbe un teste dell’accusa e potrebbe dare un contributo determinante nel lavoro di ricostruzione dell’intero organigramma della banda. Alla peggio aiuter a comprendere le reali ragioni che hanno spinto Fioroni a sequestrare l’amico e compagno Saronio.

Se intercettare Cochis non affare semplice per gli investigatori, ecco che arriva un colpo di fortuna: viene fermato per gioco d’azzardo e intanto meglio fargli qualche domanda in pi prima che scompaia di nuovo. Cos Cochis ammette di conoscere Casirati e di aver discusso con lui di Saronio e del suo rapimento, un “grosso affare” avrebbe aggiunto il malavitoso di origine bergamasca, ma di non poter aggiungere altro: nutriva scarsa stima per Casirati e cos gli ha dato retta fino a un certo punto finendo per declinare l’offerta.
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Pentiti di niente. Giugno 1975: le indagini si estendono

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Carlo SaronioIl 4 maggio 1975, si diceva, il giorno in cui la banda che rapisce Carlo Saronio commette il primo e principale errore: Casirati viene notato dagli agenti in borghese che seguono l’auto usata per andare a pagare il riscatto. Le dichiarazioni di Fioroni sembrano confermare che la pista corretta e nel frattempo si sono aggiunti ulteriori dettagli raccolti dagli inquirenti.

Nei giorni successivi al mancato pagamento, la polizia si presenta a casa di Stella Carobbio, la sorella di Alice, compagna di Casirati, e sia lei che il marito, Giuseppe Beratti, dichiarano che effettivamente il 19 maggio il malavitoso che vive con Alice aveva consegnato loro una Simca 1000 con lo stesso numero di targa di quella vista nella cava: la devono restituire alla madre di lui perch Casirati se n’ comprata una nuova e non ne ha pi bisogno. Inoltre fino a qualche giorno prima aveva vissuto insieme alla donna in un appartamento di Sesto San Giovanni, affittato sotto la falsa identit di Antonio Angeloni, e la coppia era scomparsa proprio in corrispondenza del pagamento del riscatto senza fornire alcuna spiegazione al padrone di casa e senza lasciare nuovi recapiti ai parenti.

Ma occorre rintracciare anche “lo scotennato”, l’ex-legionario di cui parla Fioroni dal carcere svizzero, e in aiuto arrivano informazioni fornite dalle questure della Calabria: un tizio con lo stesso soprannome lo conoscono, si chiama Giustino De Vuono, un altro criminale comune anche se ufficialmente si manterrebbe con una pensione della Legione Straniera, e guarda caso salta fuori che era stato visto in Lombardia proprio nei mesi precedenti il sequestro.
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