Coni d’ombra persistenti

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Spot my shadowLa recente sentenza di assoluzione per l’omicidio di Roberto Calvi può essere paradigmatica per la sensazione di smantellamento di una serie di assunti raccolti e affinati in molti anni di indagini. In particolare, a rischio sarebbe almeno una parte della ricostruzione del rapporto creato nel corso di decenni tra criminalità organizzata, gangsterismo, apparati dello stato e terrorismo politico. Un rapporto, questo, che abbraccia molteplici vicende e che potrebbe avere come punto di snodo l’esplosione nella galleria di San Benedetto Val di Sambro, il 23 dicembre 1984, del treno Napoli-Milano che provocò sedici vittime e 250 feriti.

Rispetto ad altri fatti compresi nell’arco di tempo che va dal 1969 al 1984, il periodo più intenso delle stragi italiane apertosi con Piazza Fontana, per il Rapido 904 è stato individuato un regista preciso: Giuseppe Calò, detto Pippo, il cassiere di Cosa Nostra sospettato di essere il mandante dell’omicidio di Calvi. Ma ancora prima condannato per l’attentato al 904 insieme a Guido Cercola, suicida nel supercarcere di Sulmona all’inizio del 2005. La responsabilità di Calò sembrava aver spostato il focus delle indagini dal terrorismo politico all’estensione del fenomeno mafioso oltre i confini siciliani e lo aveva messo in relazione agli attentati dello scorso decennio. Continue reading

27 Giugno 1980: al largo di Ustica

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27 Giugno 1980 - Al largo di UsticaLuciano Montefusco a proposito di Ustica, del ventisettesimo anniversario dell’abbattimento dell’aereo e dell’inaugurazione del Museo per la Memoria che ospita ciò che è rimasto del velivolo:

Il 27 giugno 1980, alle ore 21 esatte, i radar di Fiumicino cessavano bruscamente di registrare le battute del volo 870I-TIGI della Itavia, un Dc-9 in volo tra Bologna e Palermo con a bordo 81 persone. L’aereo sembrava scomparso, ma dopo alcune ore spese in frenetiche quanto disordinate ricerche, si raggiungeva la certezza che era caduto in mare a nord di Ustica. Non c’erano superstiti. Quel momento segnava l’inizio di uno di quei misteri italiani – come l’attentato in piazza Fontana o la strage di Bologna – che sono sempre rimasti colpevolmente irrisolti.

Nella notte tra il 24 e il 25 Giugno 2006 i resti dell’aereo sono stati trasportati a Bologna dopo esser stati custoditi per circa diciannove anni (il relitto venne recuperato dal fondo del mare nel 1987) in un hangar della base dell’Aeronautica Militare a Pratica di Mare, nei pressi di Roma. Nel capoluogo emiliano verrà allestito un museo a memoria della strage.

Cinzia Andres, Luigi Andres, Francesco Baiamonte, Paola Bonati, Alberto Bonfietti, Alberto Bosco, Maria Vincenza Calderone, Giuseppe Cammarota, Arnaldo Campanini, Antonio Candia, Antonella Cappellini, Giovanni Cerami, Maria Grazia Croce, Francesca D’Alfonso, Salvatore D’Alfonso, Sebastiano D’Alfonso, Michele Davì, Giuseppe Calogero De Ciccio, Rosa De Dominicis, Elvira De Lisi, Francesco Di Natale, Antonella Diodato, Giuseppe Diodato, Vincenzo Diodato, Giacomo Filippi, Enzo Fontana, Vito Fontana, Carmela Fullone, Rosario Fullone, Vito Gallo, Domenico Gatti, Guelfo Gherardi, Antonino Greco, Berta Gruber, Andrea Guarano, Vincenzo Guardi, Giacomo Guerino, Graziella Guerra, Rita Guzzo, Giuseppe Lachina, Gaetano La Rocca, Paolo Licata, Maria Rosaria Liotta, Francesca Lupo, Giovanna Lupo, Giuseppe Manitta, Claudio Marchese, Daniela Marfisi, Tiziana Marfisi, Erica Mazzel, Rita Mazzel, Maria Assunta Mignani, Annino Molteni, Paolo Morici, Guglielmo Norritto, Lorenzo Ongari, Paola Papi, Alessandra Parisi, Carlo Parrinello, Francesca Parrinello, Anna Paola Pellicciani, Antonella Pinocchio, Giovanni Pinocchio, Gaetano Prestileo, Andrea Reina, Giulia Reina, Costanzo Ronchini, Marianna Siracusa, Maria Elena Speciale, Giuliana Superchi, Antonio Torres, Giulia Maria Concetta Tripliciano, Pierpaolo Ugolini, Daniela Valentini, Giuseppe Valenza, Massimo Venturi, Marco Volanti, Maria Volpe, Alessandro Zanetti, Emanuele Zanetti, Nicola Zanetti.

Desaparecidos: le ragioni dell’ergastolo ai militari argentini

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Afiche de las Madres de Plaza de Mayo. DesaparecidosSono state depositate nei giorni scorsi, tre mesi dopo la lettura della sentenza avvenuta il 14 marzo 2007, le motivazioni a conclusione del processo contro Jorge Eduardo Acosta, Alfredo Ignacio Astiz, Jorge Raúl Vildoza, Antonio Vañek e Héctor Antonio Febres, gli uomini accusati del sequestro e dell’omicidio di tre cittadini italiani durante la dittatura argentina. Disponibili integralmente in formato pdf sul sito 24 Marzo, realizzato da Jorge Ithurburu, le cento e rotte pagine spiegano perché gli imputati sono stati condannati all’ergastolo dalla Seconda Corte d’Assise di Roma:

avere, agendo di concerto ed in concorso tra loro e con il Massera [si tratta di Emilio Eduardo Massera, comandante della Marina militare argentina, peraltro iscritto alla loggia P2 con tessera numero 478, N.d.r.] e con altre persone non identificate, con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso, nell’ambito del “Processo di Riorganizzazione Nazionale” instaurato dalla dittatura militare in Argentina con il “golpe” del 24 marzo 1976, nelle loro qualità di ufficiali della Marina […], cagionato la morte, dopo averne disposto od operato il sequestro, e dopo averli sottoposti a tortuna, di Angela Maria Aieta (sequestrata il 5/8/1976) e di Giovanni e Susanna Pegoraro (entrambi sequestrati il 18/6/1977).

Il legnoso linguaggio giudiziario racconta così della fine nel nulla che fecere i tre cittadini italiani, prelevati da casa e finiti in mare insieme ad almeno altre tre decine di migliaia di persone, a cui vanno aggiunti gli oltre duemila omicidi politici. I condannati si sono viste riconosciute le aggravanti della premeditazione e di crimini contro l’umanità.

Qui l’audio della lettura della sentenza.

Aggiornamento dell’11 gennaio 2008 da Peacereporter:

Jorge Fernadez Nestor Troccoli, un ex agente dei servizi segreti uruguaiani chiederà la testimonianza dell’ex segretario di Stato americano Henry Kissinger. Lo ha riferito l’avvocato difensore di Troccoli. L’ex agente era stato arrestato il mese scorso in provincia di Salerno nell’ambito di un’indagine sui desaparecidos italiani durante gli anni del piano Condor, un programma di uccisioni mirate architettato dai regimi dittatoriali in America Latina. L’uomo è accusato della sparizione di alcuni italiani tra il 1976 e il 1977 e le indagini rivelano la possibilità che Kissinger fosse a conoscenza del cosiddetto “Piano Condor”. Intanto la corte d’ appello di Salerno ha presentato la richiesta di estradizione di Troccoli, presentata dall’Uruguay, al ministro della Giustizia Mastella, richiesta avversata dalla difesa dell’ex agente dei servizi segreti uruguaiani.

Fantascienza, antiterrorismo e tecnologia

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Da sinistra, Jerry Pournelle, Arlan Andrews, Greg Bear, Larry Niven e Sage WalkerDa BYM. Si vede che i sistemi di simulazione e la teoria dei giochi non bastano più. Pare infatti che l’Homeland Security Department abbia deciso di ingaggiare alcuni scrittori di fantascienza – tra cui Jerry Pournelle, Arlan Andrews, Greg Bear (autore del grande romanzo Il risveglio di Erode), Larry Niven e Sage Walker – perché scatenino la loro fantasia e provochino catastrofi terroristiche all’interno degli Stati Uniti. Lavorando fianco a fianco con scienziati e militari, pensano al gruppo Sigma – così si chiama la divisione – si potranno prevenire futuri attentati.

Sempre in tema: Technology and Terrorism: Are we being too naive?

Segreti di Stato sulle questioni scomode

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Gli appuntamenti importanti non si mancano e Romano Prodi dice che ci sarà alla riunione dei 45 del partito democratico. Lo scrive forse in fretta mentre conferma quanto si afferma sul rapimento di Giuliana Sgrena: consultatosi con i servizi, non vede altra strada che apporre il segreto di Stato sulle attività condotte per arrivare alla liberazione della giornalista del Manifesto.

Intanto, sull’altra vicenda che si vuole mettere sotto chiave, il sequestro dell’imam Abu Omar, i magistrati titolari dell’inchiesta preparano le controdeduzioni per difendere l’indagine e i rinvii a giudizio. Si legge su Aprile Online:

I magistrati milanesi ribadiscono che non è mai stato opposto il segreto di Stato alla Procura in relazione agli atti acquisiti nel procedimento a carico di alcuni agenti del Sismi, tra i quali l’ex direttore Nicolò Pollari, e agenti della Cia. Che non sono mai stati utilizzati nell’indagine atti coperti dal segreto di Stato. Che la lettera inviata dal presidente del Consiglio in carica Romano Prodi alla Procura, nella quale si ribadiva il segreto di Stato, non può che riferirsi ad atti mai acquisiti dalla magistratura. Che le intercettazioni disposte su 8 (e non 180) utenze di agenti, all’epoca indagati, del Sismi sono assolutamente legali perché autorizzati dal gip e perché non esiste un divieto ad intercettare gli 007 del Sismi.

Infine, che è falso che siano state esercitate pressioni su indagati e testimoni, nel corso delle indagini svolte, per indurli a violare il segreto di Stato. A questo proposito, la Procura di Milano si riserva di denunciare, per reati ancora da prospettare, coloro che hanno redatto l’atto relativo al conflitto tra poteri dello Stato e quanti l’hanno approvato.

Dalla rete: una serie di coni d’ombra

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  • PeaceReporter, Caso Hanefi, Emergency: “I crimini di Kabul e l’ignavia di Roma” 1 e 2

    Le scadenze previste anche dalle «autorità competenti» sono quotidianamente rinviate, gli impegni sistematicamente elusi, mentre si è giunti oggi, 30 maggio, a 72 giorni di illegale detenzione (un autentico sequestro di persona)

  • Lipperatura, Free Tinky Winky

    Uno di questi giorni dobbiamo fare un discorso sul “mercato”. Sui “mercati”, anzi. Uno di questi giorni dobbiamo parlare del concetto di esperienza e di esperto.

  • Sandro Ruotolo, Non commettere atti impuri 2

    Vigilia ansiosa […] per le dichiarazioni di ieri sera a Ballarò del leader di An, Gianfranco Fini, che si è detto certo che la Rai non manderà in onda il video della Bbc “Sexy crimes and the Vatican”.

  • Pino Scaccia, Le regole del clan

    Barbara Cicioni, in crisi da figlia di separati, era raggiante di entrare in un clan, così protettivo. E invece non sapeva ancora di infilarsi nell’inferno. Il primo schiaffo l’ha preso quando erano ancora fidanzati perché si era fatta il buco all’orecchio. Otto anni fa, nel ’99.

  • Radio Radicale, Il video degli arresti e pestaggi al Gay Pride di Mosca

    Uova marce, pugni, calci davanti alla polizia che non interveniva. In un video esclusivo [..] i pestaggi contro i partecipanti al Gay Pride, l’arresto di Marco Cappato da parte delle forze speciali russe, il duo Tatu, la complicità della polizia russa con i naziskin e gli ortodossi anti-gay.

  • Fronte della Comunicazione, Richiesta d’aiuto nei commenti: la risposta della Farnesina

    Be’, se Pietro Calfapietra ci dovesse leggere, sappia che ci deve mandare il suo indirizzo di residenza, la data di nascita e tutti gli elementi anagrafici che può fornirci. La richiesta suona assurda e lo è, ma pare che sia l’unico modo attraverso cui far partire una richiesta di assistenza da parte della Farnesina.

“Lasciate stare a Placanica sennò vi faremo saltare in aria”

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Carlo Giuliani e i fatti di piazza AlimondaEzio Menzione non è di quegli avvocati abituati a cause facili, considerando che uno dei suoi clienti è stato Ovidio Bompressi e che rimane convinto della sua estraneità all’omicidio del commissario Luigi Calabresi. Attivista del movimento omosessuale all’interno dell’ArciGay e sostenitore dei DICO, dopo i fatti di Genova l’avvocato Menzione si è mobilitato per assumere la difesa dei manifestanti che, durante il G8 del luglio 2001, avevano subito violenze e, tirato in ballo l’ex carabiniere Mario Placanica perché raccontasse di nuovo la propria versione dei fatti sulla morte di Carlo Giuliani, che gli succede? Gli arriva a casa una telefonata anonima in cui lo si avverte: “lasciate stare a Placanica, sennò vi faremo saltare in aria”.

Commenta in proposito Haidi Gaggio Giuliani:

Siamo un paese civile dove testimoni scomodi di processi vengono minacciati o addirittura quasi “fatti suicidare”; un paese civile dove avvocati nella loro piena funzione vengono minacciati di morte. La domanda da porsi allora è: a chi può dare fastidio che Mario Placanica venga a testimoniare? Evidentemente Mario Placanica avrebbe qualcosa da dire di scomodo.

La tassidermia delle creature speciali

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Custom Creature TaxidermyÈ piuttosto impressionante il lavoro che svolge Sarina Brewer, artista statunitense che compone le sue “opere” mettendo insieme scienze naturali, biologia e tassidermia. Usa i corpi degli animali e li ricombina, a volte aggiunge metalli o altri materiali estranei alla chimica del carbonio, altre li tratta con procedimenti che ricordano la pietrificazione dei corpi. Ma – avverte – nessun animale è stato “sacrificato” all’uopo: per lo più si tratta di materiale derivante da vecchi musei in fase di sgombero oppure corpi meno stagionati di esemplari morti per incidente o cause naturali.

Però perché dedicarsi a una forma artistica tanto macabra che non si limita all’imbalsamazione, ma ricompone parti differenti dando vita a nuove sembianze (tanto che le sue gallerie sono riunite sotto l’espressione Custom Creature Taxidermy)? Si scrive sul suo sito:

This artist has a deep respect and appreciation for animals and the natural world. She is fascinated with the circle of life and intrigued with how different cultures honor their dead and deal with death. Immortalizing loved ones (be they animals or humans) by preserving their remains or creating sentimental remembrances out of their body parts does not sit well with the majority of western society and is unfathomable to the average thinker. Yet such practices have been the norm in many cultures throughout history and still are. Undoubtedly the average American thinks such abhorrent practices are only carried out by “savages” in primitive cultures, yet they even exist in this day and age in the “civilized” world, a well known example being the preserved remains of saints on display in Catholic Churches around the world. Point being, reverence is relative. This artist deals with death, in what is considered by most, an unconventional manner. She does not view a dead animal as disgusting or offensive. She feels that all creatures exhibit beauty in death, as well as in life, and pays homage to them by reincarnating them in her works of art.

Voci di feroci sconosciuti dal 1991

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Strano rivedere oggi immagini simili, quando a prendere la parola non era ancora il presidente della Sicilia, ma uno dei tanti aspiranti notabili che stava iniziano la scalata alla Regione. Totò Cuffaro lamenta di essere stato fin da allora oggetto di un linciaggio mediatico da parte dei Michele Santoro e Maurizio Costanzo di turno. Ma dice poi a proposito degli attentati di Capaci e di via D’Amelio:

La vecchia Dc scompare nella fase cupa e dolorosa delle stragi che colpiscono la Sicilia per mano della mafia, nel 1992, l’anno delle autobombe che stroncano la vita a Giovanni Falcone, Paolo Borsellino e tanti altri innocenti. In meno di due mesi, vengono abbattuti brutalmente due baluardi della lotta alla mafia, la vera lotta combattuta in prima linea, non quella della finzione mediatica e demagogica.

Tuttavia ciò che davvero pensava dei magistrati antimafia (compresi quelli che sarebbero finiti ammazzati di lì a poco) lo scandì chiaramente in tivvù:

(Video via Sobborghi)

Quando la realtà è più inquietante del Noir

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Politicamente scorrettoQuando la realtà è più inquietante del Noir è il titolo della presentazione dell’edizione 2007, la terza, di Politicamente scorretto. Scrive in proposito Carlo Lucarelli:

In fin dei conti, scrittori e giornalisti fanno lo stesso mestiere, seppur con strumenti diversi. Tutti noi esploriamo e cerchiamo di comprendere la realtà: alcuni, come me, attraverso il noir e con l’ausilio della fantasia… altri, come Cremagnani e Deaglio, con l’indagine giornalistica e il riscontro dei fatti.

E qui si aggancia alla proiezione in programma venerdì prossimo che apre ufficialmente i lavori per arrivare alla manifestazione che si svolgerà dal 23 al 25 novembre prossimi alla Casa della Conoscenza di Casalecchio di Reno. Si tratta del nuovo film-inchiesta sui brogli elettorali di Beppe Cremagnani ed Enrico Deaglio di cui si legge:

Che ci fosse la possibilità di truccare i dati elettorali con un software al ministero dell’Interno è confermato. Non solo. La nuova inchiesta prova che ci furono almeno tre intrusioni informatiche durante la notte dello spoglio e che ci fu un maneggio dei dati. A garantire la sicurezza informatica del Vicinale in quella notte fu schierato il tiger team Telecom, ovvero il gruppo di esperti informatici oggi in carcere per hackeraggio assieme a un alto esponente dei servizi segreti.