Il signore dei misteri: biografia di Manly Palmer Hall

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Master of the Mysteries: The Life of Manly Palmer HallSu BoingBoing viene segnalato un libro interessante appena uscito per Process Media, Master of the Mysteries: The Life of Manly Palmer Hall, scritto dal giornalista Louis Sahagun. Si tratta della biografia di un personaggio controverso e in Italia poco conosciuto che, trasferitosi negli Anni Venti a Los Angeles, divenne protagonista di una corrente culturale che si richiamava alla filosofia antica ed esoterica. Dalla descrizione del libro:

Hall revealed to thousands how universal wisdom could be found in the myths and symbols of the ancient Western mystery teachings. He amassed the largest occult library west of the Mississippi and founded The Philosophical Research Society in 1934 for the purpose of providing seekers rare access to the world’s wisdom literature. He became a confidante and friend to celebrities and politicians. In 1990, he died — some say he was killed — in what remains an open-ended Hollywood murder mystery. This dramatic story of Hall’s life and death provides a panorama of twentieth century mysticism and an insider’s view into a subculture that continues to have a profound influence on movies, television, music, books, art, and thought.

Cambiando argomento, ma forse neanche più di tanto, una segnalazione per a un amico, Luigi Milani (qui un suo ritratto), che ha vinto la prima edizione del concorso di poesia “nera” Orrorinversi con “Hyde”, componimento conciso e molto efficace.

Srebrenica: sotto accusa lo stato olandese per l’eccidio del 1995

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Luigi Milani riprende un articolo che ne parla. Ma per leggerne direttamente si può fare riferimento al blog balcanico Srebrenica Genocide che, creato dall’organizzazione Bosnian Family (Bosfam), per presentarsi scrive di “non riportare alcuna opinione, ma fatti giudiziari appurati per la prima volta dal tribunale penale internazionale per l’ex-Jugoslavia e successivamente dalla corte internazionale di giustizia”.

I fatti a cui si riferisce riguardano l’eccidio di Srebrenica quando, nel luglio 1995, migliaia di vittime bosniache di religione musulmana (oltre ottomila dicono le fonti ufficiali, almeno diecimila sostengono le associazioni dei familiari delle vittime) vennero trucidate dalle truppe serbo-bosniache di Ratko Mladic. Il procedimento giudiziario a cui il post di cui sopra si riferisce è quello che si sta celebrando alla corte dell’Aja contro i presunti complici dei criminali di guerra balcanici. Tra gli imputati ci sono le Nazioni Unite e il governo olandese, colpevoli – secondo l’accusa – di non aver protetto per negligenza l’enclave musulmana. Non l’avrebbero fatto perché quella gente non aveva diritto a una protezione speciale, i militari stavano lì con scopi di pace e non di guerra né le truppe erano sufficientemente addestrate, si difende l’Olanda. Ma Hasan Nuhanovic, sopravvissuto al massacro e ai tempi interprete per gli effettivi ONU, e altri familiari stanno però raccontando una realtà differente.

Dalla rete: “Guantanamo Spaghetti” tra false accuse e vere minacce

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  • Christian Elia, Guantanamo Spaghetti:

    Questa l’accusa, supportata da testimonianze e verifiche, che Reprieve, un’organizzazione non governativa con sede a Londra che si occupa di assistenza legale alle persone coinvolte nella ‘guerra al terrorismo’ delle quali siano stati violati i diritti inalienabili, lancia all’Italia. In particolare sono sette i casi in esame, tutti di cittadini tunisini residenti in Italia all’epoca dell’arresto che gli è costata la detenzione a Guantanamo. Lofti bin Alì, Saleh Sassi, Adel Ben Mabrouk, Lofti bin Swei Lagha, Hedi Hamamy, Adel al-Hakeemy e Hisham Sliti. Le responsabilità italiane nell’odissea di queste persone è diretta. Reprieve, infatti, dimostra come tutti loro sono stati catturati in Pakistan o in Afghanistan su informazioni, rivelatesi infondate, delle forze di polizia o d’intelligence italiane. Tutti e sette, adesso, sono stati scagionati da qualsiasi accusa e sono in sostanza liberi di tornare a casa. Ma qui sta il punto: la Tunisia, per unanime parere delle principali organizzazioni internazionali, è un Paese nel quale viene praticata sistematicamente la tortura. Non possono essere rispediti in patria dunque, dove nel frattempo (e sempre partendo dalla responsabilità oggettiva degli italiani) in contumacia sono stati condannati a pene dai dieci ai quaranta anni. Per non aver fatto nulla.

Arona e Mazzitelli: un nuovo libro nero e un concorso per corti liberi

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La croce sulle labbraUn paio di segnalazioni. La prima riguarda Danilo Arona che, per la seconda volta in pochi mesi, esce nella collana Segretissimo di Mondadori con un nuovo libro, La croce sulle labbra, questa volta firmato con Edoardo Rosati. E anche questo volume si preannuncia in pieno stile aroniano:

Quale segreto si nasconde dietro il feroce assassinio rituale di un povero vecchio in una remota isola dei Caraibi? Qual è l’origine delle improvvise, sanguinarie eruzioni di furia omicida che portano a vere e proprie “stragi degli innocenti”? Quale orrore invisibile si va moltiplicando nelle sinistre “unzioni” perpetrate da misteriosi emissari tribali? Quale forza è in agguato dietro l’enigmatico, inumano culto di Exù? Molti, troppi enigmi per tre coraggiosi medici impegnati in una corsa disperata contro il dilagare di un morbo in grado di annientare tutto. E tutti.

Concorso per corti in Creative CommonsLa seconda segnalazione invece arriva dalla scrittrice Monica Mazzitelli che, di argomento piuttosto diverso, annuncia il Concorso per corti in Creative Commons, organizzato in collaborazione con il Copyleft Festival per tramite dell’associazione InProspettiva. Qualche informazione ulteriore sul concorso:

Per questa prima edizione si è scelto di dividere il concorso in due sezioni: “liberissimo” e “metroinferno”. Alla prima può partecipare qualsiasi lavoro che venga rilasciato con licenza CC, la seconda è legata alla produzione di lavori in CC ispirati alla web-antologia copyleft Tutti giù all’inferno. Il materiale pubblicato sul sito o nuovo materiale prodotto sull’ispirazione della web-antologia deve essere usato per soggetti/sceneggiature. Entrambe le sezioni prevedono che tutto il materiale utilizzato nella realizzazione sia rilasciato con licenza Creative Commons (immagini, sceneggiatura, musica, etc) e indicato come tale nei titoli, e che ciascun corto abbia durata massima di 15 minuti.

Mauro Rostagno: fu delitto di mafia, chiesti rinvii a giudizio

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Mauro RostagnoL’articolo che segue, La mafia ha ucciso Rostagno. La verità in un bossolo di Davide Varì che riprende un’inchiesta di Enrico Deaglio, è stato pubblicato oggi sul quotidiano Liberazione. Mauro Rostagno, sociologo di origine piemontese che fu tra i fondatori di Lotta Continua, venne assassinato in Sicilia il 26 settembre 1988 e diverse furono le ipotesi formulare su questo delitto è una buona ricostruzione l’aveva fatta Carlo Lucarelli in una puntata di BluNotte. Ecco ora le novità investigative a cui è giunto il magistrato siciliano Antonio Ingroia.

La notizia, attesa da vent’anni, è di quelle che ti fanno riappacificare con la giustizia: «Gli assassini di Mauro Rostagno saranno chiamati a difendersi nei prossimi mesi di fronte alla Corte di Assise di Trapani». A rivelarlo è Enrico Deaglio con un’ampia inchiesta pubblicata sull’ultimo numero di Diario, numero da oggi in edicola. Il merito va ad Antonio Igroia, il magistrato palermitano che non ha mai mollato la presa e, dopo dodici anni di inchiesta, ha chiesto il rinvio a giudizio per Vincenzo Virga organizzatore dell’agguato al giornalista torinese che, pare, fu commissionato da Totò Riina in persona.

Sembra proprio che questa volta il Pm Ingroia, abbia una prova definitiva, «una prova decisiva» grazie alla quale si farà finalmente luce su una vicenda caratterizzata da depistaggi, veleni e manovre oscure. Una vicenda simbolo di quella fitta rete di misteri che caratterizza il nostro Paese. Ma andiamo con ordine, partiamo da quel 26 settembre del 1988, la notte in cui Mauro Rostagno fu assassinato con quattro colpi di fucile calibro 12 e due colpi di pistola calibro 38 special.
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Bo-Noir 2008: pronto il programma, si parte il 6 luglio

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Bo-Noir 2008Pronto e ufficiale il programma di Bo-Noir 2008, la rassegna tra cronaca e letteratura che giunge alla sua terza edizione e che si terrà a Bologna ogni domenica sera dal 6 luglio al 3 agosto. Organizzati con Riccardo Marchesini, gli appuntamenti di quest’anno sono questi:

  • domenica 6 Luglio 2008 – Ore 21,15 – Piazza Verdi, Bologna
    Paura a Bologna – Storie di rapimenti bolognesi
  • domenica 13 Luglio 2008 – Ore 21,15 – Piazza Verdi, Bologna
    Da Mamma Ebe a Vanna Marchi: gli imbrogli dell’occulto
  • domenica 20 Luglio 2008 – Ore 21,15 – Piazza Verdi, Bologna
    Da CSI alla realtà: le investigazioni scientifiche in Italia
  • domenica 27 Luglio 2008 – Ore 21,15 – Piazza Verdi, Bologna
    Romagna mia, Romagna in noir
  • domenica 3 Agosto 2008 – Ore 21,15 – Piazza Verdi, Bologna
    Fratelli di sangue: la banda della Uno bianca

Al momento siamo in attesa delle conferme degli ultimi ospiti e via via verranno messi online sul blog della rassegna i nomi di chi sarà presente. Inoltre stiamo preparando anche video e contributi speciali che andranno a completare le serate e verranno messi online.

Il ritorno al futuro dell’irreprimibile vizio

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Il testo che segue lo ha scritto Francesca De Carolis per commentare alcuni dei provvedimenti del governo volti a assolvere quei nove milioni di persone che cercano “soddisfazione” al loro “irreprimibile vizio” e ad avanzare al massimo l’idea di abbattere la legge Merlin. Ecco le considerazioni di Francesca.

Leggo dell’emendamento al decreto sicurezza, che inserisce le prostitute nell’elenco dei soggetti pericolosi per la sicurezza e la pubblica moralità. In buona compagnia di oziosi e vagabondi, di chi pratica traffici illeciti, dei delinquenti abituali, degli sfruttatori di prostitute e minori, degli spacciatori. Nell’emendamento si legge che deve essere considerato soggetto pericoloso per sicurezza e moralità anche chi vive “del provento della propria prostituzione e venga colto nel palese esercizio di detta attività”. Dunque, brutte sporche e cattive. Con buona pace di quei nove milioni (nove milioni, ripeto) di perbenissimi uomini italiani, che delle prostitute sembra proprio non possano fare a meno. Dimenticando anche la banalissima legge di mercato che vuole che sia fra l’altro la domanda ad alimentare l’offerta. Ignoranza incomprensibile in epoca di libero mercato reclamato e sbandierato ogni volta che ci sembra per qualche motivo conveniente…

E perché no, a questo punto, un emendamento all’emendamento, che imponga il contrassegno del Triangolo nero rovesciato. Certo non è un’idea nuova, ci avevano già pensato i nazisti. Un bel triangolo nero da affibbiare agli asociali, e cioè a tutte le categorie considerate a rischio per la società, un bel elenco che includeva le prostitute, insieme alle lesbiche, agli assassini, ai vagabondi, ladri e a quelli che osavano violare il divieto di rapporti sessuali tra Ariani ed Ebrei. Così abbiamo ben chiaro da chi stare alla larga (ma come se la caveranno quei nove milioni di esuberanti maschi latini?).
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Tagli ai fondi in favore delle donne: si organizza la protesta in rete

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Una parte del tentativo di recupero di Alitalia o di reperire quei fondi che scompariranno con la cancellazione dell’imposta sugli immobili passa dal taglio dei fondi destinati a proteggere le donne vittime di violenza. Sara Taricani (segnalazione via Alfonso Fuggetta) fornisce tramite il suo blog una serie di informazioni a proposito delle iniziative contro questo taglio. Inoltre un articolo di Magda Terrevoli, Chi paga per la cancellazione dell’ici? Le donne, pubblicato da Agorà Magazine, intende avviare una discussione sempre sullo stesso tema.

Dalla rete: i luoghi oscuri custoditi all’interno

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  • Philip Willan, Il potere criminale:

    Neanche l’ultima campagna elettorale è stata esaltante per chi è in prima linea nella lotta alla criminalità organizzata. I candidati si sono ricordati del tema alla fine, pronunciando solo parole di rito contro le mafie. E ancora meno rassicuranti sono stati Marcello Dell’Utri, condannato in primo grado per concorso esterno in associazione mafiosa, e Silvio Berlusconi. Entrambi hanno lodato l’eroismo dell’ex stalliere di Arcore e boss mafioso Vittorio Mangano, morto in carcere, che avrebbe resistito alle offerte dei magistrati e rifiutato di inventare accuse false contro il suo ex datore di lavoro.

  • Luca Galassi, La guerra uccide due volte:

    Il 2007 è stato l’annus horribilis per i soldati delle due forze armate più potenti del mondo. Negli eserciti dei due antagonisti storici della Guerra fredda, Stati Uniti e Russia, non si sono mai registrati così tanti suicidi. Almeno 115 soldati si sono tolti la vita nelle file dei militari Usa, 13 in più rispetto al 2006, quando si erano uccisi 102 uomini. Molto più elevato il numero tra i soldati dell’Armata Rossa: 341 soldati, “quasi un battaglione”, ha riferito il procuratore capo militare, Sergei Fridinski.

Il revival di pratiche che ormai sembravano “senza ritorno”

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Dell’argomento si va parlando già da un po’. Sul revival elettroshock, il sito di Peacelink pubblica la lettera di una lettrice che fa una serie di considerazioni in proposito. E scrive:

Presenziando ad una mostra terminata circa un mese fa a Milano, dal titolo “Psichiatria, un viaggio senza ritorno”, sono venuta a sapere da uno psichiatra in pensione che era presente all’evento, con il quale stavo conversando, che l’elettroshock ultimamente sta venendo pubblicizzato così tanto, al punto da voler creare 60 centri in tutta Italia per perpetuarlo, perché sono in procinto di scadere i brevetti dei medicinali. E se fosse vero? Sinceramente ho pensato ad una burla, ma sono rimasta profondamente scioccata nell’aver compreso la sordida macchinazione che si celerebbe dietro a questa ignobile campagna pubblicitaria.

Esso viene pubblicizzato come se fosse l’elisir di lunga vita ed il suo difensore e promotore italiano più noto all’opinione pubblica, e lo psichiatra Giovan Battista Cassano. Ho ascoltato tempo fa sia una sua intervista sul tema “elettroshock” su una Radio nazionale, e ho lettola sua risposta alla domanda: “Davvero l’elettroshock serve a curare la depressione?”, sulla rivista Gente. Nell’articolo si afferma che l’elettroshock e uno strumento salvavita. Come mai quando il professor Cassano viene invitato in televisione non si porta mai con se tutti quei pazienti che lui nomina nell’articolo: “Circa 80 vengono aiutati. È una cura necessaria, della quale il malato trae grande beneficio”.