Giorno della Memoria: il processo di Hadamar

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Per il Giorno della Memoria, Olokaustos pubblica un dossier sul processo di Hadamar, il primo a guerra conclusa contro le atrocità perpetrate dal regime hitleriano. E quello che fece emergere una serie di interrogativi.

Ad Hadamar erano state eliminate circa 10.000 persone tra il gennaio e l’agosto 1941 e, successivamente, sino alla fine della guerra altre 4.400 persone. Di fronte a questo crimine emerse tutta la impreparazione del diritto internazionale di fronte ai massacri di massa. Il problema era complesso. L’ostacolo principale era dato dalla nazionalità delle vittime: cittadini tedeschi disabili […]. Nell’ottobre del 1945 non esistevano gli strumenti giuridici per condurre un processo contro i responsabili dello sterminio dei disabili in Germania. Soltanto il 10 dicembre 1945, con la promulgazione della legge numero 10, venne creato il delitto di «crimini contro l’umanità». Mancando gli strumenti giuridici il tribunale era di fatto e de iure incompetente. Così il processo di Hadamar fu possibile soltanto perché negli ultimi mesi di guerra nella clinica erano stati inviati 476 cittadini sovietici e polacchi ammalati di tubercolosi che erano stati poi eliminati. Poiché queste vittime appartenevano a nazioni alleate degli Stati Uniti il tribunale americano poté istruire il processo in piena legalità. La natura di questo processo mostra tutti i limiti della giustizia

La vera storia dei supereroi

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The Real Story of the SuperheroesDa BYM. The Real Story of the Superheroes è un’esposizione frutto della ricerca di Dulce Pinzón, fotografa trentatreenne nata in Messico che attualmente vive negli Stati Uniti. Ricerca che si è posta come obiettivo quello di andare a scovare gli eroi di tutti i giorni, lontani dalle spettacolarizzazioni del cinema o delle dirette giornalistiche nei momenti di emergenza. In particolare, Dulce Pinzón si sofferma sui suoi connazionali, numerosi in USA, che inviano parte del proprio reddito nel paese di origine e che generano di conseguenza un sottile ma concreto legame tra l’economia dei due paesi. Tornando agli eroi, protagonisti di questo progetto fotografico, si legge che:

The principal objective of this series is to pay homage to these brave and determined men and women that somehow manage, without the help of any supernatural power, to withstand extreme conditions of labor in order to help their families and communities survive and prosper.

Nella foto a fianco, nei panni di Wonder Woman, è ritratta María Luisa Romero, di Puebla, che lavora in una lavanderia di Brooklyn.

DRM e il futuro degli MP3

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No DRMMentre la EMI ha annunciato di non applicare più sistemi anti-copia e DRM ai propri CD (la notizia in italiano qui), Wired pubblica l’articolo Who’s Killing MP3 and ITunes? del giornalista musicale Eliot Van Buskirk su formati digitali, condivisione della musica e protezioni. Tra le diverse ragioni che vengono riportate nel testo, probabilmente le ultime due sono le più importanti perché riferite agli utenti e al futuro della tecnica. In merito ai primi, si legge:

6. People love AllofMP3.com

There’s already a case study of what an MP3 store could look like: the Russian site AllofMP3.com, which people are still reporting access to, despite attempts to starve it of U.S. credit cards. Its popularity also indicates that digital music pricing should drop (a 10-cent to 25-cent per unprotected MP3 sounds about right to me). Since increased sales of a digital good can’t affect inventory, the labels would more than make up for the price drop by selling far more songs — especially considering the endless targeting capabilities online music stores could eventually offer. (For instance, what if something like Pandora were used as a front end to an AllofMP3-type service?)

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Wikimedia, pubblicità e progetti in rete

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Wikimedia FoundationMentre è in corso una discussione a più voci su blog ed etica, un dibattito analogo ha preso il via in seno alla Wikimedia Foundation e alla sua campagna di raccolta fondi. Un buon sunto lo fa Mike Linksvayer in merito, più specificamente, alla questione inserzionisti pubblicitari. Uno dei quali potrebbe essere il braccio benefico della Virgin e in proposito lo scrittore e programmatore canadese Evan Prodromou dice:

Non sono in sintonia con questa gente, anzi, mi trovo in sostanziale opposizione. Penso però che l’elevato traffico web generato da Wikipedia sia una risorsa che la Fondazione sperpera. Un traffico simile vale decine se non centinaia di milioni in entrate pubblicitarie ogni anno. È denaro che potrebbe essere utilizzato per diffondere (liberamente e gratuitamente) libretti simil enciclopedie a milioni di studenti e bambini, nella loro lingua, in tutto il mondo. È irresponsabile snobbare questa opportunità.

Mentre il fondatore di Wikipedia, Jimmi Wales, è rimasto ancora fedele al suo concetto di libertà (riassumibile in free as in speech, not free as in beer) e già in passato ha confermato l’apertura alla pubblicità sul Time Online, Linksvayer porta altri due esempi di esperienze efficaci. Continue reading

Spirito del Natale, il senatore McMarthy e il consumismo

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It's a Wonderful LifeMentre sto leggendo un legal thriller che spiega come, in una Hollywood sconquassata dai venti del MacCartismo, il copyright sia stato fatto strumento per esproriare dei loro diritti gli scrittori finiti sulla lista nera dei cacciatori alle streghe, ecco che spunta un vecchio memo targato FBI. Secondo il quale anche un classicissimo natalizio, La vita è una cosa meravigliosa di Frank Capra, non sarebbe stato nient’altro che propaganda comunista. Le motivazioni starebbero nel presunto disprezzo per la upper class e per le istituzioni bancarie, nella difesa dei cittadini con posizioni anti-consumistiche e nell’ammissione “I would never have done it that way”. Commenta ironico Will Chen, il blogger che ha scovato il rapporto:

We can look back at the FBI report with scorn and ridicule. But are we really that much more enlightened today as a society? We live in an America where romantic love is defined by three-month-salary diamonds and parental affections are expressed through ridiculously-priced video games (don’t forget to check out our report on the Wii and PS3 locator, by the way). Perhaps the FBI was (and still is) correct when it said It’s a Wonderful Life did not reflect American values. If you don’t believe me, try telling your loved ones tonight that they won’t be getting a materialistic gift from you, beacuse your love for them already makes them the “richest man in town!”.

Sistema Cultura Italia: diritti o corporazione?

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diritto d'autoreDa Fronte della comunicazione. Meta-associazione con scopi culturali o gruppo di pressione con fini corporativi? Viene da chiederselo, leggendo la notizia relativa alla nascita di Sistema Cultura Italia (per esteso federazione italiana dell’industria culturale), nuova realtà inquadrata all’interno di Confindustria.

Ne fanno parte a titolo di costituenti Aie (associazione italiana editori), Afi (associazione dei fonografici italiani), Agis (associazione generale italiana dello spettacolo), Anes (associazione nazionale editoria periodica specializzata), Anica (associazione nazionale industrie cinematografiche e audiovisive multimediali), Fimi (federazione industria musicale italiana) e Univideo (unione italiana editoria audiovisiva). Scopi della nuova realtà, si legge in una nota dell’Ansa, sono «la tutela dei diritti e degli interessi collettivi degli associati sul piano nazionale, comunitario ed internazionale; promozione della salvaguardia del diritto d’autore; la lotta alla pirateria». Continue reading

Squadra anti-sette, religioni e libertà d’espressione

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Le tre streghe di Johann Heinrich FüssliDa Fronte della Comunicazione. Aumentano le denunce da parte di chi è stato raggirato da qualcuno che veste i panni del mago? Magari l’eco del caso giudiziario di Vanna Marchi ha contribuito a ridurre il senso di solitudine di chi si trova truffato riducendo di pari passo anche la vergogna che portava a non denunciare questo genere di raggiri.

Emergenza giovani a rischio di essere reclutati da una setta? Si è certi che si tratti davvero dell’esplosione di un fenomeno quando i giornali hanno un andamento ciclico con le emergenze? Ogni tot ne sfoderano una e non per forza deve essere nuova (si veda un po’ che dicono i motori di ricerca sulle emergenze).

C’è bisogno di una nuova squadra investigativa anti-sette? Pare di sì, a giudicare da quanto riportato in questi giorni su diversi organi di informazioni. Anche se poi, navigando sul sito della Polizia di Stato, si legge sui forum aperti ai cittadini una risposta di Carlo Bui che dirige l’Unità di analisi del crimine violento (UACV). Continue reading

Dove nascono le idee?

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Dove nascono le idee?L’8 dicembre prossimo, all’interno della fiera della piccola e media editoria Più Libri – Più Liberi, si terrà il forum Dove nascono le idee?, momento di incontro per discutere di “come si alimenta la creatività tra pagine elettroniche e di carta”. Il preparazione del forum, è partito anche un blog per iniziare a porre quesiti, avanzare ipotesi e confrontarsi sul tema. In particolare, al momento, interessanti mi sembrano le 112 domande di Giulio Mozzi: un post di soli punti interrogativi e pochissime affermazioni per andare a stanare concetti legati alla comunicazione, alla (inter)relazione tra autori-blogger e lettori e lo stato dell’editoria italiana.

Causa Comune – L’informazione tra bene di tutti e proprietà

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Cause Commune, Philippe AgrainPhilippe Aigrain è l’autore di un libro splendido, Cause Commune, che ho finito di tradurre poco tempo fa. Pubblicato in lingua originale dall’editore parigino Editions Fayard, nella primavera 2007 sarà disponibile per i tipi di Stampa Alternativa in italiano con il titolo Causa Comune (pagine web in preparazione) sia in libreria che in rete con licenza Creative Commons. Per chi volesse farsi un’idea dei contenuti del libro, ha due possibilità al momento: leggersi la versione francese, scaricabile dal sito creato da Philippe, oppure iniziare ad assaggiarne la presentazione in italiano.

Causa Comune – L’informazione tra bene di tutti e proprietà

Hanno tentato di mettere sotto chiave le varietà di riso coltivate in Estremo Oriente e hanno denunciato agricoltori “colpevoli” di essersi ritrovati loro malgrado con raccolti OGM per cause ambientali. Vorrebbero che le formule matematiche fossero di quasi esclusivo utilizzo di poche realtà tecnologiche che, con la scusa di fare innovazione, impongono monopoli a scapito di concorrenti, consumatori e cittadini. Spacciano logiche sanitarie incentrate sulla somministrazione di medicinali a tutto beneficio dell’industria farmacologica ignorando il diritto all’accesso a cure fondamentali per tutti e negando le strategie per la prevenzione delle malattie. Chi sono? Sono le corporation e i governi compiacenti che combattono i beni comuni informazionali. Continue reading

Empty Show: US Army, Return to Sender

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L’Empty Show è un movimento artistico nato e cresciuto in Australia che varie volte si è manifestato nel corso degli ultimi anni. Nei fatti, decine di persone si radunano per decorare, ritrarre, filmare e ridare vita attraverso il colore e la creatività a case abbandonate, spazi dismessi e aree che, seppur in disuso, sono messe sotto chiave.

L’ultima ha avuto luogo un paio di settimane fa a Melbourne e, come sempre è accaduto in queste occasioni, non sono mancati messaggi di carattere fortemente politico, come quello a fianco. Altre immagini dell’ultimo appuntamento sono disponibili qui e qui.

Per chi volesse ripercorrere velocemente la storia dell’Empty Show attraverso le fotografie, può navigare nella galleria pubblicata su Flickr che raccoglie alcuni scatti dell’evento del 2003. Inoltre, in merito alla manifestazione e alle sue istanze politiche, si può consultare anche il blog A Space Outside.