Milblog: più pericolosi i siti militari ufficiali

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Un rischio per le operazioni militari statunitensi sarebbero i siti ufficiali delle forze armate e non i blog di singoli soldati. Lo scrive Wired riprendendo un dossier targato Electronic Frontier Foundation che comprende un periodo compreso tra il gennaio 2006 e lo stesso mese del 2007. Tanto che:

The audits, performed by the Army Web Risk Assessment Cell […], found at least 1,813 violations of operational security policy on 878 official military websites. In contrast, the 10-man, Manassas, Virginia, unit discovered 28 breaches, at most, on 594 individual blogs during the same period.

Un risultato, questo, attribuibile a un fatto specifico: dopo gli interventi istituzionali per scoraggiare i milblog, gli autori si limiterebbero a esprimere dubbi, sensazioni, stati emotivi e non riporterebbero informazioni relative ad operazioni.

Il dio dei piccoli mondi: formicaio sotto stretta osservazione

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Il dio dei piccoli mondi - AnatoméUn’idea folle e un blog per seguirne l’evoluzione. È Il dio dei piccoli mondi, creazione di un farmacista di Matera, Giorgio Filardi, che del suo esperimento dice:

Perché ho fatto ciò vi starete chiedendo ed effettivamente è abbastanza bizzarro costruire e gestire un formicaio, però… però cambiate per un attimo punto di vista, operate un allucinante traslazione di prospettiva… e immaginate di essere lì in mezzo in piccolo mondo allucinante che non ha più niente di bucolico, in mezzo a miriadi di esemplari di una specie guerriera, spietata, in guerra con il mondo intero e con nessun rispetto per l’ambiente circostante, visto solo come un serbatoio inesauribile di risorse da sfruttare. Sembra la descrizione di noi sapiens ma in realtà parlavo delle formiche, razza affascinante, unica società dove il socialismo reale ha attecchito, prosperando per milioni di anni.

Così ha messo un formicaio in un terrario – o qualcosa del genere – e sta allevando gli operosi insetti facendo una cronaca quasi quotidiana – con testi e foto – degli avvenimenti che vi accadono (e delle modifiche che introduce al suo ecosistema).

(Grazie a Carlo per la segnalazione)

Petizione per impedire l’oscuramento di siti e blog

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Dopo i problemi di Piero Ricca, che si è visto sequestrare il blog a causa di una querela per diffamazione presentata da Emilio Fede (il blocco al blog è stato rimosso qualche giorno più tardi), viene lanciata una nuova raccolta di firme.

Artefice è AniceWeb e l’iniziativa si muove contro l’oscuramento di siti internet personali e/o blog e a favore della depenalizzazione del reato d’opinione. Indirizzata al presidente del consiglio e ai ministri dei diritti e pari opportunità, della giustizia e delle Comunicazioni, la petizione ha un testo ed esplicito:

La libertà di parola è sacrosanta e sancita dall’articolo 21 della Costituzione Italiana che recita:”Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.”

Nel caso un qualsiasi cittadino si senta diffamato da un testo (da un’immagine o qualsivoglia forma di pensiero) pubblicato in un sito Internet o un blog e decida di procedere con una querela, il sequestro preventivo non deve attuarsi finchè le indagini o un tribunale non appurino la colpevolezza dell’autore del pensiero stesso.

Segnalata da Punto Informatico, la petizione può essere sottoscritta qui.

A undici anni da Cuore, arriva il sonno del cronista

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Il sonno del cronistaIl sonno del cronista è un blog nato una ventina abbondante di giorni fa e colleziona gli strafalcioni di cui non si accorgono i giornalisti e che finiscono per essere stampati. Dalla presentazione del sito:

Il “colpo di sonno” del cronista, sempre in agguato, ha effetti spesso esilaranti. Questo sito nasce dalla voglia di tanti cronisti della carta stampata di prendersi in giro, di ridere su uno dei mestieri più belli, ma anche più frenetici del mondo. Un’antologia del surreale, con errori tipici della notizia scritta sotto chiusura del turno, ma anche chicche del classico fogliettone surreale. I cronisti che vedranno i propri articoli sbeffeggiati, siamo sicuri sanno i primi cronisti a riderne.

Gli autori, autobattezzatisi con gli pseudonimi di John Beer (già Sette in condotta) e Cilindro Collinelli e che chiedono a tutti di inviare loro segnalazioni, si sono già visti citati da un lancio dell’Ansa e potrebbero far così rivivere i tempi d’oro di in cinquecento contro un albero e della rubrica “Cronaca Vera” di Cuore.

Qualche titolo? L’oca lo attacca e lui si frattura, Gare di sputo, negozianti infuriati o Latte bollito scoppia come una bomba. Creative Commons i contenuti.

Resuscita quindi è

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Dal blog Resuscito quindi sono:

Stamattina sul marciapiede c’era la Morte.
Stava riparando la sua falce fienaia.
L’ho vista dall’autobus.
Aveva un cane nero, vivo, che la guardava mentre cercava di rimettere a posto la lama.
La gente passava di corsa, acchiappando al volo le copie di Metro, City e Leggo.
E lei se ne stava nascosta dietro una colonna, senza la sua tunica nera.
Il cane così annoiato che prima o poi avrebbe iniziato a parlare.
È bel problema, quello di trovarsi con la falce rotta a metà.
Forse dopo passo, e gli chiedo come va.
Continua a leggere

Dalle (nuove) vie per i fumetti ai (nuovi) divieti per i milblog

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  • Salon.com, Steal this comic – From superheroes to “The Simpsons,” ultraviolence to kid stuff, our guide to Free Comic Book Day offers graphic fun for all

    Five years ago, the weekend that the first Spider-Man movie came out, the American comics industry launched an experiment: Free Comic Book Day, in which thousands of comic book specialty stores around the country gave away comics to readers young and old.

  • BoingBoing, Army’s new regulations may restrict soldiers’ blogs

    Some fear the new rules could end up silencing first-person web journals published from combat zones. The uproar circles around an Army regulation issued April 19 which updates earlier language about operational security (or “OPSEC”) and blogs.

  • Martin Moore Blog, Why blog?

    Blogging’ is the ability to self-publish. As such it’s a technical term not an editorial one. What I mean by that is that it’s about how not what. Lumping all blogging together isn’t helpful. One blogger may be a diarist, another a commentator, another a journalist. Hence why a code for all bloggers is misguided.

  • Gutenberg.org, 2 B R O 2 B by Kurt Vonnegut

    Not copyrighted in the United States. If you live elsewhere check the laws of your country before downloading this ebook.

Letture su blog, caso SCO e creative Commons

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  • Aviva Directory, 12 Important U.S. Laws Every Blogger Needs to Know

    For US bloggers in particular, blogging has become a veritable land mine of potential legal issues, and the situation isn’t helped by the fact that the law in this area is constantly in flux.

  • Groklaw, A Groucho Marx Imitation in SCO v. IBM & SCO’s Memo in Support of Objections to Order on Spoliation

    Some more filings in SCO v. IBM including one that has to be our winner for best Marx Brothers imitation. And as you know, there is heavy competition for that crown. But I do think we have the victorious entry. It’s SCO who is requesting more time to respond to an IBM filing, to which IBM has agreed, and SCO phrases its stipulated request like this:

    The parties, through their counsel of record, hereby stipulate and jointly move the Court for an Order enlarging the deadline for SCO to file its sur-surreply to IBM’s Sur-Reply Memorandum in Further Opposition to SCO’s Objections to the Magistrate Judge’s Order on IBM’s Motion to Confine and SCO’s Motion to Amend its December 2005 Submission, on or before May 11, 2007.

  • Creative Commons’s blog, Creative Commons for Newspapers, Scientists, Film students and Wikipedia SEOers(!?)

    Four articles turned up yesterday all advocating use of different Creative Commons licenses in different contexts, nicely demonstrating the not-really-niche-anymore scope covered by Creative Commons.

Blog d’Egitto: chiude Sand Monkey per pressioni politiche

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Egyptian Sand Monkey[AGGIORNAMENTO – 16 maggio 2007] Un aggiornamento sempre via AdnKronos: Egitto, altri 29 blog e siti rischiano la chiusura:

Un magistrato egiziano, Abdel Fattah Mourad, ha chiesto l’oscuramento di 29 tra blog e siti internet che a suo avviso ”screditano l’immagine del paese e offendono il presidente”. Lo rivela la stampa locale, secondo cui Mourad è lo stesso magistrato che ha formulato l’accusa contro il blogger Kareem Amer, condannato a 4 anni di detenzione a causa degli scritti pubblicati sul suo diario on line.

Via AdnKronos (e sempre in tema Egitto: Libertà per il blogger egiziano Abdel Kareem). È costretto a chiudere i battenti l’Egyptian Sand Monkey, uno dei blog d’opposizione più seguiti d’Egitto e tra i diari on-line più letti dell’intero Medio Oriente. Ad annunciare il congedo dalla rete è stato Sam Adam, nickname del blogger autore del portale, che ha sottolineato come a spingerlo a questa decisione sia stata la forte pressione esercitata dal regime egiziano.

“Non credo che l’anonimato possa più proteggermi – ha scritto il blogger – Almeno non da quando agenti della sicurezza fanno domande su di me nella strada in cui abito, quindi ho deciso di chiudere”.

La notizia dell’addio al web della “scimmia del deserto” ha subito suscitato l’interesse dalla stampa locale ed è riportata oggi dai principali quotidiani in lingua araba. Il risalto dato all’evento è strettamente connesso col ruolo che in questi anni il blog ha avuto nella vita politica del pase. Sand Monkey è infatti stato uno dei più vibranti animatori del dibattito politico e sociale, oltre ad aver raccontato con regolarità, negli ultimi due anni, le violenze e le brutalità commesse da Mubarak durante le manifestazioni di contestazione al regime organizzate da attivisti politici.

L’attenzione dei media nei confronti dei blogger egiziani è iniziata nel febbraio 2005, durante la campagna per il referendum sulla riforma costituzionale voluta dalle autorità del Cairo. Da allora gli autori di questi portali sono entrati a pieno titolo nel dibattito politico del paese, attirando su di sé le critiche e le persecuzioni del regime.

Nel febbraio scorso il tribunale di Alessandria d’Egitto ha condannato il blogger Karim Suleiman a quattro anni di prigione, per aver insultato il presidente e diffamato l’Islam, religione di Stato. Il giovane ventiduenne è tuttora in stato di detenzione nonostante le critiche espresse sulla vicenda dalle associazioni per i diritti umani. Dal 2006 l’Egitto figura nella lista dei “paesi nemici di Internet e della libertà d’espressione” stilata da Reporter Senza Frontiere.

Quel file che “censisce” i blog

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Geox è il nome di un gruppo industriale che produce calzature e capi di abbigliamento ed è strano dunque che, come segnala Luca Conti via del.icio.us, venga rintracciato il file http://www.geox.biz/images/File2_datibi.txt che contiene un elenco di diverse decine di blog descritti con “titolo”;”url”;”categoria1″;”categoria2″;”categoria3″. Ora, i dati raccolti non contengono alcunché di riservato, ma una domanda spontaneamente porta a chiedersi che se ne fanno: verificano se c’è chi parla dell’azienda e come lo fa? Hanno un elenco di potenziali contatti a cui sottoporre informazioni commerciali? Sono alla ricerca di realtà da sponsorizzare?