“Schegge contro la democrazia”: 2 agosto 1980, le ragioni di una strage nei più recenti atti giudiziari

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Schegge contro la democraziaUn tour de force tutt’altro che concluso, quello che porterà il prossimo 28 luglio all’uscita di questo nuovo lavoro, Schegge contro la democrazia – 2 agosto 1980: le ragioni di una strage nei più recenti atti giudiziari, scritto con il collega Riccardo Lenzi e con la prefazione di Claudio Nunziata, magistrato che a lungo ha indagato sulle stragi in Italia:

La strage alla stazione di Bologna fu il più grave attentato del periodo che va sotto l’espressione «strategia della tensione»: 85 morti e duecento feriti. Per questo furono condannati gli esecutori materiali – terroristi di estrema destra dei Nuclei Armati Rivoluzionari – e i depistatori, appartenenti ai servizi segreti militari e alla loggia P2, a iniziare dal suo capo, Licio Gelli. Ma periodicamente si tenta di introdurre elementi revisionisti che mettano in discussione le poche realtà accertate in sede processuale. Questo libro ripercorre testimonianze, relazioni parlamentari e atti giudiziari arrivando fino all’ultimo processo di Brescia per la strage di piazza della Loggia (28 maggio 1974) e giunge a una conclusione: è vero, mancano i mandanti, ma le responsabilità materiali e gli intralci alla giustizia hanno un’identità. Un’identità già scritta nella sentenze.

Questo libro vuole essere un tributo contro facili revisionismi all’Associazione tra i familiari delle vittime alla stazione di Bologna del 2 agosto 1980 a trent’anni dalla bomba nella sala d’aspetto di seconda classe. E ancora una volta, per giungere alla pubblicazione, c’è la collaborazione di Socialmente Editore, la casa editrice fondata da Oscar Marchisio, e in particolare di Ornella Pastorelli. Ma c’è anche il concreto supporto di SPI CGIL Emilia Romagna e SPI CGIL Bologna, a nome delle quali Maurizio Fabbri e Bruno Pizzica firmano il documento iniziale.

A partire da fine mese, dunque, Schegge contro la democrazia sarà in libreria e anche su web.

17 thoughts on ““Schegge contro la democrazia”: 2 agosto 1980, le ragioni di una strage nei più recenti atti giudiziari

  1. martinetti

    Allora: neofascisti, servizi deviati, l’immancabile P2… be’ io ci metterei un po’ di Magliana, il tutto sotto l’autorità della mafia (nn poteva mancare) e il mandante?
    ma Berlusconi, ovvio!

  2. No, caro Martinetti, cerchiamo di essere seri: il mandante, come tutti sanno, è Babbo Natale…. O forse i palestinesi… ma va là: sono state le BR… ma che dico: sicuramente è opera di Osama Bin Laden… No dai, scherzi a parte, il nostro è un vero scoop: le bombe alla stazione di Bologna erano due, una l’ha messa Berlinguer e l’altra Cossutta… solo chi mangia i bambini, infatti, può aver fatto una strage del genere…

  3. andrea colombo

    Di berlinguer e cossutta non so niente. però escluderei che la bomba la abbiano messaa quelli che per quella strage sono stati condannati.

  4. Claudio

    Caro Lenzi,
    nelle sue parole io leggo i difetti che hanno contraddistinto l’approccio metodologico che ha portato ha questa sconclusionata “verità giudiziaria”, ovvero la voglia di vedere se “appiopare” la colpa ai rossi o ai neri….
    Io nell’approccio ai problemi cerco solo di farmi guidare dalla logica delle cose. Non sono abituato a credere agli asini che volano, neanche se dovessi trovarli descritti su qualche sentenza definitiva. E di logica, su quelle carte processuali, se uno le legge bene, ce ne poca o niente.
    Tuttavia, tutto ciò non mi sorprende affatto.
    Noi viviamo in un paese in cui un folto numero di magistrati a Caltanissetta ha voluto far passare, forse per evadere prima possibile la pratica, il fatto che Riina avesse commissionato uno degli l’attentati più importanti della storia Repubblicana, niente poco di meno che a Vincenzo Scarantino! Notoriamente, malato di mente, drogato e assiduo frequentatore di transessuali. Certo che Riina doveva essere proprio uno sprovveduto!
    Salvo poi urlare dopo 17 anni di processi al depistaggio dei famosi “pezzi dello stato”.
    Anche nel nostro caso ci si riferisce sempre (e giustamente) ai depistaggi dei “pezzi dello stato” senza fare lo sforzo di leggere dalle carte che quei depistaggi portano tutti, è ribadisco “tutti”, all’estrema destra e in molti casi specificamente ai NAR. Potrei farle un elenco lunghissimo.
    Detto ciò, io non so chi abbia messo li quella bomba. Preferisco rimanere con il dubbio piuttosto che credere alla storiella di due ragazzi “vestiti da tirolesi” sotto il sole cocente di quel 2 agosto 1980.
    Anche perché, non si sa mai, prima o poi potrebbe arrivare lo “Spatuzza” di turno.

  5. Caro Claudio,
    anch’io sono abituato a coltivare il dubbio e apprezzo il metodo falsificazionista proposto a suo tempo da Karl Popper: sottoporre ogni teoria e ogni tesi alla prova di ripetuti tentativi di metterne in discussione i fondamenti. Sono numerose le iniziative e le pubblicazioni che tentano, appunto, di falsificare verità che hanno resistito a ben 11 gradi di giudizio. Andrea Colombo nel 2007 ha inteso dare un contributo alla legittima opera di falsificazione, con il suo libro “Storia nera. La verità di Mambro e Fioravanti”. Nulla di male. Se non fosse che dal 1994 ad oggi, non sono pochi i personaggi pubblici come Furio Colombo, Minoli, Fasanella, ecc. che protestano con grande convinzione la presunta innocenza dei due assassini neofascisti, sena portare il benché minimo straccio di prova a sostegno di questa “ovvietà”.
    Ritengo che questi ed altri atteggiamenti abbiano, forse inconsapevolmente, contribuito nel tempo ad un vero e proprio DEPISTAGGIO DELL’OPINIONE PUBBLICA.
    Non a caso molti giovani bolognesi pensano che la strage sia stata fatta dalle BR… Mera ignoranza delle giovani generazioni o frutto di una sistematica disinformazione (e del progressivo smantellamento dell’istruzione pubblica)? Un altro dubbio…
    Nonostante ciò, sulla strage di Bologna, ad oggi, non mi pare ci siano elementi per una revisione radicale delle risultanze processuali. E’ comunque doveroso approfondire ulteriormente le indagini, come sta facendo la Procura di Bologna, al fine di individuare finalmente i mandanti.
    Per quanto riguarda gli esecutori, i documenti finora accessibili al pubblico confermano la matrice fascista della strage del 2 agosto 80. A prescindere da quella che lei definisce “sconclusionata verità giudiziaria”, la logica e la ricostruzione storica dei fatti confermano il contesto storico all’interno del quale la strage è maturata. I punti cardinali sono (o dovrebbero essere) noti: neofascismo, massoneria, servizi segreti, criminalità organizzata.

    Sono pronto a cambiare idea qualora i sostenitori delle tesi revisioniste riusciranno a fornire elementi concreti e verificabili alle loro rispettabilissime convinzioni.
    Continuerò invece a considerare e definire vergognose le bestemmie dell’ex Presidente Cossiga. Tre perle, a futura memoria:
    “Credo molto di più ai terroristi rossi che ai magistrati”. “Tutto quello che hanno fatto i familiari delle vittime l’hanno fatto per ricevere denari”.
    “Il giudice Nunziata è un delinquente comune”.

    Ringraziandola per l’attenzione e per la sua dubbiosità, le propongo a mia volta il seguente dubbio.
    Posto che, con buona pace di Cossiga e dei suoi protetti, la maggior parte dei magistrati italiani, compresi quelli di Bologna, sono ovviamente molto più credibili di qualunque terrorista (rosso, nero, bianco, ecc.), sulla credibilità di Mambro e Fioravanti pesa anche un cumulo impressionante di condanne all’ergastolo, compresa quella per l’omicidio del giudice Amato, che – anche in chi è legittimamente convinto della loro innocenza sul 2/8/80 – dovrebbe rendere comunque arduo accettare (moralmente, giuridicamente e razionalmente) la libertà di due spietati assassini di passeggiare per le strade della Repubblica italiana.

  6. Claudio

    Caro Lenzi,
    innanzitutto premetto: il sottoscritto non ha mai affermato che i NAR fossero una confraternita di Benedettini, ma questo cosa vuole dire?
    In merito agli fatti concreti apportati dagli innocentisti, io potrei dire la stessa cosa ma al contrario: autori come Colombo, Corsini, Cutonilli & co. hanno scritto dei libri nei quali si spiegava il perché dell’assurdo giudiziario. Le risposte a quei dubbi (vedi avv. Baldi) onestamente le ho lette ma non mi convincono proprio per nulla.
    Lei fa riferimento alla “logica e alla ricostruzione storica dei fatti” che “confermano il contesto storico all’interno del quale la strage è maturata”, e delinea come “punti cardinali” certi: “neofascismo, massoneria, servizi segreti, criminalità organizzata”.
    Mi premeva intanto sottolinearle, a scanso di equivoci, che chi come voi crede a questa verità giudiziaria dovrebbe sapere bene e dire con chiarezza che le sentenze, dicono che:
    – non c’è movente;
    – tutta la parte relativa alla presunta “organizzazione” dei Fachini, Delle Chiaie & co, ovvero la vecchia guardia, è caduta anch’essa;
    – in piedi, alla fine sono rimasti due (3 con Ciavardini) ragazzini vestiti da tirolesi che prendono la bomba e la poggiano nella sala d’aspetto di Bologna.
    Quindi questo castello “neofascismo, massoneria, servizi segreti, criminalità organizzata” non appare affatto delineato come lei dice se non nelle requisitorie e nella saggistica.
    A meno che poi, vogliamo mettere da parte (come “io” dico) le sentenze e facciamo lavorare un po’ il cervello.
    Ora purtroppo non posso dilungarmi perché in questo momento non ho tempo. Ma mi riprometto di farlo in seguito, magari dopo aver letto il vostro libro.
    Ma in estrema sintesi, l’impostazione giudiziaria infatti la trovo erronea sotto moltissimi profili:
    PROFILO STORICO.
    Per esempio, fare un unico calderone dove si inseriscono AN, ON e NAR, vuol dire non aver capito nulla del fenomeno eversivo di estrema destra, ma proprio nulla! Basta studiarsi un poco “il curriculum terroristico” delle diverse appartenenze per coglierne le differenze.
    Poi basta aver letto un po’ di storia contemporanea per capire che il contesto nazionale e internazionale è completamente diverso da quello del 69-75?. Cosa si sarebbe voluto fare, un Golpe? Se lo immagina Pertini (notoriamente filo golpista!) che dichiara lo stato di emergenza? Magari con l’intervento della Forestale? negli anni 80? Ma la prego!!
    PROFILO LOGICO.
    Solo per fare uno solo delle migliaia di esempi. Nelle stragi del 69-74 i servizi si sono mossi per depistare (ma veramente!) gli imputati neofascisti organizzandogli immediatamente passaporti e viaggi all’estero a spese del SID (vedi caso Pozzan, Giannettini e altri ancora). Allora non capisco perché, allora si adoperarono immediatamente con passaporti ed espatri, e in questo caso, tutta questa potentissima “cupola massonica” non è stata capace di procurargli (possibilmente prima del botto) una semplice carta d’identità per la Mambro? Piuttosto ho ascoltato da internet, dalla viva voce di Valerio Fioravanti, invece di un’altra proposta di espatrio. A farla è stato Nunziata alla coppia Mambro e Fioravanti. Probabilmente secondo lui per poter poi dire che i bombaroli erano loro, e per la vergogna sono scappati. Mi sono sempre chiesto come mai ad una affermazione del genere non abbia fatto seguito alcuna denuncia per calunnia. La risposta la posso immaginare!
    Come si può, in presenza di tanti depistaggi che portano tutti, è ribadisco con cognizione di causa, tutti, all’estrema destra e nello specifico ai NAR, sentire affermare da parte di certe “perle” della magistratura che “malgrado i depistaggi, siamo arrivati alla verità…”? Le ricordo che il primo depistaggio iniziò con Affatigato, poi con la pista Farina e Chicco Furlotti, poi la pista libanese (chi c’era in Libano a quell’epoca? Glielo dico io. Alibrandi, Walter Sordi che mi pare fossero dei NAR. Poi il “grande depistaggio” Gelliano delle valigie. Dove sono stati fatti i biglietti aerei? A Taranto. E doverano allora i NAR? A Gandoli, vicino Taranto per la liberazione di Concutelli. Chi fece i biglietti secondo le indagini? Un certo Giorgio Vale (cosi dice la sentenza), che mi pare fosse dei NAR. E poi i MAB 38/45 che casualmente erano uguali a quelli che i NAR custodivano assieme a quelli della Banda della Magliana e la storia degli elenchi passeggeri dei voli per la Francia e per la Germania che contenevano i passeggeri Fiorvanti e Bottagin! E l’informativa del SISMI dei terroristi che giravano con un camper e casualmente in quel momento i NAR giravano con un camper. Ma diciamo che pure un bambino si sarebbe accorto che il depistaggio portava li!
    GIUDIZIARIO
    Solo a voler parlare del ruolo di Izzo o di Sparti ci sarebbe da scrivere, e se ne sono scritti, libri. Vi è stato poi il PM Mancuso che ha avuto l’ardire di dichiarare al Corriere della sera del 0/5/2005, dopo che lo stesso in virtù del regime premiale guadagnatosi con le sue “importantissime propalazioni” è andato ad ammazzare due povere innocenti (le ricordo che c’è pure stata una condanna alla corte di Strasburgo per la violazione del diritto alla vita) dice a proposito di Izzo «Siamo di fronte a una storia orribile, ma io mi riferisco all’ansia che si avvertiva in lui quando rispondeva alle domande di noi magistrati: s’ intuiva la volontà di soddisfare chi l’ interrogava, al di là di quello che lui sapeva. Era come se prevedesse quello che l’ inquirente voleva sentirsi dire, e si adeguasse a questa previsione per fare contento il magistrato».
    Sarò forse troppo draconiano: ma a mio modestissimo avviso, probabilmente in un paese civile uno cosi non dovrebbe fare il PM. Sulla vicenda Sparti poi, e del suo tumore incurabile, e sul “modulo De Vecchi” della memoria che piuttosto che perdersi si acquista con il tempo, se non fosse per la tragicità dell’evento, e per il rispetto delle vittime e dei feriti, vi si potrebbe fare un film comico-demenziale!
    E l’intervista di Spiazzi in cui viene si descrive il “Ciccio” che dovrebbe essere Mangiameli. Ma lei l’ha mai vista una foto di Mangiameli? La conosce la differenza tra il palermitano e il romano? Io si: è molta. E poi del fatto che Delle Chiaie sarebbe tornato a Roma per “riunire” i NAR che si sono divisi in quattro gruppi. Ma avete idea di cosa fossero i NAR. I NAR erano quattro gatti! Quasi nel senso letterale del termine! Ma avete idea di cosa fossero i NAR? E poi come direbbe Di Pietro: che ci azzecca Delle Ciaie con i NAR?
    Comunque, mi scusi ma al momento non posso dilungarmi, mi farò risentire più in dettaglio dopo aver letto il libro.
    Cordiali saluti
    Claudio

  7. Buongiorno Beccaria, buongiorno Lenzi
    Mi chiamo Gabriele Paradisi e ho appena pubblicato insieme a Gian Paolo Pelizzaro e François de Quengo de Tonquédec un libro intitolato: “DOSSIER STRAGE DI BOLOGNA. LA PISTA SEGRETA”, Edizioni Giraldi.
    Il libro cerca di indagare e documentare (anche con inediti, da noi scovati negli atti di procedimenti penali istruiti negli anni ’80) la cosiddetta “pista palestinese” su cui tanto si è impropriamente detto, confondendola quasi sempre, non so dirle quanto in buona fede, coi famosi e già svelati depistaggi “libanesi”.
    Premetto che pur ritenendo, come il giudice Rosario Priore, le sentenze su Bologna “traballanti” non credo sia appropriata per noi l’etichetta di “revisionisti” e tantomeno di “depistatori”.
    Eliminando dunque dal tavolo queste accuse, vi propongo una civile discussione sulla vicenda, in questo luogo o dove preferite. Ritengo che senza dubbio i nostri due libri siano frutto di attente, serie e profonde ricerche, pertanto meritino il reciproco rispetto. Noi siamo pronti a rispondere alle vostre domande e obiezioni, così spero sia altrettanto per voi, nel sincero e unico desiderio di capire e di giungere ad una verità se possibile condivisa.
    Confidando nella vostra disponibilità vi saluto cordialmente
    Gabriele Paradisi

  8. Salve Gabriele. Per noi va bene. Riesce a farci avere (anche in pdf) una copia del libro? E se mi manda il suo indirizzo fisico provvedo a inviarle il nostro lavoro.

    Grazie
    Antonella Beccaria

  9. 164° A.C.A.

    Non conosco il signor Paradisi, o dottore se preferisce, di Gian Paolo Pelizzaro ricordo un’ottima inchiesta sulle scatole cinesi che avevano al loro interno gli immobili di via Gradoli a Roma. Credo che si debba a lui la scoperta di tutte le societa’ immobiliari di copertura intestatarie di quegli immobili. Credo che per primo, insieme ad una collega, abbia imboccato la pista Ilich Ramirez Sanchez per la strage del 2 agosto di Bologna.

  10. Mi spiace ma la Beccaria, ha fornito ampiamente dei riscontri circa la sua inattendibilità, sui lavori di ricerca storica e di cronaca. Mi riferisco al pessimo libercolo “Uno Bianca trame nere”Libercolo in cui la nostra eroina con un spregiudicato e alquanto sconclusionato ragionamento, sostiene in realtà che i fratelli Salvi, erano inseriti a pieno titolo nelle trame nere. Un simile antifascismo maniacale da trogloditi, uomini primitivi delle caverne, fa parte della merce avariata da gettare nella pattumiera della storia.Achille Serra Prefetto fu incaricato dal Ministero degli Interni di condurre una rigorosa inchiesta interna alla Questura di Bologna; uguale indagine svolse Antonio Di Pietro, entrambi conclusero che dietro la “Uno Bianca” vi era …la targa! Altro che trame nere!

  11. marmosso

    Chiedo scusa se mi intrometto ma il commento di ephifanius mi ha fatto venire un dubbio: se fosse vero ciò che dice ephifanius perchè porsi delle domande? Se ciò fosse vero perchè ephifanius non ci spiega come mai i fratelli Savi possedevano due fucili in dotazione ai reparti speciali di cui uno non denunciato? Dove si possono trovare armi di contrabbando di questo tipo se non si fa parte di un’organizzazione criminale o comunque se non si conoscono delle vie traverse poco raccomandabili? E poi, se fosse vero ciò che dici ephifanus, perchè non lasci ai “fantasiosi” la libertà di esprimere i loro pensieri? Non sarai per caso un fascista?

  12. 164° A.C.A.

    Qui siamo off-topic; pero’, qualcuno sa esattamente quale tipo di AR 70 avevano nelle disponibilita’ i Savi ? Le versioni sono tante, ma solo le versioni per uso militare hanno il caricatore lungo, l’impugnatura superiore per il trasporto e, soprattutto, hanno il selettore per lo sparo in automatico. Tra l’altro pare che non avessero due AR, ma uno solo, al quale sostituirono la canna al momento del controllo dopo le prime indagini scattate su tutti i possessori dell’Emilia Romagna di quel tipo d’arma della Beretta.

  13. marmosso

    Ciao 164° C.C.A., scusatemi di nuovo ma, come certamente saprai, la canna ha una matricola e, se acquistata regolarmente va denunciata alla Questura o al Commissariato di PS e in loro assenza alla Stazione CC competente per territorio, anche perchè le armerie inviano ai suddetti uffici di Polizia Amministrativa l’elenco completo dei movimenti e gli stessi devono redigere un apposito registro; credo sia facile trovare una canna ad anima liscia per un fucile da caccia ma non ad anima rigata e per di più per un fucile AR70/90 con quelle caratteristiche (anche se per uso collezione). Comunque Roberto Savi da giovane era stato un militante di destra e il suo comportamento avuto in servizio di pattuglia nei confronti di un nomade (rasandolo) e le successive gesta sempre al campo nomadi e verso gli extracomuitari fanno sicuramente riflettere ma ephifanius può star tranquillo egli non ha aperto bocca…

  14. 164° A.C.A.

    La canna ha il numero di matricola, ma , pare, al momento del controllo non fu verificata. Sembra, oltretutto, che quella canna fu acquistata come ricambio direttamente dalla casa di produzione, in quanto ricambio non piu’ reperibile. Ad ogni modo dovremmo conoscere l’esatto modello dell’AR 70 in loro possesso per discuterne ulteriormente.

  15. marmosso

    Ciao 164° A.C.A., preciso che il mio intervento “off-topic” era mirato ad uno scopo meramente “accademico” in riferimento alle vaste probabilità di discussione che offre una pubblica verità che nasconde dei segreti di stato ma, visto che il tema trattato tratta le armi, la legge in materia e i successivi aggiornamenti parlano chiaro: vi è l’obbligo di denuncia. Poi, come sicuramente ricorderai, nel 1990 c’è stata la sanatoria sulle armi e chiunque, senza alcun onere, poteva e doveva mettersi in regola al di là della presenza della matricola anche se questa riguardava una canna… Questo, a mio avviso, è la prova che ai fratelli Savi serviva una copertura qualora avessero avuto bisognodi discolparsi come al momento della presentazione del fucile alla polizia scientifica di Bologna.

  16. Claudio

    Cari Lenzi e Beccaria,
    come premesso vi riporto alcune piccole considerazioni dopo aver letto il documento.
    Come tentativo di tramandare la storia e la memoria alle future generazioni il documento non è proprio il massimo. Al limite è un contentino dato all’associazione delle vittime a cui è andata bene la verità concordata DC-PCI e alla CGIL che ha cacciato i soldi.
    Apprendo che della strage di Bologna sapevano tutti e che quasi quasi sarebbe bastato chiedere al fruttivendolo dietro l’angolo per prevenirla. Peccato che si tratta di deposizioni che sono state fornite solo dopo.
    Premetto di non avere alcuna simpatia per il mondo neofascista e sinceramente non amo fare il difensore d’ufficio della peggiore feccia neofascista ma ritengo che leggere la storia d’Italia come un unico complotto mafioso massonico neofascista e una grande cretinata nella quale purtroppo molti autori di libri come questi credono.
    Mi limito a segnalare solo alcune cose solo perché sono pigro nello scrivere e dato lo “spessore dell’opera” sinceramente non ne vale la pena.
    Attendo ancora dagli autori delle delucidazioni riguardo a quanto avevo scritto nella precedente lettera a proposito dei depistaggi.
    Un depistaggio non dovrebbe servire ad allontanare il più possibile le investigazioni dai veri colpevoli, o no?
    Le false prove e i documenti prefabbricati per i depistaggi hanno sempre teso a dimostrare il coinvolgimento di persone della sfera neofascista e in particolare dei NAR ovvero le persone attualmente condannate.
    Ho avuto modo di elencarli in precedenza, e li riepilogo di seguito:
    •Telefonata di rivendicazione NAR;
    •Cossiga parla di vile strage fascita! Dopo pochi anni dice: i servizi mi hanno ingannato!
    •Vicenda Affatigato;
    •pista Giacomo Farina > Chicco Furlotti > Calore, Pedretti (coinvolgimento Russomanno);
    •pista Cioppa loggia di Montecarlo Stefano Delle Chiaie ecc..
    •poi la pista libanese, o meglio dei terroristi italiani che si trovavano in Libano. E chi c’era in Libano a quell’epoca? Alibrandi, Walter Sordi dei NAR;
    •Poi il “grande depistaggio” Gelliano delle valigie.
    -Dove sono stati fatti i biglietti aerei? A Taranto. E doverano allora i NAR? A Gandoli, vicino Taranto per la liberazione di Concutelli.
    -Chi fece i biglietti secondo le indagini? Un certo Giorgio Vale (cosi dice la sentenza), che mi pare fosse dei NAR.
    -E poi i MAB 38/45 che casualmente erano uguali a quelli che i NAR custodivano assieme a quelli della Banda della Magliana;
    -la storia degli elenchi passeggeri dei voli per la Francia e per la Germania che contenevano i passeggeri Fiorvanti e Bottagin!
    •E l’informativa del SISMI dei terroristi che giravano con un camper e casualmente in quel momento i NAR giravano con un camper.

    Diciamo che tranne i cartelloni 6×3 con la scritta “SONOSTATI I NAR” i servizi anno fatto di tutto.
    Se gli illustri autori ne conoscono altri che indirizzano verso il “Valpreda” di turno, me li potrebbero indicare?

    Ma andiamo pagina per pagina.

    P.22
    De Lorenzo non tento un bel nulla, la storia li è un po’ più complicata di come la si racconta banalmente! Poi vorrei segnalarvi che lo scoop sull’espresso era di Jannuzzi e Scalfari. Lo capisco, è complicato dover spiegare che un futuro deputato di Forza Italia abbia potuto sgominare il “Golpe” meglio dimenticare!!!

    P.23
    Le stragi dei primi anni 70’ sarebbero “tutte attribuite con sentenze passate in giudicato all’eversione di destra”. Ma magari. Io avrei detto che alcune riconducono a al mondo neofascista, ma da li a parlare di un “giudicato”…io ci andrei cauto. Altrimenti potrei chiedervi qual è il giudicato sulla strage dell’Italicus? E su Brescia come conoscete il “giudicato” con il processo in corso?
    Poi, perdonatemi, voi riportate l’articolo di Pasolini (che io condivido) in cui si delinea “una prima fase anticomunista (Milano 1969), e una seconda fase antifascista (Brescia e Bologna 1974)” e poi tutto ad un tratto diventano tutte fasciste….mah!?!?!?
    E poi, mi dite perché vi siete scordata quella di Fiumicino del 73’? Eppure è quella che dopo Bologna ha fatto il maggior numero di morti! Forse perché si dovrebbe parlare di piste palestinesi e robe del genere?… meglio tralasciare!!!

    P.25
    Vorrei capire perché i neofascisti sarebbero dei pericolosi eversori e quelli dell’estrema sinistra sarebbero “sprovveduti”. Io faccio un po’ di fatica a immaginare un Moretti o un Senzani come sprovveduti.

    P. 26
    A proposito del piano di rinascita democratica. Avete mai fatto caso alla tempistica e alla circostanza del ritrovamento. Non vi è mai venuto in mente che si sia trattato di un documento “fatto trovare”? In quel momento non si parlava che di P2 e la figlia di Gelli (immagino tenuta d’occhio meticolosamente) avverte l’esigenza di portare al padre questo famoso piano. Proprio, non aveva altro da leggere in quel momento?

    P.35
    Piazza Fontana avrebbe dato la stura ad un altro tentativo di colpo di stato ma subito dopo non dopo un anno.

    P.36
    Apprendo che nel famoso dossier sul Golpe Borghese predisposto da Maletti con le registrazioni fatte da La Bruna ad Orlandini sono stati sbianchettati alcuni nomi, tra cui quello di Miceli. La prima cosa è vera ma tra quelli fatti cancellare da Andreotti non c’era affatto Miceli. Anzi, quel dossier fu fatto apposta da Maletti (uomo di Andreotti) per far fuori Miceli perché uomo di Moro.
    E poi il generale Miceli non è stato arrestato nel settembre del 1974 ma il 31 ottobre 74 ma non per il Golpe Borghese ma per il suo coinvolgimento nella Rosa dei Venti (inchiesta Tamburino-Padova).

    P.38
    Voi affermate, “dalle pressioni dirette sugli ambienti militari destinate a sfociare in golpe militari, si passò a tecniche più raffinate ma non meno insidiose” e al tempo stesso affermate che la bomba di bologna serviva a fare il colpo di stato. Queste tecniche meno insidiose sarebbero la bomba a Bologna? Cosa sarebbe cambiato allora rispetto a prima?

    P.49
    Fate una lunga esposizione della relazione Giovanni Pellegrino pero’, vedi caso, vi scordate di citare il passaggio in cui pellegrino definisce la Sentenza definitiva su Bologna “appesa nel vuoto”. Per me Pellegrino è veramente un signore, io l’avrei definita diversamente.

    P.59
    Infatti, uno come Carter, che prima di fare il presidente degli USA vendeva noccioline al parco, fan degli Allman Brothers Band, con la crisi Iraniana in seguito alla rivoluzione Komeinista, con la guerra fredda in pieno corso, e con tutte le tensioni geopolitiche in giro per il mondo, immagino proprio che non avesse altro pensiero che “fronteggiare l’avanzata del comunismo” organizzando un golpe separatista in Sicilia. Ci sarà mai un limite alle cazzate!
    Piuttosto io mi chiederei come mai sia stato Miceli Crimi (mafioso notoriamente vicino alla CIA), al quale hanno chiesto conto della lista dei 500 esportatori di valuta, ad indirizzare Turone e Colombo verso Gelli?

    P75_76
    Cavallini manteneva rapporti con ordinovisti veneti, e infatti se vi siete letti la sentenza-ordinanza su Piazza Fontana, del 98 del giudice Guido Salvini (altro pericoloso depistatore!) leggerete:
    Carlo DIGILIO, dopo molte titubanze, peraltro tipiche del suo atteggiamento, ha confermato di aver conosciuto, fra gli elementi dei N.A.R. all’epoca ancora operativi, solo Gilberto CAVALLINI e di aver avuto con lui un contatto il 2.8.1980, pur senza vederlo fisicamente (CAVALLINI aveva deposto un pacchetto sul davanzale intorno alle 12.00/12.30 dopo essersi preannunciato con una telefonata), al Poligono di Tiro di Venezia (int.21.2.1997, f.4), circostanza, questa, successivamente confermata anche al P.M. di Bologna (int. 11.3.1997, f.1).
    Il pacchetto con l’arma riparata era poi stato restituito a CAVALLINI tramite il dr. MAGGI (int. al P.M. di Bologna, citato).
    Non si tratta certo di un alibi in senso tecnico (Carlo DIGILIO era venuto in contatto, quella mattina, con CAVALLINI e non con FIORAVANTI e MAMBRO, che non conosceva e di cui non era al corrente dell’eventuale presenza a Padova), ma certamente, una volta venuto alla luce OTTO/DIGILIO come meta di CAVALLINI in quella giornata, risulta notevolmente rafforzata la descrizione che del meccanismo dei movimenti di quel giorno FIORAVANTI e MAMBRO hanno sempre fornito al fine di dimostrare la loro presenza non a Bologna, ma a Padova, il giorno della strage e di spiegare le ragioni di tale “sosta” a Padova loro richiesta da CAVALLINI.

    P79_80
    È stucchevole la descrizione di Mangiameli, colluso con il fior fiore della massoneria mafiosa siciliana e poi lo si scopre a rubare i soldi dai NAR per l’evasione di Concutelli, dell’affitto della casa di Gandoli di Mambro e Fioravanti come l’ultimo morto di fame. Quando si trasferisce a Perugia, a detta della moglie, impegna pure i gioielli della moglie. Evidentemente questi poteri forti non rendono molto!
    Io non sono un massone e non ne capisco nulla di esoterismo, ma noto una “massonofobia” che probabilmente ha origine dall’affare P2. Ma non necessariamente se uno ha un contatto con un massone (che oltretutto non lo porta scritto in fronte!) deve fornire convincenti spiegazioni. Altrimenti dovrebbe fornire spiegazioni, che so, Enrico Berlinguer il cui padre era massone o addirittura Salvador Allende che lo era in prima persona?

    P. 81
    Ancora la storia di Mattarella. Se per caso non lo sapete a Fioravanti questa accusa l’aveva fatta già il pentito Giovanni Pellegriti (su suggerimento di Izzo) che dopo essere stato sentito da Falcone e Ayala che lo hanno prontamente querelato per calunnia.
    E poi se proprio c’è una cosa che alla mafia non manca sono i killer.
    Il fatto che poi lo dica Ciancimino non aggiunge nulla in fatto in termini di attendibilità. Vi ricordo che al processo Dell’Utri il giudice Dall’Acqua con una ordinanza ha rigettato la richiesta del pm Gatto di escussione testimoniale dicendo in sintesi che Ciancimino a detto tutto e il contrario di tutto. Potete trovarne la registrazione su radioradicale. Anche al processo Mori Obinu (ancora in corso) gli strafalcioni non stanno mancando. Anche li ci sarebbe molto da dire. Poi, stranamente, a nessun pm è venuto in mente (magari facendo qualche domanda al figlio) di approfondire le responsabilità del padre nell’uccisione di Mattarella. Chissà perché!

    P.112
    Nel capitolo su Picciafuoco, unico vero contatto “provato” con il mondo neofascista, vi siete scordati di dire che lo stesso, pur essendo ferito, ha partecipato ai soccorsi dopo la strage che non è proprio tipico dei bombaroli e che, soprattutto alla fine è stato assolto in cassazione. Ma questi sono particolari.

    P.122
    Sorvolo sulla storia di Sparti che, ripeto, degna di un film comico. Il fatto che la Mambro è stata vista alla stazione e allora che si fa? Il documento ovviamente, e il problema è risolto. Come possa un documento risolvere il problema non è dato saperlo, manco fosse una plastica facciale!
    Tra l’altro non si capisce perché una volta in possesso del documento, la notte del 5 la Mambro sia entrata in un albergo di nascosto visto che il documento falso ce l’aveva anche lei? Ma tant’è!

    P.123
    Vorrei capire come può il Fioravanti uccidere Mangiameli perché era venuto a conoscenza del progetto stragista (il tribunale di Roma che ha condannato Fioravanti e altri per questo omicidio ha individuato altri moventi, ma si sa, tribunale che vai, movente che trovi!) e poi con la massima tranquillità dopo due giorni dire allo Sparti che è stato lui a fare il botto? Tutto ciò ha logica secondo voi?
    Sorvolo sulla scelta di vestirsi da tirolesi il 2 agosto sotto il sole cocente per non dare nell’occhio perché è offensiva dell’intelligenza umana.

    P.126
    Ma ci vuole una bella faccia tosta nel definire “agevolmente identificabile” nel Mangiameli il Ciccio descritto nell’intervista sull’Espresso. Basterebbe che qualcuno facesse lo sforzo di pubblicare questa cavolo di intervista e ci si accorgerebbe che dalla descrizione fisica e del modo di parlare che Spiazzi fa del “Ciccio” in questione, non si risale affatto “agevolmente” a Mangiameli, anzi lo si dovrebbe escludere proprio. Provare per credere.

    P.136
    Apprendo a pag 128 che esponenti di radio Mantakas diedero rifugio a Ciavardini (che tra l’altro a me risulta che dopo la lite con il resto del gruppo abbia dormito pure sotto il ponti). Ma i bombaroli, non godevano di protezione della cupola massonica e dei servizi deviati?
    Siccome mi risulta che gia da subito il M e F si misero a fare rapine ad armerie e banche, non mi pare che tali protezioni fossero cosi efficaci! O no? Altrimenti mi spiegate in cosa consisterono queste protezioni?

    P.138
    Mi spiegate che senso ha riportare la sentenza di Appello, se poi quella di Cassazione modifica in buona parte l’esito?

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