Xaaraan – Il blog di Antonella Beccaria

Non credo nelle otto del mattino. Però esistono. Le otto del mattino
sono l'incontrovertibile prova della presenza del male nel mondo
Gli ultimi giorni, Andrew Masterson

Archiviato per August, 2006

Emergenza stagionale

Immagine di Eus rilasciata con licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 2.0Da Fronte della Comunicazione di Stampa Alternativa.

Emergenze, informazione, realtà dei fatti. Su questo tema si legge un interessante post sul blog collettivo Nazione Indiana, Dov’è l’emergenza, a firma di Stefano Savella, incentrato principalmente sulla questione immigrazione, sugli sbarchi e su recenti fatti di cronaca nera in cui l’attenzione – più che sul fatto in sé – è stata concentrata sui presunti autori. E mentre gli studi legali consigliano di togliere inchieste scottanti dai siti che denunciano il FUD della lotta al terrorismo, c’è chi dal summit della scienza mondiale tenutosi recentemente a Erice, in provincia di Trapani, annuncia che un’epidemia virale minaccerà la Terra. Ma saranno stati davvero a ritenerlo gli scienziati o chi ha riportato la notizia?

Semplici Disfunzioni Artistiche

All’edizione 2006 della manifestazione di Gabicce Monte Semplici Disfunzioni Artistiche, organizzata dall’associazione culturale di Morciano di Romagna Voce in Capitolo, questa sera si parlerà di software libero e licenze aperte. Oltre alla presentazione di Permesso d’Autore, ci sarà un intervento del Rimini LUG dedicato al trusted computing e ai rischi a esso collegati.

Immagine di Pensiero rilasciata con licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 2.0Tempo addietro, mentre mi stavo occupando di una storia che sfiorava in qualche punto quella della Uno Bianca, mi sono per caso imbattuta in una vicenda che risale al novembre del 1988 e di cui stranamente si è persa quasi completamente memoria. Si tratta della strage dei carabinieri di Bagnara di Romagna, comune al di là del fiume Santerno di 1.800 persone in provincia di Ravenna. Guidato in quegli anni da una giunta composta da PCI e PSI, è nella cittadina vicina a questo piccolo centro di provincia – Forlì – che il 16 aprile 1988 viene assassinato dalla Brigate Rossa Roberto Ruffilli, consigliere per i problemi istituzionali dell’allora presidente del consiglio Ciriaco De Mita.

Ed è per questo che la strage dei carabinieri fa pensare in un primo momento al terrorismo. Tuttavia questa pista viene scartata quasi subito a favore di quella malavitosa, altrettanto velocemente abbandonata. Ma che accadde a Bagnara di Romagna il 16 novembre 1988? Alle 12.20 di quel giorno, alla stazione dei carabinieri di Lugo di Romagna giunge la telefonata di un civile: nella caserma di Bagnara qualcuno sta sparando. Dieci minuti dopo i militari del vicino comune sono sul posto e alle 12.40 giunge l’ambulanza mentre in zona si portano elicotteri, pattuglie e ufficiali che arrivano da Faenza, Ravenna e Bologna.

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Orti grandi e orti piccoli

In risposta al post di Gian Paolo Serino sul blog Satisfiction.

È mia convinzione che, sostanzialmente, dal 1998 in poi, iniziando con il DMCA e il Sony Bono Copyright Act negli States, il copyright si sia trasformato in un’ipertutela a tutto discapito dell’autore. Il concetto ambiguo che viene spacciato come fondamento giuridico, quello della “proprietà intellettuale”, inventato in sede di accordi TRIPS e non dal diritto internazionale, è diventato strumento per coltivare orti attorno a cui non si mette solo filo spinato, ma anche corrente elettrica: il messaggio che si vuole passare è in sostanza che chi tocca muore. Questo concetto, voluto da e per le major, gli oligopolisti, i grandi editori, viene adottato generalmente per grandi orti, che si annaffiano a livello globale. Ma viene utilizzato anche difendere orti più piccoli, come quello per il quale ti si chiede di cambiare nome al blog.

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Ogni tanto mi avventuro in un giretto per siti che pubblicano annunci di lavoro per giornalisti e professionisti nell’ambito editoriale. E il risultato è spesso desolante. Chi vuole scrivere – o scrive già – può leggere spesso la frase «la collaborazione si intende a titolo gratuito. Garantita massima visibilità». Quando va bene, poi, si assicura l’accesso alla pratica per l’iscrizione all’ordine dei giornalisti. Più in generale, tra i requisiti, c’è chi indica lo «spirito di sacrificio», «disponibilità propria di strumenti» come computer e software (spesso proprietario e dunque con notevoli costi di licenza) a fronte di compensi commisurati con l’esperienza (senza che mai si faccia riferimento a tariffari ufficiali o si indichi che vuol dire «comprovata esperienza»).

Del resto, se qualcuno avesse in mente di iniziare la professione del giornalista, a meno di non vantare santi in paradiso, è bene che rifletta seriamente sul suo avvenire. Nell’inchiesta Giornalisti ieri, oggi. E domani? realizzata da Ugo Degli Innocenti, vengono riportati numeri che sono davvero poco incoraggianti. La percentuale di disoccupati, freelance e precari, secondo l’Inpgi (l’Istituto nazionale di previdenza dei giornalisti), comprende al 31 dicembre del 2005 il 26 per cento degli operatori del settore. E sul blog Giornalisti Disoccupati si legge di come la disoccupazione tout court sia del 12,5 per cento.

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Da Scrive.it. Scontro di civiltà per un ascensore a piazza Vittorio di Amara Lakhous (Edizioni e/o, Collana Assolo, € 12,00).

Un condominio in pieno Esquilino, un ascensore attorno al quale si annidano brame e frustrazioni degli abitanti dell’edificio. Che si dichiarano “non razzisti”, ma poi è una guerra tra settentrionali e meridionali, romani e napoletani, romanisti e laziali, italiani e immigrati, bengalesi e pakistani, maghrebrini e albanesi, peruviani e cinesi. Diffidenza, ignoranza ereditata e indotta e la figura di un personaggio, che sembra italiano e che è sempre gentile ma che viene accusato dell’omicidio del bullo di quartiere.

Ho imparato dal mio lavoro di commissario di polizia che la verità è come una moneta, ha due facce. La prima completa sempre la seconda.

  • 1 commento
  • Scritto per letteratura
  • Black Magic Woman

    Da Scrive.it. Black Magic Woman di Danilo Arona (Fratelli Frilli Editori, Collana I Tascabili Noir, € 11,00).

    Partendo con il riecheggiare dell’omonima canzone di Santana, il romanzo esplora le zone più buie dell’esoterismo religioso occidentale e mediorientale che sarebbe alla base di fatti di sangue in tutto il mondo, a partire dagli attentati terroristici. Con la rottura del sigillo della settima porta dell’inferno, sulla terra si infittiscono i cacciatori di anime, gli adoratori di Iside, i Carismatici, i devoti della Madre dell’Oscurità e coloro che alimentano la Grande Nube Nera. E i giochi si compiranno a cavallo della Sincronica Maggiore che, manco a dirlo, coincide con Bassavilla.

    Entra dentro, se hai il coraggio, entra dentro la realtà.

    Lettere da Beirut

    È stata scelta una licenza Creative Commons (nello specifico, la Attribuzione – Non commerciale – Non opere derivate 2.5) per rilasciare per i document(i-ari) inseriti sul sito Beirut Letters a testimonianza del conflitto nel Vicino Oriente. Inoltre, nella nota di copyright a pie’ di pagina si legge che «we encourage people to rebroadcast and share this video under this license». Per quanto riguarda la descrizione del documento (disponibile in due formati, Ogg Vorbis e Quicktime), viene riportato sulla home page del sito quanto segue:

    This video letter was made on July 21, 2006 at the studios of Beirut DC, a film and cinema collective which runs the yearly Ayam Beirut Al Cinema’iya Film Festival. This video letter was produced in collaboration with Samidoun, a grassroots gathering of various organizations and individuals who were involved in relief and media efforts from the first day of the Israeli attack on Lebanon. It was also broadcasted at the Biennial of Arab Cinema, organized by the Arab World Institute in Paris.

    Fear, uncertainty and doubt

    Negli Anni Settanta erano i treni. Oggi, in un mondo globalizzato, sono gli aerei a essere gli strumenti per diffondere ciò che in alcuni ambienti viene bollato come FUD, paura, incertezza e dubbio. Partendo da un articolo dell’autore di American Nightmare, Sbancor, pubblicato su Information Guerrilla, Un tranquillo week end di terrore, ne discendono alcune rapide considerazioni.

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    Il locale è una gelateria romana e l’ok della Siae è riuscito a farselo dare Ermanno Pandoli de iQuindici. Maggiori dettagli sono riportati qui.

    Cultura alla fame

    Interessante post di Gian Paolo Serino sul blog Satisfiction a proposito di nomi e di proprietari. In soldoni, gli si intima di mollare il titolo del blog perché appartiene a qualcun altro. Un’intimazione che arriva a proposito, proprio mentre da quelle parti si parlava di cultura alla fame.

    Questa intervista è pubblicata su Permesso d’Autore e su Creative Commons Italia

    Effettivamente questo tipo di comicità ricorda i Monty Python o la Broncoviz di Maurizio Crozza e compagni. Si sta parlando di Kiss me Lorena, film low budget pensato, scritto e realizzato dal gruppo I Licaoni di Livorno e co-prodotto dalla Overlook Production di Roma. A trovare i riferimenti cinematografici, a ogni modo, ci penserà il lettore-spettatore, che ogni venerdì potrà scaricare un nuovo episodio del film, rilasciato con licenza Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Non opere derivate 2.5 Italia. Sta di fatto che l’intervista che segue dà un’idea piuttosto esplicita dell’atmosfera surreale ed esilarante che imbeve questa produzione.

    Il testo completo dell’intervista: Il ladro di biciclette è uno struzzo vestito da Elvis

    Anomolo - Non pagare questa musicEdizione 2006 di Anomolo Red Light Night stasera a partire dalle 22 al Lazzaretto di Ancona. Manifestazione ordita dall’etichetta discografica copyfree Anomolo – Non pagare questa musica insieme all’Arci di Ancona, ormai un appuntamento fisso, si va ad aggiungere ad altri progetti curati dalla stessa realtà, tra cui creazione di una scuola di autoproduzione musicale insieme alla Mediateca delle Marche.

    Intanto un appello da sostenere, Cultura alla fame, pubblicato su Satisfiction, il blog di Paolo Serino.

    A (s)proposito


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