Non credo nelle otto del mattino. Però esistono. Le otto del mattino
sono l'incontrovertibile prova della presenza del male nel mondoGli ultimi giorni
, Andrew Masterson
Tempo addietro, mentre mi stavo occupando di una storia che sfiorava in qualche punto quella della Uno Bianca, mi sono per caso imbattuta in una vicenda che risale al novembre del 1988 e di cui stranamente si è persa quasi completamente memoria. Si tratta della strage dei carabinieri di Bagnara di Romagna, comune al di là del fiume Santerno di 1.800 persone in provincia di Ravenna. Guidato in quegli anni da una giunta composta da PCI e PSI, è nella cittadina vicina a questo piccolo centro di provincia – Forlì – che il 16 aprile 1988 viene assassinato dalla Brigate Rossa Roberto Ruffilli, consigliere per i problemi istituzionali dell’allora presidente del consiglio Ciriaco De Mita.
Ed è per questo che la strage dei carabinieri fa pensare in un primo momento al terrorismo. Tuttavia questa pista viene scartata quasi subito a favore di quella malavitosa, altrettanto velocemente abbandonata. Ma che accadde a Bagnara di Romagna il 16 novembre 1988? Alle 12.20 di quel giorno, alla stazione dei carabinieri di Lugo di Romagna giunge la telefonata di un civile: nella caserma di Bagnara qualcuno sta sparando. Dieci minuti dopo i militari del vicino comune sono sul posto e alle 12.40 giunge l’ambulanza mentre in zona si portano elicotteri, pattuglie e ufficiali che arrivano da Faenza, Ravenna e Bologna.
Per entrare le forze dell’ordine utilizzano la porta laterale: quella principale è chiusa dall’interno e quella di lato invece è stata aperta dalla moglie del comandante della stazione quando, alle 12.15, si era precipitata fuori dall’edificio di via Garibaldi qualche secondo dopo l’inizio della sparatoria. Una furia, quella che si stava scatenando all’interno. Tanto che dall’ufficio del comandante fuoriescono nove colpi sparati ad altezza d’uomo da una mitraglietta M12 in dotazione ai carabinieri. Uno dei proiettili raggiunge il finestrino posteriore di un’auto di passaggio, una Fiat 126 che appartiene al postino del paese, Martino Zardi, che blocca la vettura, scende, va verso l’ingresso della caserma e invoca aiuto.
Una volta dentro, carabinieri e soccorritori scoprono un mattatoio: i cadaveri sono cinque, quattro dei quali crivellati di proiettili. Solo uno, il quinto, presenta a una prima ricognizione un’unica ferita alla tempia destra, provocata da un colpo esploso a distanza ravvicinata e proveniente da una pistola, probabilmente una Beretta d’ordinanza. Le vittime sono i militari in servizio nella stazione romagnola. Si tratta del brigadiere Luigi Chianese, il comandante, 30 anni, nato a Minturno (Latina) e sposato con due figlie. Era arrivato a Bagnara di Romagna nell’agosto 1987. Poi c’è Angelo Quaglia, 27 anni, carabiniere scelto, nato a Controguerra (Teramo), celibe, che è in servizio qui da sei anni ed è rientrato da due giorni da una licenza. Paolo Camesasca di anni ne ha 21 anni, è nato a Giussano (Milano), e presta servizio in Romagna dal maggio 1988. Altra vittima è Daniele Fabbri, 20 anni, carabiniere ausiliario, nato a Cesena, trasferito a Bagnara nell’agosto 1987 dopo il corso. Infine viene rinvenuto il corpo dell’unico militare che ha una sola ferita: è Antonio Mantella, 31 anni, penultimo di cinque figli, se ne va nel 1981 da Vibo Valentia per raggiungere la Romagna, dove vive già il fratello, Nicola, carabiniere che comanda la stazione di Sant’Agata sul Santerno (Ravenna). Qui si arruola, si sposa e ha due figlie, rispettivamente di due anni e di pochi mesi. Al tempo dei fatti è un carabiniere scelto e sta alla stazione di Bagnara da tre anni.
Alla strage scampa solo il carabiniere scelto Alessandro Trombin, 25 anni, tre di servizio a Bagnara. Quel giorno era in licenza e si trovava nel paese natale, Gavello (Rovigo). Appena dopo l’identificazione delle vittime, viene contattato e richiamato a Bagnara dal comandante della stazione di Cerignano.
Subito si cerca di capire che è accaduto. Mentre a Roma il ministro dell’interno Antonio Gava si ritrova immediate sollecitazioni da parte dei comunisti Pecchioli e Imposimato e dal capogruppo del MSI Filetti, in loco, tralasciate le ipotesi legate al brigatismo e alla criminalità organizzata, si inizia a parlare di «raptus», di «dramma della follia»: Antonio Mantella, il militare con l’unico colpo alla testa, sarebbe «impazzito» e avrebbe massacrato i colleghi togliendosi poi la vita. E allora l’obiettivo successivo è la ricostruzione di ciò che è accaduto quella mattina.
Intorno alle 8 del 16 novembre 1988, Mantella e Daniele Fabbri prendono servizio davanti alla banca del paese, il Credito Romagnolo di piazza della Repubblica, e devono restare lì fino alle 13. Li vede l’allora sindaco, Ludovico Muccinelli, che non sembra notare niente di strano. Di fatto, da ciò che viene accertato, alle 12 ricevono una chiamata dal comandante, Chianese, perché rientrino. Il motivo dell’ordine invece non si conosce. Sulla via del ritorno, Mantella e Fabbri si fermano per la spesa, chiacchierano con la fornaia e con il vigile urbano: parlano di calcio e Mantella commenta le gesta della Juventus e scherza invece sulle disavventure di Bologna e Cesena. Intanto due operai dell’Amiu, l’azienda rifiuti di Imola, si rivolgono ai due militari per denunciare un piccolo furto: è stato forzato il loro furgone e rubate un paio di tute da lavoro. Ma viene detto loro di rivolgersi alla stazione di Mordano. «Noi abbiamo da fare, ci ha chiamati il comandante», avrebbero ribattuto alla coppia di operai. Quella mattina, mentre Mantella e Fabbri sono davanti alla banca, in caserma passa anche un dipendente comunale per portare una richiesta di permesso per una gara ciclistica e parla con Chianese, Quaglia e Camesasca. Sembra tutto a posto.
Ma manca poco a mezzogiorno e mezzo quando scoppia il finimondo. E c’è chi ha iniziato a dire che forse non tutto era a posto, in quella caserma, che Mantella era «roso da una sofferenza interiore», come si legge sui giornali dell’epoca. Mentre si comincia timidamente a insinuare che il carabiniere scelto fosse esageratamente geloso della moglie o avesse avuto attriti con Chianese o ancora che fosse tormentato da telefonate anonime, il parroco di Bagnara di Romagna, don Francesco Borrello, avrebbe detto a Repubblica che «qualcosa so, ma tacerò». Nei giorni successivi smentirà di aver fatto un’affermazione del genere e di essere a conoscenza di qualsiasi elemento che possa far luce sulla vicenda. Intanto quella mattina tre ragazzi sono in piazza Marconi in bicicletta e un quattordicenne dice di aver sentito parlare dell’«opera di una persona portata in caserma per un controllo». Ma non ci si capisce nulla: i familiari di Mantella smentiscono storie legate a depressione, aggressività o gelosia. Un ufficiale anonimo, parlando con un giornalista, accenna a una «causa improvvisa e gravissima». E sono in tanti in paese a giurare che tra quei carabinieri c’era armonia. Tanto che la sera prima della strage sarebbero usciti tutti insieme a cena e, a detta di chi li aveva incontrati, il clima era gioviale e disteso.
L’autopsia, secondo la versione ufficiale fornita, viene eseguita il giorno dopo da un medico legale di Ferrara e da uno di Ravenna. Si accerta che sono stati esplosi 96 colpi di mitra e 15 di pistola, 111 in tutto. Dalle prime indagini, emerge che Mantella avrebbe usato tre mitragliette M12 scaricando i caricatori contro Chianese, Fabbri e Camesasca. Prima una sventagliata verso l’alto e poi un’altra verso il basso. Poi si scaglia contro Quaglia. Prende quindi la sua pistola e spara quindici colpi al colleghi. Infine metterebbe i mitra e la pistola sulla scrivania del comandante e afferrerebbe la pistola di Camesasca per spararsi dato che la sua si è scaricata.
Questa in sostanza la vicenda di Bagnara di Romagna, così come ricostruita da chi indagò all’epoca. Prossimamente tornerò a parlarne perché, di fatto, la storia non si conclude con i funerali, celebrati due giorni dopo il massacro. Ci sono altre vicende che si intrecciano con essa. Vicende che tratteggiano un periodo travagliato, ben lontano dall’immagine di tranquillità che la provincia romagnola infonde in chi la visita. Da sottolineare fin da subito che del destino di quei cinque carabinieri si parlò pochissimo: nel giro di qualche giorno, i riferimenti alla storia si fanno flebili, le indagini si cristalizzano sull’omicidio-suicidio, i giornali passano ad altre vicende. I familiari delle vittime, tra cui il fratello di Luigi Chianese, Giuseppe, denunciano il fatto che gli inquirenti «si sono chiusi a riccio e non dicono più nulla». Mentre Nicola Mantella, fratello di Antonio, continua a porsi domande e a rifiutare la versione ufficiale.
338 commenti per "Centoundici colpi: la storia di Bagnara di Romagna"
sono un brigadiere dell arma.mi sono arruolato nell’89.Un giorno un mio istruttore della scuola allievi, un vecchio maresciallo mi disse:…ma tu che ne sai di bagnara di romagna?io risposi…ciò che ho letto sui giornali, ovvero che il collega è impazzito…
Lui rispose…prova a chiederti chi era il famoso politico che quella mattina è stato casualmente fermato in macchina in compagnia di quella persona che rappresentava l’antistato e che venne segnata sul foglio di servizio…che poi è scomparso….
e come mai…anche se il personale era in ambienti diversi nessuno ha articolato anche una minima reazione….
Vorrei tanto capirci qualcosa….
perchè questa storia è stata dimenticata da tutti?
Edoardo, grazie del tuo intervento. Perché non mi scrivi via mail? L’indirizzo è antonella [at] beccaria.org.
credetemi…non c’è più nulla in cui credere….
Per no parlare dell’oblio in cui sono finite le mezze stagioni…
A parte la ricostruzione a dir poco approssimativa fatta dagli inquirenti,io mi chiedo come puo’ un solo uomo togliere dalle mani dei colleghi le armi e sparare..Un altra cosa,l’M12 non è un arma individuale,ma in dotazione alla Caserma,come mai ne erano in giro tre,non dovevano essere custodite o chiuse?MAH!
ciao luigi.Descrizione sommaria a parte, quando il Sismi entra in gioco, 2+2 fa 5, ovvero le carte cambiano. Per rispondere al quesito sulle armi di reparto, giova che tu sappia che le armi in questione sono custodite in due diverse locazioni. Alcune PM12, nel numero di 3 o 4 per le piccole caserme come quella in questione sono in una piccola cassaforte nella stanza del “militare di servizio alla caserma”.Le stesse dispongono per ciascuna di almeno 3 caricatori da 32 colpi e sono pronte all’uso, basta inserire il caricatore e armare. La combinazione dell cassaforte è nota a tutto il personale che presta servizio nello specifico comando.
Le altre armi 2lunghe”,sempre di tipo automatico, sono custodite nell armeria del reparto, e la chiave della stessa è custodita in un altra cassaforte nell ufficio del comandante, la cui combinazione è nota solo a lui o al suo vice. A volte questa cassaforte è di tipo antiquato e funziona ancora con la chiave e la serratura.Spero di aver fatto luce sui tuoi dubbi.Edoardo.
Ciao Antonella…. ciao Edoardo…. conoscevo bene sia Mantella, sia Quaglia che Chianese e, all’ epoca dei fatti, facevo servizio a Bologna e risiedevo vicino a Bagnara… sai bene che la pattuglia al momento del rientro in caserma aveva un solo M/12 e la borsetta contiene tre caricatori…. quindi non potevano esserci tre M/12 sulla scrivania anche per i motivi che tu hai accennato.
E’ vero, come dice Antonella, che le voci di paese riferivano di gelosia morbosa di Mantella nei confronti della moglie… ma…. mia opinione… i motivi sono da ricercare in fatti avvenuti poco tempo prima in quel di Alfonsine,,, quando perse la vita il Car. aus. Minguzzi e poi il Car. Vetrano….. e Mantella faceva servizio in quella stazione.
Ciao.Prima di tutto mi dispiace per ciò che è accaduto ai vostri colleghi.Posso immaginare il dolore della famiglia e degli amici/colleghi.
Spero che un giorno la verità su quanto sia accaduto venga fuori.
Perchè non è giusto che quanto sia successo rimanga un fatto irrisolto.
Un caloroso saluto a tutti e Nei Secoli Fedele.
Aspirante Carabiniere Stefania T.
Chi volesse contattarmi può farlo attraverso il mio indirizzo e-mail:Fedelissima06@libero.it.
Ho inserito la foto del suo post ed un richiamo al libro nel mio post pubblicato qui, citando fonte e link:
http://antoniomontanarinozzoli.blog.lastampa.it/antoniomontanari/2007/11/modelli-e-miste.html
Nel mio post parlo della recensione al suo libro apparsa oggi su Repubblica-Bologna.
Antonio Montanari
Grazie mille, Antonio, e intanto ne approfitto per inserire il tuo blog tra gli RSS che leggo.
nn sono un cc ma frequendo la caserma del mio paese è sò quando sia difficile e pericoloso il mestiere del carabbiniere…. nn sò cosa sia successo nella caserma di cui parlate so solo ke mi dispiace tantissimo, x la sofferenza ke provano le persone ke amavano e stimavano questi angeli in divisa, se dovesse succedere qualcosa agli angeli della caserma dove vivo ne morirei quindi riesco a capire i parenti e i colleghi di questi carabbinieri………. sempre fedele all’arma dei cc linda
scusate x l’errore madornale scrivere carabiniere cn 2 b ma la storia ke ho letto mi ha sconvolta un po più del dovuto,xkè mentre leggevo mi sn venute in mente tt quelle xsone ke dicono ke i cc nn fanno un czz ….. nn capisco cosa pretende la gente da questi poveri militari oltre a riskiare la vita ogni giorno x salvaguardare la nostra ke dovrebbero fare?
Scusate se mi intrometto ma, se “l’omicida-suicida” avesse realmente premeditato tutto, come avrebbe potuto prevedere il ritorno in caserma voluto dal Comandante un’ora prima del termine del servizio? perchè il comandante richiama i due? è possibile che nessuno di loro abbia avuto il tempo di rispondere al fuoco o di fuggire? perchè non si è diffusa la motivazione della strage? se si trattasse di un vero raptus di pazzia come lo si può giustificare? certamente ci sono delle pazze ragioni per non far trasparire una verità che ridarebbe credito e giustizia a degli uomini che sono stati sempre fedeli allo Stato….
Etrusco è sulla pista giusta… Raccontacene di più
Ciao a tutti… ringrazio Fiamma e Linda per la solidarietà e…. Mario per la fiducia… e a lui chiedo: Forse stava aspettando la punizione per lo smarrimento di una paletta??? O forse è stato richiamato dal Brig Chianese per aver fatto la spesa durante il suo ultimo turno di servizio??? Non giustifica la strage.
Mario, aiutami a capire… Forse Mantella era stato informato di essere stato indagato per i fatti di Alfonsine??? Ciò è plausibile.
E intanto resta tutto secretato………..
Con il vecchio comandante, il Mantella aveva le mani in pasta da per tutto, forse gestiva o copriva qualche cosa, che va al dilà delle nostre immaginazioni.
Quando il nuovo comandante l’ha scoperto, ha pensato bene di eliminare i presenti, con le eventuali prove all’interno della caserma, infatti il colpo finale, è stato udito, molto dopo delle raffiche di mitraglietta, ma sopratutto non ci dimentichiamo che ha provato anche ad eliminare la moglie e le figlie del comandante, sparandogli dalla vetrata della caserma!
Quindi questo non è assolutamente un Raptus, in quanto a seguito di un forte rumore, come l’epslosione di alcuni colpi, dico alcuni “perché bastano alcuni copli” per far ritornare in sé la persona, non come ha fatto lui, andando tranquillamente a prendere le altre mitragliette nell’armeria!
ribadisco un concetto a mio avviso fondamentale, è difficile uccidere più persone armate senza che almeno una di queste non riesca, anche minimamente a sparare almenno un colpo. Infatti sembra anche che i corpi erano dislocati in maniera sparsa. poi, perchè sparare alla moglie e al figlio del maresciallo se poi avrebbe avuto l’idea di farla finita? forse chi a sparato alla moglie del marescialo aveva lo scopo di non far guardare verso la finestra? infine se fosse come già detto in altre circostanze, se il maresciallo doveva notificare cose “sgradevoli” al mantella, sicuramente erano ancora di più sul chi va la, quindi era molto difficile farsi prendere impreparati e farsi uccidere tutti nello stesso momento. mentre, se gli stessi erano sotto la minaccia delle armi e, obbligati a richiamere gli altri, possono essere stati uccisi senza la minima reazione e poi giustiziare il montella per attribuire a lui tutta la colpa e chiudere il caso come un atto di pazzia da parte di un carabiniere.
marmosso, diciamo che, i carabinieri periti in quella triste circostanza gli hanno trovati, in modo da poter schivare quanto possibile le pallottole, addirittura uno è stato trovato riverso sopra il Mar. Chianese per proteggerlo dalla pioggia di fuoco, facendo scudo con il suo corpo!!!
premetto: parlo a nome di un altra persona (che chiamerò la “fonte”) che non può parlare e non può esporsi in prima persona perchè si trova in una posizione delicata…vi chiedo di prendere le cose con le molle perchè quello che lui mi ha detto mi ha sconvolto abbastanza e non so fino a che punto crederci.
a detta della “fonte” tutto è nato dal fermo casuale di un politico, molto noto, in compagnia del quale c’era una persona che rappresentava l’antistato e che non sarebbe dovuta essere li, e l’auto non sarebb dovuta essere fermata.
i carabinieri fanno il controllo, scrivono i nomi e i relativi dati sul foglio di servizio e poi lasciano andare.
la “fonte” afferma che il comandante della stazione abbia ricevuto una telefonata da qualcuno molto potente.
il comandante richiama i due carabinieri fuori in servizio e dice loro di rientrare che è cosa urgente.
la “fonte” afferma inoltre che in caserma al momento del rientro non vi fossero solo i carabinieri ma anche un altra persona.
mantella e questo tizio si conoscono perchè a detta della “fonte” il mantella ha fatto dei lavori per i servivi.
il perchè della strage?
la “fonte”dice che si poteva evitare, ma per seguire la strategia della tensione e tenerla alta si doveva fare.
ora, che il mantella abbia effettivamente sparato o meno ai suoi colleghi non è dato saperlo, di certo secondo lui, alla fine non si è sparato da solo.**
poi c’è la raffica che esce dalla caserma. il postino che da l’allarme e tutto il mondo arriva sul posto.
guarda caso ci sono anche quelli del sismi, con mancini in testa. e sono loro i primi ad entrare e saranno loro i primi a perquisire il comando, incuranti della strage, perchè devono impossessarsi di un documento importante o forse più di uno.
e quando se ne vanno tra gli agenti del sismi ne risulta uno in più.
la “fonte” afferma di esserne certa perchè all’epoca era presente.
non posso dire altro perchè altro non so.
**
questa è la storia di un lagunare-assalitore della Val di Susa.
Circa 3 anni fa Questo tizio , descritto da
amici e parenti come un uomo mite e gentile, un giorno, forse preso dal rimorso, si presenta dai giudici di Torino confessando
di aver compiuto numerosi omicidi rimasti insoluti, infinite rapine per conto del SISMI. Partono le prime verifiche e si comincia a capire che il soggetto non è un mitomane. Verrà trovato morto “suicidato” con un colpo alla testa nel bagno del tribunale di Torino durante una udienza.
il perchè della strage?
la “fonte”dice che si poteva evitare, ma per seguire la strategia della tensione e tenerla alta si doveva fare.
riprendo questa frase di Ray per esprimere un lieve dubbio…
la strategia della tensione, se non erro, c’è qualora ci fosse una rivendicazione, non quando si attribuisce il gesto ad un raptus. infatti la tensione aumenta con il continuare di attacchi, mentre un fatto isolato, anche se eclatante, attribuibile ad un momento di pura follia come si vuol far credere, non produce tensione. Quindi o è andata così come è stato riportato lasciando qualche insignificante particolare di carattere personale oppure non si voleva creare tensione proprio per la gravità di una situazione “particolare”
Mantella ha sparato con un solo M/12 utilizzando i soli tre caricatori per un totale di 96 colpi, poi ha usato la pistola d’ ordinanza del brigadiere scaricando l’ intero caricatore da 15 colpi e per ultimo la sua pistola sparandosi un colpo… questa è la versione ufficiale.
E’ vero come dice Marmosso che un Carabiniere era sopra Chianese mentre Quaglia era disteso a terra tra l’ ufficio ed il piccolo archivio….. Mantella invece, dopo aver bloccato dall’ interno l’ ingresso dell’ alloggio di servizio con una damigiana, si trovava disteso sul pavimento della piccola sala d’ attesa, davanti alle scale che conducono alle camerate….
Forse bisognava distogliere l’attenzione dala banda della uno bianca pilotata dai S.S.D.
o forse bisognava dare un segnale forte a tutti i partecipanti che non si sarebbero tollerate gole profonde o tentennamenti nella organizzazione creatasi in emilia romagna nei periodi precedenti…
senza naturalmente dimnticare la D.S.S.A.
nata in seguito ma già esistente come Gladio..
scusate se mi intrometto nei vostri dialoghi,ma mi sembra che la fantasia vola alta, volete per forza,sensa nessun nesso logico,far apparire cose misteriose dove mistero non c’è. è tipico. Io in quegli anni ero li, e so che aria tirava. Voler collegare questo tristissimo episodio con la uno bianca o con depistaggi vari dei ssd è pura fantascienza. D’altronte sono i giornalisti che ci gongolano con queste cose.Ho letto quello che ha scritto la giornalista sulla uno bianca. Mamma mia quante inesattezze e quante stupidagini.Quante congetture forzate.L’unica cosa certa sono stati tutti quei poveri morti e feriti
no-comment.
salve sono la figlia di mantella,spesso leggo tutte le cose che si dicono,tutti che dicono di sapere,di conoscere ecc,ma in realtà nessuno sa niente,sono anni che cerco di conoscere la verità ma tutti nascondono qualcosa se ammesso e non concesso che sia stato mio padre cosa ci sarebbe da nascondere?tante supposizioni e sospetti penso abbiano un fondo di verità…
Grazie Luce, penso che quando molte persone riflettono su un fatto avvenuto e si pongono delle domande significa che qualcosa non torna e, visti tutti gli avvenimenti accaduti in Italia, che non hanno avuto risposte, ma solo domande, considero più importanti le domande della gente piuttosto che le risposte ufficiali, perchè la fiducia verso chi non è trasparente è in una fase di profondo declino.
marmosso sono daccordo con te mi riferivo a quelle persone che dicono di sapere e conoscere e che poi non parlano o a quelle persone che dicono che non bisogna fare supposizioni perchè i fatti sono quelli,secondo un mio parere mio padre è morto senza sapere nemmeno il perchè.. la sfortuna per lo più ha voluto che tutta la colpa ricadesse su di lui e che venisse infangato il suo nome ingiustamente.
Luce, nessuno meglio di te ha conosciuto tuo padre, lui è dentro di te, ricordalo sempre per come lo hai conosciuto, poichè quello è tuo padre, non quello che dicono che sia stato….. se sei così lo devi soprattutto a Lui, non deludere mai la Sua fiducia, sii sempre dalla sua parte perchè la vita riserva sempre delle sorprese..
Ciao, Luce, sicuramente tu non hai colpa per quello che ha fatto tuo padre, ma bisogna dire, che allo stato dei fatti, per colpa sua, tante persone, hanno sofferto, “figli, mogli, fratelli/sorelle dei colleghi di tuo padre”.
Per loro, il tempo, si è fermato in quel maledettissimo giorno, non riuscendo a dare una spiegazione plausibile a quello che è successo.
Io non provo rancore per quello che è successo, ma vorrei tanto sapere il perché!
Marco, scusa, se mi permetto..
tu hai detto:
Marco ha detto,
il 18-07-2008 alle 10:59 am,
Con il vecchio comandante, il Mantella aveva le mani in pasta da per tutto, forse gestiva o copriva qualche cosa, che va al dilà delle nostre immaginazioni.
Quando il nuovo comandante l’ha scoperto, ha pensato bene di eliminare i presenti, con le eventuali prove all’interno della caserma, infatti il colpo finale, è stato udito, molto dopo delle raffiche di mitraglietta, ma sopratutto non ci dimentichiamo che ha provato anche ad eliminare la moglie e le figlie del comandante, sparandogli dalla vetrata della caserma!
Quindi questo non è assolutamente un Raptus, in quanto a seguito di un forte rumore, come l’epslosione di alcuni colpi, dico alcuni “perché bastano alcuni copli” per far ritornare in sé la persona, non come ha fatto lui, andando tranquillamente a prendere le altre mitragliette nell’armeria!
ora, da queste parole emerge un dato di fatto che tu reputi già acclarato. va bene ma la cosa più interessante è che tu parli come se sapessi. detto ciò, a me sembra che non si possa dire: “le mani in pasta da per tutto” senza conoscere o per lo meno avere delle fonti certe. Inoltre quì ci si pongono delle domande, come ad esempio come è possibile uccidere più persone senza che queste facciano una minima reazione, nonostante, come dici tu, sia stato soperto quindi già allarmati da una ipotetica reazione spropositata. E’ vero, a causa di questo evento si è generata tanta sofferenza ma ciò non toglie che non ci si possa porre delle domande anche per onor del vero. Quindi o chi ritiene certo ciò che dice lo porta a conoscenza di tutti in modo chiaro e preciso, cosa che non mi sembra tu abbia fatto finora, oppure chiunque si può porre altre domande sul perchè di queste affermazioni, continuando a rendere ancora più torbida una storia già abbastanza sporca…
Ciao Massimo,
Io ho detto quelle cose, perché sono una persona che è stata coinvolta indirettamente in questa brutta vicenda, all’epoca ero piccolo, ma non così piccolo da non capire cosa era successo. Ascoltando i discorsi dei “Grandi” coinvolti direttamente, sono a conoscenza di alcune cose, ma non di tutto, altrimenti non sarebbe ancora un mistero, ma credo he ci sia qualche persona che sa, ma non dice nulla!
Io credo, che le autorità non abbiano fatto niente, per far emergere delle verità scomode.
Ma altre, invece, hanno speculato, dicendo su questo forum un cumolo di cavolate, distogliendo le persone “che leggono questo forum” dal reale scopo di Antonella, cioè far emergere la nuda e cruda verità.
grazie Marco, credo che tu sia in buona fede, ma credo anche che ci siano molte contraddizioni nella versione ufficiale, cioè come se si trattasse di un film con una sceneggiatura ben fatta ma, naturalmente, è solo una mia impressione…
caro marco io non ho mai detto di avere delle colpe e nemmeno me le sento e sono anche più che convinta che queste colpe non le abbia nemmeno mio padre dal momento che affermi così.nessuno è convinto della versione dei fatti altrimenti nessuno si poneva tante domande in merito alla vicenda. ripeto luoghi, situazioni e frangenti di tempo sono ricaduti su di lui ma sono convinta che è pura casualità perchè poteva trovarsi chiunque al posto di mio padre ad essere entrato per ultimo in caserma aver trovato quello scempio davanti a sè e venire ucciso per ultimo da un sol colpo proprio per far cadere le colpe su di lui!
Ciao Luce,
io non sono nessuno per dire che è stato tuo padre “e spero come té che non sia stato lui”.
Ma allora come spieghi, che il portone d’ingresso era chiuso dall’interno, le finestre, “essendo una Caserma”, sono bloccate dalle sbarre e l’altra porta, vi era posizionata una Grande damigiana “dall’interno” che non permetteva l’accesso o l’uscita di altre persone.
Allo stesso tempo non è pensabile che una persona, uscendo poteva chiudere la porta e tirasi dietro una grossa damigiana.
N.B. Attenzione, c’è anche un testimone oculare, che non ha visto entrare ne uscire da quella caserma nessuno, fino all’arrivo dei Carabinieri della Stazione Accanto.
Quando questa persona si è affacciata alle finestre, per rendersi conto cosa stesse succedendo, in quella caserma di stava ancora sparando.
Qualche colpo, è stato indirizzato anche verso questa persona!!!!!
Luce,
io posso avanzare, anche un’altra ipotesi!
Forse è stato COSTRETTO a fare, quello che ha fatto, per salvare Voi, “La sua Famiglia”.
Il Ns. compito, è trovare quello Str….. o quegli Str….., che hanno costretto tuo padre, a fare una cosa del genere!!!!!
In quel caso la posizione di tuo padre sarebbe differente!!!
io credo che una persona possa essere usata come capro espiatorio per delle caratteristiche personali, proprio perchè può essere più credibile, ma credo anche che se avrebbero dovuto arrestarlo, (se questo è quello che si vuol far intendere) i suoi colleghi non si sarebbero fatti prendere alla sprovvista. Può essere che gli sia rimasto solo un colpo per suicidarsi? E’ possibile che qualcuno gli abbia fatto pagare il fatto di non sottostare a delle “regole”? Chissà, è difficilissimo darsi delle risposte ma è facilissimo appunto porsi delle domande, cosa potrebbe coprire un eventuale “segreto di Stato” ?
Marmosso, molte persone in questo forum, hanno dei legami personali, con questa storia.
Tu che legami hai!
niente legami, ma chi ha dei legami deve affermare cose appurabili, oppure i legami, come li chiami tu, non ti conferiscono il diritto di fare delle affermazioni buttando lì delle frasi che, fanno intuire delle cose ma non comprovano niente. chi ha dei legami con questa storia, sicuramente non parla….
Salve a tutti non passa settimana (passo davanti alla stazione dei cc di Bagnara tutte le settimane) che non pensi sconcertato a quei giorni. Conoscevo Mantella, conoscevo Quaglia con i quali ho fatto diversi servizi assieme ed il ricordo di entrambi è di persone corrette e cordiali. Persone molto tranquille e pacate. Per questa ragione, nonostante siano passati ormai tanti anni, non ho ancora dato una spiegazione a quanto successo…
Fatalità volle che andando a trovare alcuni ex colleghi (ero cc ausiliario) in una vicina stazione, il giorno prima del fatto, abbia proprio incontrato Quaglia. Tranquillo come sempre l’ho visto.
E’ incredibile che il solo giorno successivo sia accaduto tutto ciò…
Buonasera a tutti. Premetto che non ho legami con i carabinieri vittime della strage. L’unica cosa che posso vantare e’ il fatto di essere un abitante di Bagnara di Romagna. Difficile dire cosa sia successo: sicuramente giornali e tv all’epoca ricamarono alla grande sulla questione. Dalle domande fatte mi risulta che la gelosia del Mantella fosse una falsita’: mia madre ricorda una persona normale cosi’ come la moglie. Ricordo anche io il Mantella come una persona cordiale: mi sembra difficile pensarlo come autore della strage. Certo le stranezze non mancano: mio padre invece mi ha raccontato come le indagini siano state veloci. Cosi’ veloci che qualche giorno dopo la caserma fu ripulita e riverniciata per essere pronta ad accogliere altri militari. Cosa altro dire ? Sicuramente gli abitanti di Bagnara parlano malvolentieri della faccenda: quasi fosse una macchia da cancellare. Sembra accettata la tesi della follia. Io personalmente non mi sono fatto opinioni anche se, come voi, vorrei sapere la verita’………quella vera pero’.
In tutta franchezza la teoria del complotto non mi convince affatto. La ritengo alla stregua delle tante leggende metropolitane, con tutti i distinguo del caso, ovviamente. Le indagini… tutti questi serial tv, RIS, CSI, ecc. a mio avviso distorcono molto dalla verità… In realtà non ho mai visto indagini approfondite nemmeno in altri casi… insomma non sono portato a credere che ci sia stato un insabbiamento ma forse, molto più semplicemente, la volontà di chiudere al più presto, forse frettolosamente, un evento tragico ed al tempo stesso imbarazzante per l’Arma. Mi ero già congedato l’anno precedente ma avendo ritenuto doveroso essere vicino ad ex colleghi mi sono ritrovato casualmente addirittura a dare una mano a caricare sui mezzi gli arredi colpiti dai proiettili.
Mi spiace per i complottisti ma non c’erano agenti segreti.
Forse si è trattato di un tragico incidente, del tutto inconsapevole, che con le armi può accadere pensando fosse scarico. L’M12 è un’arma molto rapida che, se carica, spara un caricatore in pochi secondi (9). Personalmente non ho contato i colpi sui mobili e sui muri ma a mio avviso non erano un centinaio (ho qualche dubbio in proposito) ma forse solo una trentina (32) che guarda caso è il numero di colpi che contiene un caricatore della mitraglietta. Il calibro 9 parabellum è devastante e più di cento colpi avrebbero demolito l’ufficio ve l’assicuro.
Sono propenso a credere ad un tragico incidente. Ancora oggi non ho motivo di dubitare dell’integrità morale delle persone morte quel giorno. Tantomeno di colui che, a mio avviso casualmente, ha scatenato la sparatoria. Ritengo plausibile che dopo essersi reso conto del grave incidente abbia deciso di togliersi la vita.
Quanto sopra potrà risultare banale ma vi assicuro che con le armi è veramente facile fare del casino. Anche senza volerlo. Esempi durante le esercitazioni di tiro ce ne sono a bizzeffe.
Le ipotesi del complotto le vedo solo nei film e sulle capacità di organizzare i depistaggi da parte dei nostri servizi… bè ho delle perplessità.
Personalmente non conosco l’uso delle armi anche se credo alle parole di Massimo a proposito della loro pericolosita’. Mi pare pero’ strano che un carabiniere possa essere cosi’ imprudente o inesperto da combinare un tale casino. La tesi del complotto non sta in piedi anche se un certo Marco Mancini quella mattina fu fra i primi ad arrivare: i miei genitori raccontano di persone in borghese che entravano ed uscivano indaffarati dalla caserma. Mio padre ricorda anche quell’ultimo sparo che pose fine alla carneficina. Quindi, come si dice in Romagna, la coperta e’ corta: se da una parte la tesi del complotto non regge, e’ difficile anche da sostenere la tesi dell’incidente. Non so proprio cosa pensare: l’unica certezza e’ quella che le indagini non hanno mai chiarito nulla (ammesso che siano mai arrivate a nulla…..). Faccio fatica anche a pensare a persone che sanno ma tacciono. Faccio fatica a credere alla teoria del personaggio di primo piano della vita politica fermato in compagnia di un personaggio dell’antistato (cosa si intende poi per antistato ?). Per farla breve: non so a cosa credere.
A proposito: la caserma di Bagnara verra’ demolita e ricostruita in altro posto. La versione ufficiale parla di “edificio incompatibile con la connotazione storica delle mura del castello sforzesco”. In pratica e’ una costruzione postuma che mal si accompagna con le mura storiche. La versione ufficiosa (e che tutti i bagnaresi avallano) e’ che finalmente si vuole cancellare quell’ultimo ricordo scomodo della vicenda.Non c’entra nulla con l’argomento trattato ma mi pareva doveroso dirlo.
Ciao Pablo, anche la notizia più banale può essere preziosa, per Noi.
Sicuramente, quella caserma raffigura una brutta macchia per quel bellisimo Luogo, e quindi non c’è cosa migliore per cancellare dalla mente dei locali quel brutto ricordo.
Mi farebbe piacere ricevere qualche foto di quella caserma prima che venga demolita, perché il ricordo in mé è ancora molto forte, e farò del tutto per non dimenticare.
caro marco dici di non aver fatto accuse,ma se precedentemente hai scritto: sicuramente tu non hai colpa per quello che ha fatto tuo padre,ma bisogna dire che allo stato dei fatti per colpa sua ecc… Questo è accusare altrimenti potevi dire: tu non hai colpa per quello che probabilmente sia accaduto… così non era un’accusa o sbaglio?poi il fatto dei legami scusami ma non l’ho capito…avrò quasi 25anni ma non afferro…se non sbaglio hai detto che all’epoca dei fatti eri piccolo ascoltavi i discorsi dei grandi…che legame hai tu?già in precedenza ho affermato che non escludo nessuna ipotesi,ammesso anche che sia stato mio padre, allora perchè la gente si dovrebbe porre ancora tante domande sull’accaduto?era pazzo ed ha sparato cosa c’è da domandarsi? la gente per porsi ancora domande significa che non crede alla versione ufficiale…
vorrei rispondere anche a massimo,ancora non sono riuscita a capire cosa gestiva mio padre,in cosa avesse le mani,cosa compriva.. come fai ad affermare una cosa del genere se dici di averlo conosciuto,se lo conoscevi certe domande non le ponevi e la risposta già l’avresti avuta… aveva le mani in qualcosa,gestiva qualcosa, e il suo guadagno dov’era non penso che era così stupido da far qualcosa senza un torna conto personale…all’epoca i giornali scrivevano che era in un giro di droga e prostituzione…. io mi domando e chiedo, faceva tutto ciò per vivere in casa affitto,stringere la cinghia e non rimanere niente alla famiglia?noi non abbiamo avuto e non abbiamo assolutamente niente. vi rispondo a mio mal grado che a questo punto magari lo avesse fatto almeno noi vivevamo per tanti anni una vita agiata,invece di vedere mia madre spaccarsi la schiena per darci da mangiare e farci studiare…
hai anche detto che può essere stato un’incidente casuale delle armi ecc…ok benissimo,ma perchè suicidarsi invece di pagare una colpa involontaria?mettiamo il caso che con la macchina investo una persona e la uccido, è un’incidente involontario giusto?perchè suicidarmi?pago la mia colpa involontaria o sbaglio?
Ciao Massimo, dopo tanto tempo, mi fa molto piacere, sapere che in quei giorni, ci siano state delle persone del luogo, che hanno vissuto la vicenda, e che lo ricordino ancora.
Luce, noi parliamo, per ipotesi e supposizioni, cerchiamo di dare una soluzione logica a questa vicenda, anche se di logico, non c’è nulla.
Vorrei avere un contatto diretto con té, ma forse, non lo preferisci.
Se non ti dispiace, puoi metterti in contatto con Antonella Beccaria, l’autore di questo Blog, in modo da dargli quante più informazioni possibili, sulla vicenda.
Antonella è una persona molto obiettiva, quindi raccoglierà tutto il tuo materiale, insieme al mio, e perché nò, anche di altre persone, in modo tale da avere una visione a 360° della vicenda.
scusate vorrei fare una domanda a Massimo:
la teoria del complotto non ti convince, bene. ma non credi che siano stati sparati più di 32 colpi, bene. ma allora la versione ufficiale pecca di qualcosa o sbaglio?
ti stai smentendo da solo o sbaglio…
Luce, mi sembra che chiunque abbia palesato pensieri pro-versione ufficiale, si è trovato di fronte dei controsensi, quindi i dubbi e le domande, piuttosto che diminuire, a quanto pare, sembra che aumentino…..
chissà….
Luce,
innanzi tutto i Massimo sono due ed io non sono Massimo Maravalli.
Avevo già postato una risposta ma evidentemente si è persa nei meandri della rete…
Cercherò di ricordare ciò che avevo scritto:
Non mi permetterei mai di azzardare ipotesi sulle cosiddette mani in pasta e tutte le varie amenità e cattiverie che si sono sentite dopo. Le reputo chiacchiere di paese piuttosto crudeli ed irrispettose. Ho conosciuto tuo padre e mi è sembrata una persona tranquilla, pacata e non mi sembrava assolutamente un “trafficone”. L’avrei definito un buon padre di famiglia.
Avvaloro la teoria del tragico incidente in quanto sono consapevole della facilità con la quale sia possibile fare danni con le armi anche accidentalmente. E peraltro non ritengo incongruente che dopo un incidente di questo tipo l’accidentale protagonista decida di togliersi la vita.
In quanto alla versione ufficiale dei colpi sparati non so che dire… Dico solo ciò che ho visto e che ricordo. Se poi per numeri ufficiali si intendono quelli scritti sui quotidiani… Bè, per carità, a quelli non credo proprio. Personalmente non ho mai letto i documenti delle autorità inquirenti e quindi non so che cosa contengano.
In buona sostanza posso solo dire che ho conosciuto due dei protagonisti di questa tragica vicenda che non mi hanno mai dato l’idea potessero essere persone che navigavano nel torbido. Piuttosto l’esatto contrario.
scusa di nuovo massimo, se non credi ai giornali a chi credi?
Luce, leggi bene, quelle sono frasi scritte da marco no da me, io le ho riprese proprio per palesare delle incongruenze… ciao
boni…..
x Maremosso
I giornali? Spesso distorcono la verità. E ti posso assicurare che l’ho potuto appurare di persona riguardo fatti, non questo, che conoscevo perfettamente.
A seconda dell’interesse che si intende solleticare si pone l’accento, talvolta a casaccio, se non addirittura inventando tante cose…
I giornali servono. Ma non sono oro colato e soprattutto non dispensano verità.
Guarda solo quando parlano di aeroplani, argomento che conosco abbastanza approfonditamente, quante amenità vengono dette.
Ma stiamo andando fuori tema,,
Sarei molto curioso di poter leggere documenti ufficiali ed anzi se qualcuno ne sa qualcosa li esaminerei volentieri…
Forse mi ripeto ma il mio contributo a questa discussione era solo per ricordare due persone che conoscevo, seppur non approfonditamente, ma che posso definire “per bene”. Diversamente da molti ho visto personalmente “il luogo del delitto” ed addirittura (da civile) ho dato una mano a sistemare gli arredi danneggiati sul furgone per il trasporto. Se ci fosse stato tanto da nascondere non credo che avrebbero permesso ad un civile (seppur da ex collega) non solo di dare una mano ma di vedere con assoluta tranquillità i luoghi il giorno successivo al fatto.
Massimo, è vero, i giornali a volte forniscono notizie distorte in base ai loro orientamenti politici ma, le notizie di cronaca, vengono loro fornite dagli investigatori e, sinceramente quando più giornali scrivono 111 e non 32, non c’è alcuna distorsione che tenga..
Sicuramente distorsione c’e’ stata: sappiamo quanto i giornali in Italia siano maestri in questa cosa. E non penso che in questa vicenda entrino gli orientamenti politici: le notizie si rincorrevano in modo caotico ed ognuno forniva la propria versione per poi correggerla nei giorni successivi. Sarei curioso anche io di leggere qualche documento ufficiale che dia una parvenza di “versione ufficiale dei fatti”. Mi pare che questa ultima non sia mai stata data. Per quanto riguarda quello che ha detto Marco stamattina : non mi pare giusto cancellare quel ricordo, anche se brutto. E’ un pezzo della storia di questo paese e come tale va ricordato. Dimenticare significa mettere la testa nella sabbia e fare finta di nulla. Io almeno sono fatto cosi’.
Vagando per i meandri della grande rete mi imbatto in una colossale distorsione : leggo che a Bagnara fu ucciso dalle Brigate Rosse il senatore Roberto Ruffilli. Questo nell’aprile 1988, pochi mesi prima della strage dei carabinieri. Questa notizia e’ assolutamente falsa dato che il senatore Ruffilli fu ucciso a Forli. Questo per darvi la misura della manipolazione delle notizie. A Bagnara forse fu fatta la stessa cosa: fu costruita una notizia di sana pianta. Nessun abitante di Bagnara fu ascoltato dai giornalisti. Furono fatte alcune interviste dalle televisioni ma quando furono mandate in onda vennero impietosamente tagliate e ridotte.
allora devo chiedere scusa ai due massimi perchè c’è stata un pò di confusione e li ho scambiati per la stessa persona…
marmosso non so chi tu sia ma sai bene che sono quasi sempre d’accordo con te….
E la versione ufficiale ?
Esiste una versione ufficiale ?
La tesi della “pazzia” e’ stata costruita
dai giornali e forse avallata dalle
alte sfere della Benemerita. Per coprire
qualcosa ? Oppure per pura e semplice
comodita’ ? Oppure perche’ anche loro
non hanno idea di quello che sia successo ?
Mi metto nei panni di Luce che all’epoca
aveva circa 5 anni se non vado errato. Lei
sicuramente non crede nella pazzia del padre
ed anche io, avendolo conosciuto se pur
marginalmente, faccio fatica a crederci.
La vicina di casa del Mantella, amica di mia
madre, ha sempre sostenuto che era una famiglia
normale. D’altra parte qualcosa deve essere
successo. Inizialmente si disse di una persona
portata in caserma per accertamenti. Lo escludo
a priori : uscire dalla caserma a quell’ora senza
essere notati e dopo tale casino e’ difficile
dato che la caserma e’ proprio sulla strada
principale molto trafficata. La tesi del
complotto mi pare “intrigante” ma mi viene
da dire: quale complotto ? Contro chi ? Contro
cosa ? Si e’ parlato di Gladio piu’ volte, di
armi nascoste, di traffici strani. Mi chiedo:
avete mai vissuto a Bagnara ? Un posto di 1800
anime all’epoca dove tutti sanno tutto di tutti.
Neanche un segreto cosi’ rimane segreto in questo
paesucolo dove il vizio della “chiacchiera” e’
diventata pura arte. Rimango quindi sulla mia
posizione “neutra”.
Ti ringrazio Luce ma io la penso veramente così, anche prima di incontrare Te la figlia di un onesto Carabiniere.
Pablo, la versione ufficiale? La versione ufficiale mi sembra evidente ma, il fatto è che appare poco convincente…
molte disgrazie avvengono in italia e nel mondo ma non in tutte, la gente si pone delle domande. come mai in alcune si?
Ah gia’….la versione ufficiale…dimenticavo……anche su Ustica dissero che si trattava di un incidente………scusate…….come ho fatto a non crederci ? Hai ragione Marmosso, il fatto e’ veramente poco convincente…….
X Pablo
ah ah ah
Tralasciamo gli scherzi: la versione ufficiale sicuramente e’ stata data (a Bagnara non e’ mai arrivata notizia alcuna in proposito). Ma non ci vuole molto cervello a capire che incongruenze e dubbi sono parecchi. Qua in paese della questione se ne parla malvolentieri e se non se ne parla nemmeno e’ quasi meglio. Ma tutti, chi piu’ e chi meno, ha sempre espresso dubbi sul “momento di follia” del Mantella. Tutti lo conoscevano in paese e nessuno avrebbe mai immaginato una cosa del genere. Non voglio difendere nessuno ma penso che sia stato il perfetto capro espiatorio.
Vedi, Pablo, in un forum come questo è meglio non irridere nessuno, in quanto “quasi” nessuno di noi ha vissuto in modo diretto la vicenda, nessuno di noi può arrogarsi il diritto di sapere di più degli altri e, mi sembra che tutti vogliano addivenire ad una “soluzione” qualunque essa sia ma il dato certo è non la libertà di porsi delle domande ovvero è il fatto che molti se le pongono e quindi sicura mente, quando non c’è chiarezza forse è perchè c’è qualcosa che si vuol nascondere…. ossequi.
nel caso in cui qualcuno sapesse qualcosa che sia inconfutabile ne parli con Luce, Lei non sta cercando di santificare il padre ma cerca semplicemente una verità limpida e comprovabile, anche se questa si dovesse rilevare la peggiore che possa pensare…
comunque devo abbandonare il forum, ringrazio chi lo a creato e ringrazio tutti i partecipanti. un saluto particolare a Luce una persona davvero speciale, con un pensiero personale: non si diventa così come sei Tu senza una guida quindi ritengo che hai avuto e hai delle ottime guide. In bocca al lupo per tutto. Ciao.
Per dovere di cronaca,sarebbe opportuno ricordare che prima del Provvisionato,sull’allora settimanale Avvenimenti il giornalista Michele Gambino aveva condotto(peraltro con molta perspicacia)un’inchiesta sulla c.d. “Uno bianca” e sulla strage di Bagnara.Credo che il Provvisionato ne abbia poi ripreso in seguito i passaggi.
Per quanto riguarda la dinamica della strage,appare strano e illogico che nessun militare abbia opposto resistenza o che si sia fatto uccidere in questo modo.Un’arma silenziata provoca comunque un rumore udibile,figuriamoci una raffica di PM12 oppure anche la sola Beretta 9 Parabellum.
Non si cominci pero’ a favoleggiare sui soliti Servizi d’Informazione a vanvera.Se vogliamo cercare di capirne di piu’ su quella strage,cerchiamo di usare la logica e le informazioni reali e non quelle supposte.
Ad esempio,del famoso Ten.Col. dell’A.M. che testimonio’,nessuno puo’ scrivere qualcosa?
Salve 164° A.C.A. Di quale famoso Ten.Col. dell’A.M. che testimonio’ parla ? Non sapevo questa cosa. Puo’ illuminarci ?
Non so se e’ famoso,ma e’ famosa la sua testimonianza: ” …quel Colonnello dell’A.M. di ritorno da una gita fuoriporta e diretto verso casa,a Verona.Possibile che sia riuscito a sentire da dentro la macchina – e magari con la moglie che parlava e i figli che schiamazzavano – la frase “Ora basta!”,urlata in modo imperioso da qualcuno da dentro la caserma un attimo prima di sentire gli spari?E poi in quel periodo eravamo a meta’ novembre,magari fuori faceva freddo,i finestrini forse erano chiusi…”(cfr. Michele Gambino,Avvenimenti).
Bagnara e’ un paesino,l’incrocio principale passa davanti all’allora caserma,poi – se non ricordo male – accanto alla caserma c’era un bar (chiamato il Barettino,Pablo puo’ confermare?).Credo che ci dovesse essere un gran silenzio,alle 12:25 poi…,per udire certe frasi.
Bagnara e’ effettivamente un paesino: all’epoca circa 1800 anime, attualmente circa 2000. L’allora caserma e’ ancora li: la nuova sede dei Carabinieri sorgera’ in futuro fuori dal paese. A circa 100 metri dalla caserma c’e’ un bar (il Barettino per l’appunto) ma all’epoca non c’era. C’era una lavanderia. Per quanto riguarda la questione del Ten.Col. della AM concordo con Lei: difficile da credere. Sentire le frasi all’interno della Caserma con le finestre chiuse……..mah !!!!! PS per conoscere Bagnara ed il barettino evidentemente e’ della zona..oppure ci passa….giusto ?
Esatto Pablo,il bar e’ di fronte la caserma.
Della lavanderia non sapevo,mi ricordo del bar,anche se lei mi conferma che e’ stato aperto in seguito.
Abito in una zona che confina con la provincia di Ravenna.
Continui a frequentare questo blog,in futuro potrebbero esserci degli scambi di pareri e informazioni.
una domanda a qualcuno che può rispondere (fuori tema naturalmente): a chi fu rubata la prima uno bianca e qual’era il suo alibi?
sicuramente era a cena con dei magistrati…
la testimonianza di quel colonnello è al dir poco assurda….ancora non capisco perchè si debba offendere l’intelligenza delle persone…
una barca nuova per pescare e tanta carriera…
i cc forse erano sulle loro tracce, mah…
chiedo scusa per l’intrusione ma era un pensiero che volevo esternare…
adieu..
a seguire:
Sulla via del ritorno, Mantella e Fabbri si fermano per la spesa, chiacchierano con la fornaia e con il vigile urbano: parlano di calcio e Mantella commenta le gesta della Juventus e scherza invece sulle disavventure di Bologna e Cesena. Intanto due operai dell’Amiu, l’azienda rifiuti di Imola, si rivolgono ai due militari per denunciare un piccolo furto: E’ STATO FORZATO IL LORO FURGONE E RUBATE UN PAIO DI TUTE DA LAVORO. Ma viene detto loro di rivolgersi alla stazione di Mordano. «Noi abbiamo da fare, ci ha chiamati il comandante», avrebbero ribattuto alla coppia di operai.
Che strano furto….
Un grazie a 164° A.C.A. : lo scambio di pareri ed informazioni e’ sempre gradito. Tornando (per chiudere il discorso) sulla testimonianza del Ten.Col. direi che non ci sia altro da aggiungere. Come dice Luce e’ quasi offensivo pensare che ci siano persone che possano sostenere di avere sentito qualcosa dentro la caserma prima dell’eccidio. Poi ognuno faccia le proprie considerazioni……
Sicuramente Pablo,anche in forma privata.
Lei Pablo dovrebbe confermare quello che ha scritto sopra,al riguardo di quanto le hanno raccontato i suoi genitori che “persone in borghese sono entrate immediatamente dopo la strage nella caserma”.
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Mi perdoni Approssimativo,ma con questo dire e non dire dovrebbe essere un po’ piu’ chiaro.Illazioni o frasi buttate li tanto per ingarbugliare ancor di piu’ la matassa non sono molto utili.Se lei e’ a conoscenza di qualcosa,lo scriva apertamente.Anche una sua supposizione puo’ rivelarsi esatta,ma lo scriva in modo meno criptico.
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Luce,se lei e’ la figlia del Mantella – ed io non voglio dubitarne – sarebbe importantissimo,per non dire fondamentale,se lei confermasse la frase che piu’ volte e’ stata attribuita a suo padre.Ovvero: “Ci uccideranno tutti,i terroristi sono tra noi”.
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X 164° A.C.A.
ho solo rilevato un furto molto strano, che coincide con il non sporcarsi di quel giorno, ho fatto domande sul PRIMO FURTO della uno bianca e su chi era il titolare e, ho solo affermato un dato certo, i colpi sparati quel giorno non sono 111 ma bensì “112″… se non sbaglio, quì ci si pongono solo delle domande, daltro canto invece, le risposte mi sembrano poche e aleatorie basate proprio sull’approssimazione ecco l’origine del nick… Saluti
Confermo quello che mi ha detto mio padre: dopo qualche minuto dalla fine della strage sono arrivati i carabinieri della stazione del paese vicino. Poi ne arrivarono altri. La zona venne subito messa “in sicurezza” come dissero loro: questo perche’ si parlo’ di terroristi o persone ancora vive all’interno. A questo punto inizio’ il caos: sicuramente persone in borghese entravano ed uscivano dalla caserma dopo avere accertato che erano tutti morti. C’erano persone della Digos questo e’ certo. Poi quali altri personaggi e’ impossibile da dire: nessuno fu fatto avvicinare alla caserma. Mia madre ricorda la moglie del Chianese che sanguinava e si disperava. Ripeto: persone in borghese c’erano ma se fossero dei Carabinieri, della Digos, dei Servizi o cosa e’ difficile dirlo.
le indagini sono sempre molto delicate, non si può tralasciare nullla, nemmeno le cose più “insignificanti”
i particolari sono importantissimi…
se si è perso qualcosa bisogna ripercorrere il percorso all’inverso…
c’è una velata censura o sbaglio?
visto? quello che vi ho mandato ho scritto, ma non l’hanno pubblicato era come vi avevo detto…
Se ci sono censure e’ inutile continuare.
Resta pero’ da vedere cosa e’ stato censurato.
Si tratta di spam e di commenti che veicolano informazioni commerciali non desiderate. Informazioni si trovano qui: http://it.wikipedia.org/wiki/Spam
Per questo è stato applicata l’approvazione in attesa di risolvere il problema. Se poi si considerano commenti interessanti interventi come “?” o “^^^” (mandati con nickname differenti ma rispondenti tutti allo stesso IP), sta di fatto che aggiungono poco alla discussione.
Non aggiungono niente.
Dispiace apprendere che ci sono persone che non hanno niente da fare se non disturbare in questo modo infantile.
Non e’ “Bagnara” in se che dobbiamo cercare,non dico di risolvere,bensi’ di capire.Ma e’ tutto quello che avveniva in quegli anni e in quel territorio che merita di essere analizzato piu’ a fondo.
Abbiamo il piacere di avere un abitante del luogo che potrebbe aiutarci nella nostra “ricerca”.
Ma soprattutto,scrive in questo blog la figlia di quella persona che viene ritenuta responsabile della strage.Ma sara’ stato Antonio Mantella l’autore della tragedia?
E.Signol e’ un “fake”?
Anche altri che partecipano alla discussione lo sono?
164° A.C.A si sono la figlia di mantella a tutti gli effetti..te lo assicuro..al mille per mille…infatti nell’articolo di apertura del blog c’è scritto che mio padre era il penultimo di 5 figli,ma è il penultimo di 6 figli e tante altre piccole inprecisioni….comunque non penso che la conferma di una frase ipoteticamente detta possa darti conferma che io sia vera…ti dico che ero una bambina all’epoca per poter sapere se l’abbia detto oppure no,anche se è una frase che già ho letto su vari articoli.
un’altra cosa io so che loro si sono fermati a parlare con quelle persone del paese prima di montare il piantone e no dopo che sono stati richiamati in caserma..
Non mi fraintenda Luce,non mi permetterei.
Semmai volevo avere conferma sulla veridicita’ di quella frase perche’ – a mio parere – racchiude un’importanza determinante.
E’ mai possibile che in questa piccola regione(perche’ la Romagna e’ una regione,seppur unita all’Emilia),vi siano stati cosi’ tanti fatti di cronaca nera che hanno avuto come protagonisti in negativo i carabinieri?E in un lasso cosi’ breve di tempo?
Addirittura a Bologna vi era un brigadiere che disseminava prove e depistaggi ancor prima che quelli della Banda della Uno bianca mettessero a segno l’azione.
Io personalmente ho una mia personale ipotesi su quanto sia accaduto in quella zona,in quegli anni.Ma prima di esporla sarebbe opportuno continuare ancora la discussione.
Per 164° A.C.A. Credimi : sono di Bagnara e non avrei alcun interesse a mentire. Perdonami se passo al Tu ma quando sono punto nel vivo mi sembra giusto chiarire subito la cosa in modo diretto ed amichevole. E ovviamente pretendo del Tu e questo vale per tutti i partecipanti al blog. Ho 40 anni, sono cresciuto a Bagnara e amo questo paese che sta cambiando rapidamente. Quel 16 novembre del 1988 Bagnara e’ divenuta famosa in maniera tragica e proprio quel giorno forse molti hanno capito che non era piu’ quella isola felice che tutti credevano di abitare. Chi passa da qua si fermi: saro’ lieto di stringere la mano a chiunque voglia vedere questo angolo di Romagna.
Pablo,si intuisce che sei molto attaccato al tuo paese e alla tua terra.
Venti anni fa pero’ si e’ sviluppato un qualcosa di maligno.
Dobbiamo capire se questo male si e’ creato perche’ ha trovato improvvisamente terreno fertile,oppure se e’ stato sviluppato “appositamente in laboratorio” e poi “gettato” nel territorio con il chiaro intento di terrorizzare.
Man mano che il dibattito si sviluppera’ esporro’ la mia teoria.
Qualcosa di maligno ? Difficile da credere ma anche difficile da escludere data la casualita’ degli eventi. Effettivamente quello che e’ successo in quegli anni e strano: tutti quegli episodi sono collocati in breve tempo e nel tratto Bologna – Cattolica. O e’ un disegno precostituito oppure e’ una strana e beffarda casualita’. A questo punto 164° ACA devi illuminarci sulla tua teoria……
Non sono in grado di illuminare.Pero’ io mi sono fatto un’idea,due ipotesi per la precisione.Partendo dalle possibili cause scatenanti questi eventi.
Prima ipotesi:La forza dell’Arma dei Carabinieri sta anche – ma non solo – nel fatto che esiste una scala gerarchica solida.Parliamo,non dimentichiamocelo,di un corpo militare.Cio’ che tiene uniti i carabinieri nella loro rettitudine e’ l’appartenenza al Corpo,ma anche “ubbidire tacendo”.Il comandante generale(che fino a non molti anni fa proveniva dalle FF.AA,questo per le note inchieste di meta’ anni sessanta)e’ solo la punta dell’iceberg.Poi,fino al piu’ giovane milite della piu’ piccola caserma ,vi e’ una capillare ramificazione gerarchica.Una volta che questo controllo gerarchico viene a mancare,magari anche solo un anello della catena,potrebbe favorire quello che e’ accaduto in quegli anni in Romagna.Poco controllo gerarchico = militari che “deragliano”,che si fanno sopraffare dalla loro parte maligna.Mancando i controlli,i controllati hanno iniziato a delinquere.
Seconda ipotesi.Qui “lavoro” un po’ piu’ di fantasia:In quegli anni si e’ volutamente creato un gruppo,ramificato in piu’ squadre,di appartenenti alle forze dell’ordine.Un gruppo parallelo a quelli istituzionali.Il loro scopo?Non saprei dirvelo.Non escludo pero’ che gli appartenenti a questi gruppi si siano sentiti coperti da un’immunita’ extra che ha portato alcuni di loro a compiere delitti efferati,pensando di poterla fare franca.O di venire coperti.
I Savi attori principali,Macauda(piu’ ignoti)i registi.Ma chi sono gli sceneggiatori?
Certo,fa molto pensare che un brigadiere metta in atto un depistaggio prima che il delitto venga compiuto.E fa pensare la frase del Mantella che ho citato in un messaggio poco sopra.
Spero anche che Approssimaivo si faccia rileggere e spieghi meglio questo suo messaggio:
l’approssimativo ha detto,
IL 30-09-2008 ALLE 8:56 AM,
X 164° A.C.A.
[i]ho solo rilevato un furto molto strano, che coincide con il non sporcarsi di quel giorno, ho fatto domande sul PRIMO FURTO della uno bianca e su chi era il titolare e, ho solo affermato un dato certo, i colpi sparati quel giorno non sono 111 ma bensì “112″… se non sbaglio, quì ci si pongono solo delle domande, daltro canto invece, le risposte mi sembrano poche e aleatorie basate proprio sull’approssimazione ecco l’origine del nick… Saluti [/i]
Resta comunque troppo complicato scrivere supposizioni,oppure incentrare i dubbi su fatti,omicidi e testimonianze specifiche.
Non possiamo scrivere in pubblico di certi argomenti,e dire che ce ne sarebbero da approfondire.
Per esempio le decine di militari,carabinieri e agenti,che si sarebbero dovuti candidare nelle liste dell’allora PSDI proprio nel 1992,alla guida dei quali vi era il famoso Col.Pappalardo.
E cosa dire del ferimento di Roberto Savi al Pilastro?Sia lui che il fratello Fabio hanno sempre insistito nel dire che Roberto si era curato da solo ……
Oltre cento azioni sanguinarie messe a segno e di conseguenza oltre cento occasioni per rimetterci loro stessi la pelle.Se erano interessati ai soldi,i Savi non potevano mettere a segno uno,o al massimo un paio,di colpi grossi?
Altre incongruenze si riscontrano nelle prime dichiarazioni ai giudici di Roberto e Fabio.Soprattutto in merito alla dinamica dei fatti.In poche parole i racconti/confessioni tra i due non collimano.A volte sembra che non siano stati loro a compiere una determinata azione.O almeno uno dei due sembra quasi che non vi partecipasse.Non erano soli?E chi coprirebbero con le loro non confessioni?La stessa domanda me la sono sempre posta seguendo il caso Moro.Vi ricordate la dinamica dell’agguato di via Fani?Ci vollero anni e anni perche’ uscissero fuori dalle bocche dei brigatisti i nomi di alcuni partecipanti a quella strage.Inoltre i br indossarono per l’attacco alla scorta delle divise dell’Aeronautica civile.Per riconoscersi tra loro?
Poi ci sarebbe da dire ancora sulla tragedia di Bagnara,magari su qualche bagnarese che ha ascoltato qualcosa ma che non ha testimoniato …
Tutte ipotesi che non possiamo fare in pubblico,ricordiamoci che esistono delle sentenze giudiziarie in merito.
La curatrice del blog,Antonella Beccaria,potrebbe ragguagliarci meglio su questo argomento.
X 164° A.C.A.
Io non vedo nulla di illegale, nell’avanzare delle ipotesi!
Anzi, se servisse a fare chiarezza, ben vengano!!!
Nel caso contrario, sarebbe a dire, che nessuno ha il diritto di cercare la verità, in questa assurda Storia!
@ 164° A.C.A. (anche se di questi argomenti preferirei non scrivere a un nickname) – Le sentenze sul caso Uno bianca parlano di rapinatori. Hai ragione a dire che un rapinatore di solito si comporta in modo diverso e minimizza il rischio cercando di massimizzare il profitto, ma dal punto di vista del percorso giudiziario questo e’ quanto si e’ concluso. Peraltro lasciando molto poco margine a “persone ignote”: se la pubblica accusa parla in diversi casi di concorso di individui non identificati, in sentenza viene dato per certo che ci fossero solo i componenti della banda, con rarissime eccezioni (per esempio la rapina alla Coop di Casalecchio del 1988). Sta di fatto che comunque, a prescindere dal fatto che convincano o meno, leggere gli atti di quei processi e’ molto interessante e altrettanto interessante e’ ascoltare le udienze di primo grado di Bologna e Rimini registrate da Radio Radicale (vedi qui, anche se immagino avrai già avuto modo di accedere alle schede audio): dalla documentazione, infatti, almeno emerge un’atmosfera di contesto da cui partire. E questo vale in generale, non solo per la questione specifica. Le sentenze (ma ancor di piu’ i singoli atti) sono un elemento fondamentale da studiare per poterle poi incrociare con altre fonti. Non sempre pero’ e’ cosi’ facile accedervi, ma questa e’ una questione di burocrazia macchinosa. Ben vengano, a questo proposito, siti come quello dedicato alla memoria del 2 agosto 1980 dove l’associazione dei familiari sta lavorandoper digitalizzazione e pubblicare la documentazione giudiziaria. Altri casi del genere fortunatamente ci sono: per esempio il sito dedicato a Fausto e Iaio, quelli sui giornalisti Italo Toni e Graziella De Palo o il più recente Supporto legale sui fatti di Genova 2001. Ma rimangono pur sempre casi rari.
Le documentazioni audio di Radio Radicale sono udibili solo con il RealPlayer,un programma a mio parere un po’ troppo … invasivo.
Accontentarsi di alcune verita’,a volte di comodo,non piace a nessuno.
Il sottoscritto avrebbe piacere che venisse restituita dignita’ ai Carabinieri caduti in questi tragici fatti.Indipendentemente dalla ragion di Stato.Se di ragion di Stato si e’ trattato.
Come hai scritto ci sono delle sentenze alle quali dobbiamo comunque attenerci.I Savi sono sai giudicai come rapinatori,non terroristi.
Ipotesi e’ bello farne,Marco,ma dobbiamo ricordarci che questo e’ un blog pubblico.
Sicuramente tenuto in “osservazione”.
Io, non ho paura di fare delle supposizioni.
Mi baso sopratutto su dati di fatto.
Per quanto posso essere coinvolto emotivamente, cerco sempre di essere obbiettivo, senza mai offendere nessuno.
dove sorge il problema che è un blog pubblico?e qual’è il problema se è tenuto in osservazione?io non paura di dire le cose come stanno,non ho paura di affrontare le persone..
siamo in un paese democratico almeno così si dice,ognuno è libero di pensare e dire ciò che vuole..
se hai paura di esporre le tue teorie allora non dovevi proprio commentare nel blog o sbaglio?
Brava Luce!
Scusa se te lo domando….
Qualche tempo fa, ti avevo consigliato di contattare Antonella.
L’hai fatto?
no ancora no…
X Luce
Cosa aspetti!
Credimi è una persona squisita!
Ciao Pablo,
credo di aver capito che tu abiti, vicino/di fronte alla Caserma dei C.C. i tuoi genitori hanno notato qualche movimento strano subito dopo il fattaccio? cioè ha visto entrare delle persone in Borghese nella caserma e portare via subito degli oggetti, o c’è stato solo un via-vai di persone?
Riescono a ricordare chi, per primo è entrato in Caserma?
Ciao Marco. All’epoca abitavo a 50 metri dalla caserma. Mio padre ricorda il via vai di persone in borghese che entrava ed usciva dalla caserma, oltre alle decine di carabinieri che andava e veniva dai paesi vicini. Ti ripeto: erano momenti molto confusi. Difficile dire chi fu il primo ad entrare: la zona era off-limits perche’ non si sapeva chi sparava dall’interno. Anche dopo che si scopri’ che erano tutti morti nessuno era autorizzato ad avvicinarsi alla caserma: i rilievi durarono molto a lungo.
Se hai letto, i post precedenti, avrai capito che sono il nipote del Comandante della stazione, e sono alla ricerca disperata di notizie utili, a far luce su questa assurda vicenda!
Se hai altre informazioni, più o meno interessanti me le puoi far sapere.
Se tu mi dai l’autorizzazione chiederò la tua e-mail al resp. del blog, o se vuoi, tutte le info, le puoi passare a Lei.
I carabinieri intervenuti dopo la strage sono accorsi perche’ avvertiti dalle telefonate dei cittadini ma anche perche’,sicuramente,e’ scattato qualche allarme interno.A mio parere conta di piu’ sapere dopo quanto tempo sono arrivate le persone in borghese oppure i militi in divisa.Insomma,quanto tempo e’ passato dall’inizio della sparatoria all’arrivo dei primi militari?
Pablo,dobbiamo mandarti in missione nel tuo paese,per acquisire informazioni su un determinato gruppo di persone! Sei pronto?
Salve a tutti. Scusate il ritardo nella risposta ma sembra che il mio PC abbia dato di matto dopo avere installato un programma firewall. Ora pare tutto a posto. Rispondo a Marco che mi chiede un indirizzo e-mail al quale scrivermi: ho gia’ chiesto ad Antonella via mail di girartelo. Per quanto riguarda ACA: il tempo di arrivo degli altri militari mi sembra di capire che fu nell’ordine dei 5-10 minuti. La stazione di Mordano dista circa 3 kilometri e quella di Solarolo circa 5 km. Poi lo chiedero’ meglio a mio padre. Mi scuso in anticipo ma mi trovo in difficolta’: voi sapete io da dove scrivo e io non so proprio voi da dove scrivete. Qualcuno vuole essere piu’ preciso ?
salve a tutti, io vorrei cercare di cambiare il discorso rimanendo in tema riflettendo su delle domande che in qualche modo possano essere “utili”. E’ chiaro che ognuno dice la “Sua” ma occorre dare un filo logico al discorso rispettando anche la tempistica altrimenti mi sembra un blog sterile. se non vi dispiace io inzierei con delle domande banali ma che hanno un senso nelle vicende trattate, ad esempio:
è possibile che in un atto di follia improvviso e inaspettato, il “protagonista” (chiedo scusa per il termine) abbia poi, prima di uccidersi, rimesso le armi in ordine sulla scrivania?
Perchè nessuno reagisce? Perchè vengono richiamati in Ufficio?
cosa era successo ad alfonsine? Perchè il tutto avviene nel triangolo “BOFERI”
io provo a dare una risposta basata sulla logica ma senza nessuna pretesa. comincio dall’ultima.
forse perchè proprio loro non dovevano sfuggire alla strage.
forse perchè erano sotto tiro.
quando una persona compie della gesta del genere, difficilmente poi si mette a riordinare, mentre se fossero stati uccisi, è logico mettere le armi sul tavolo.
infine c’è da dire che altri due carabinieri sono stati giustiziati senza avere nessuna reazione.
Forse ad Alfosine successe qualcosa che scosse alcuni semplici Carabinieri fino ad allora ignari ma che poi si sono “ribellati”.
Riguardo al triangolo BOFERI, sembrano delle linee di un confine da dove non poter sconfinare, dove erano presenti boss in soggiorno obbligato, dove ci sono dei traffici illeciti di grande importanza strategica.
Benvenuta Gloria,a chi ti riferisci quando scrivi che altri due carabinieri furono giustiziati senza avere nessuna reazione?
Per quanto riguarda il triangolo BOFERA,chiaramente qualcosa in quelle zone e’ andato fuori controllo,ma di boss in soggiorno obbligato e di traffici di stupefacenti ce ne sono in ogni provincia.
Per quanto riguarda le armi sul tavolo,potremmo anche pensare che qualcuno(ovviamente non l’idraulico o il falegname…)abbia fatto “visita” ai militi di Bagnara con una scusa del tipo:”Dobbiamo verificare le matricole delle armi,tutti i militari si facciano trovare in caserma per il controllo…”e che poi qualcuno abbia sparato?Chi?Oltre ai militari in servizio c’era gia’ qualcun altro all’interno della caserma?
Ciao A.C.A.
BOFERI e non BOFERA ricordi? la prima fiat uno di colore bianco è stata rubata a rimini…
da quelle parti c’erano molti pregidicati per reati di stampo mafioso.
per quanto riguarda le armi, perchè sparare con tutti i mitra?
forse si, con una reale fantasia si potrebbe dire che:
forse qualcuno è andato in caserma perchè tutti lì sapevano delle cose scottanti…. con l’intento di fare ciò che hanno fatto, poi visto che mancavano due carabinieri li hanno fatti richiamare per non lasciare nessuno in circolazione. Altri due carabinieri di pattuglia furono assassinati senza motivi apparenti. quì entrò in poi in gioco Macauda…
Antonella scusa per l’e-mail ma tu sai….
Gloria, no, non so: la mail non viene pubblicata e dunque non capisco perche’ non fornire la tua, invece di usare la mia. Che si ricorra ai nickname ci sta, che non si diano informazioni pubbliche personali pure, ma che si usino le mail di altri (ripeto, l’indirizzo di posta elettronica non e’ un dato che viene reso pubblico) molto meno perche’ c’e’ chi qui si e’ firmato e si e’ qualificato. SInceramente non credo ti approvero’ altri messaggi in questo modo.
Allora sarebbe piu’ corretto … BOFERN.
Ho capito ora che ti riferisci al duplice omicidio di Castelmaggiore,Gloria.
Per quanto riguarda i pregiudicati dell’area riminese,probabilmente intendi il Parco Covignano.Pensi che ci siano connessioni?
Scusate ma qualcosa non mi torna: se volevano farli fuori tutti allora come potevano dimenticarsi dell’unico superstite che si trovava in licenza ? Dubito ci fosse qualcuno dentro la caserma al momento dell’eccidio: uscire dopo tutto quel casino senza essere notati e’ molto difficile. Chiudo con una domanda e la rivolgo a Gloria: cosa c’entra Macauda con questa vicenda ?
Ciao Antonella, io mi permetto di insistere ma se vuoi non pubblicare ciò che dico tanto si parla solo di fantasie.
A.C.A. il triangolo rimane BOFERI perchè all’epoca dei fatti Rimini non faceva provincia…
non intendevo il Parco Covignano come lo chiami tu, ma di “possibili” basi logistiche e strategiche dove risiedeva il famoso contabile…
Infatti, a mio avviso, il carabiniere in licenza era stato escluso perchè tenuto al di fuori delle “conoscenze” in quanto giovane, inesperto e forse non ancora pronto..
Pablo, se fosse come abbiamo ipotizzato, chi lo ha fatto ha studiato tutto nei minimi particolari, quindi anche come farla franca…
Cosa centra Macauda? non lo so. Ma di sicuro ci sono delle attinenze, come il fatto di essere Carabiniere, di lavorare nella stessa regione, di essere a conoscenza delle indagini, di voler depistare da qualcosa, come se avesse paura… c’è riuscito?
Una nuova domanda: che fine hanno fatto i Carabinieri arrestati in quei periodi? A distanza di anni sono usciti di galera, che fanno? perchè nessuno gli va a chiedere qualcosa? forse sarebbe utile…
io so che qualcuno si trova in toscana sullo stesso parallelo di Alfonsine, quando si dice il destino…
Quel triangolo era la sicuramente una “culla” molto comoda….
Grazie Antonella
Vorrei porre altre domande per guardare dall’alto un’area geografica (BOFERI):
Su cosa indagava il magistrato Gia Giacomo Ciaccio Montalto ucciso nei primi anni ottanta? Perchè Paolo Borsellino accompagnato da un Poliziotto si recò nel triangolo di BOFERI?
Perchè poi quel Poliziotto fu ucciso in un agguato in sicilia?
La fantasia a volte arriva dove la realtà tiene prigioniera la verità..
scusate non vorrei apparire frivola ma ciò che non si può provare lo si deve immaginare..
Tutto ruota intorno e sempre a pochi…
Gloria,perche’ scrivi che il carabiniere in licenza (Trombin)era troppo giovane? All’epoca aveva 25 anni,mentre Camesasca e Fabbri rispettivamente 20 e 21.
Cosa possiamo chiedere agli ex carabinieri ora scarcerati?Sono stati condannati ed hanno scontato la pena per altri fatti?Cosa dovrebbero dire in piu’?
Intendi dire che uno di questi ex carabinieri ora lavora/abita ad Arezzo?
Pablo,se c’era gia’ qualcuno dentro,quel qualcuno potrebbe essere uscito insieme agli uomini in borghese arrivati subito dopo la strage.Ecco perche’ ho chiesto dopo quanto tempo sono arrivate queste persone.Se il tempo e’ stato breve,brevissimo,potremmo pensare a qualcosa di studiato,di pianificato.
Ciao A.C.A.
agli ex carabinieri si potrebbero chiedere molte cose….
il parallelo di Alfonsine (così chiamato) non è chiaro alla letta ma si riferisce al parallelo di rimini indicando il dove erano i soggetti al fine di capirne l’identità…
se posso avanzare un’ipotesi su chi eventualmente avrebbe potuto trovarsi all’interno della caserma, sempre rimanendo nel tema della fantasia, potrei dire che nessuno poteva entrarvi se non dei colleghi…
scusate ancora, errata corrige, chi andò con Borsellino non era un poliziotto ma il capitano dei Carabinieri: Emanuele Basile…
Mmmm……Mi pare si stia “sparando un po troppo in alto”….. Secondo me qualcosa stava succedendo nel cosiddetto triangolo BO-FE-RI ma era spiegabile solo nel fatto che la zona in questione era assai ricca e prosperosa e anche poco soggetta al controllo del territorio da parte di Polizia e Carabinieri. Le due cose sicuramente hanno incentivato la nascita di settori “deviati” delle forze dell’ordine che hanno fatto quello che hanno fatto: il caso della Uno Bianca ne e’ un esempio. Io almeno per ora la vedo cosi’……..
Ciao Pablo,
si è vero “sparo in alto” perchè credo che in basso ci siano solo i “pupi”. in ogni modo la zona di cui trattasi, non era e non è poco soggetta al controllo del territorio da parte delle forze dell’ordine perchè in una zona così “piccola” ci sono Caserme dei Carabinieri ovunque anche a poca distanza tra loro, forse questo spiega molte cose, infatti chi non sa che spesso le stazioni dei CC cooperano insieme per il controllo del territorio? Quindi, forse, è proprio questa la motivazione che dava sicurezza a qualcuno, qualora fosse vero che c’era qualcosa di losco…
Per quanto concerne la uno bianca, c’è da dire che, con le rapine, non si sono mai introdotti in questo triangolo ma sempre al di fuori (vedete l’elenco e iluoghi delle rapine), infatti sono arrivati fino a Pesaro tenendosi sempre all’esterno della A14, ciò confermerebbe non un legame ma il sapere che quella zona era di qualcun’altro…
Caro Pablo in basso ci sono i piedi, in alto il cervello…
forse hanno
Mah….questa teoria non mi convince del tutto. Vorrei precisare che il controllo del territorio qua in provincia e’ una cosa tutta da verificare. Non voglio dire che le forze dell’ordine non fanno il loro lavoro ma qualcuno mi spiega perche’ qua nei paeselli le caserme dei carabinieri osservano orario d’ufficio ? Se io ho bisogno di aiuto alle 23 ad esempio, devo telefonare al 112 che arriva da Faenza. E questo assicura agli eventuali malviventi un vantaggio di almeno 15 minuti. Ogni tanto si verificano ondate di furti nelle abitazioni (mia madre addirittura in pieno giorno). Io stesso una sera ho avuto una “sgradita” visita ed erano le 22, per fortuna l’allarme ha fatto il suo dovere. E vi garantisco che queste bande di svaligiatori (non italiani, ovviamente) scorazzano indisturbate nella nostra zona. Eppure i carabinieri li dobbiamo chiamare da Faenza. Per fortuna il maresciallo di Bagnara e’ molto disponibile e se succede qualcosa arriva pure lui. Ma comunque la competenza e’ sempre di quelli che arrivano da Faenza. Se questo lo vogliamo chiamare controllo del territorio…….
…ma questo non c’entra nulla con l’argomento del blog. Scusate lo sfogo. Rientrando nel discorso Gloria ha concluso il suo intervento con un “forse hanno”. Era una frase rimasta a meta’ ?
E’ chiaro che le varie territoriali collaborino tra loro,Gloria.
Il messaggio pero’ non e’ finito,sembra interrotto: “forse hanno…”?Cosa volevi aggiungere?
E’ vero quello che scrivi:quelli della Uno Bianca non hanno mai colpito nella Romagna “interna”,ma solo nel riminese.Forse perche’ i Savi erano originari di Verucchio e conoscevano quelle zone?
Ciao Pablo Ciao A.C.A.,
Pablo ti chiedo scusa ma devo esprimere un concetto a mio avviso fondamentale: non solo in romagna per chiamare i CC occorre comporre il 112 ma bensì in tutta Italia quindi ciò è ancora a favore dei “deviati”, infatti, sapere queste cose, aumentava per loro la possibilità di farla franca, sempre qualora ci fossero deviazioni naturalmente;
e poi una domanda:
tu credi che chi ti ha fatto “visita” sia un delinquentello comune o pensi che sia parte di un raket?
A.C.A., Io credo che è strano che tutte le malefatte dei banditi della uno bianca siano avvenute fuori da questo triangolo in quanto le banche sono ovunque così come gli uffici postali, i distributori ecc..
quindi di conseguenza ritengo possibile una “collisione” con la malavita organizzata o meglio, prima di iniziare le rapine, i poliziotti, considerata la loro “conoscenza” della materia, abbiano chiesto l’”autorizzazione” al capo dell’attuale cosca criminale e questi, per convenienza, gli abbia dato l’ok tenendoli però lontani dalla zona franca. Si la fantasia lavora molto ma ci sono molte altre tesi che combaciano con quel periodo come sequestri, traffico d’armi, droga ecc… e, il forse anno.. era riferito a questa ipotesi. sempre rimanendo sulla fantasia, chissà se si potranno riaprire le indagini su un fatto ormai archiviato come “atto di follia di un Carabiniere” semplicemente con delle ipotesi, sinceramente non penso ma se qualcuno con le strumentazioni e la visuale di oggi, rilegga attentamente tutti gli atti è plausibile,almeno me lo auguro, un verdetto differente, almeno sulle responsabilità del Mantella, le quali mi sembrano alquanto diffamanti….
Quella del chiedere il permesso ai capiclan non mi convince molto,ma questa e’ – ovviamente – la mia opinione.
Pero’ e’ strano che questi agenti partissero da Bologna per raggiungere la riviera e compiere i loro crimini(addirittura arrivavano a Pesaro)e che – al contempo – lasciassero stare la provincia ravennate,ovvero la parte che obbligatoriamente dovevano attraversare.Fatta eccezione per la rapina al Credito Romagnolo,uno degli ultimi crimini della banda.
Sul fatto che per chiamare i Carabinieri devo fare il 112 mi pare inutile soffermarsi. Intanto su chi mi ha fatto visita una sera d’estate non ho dubbi: sicuramente non e’ stata la criminalita’ organizzata. Non penso che questa si abbassi a svaligiare la casa di un normale cittadino. Su chi sia stato ho una mia personale opinione e me la tengo. Tornando sugli argomenti in questione: difficile sapere come i membri della Uno Bianca scegliessero i loro obiettivi: sicuramente studiavano i colpi e tutte le possibili vie di fuga. Certo e’ strano come la provincia di Ravenna sia stata diciamo “risparmiata” dalla banda. Ma forse, e lo ritengo piu’ probabile, la zona ravennate non era per loro strategicamente importante…..ma questa e’ comunque una mia teoria….
Io sono di Bagnara di Romagna, ho percaso trovato questo blog e mi ha incuriosito leggendolo, se ne sono dette tante qui che la fantasia ha superato il credibile, sono misteri che resteranno probabilmente irrisolti, conoscevo tutte le vittime ed erano bravissimi ragazzi, ciao
Benvenuto Abramo,perche’ non ce ne racconti qualcuna delle “fantasie” che circolavano a Bagnara?
Secondo me Abramo al “qui” si riferiva al blog in cui ci troviamo. Due bagnaresi sullo stesso blog…..roba da non credere…….
Si mi riferivo al blog, all’epoca in paese si parlò di raptus da parte di Mantella ed era l’unica tesi che resisteva anche perchè con il suo carattere chiuso e introverso e da come lo conoscevo io non era il tipo da stare allo scherzo, si poteva pensare che avesse compiuto quel gesto per qualche motivo anche futile, ma è una delle tante ipotesi fatte all’epoca,
perchè è così assurdo…è un blog aperto a tutti basta cliccare dei nomi al riguardo che ti appare la pagina…..e in fin dei conti io sono nata a faenza cresciuta per un pò a bagnara e un po a santagata sul santerno….per metà mi sento di appartenere all’emilia romagna…
Allora sarebbe piu’ corretta una critica costruttiva da parte sua.
All’epoca dei fatti io avevo poco piu’ di 20 anni e non conoscevo bene il Mantella e gli altri militari. L’avere un carattere chiuso ed introverso ed a volte scontroso non implica anche l’avere un istinto omicida tale da compiere una strage di tale portata. Pero’ non lo esclude neanche. Le ipotesi fatte all’epoca furono delle piu’ disparate ma non certo meno fantasiose di quelle fatte su questo blog. E comunque sono d’accordo con ACA: la critica deve essere costruttiva. PS Domenica prossima sara’ il ventesimo anniversario della strage e sicuramente ci sara’ la consueta messa domenicale a ricordo delle vittime. Io ci saro’ sicuramente.
E vero, il fatto che una persona sia chiusa ed introversa non implica niente, è quello che credo anche io, sto solo riportando le “chiacchiere da bar”, nessuno di noi può sapere quale sia la reazione di qualsiasi persona quando le crolla il mondo addosso, sul fatto che il colpevole sia il mantella, tutte le prove e l’evidenza dei fatti sono contro di lui, e non ci piove, poi ci si può sbizzarrire sui motivi gravi o meno( a mio parere gravi altrimenti si avallerebbe l’ipotesi di una persona in preda a un raptus)
salve a tutti, per caso mi sono ritrovato in questo blog che mi ha riportato alla memoria questo fatto di cronaca.
Ho letto tutti gli interventi e mi sono nate delle domande, poiche’ qui si dicono alcune cose come assodate.
Non ricordando assolutamente nulla delle ipotesi fatte al tempo, leggendo qui mi viene un quesito direi fondamentale.
Voi date come scontato il pressoche’ immediato intervento dei servizi. Addirittura nella persona del famoso Mancini.
Da profano credo che un normale pluriomicidio non necessita dell’intervento dei servizi.
Se cio’ corrisponde al vero (che siano intervenuti) mi pare ovvio che c’e’ qualcosa sotto.
Viceversa uno non nasce (che io sappia) nei servizi quindi l’eventuale presenza del mancini va inquadrata nell’inquadramento che aveva al tempo. cioe’ che lavoro faceva il mancini all’epoca?
Potrebbe essere che era un semplice poliziotto o carabiniere e sia entrato dopo nei servizi?
Dico questa banalita’ perche’ se cio’ che voi dite corrisponde al vero non vedo come si possa credere alla follia. I servizi se ne fregano della follia e non rientra nei loro compiti.
Inoltre, l’ipotesi fatta dall’esperto di armi non regge, per errore puoi uccidere uno forse due persone ma non e’ un film di fantozzi in cui il mitra comincia a sparare da solo all’impazzata.
L’ipotesi della tragedia/incidente la scarterei decisamente.
L’ipotesi della follia mi sembra plausibile (dimenticando il discorso servizi) poiche’ sono molteplici i casi documentati di follia da un momento all’altro, e nulla serve dire che la persona era equilibrata etc.
Insomma, per concludere, sta storia dell’intervento dei servizi e’ documentata o e’ una vs idea?
io credo sia il caso di divulgare, come dice curioso, solo la verità, qualora qualcuno di noi ne sia a conoscenza naturalmente. Avevo deciso di non rientrare più in questo forum ma determinati motivi mi hanno spinto a farlo. Senza voler apparire presuntuoso, penso sia il caso di rispettare il silenzio di chi non può più parlare…. un saluto.
Mess. per mar mosso,
non credo che sia giusto rimanere in silenzio,
se così fosse, si farebbe il gioco, di chi vuole insabbiare il caso.
Io non sono di questa opinione.
scusa marco, forse mi sono spiegato male, non volevo dire di stare in silenzio, anche perchè primo, non sono nessuno per dirlo e poi perchè forum come questo devono esistere, anzi ti dirò di più, ce ne sono pochi ma volevo semplicemente dire di rispettare il silenzio di chi non può parlare, non tacendo ma parlando appunto con cognizione di causa, riferendomi nello specifico alla domanda fatta da curioso sull’arrivo immediato sul posto dei servizi.
curioso ha detto:”Da profano credo che un normale pluriomicidio non necessita dell’intervento dei servizi.”
Non mi pare che una strage in una caserma di CC sia un normale pluriomicidio.
Sempreche’ – beninteso – un omicidio,o addirittura un pluriomicidio,siano un qualcosa di “normale”.
Ciao Antonella, sono entrata nel blog in quanto da qualche mese abito a Bagnara,x motivi di lavoro essendo io di Ferrara.Il mio coinquilino mi ha parlato della strage e la curiosità mi ha portato qui. Volevo sapere se la discussione si è fermata al 30-1-2009 in quanto mi interesserebbe saperne di più,se possibile…un saluto a tutti,Ale
Ciao Ale, la discussione al momento sì, è ferma a quella data, ma credo che non appena ci dovessero essere nuovi elementi riprenderà. Per intanto grazie.
Ciao Ale, benvenuta…
Ciao Antonella, grazie della risposta.
marmosso,grazie dell’accoglienza.
spero di rileggervi tutti presto….una saluto speciale a Luce.
Siamo in attesa di qualsiasi novita’.
Il bagnarese Pablo continua a seguirci?
Ciao a tutti. Si’….continuo a seguirVi anche se ultimamente la discussione sembra essere un po’ spenta. Mi duole deludervi: nessuna novita’. Negli ultimi tempi il paese sembra essere molto preso dalla elezione del nuovo sindaco che avverra’ nel prossimo giugno. Fermento alquanto inutile dato che le elezioni saranno solo il solito proforma. Mi fa piacere che la neo-bagnarese Ale sia interessata alla questione: almeno la schiera dei paesani che vorrebbero sapere la verita’ aumenta. E ovviamente un ringraziamento ed un saluto ad Antonella che cura il blog.
http://valigetta.ilcannocchiale.it/print/1697189.html
Non so se avete letto, credo che quì ci sia qualcosa di veramente interessante….
Marmosso, grazie del link, contiene spunti interessanti.
di nulla Antonella.
Il link riporta notizie note da tempo,ma non vedo il nesso con l’argomento che stiamo trattando.
Oppure mi e’ sfuggito qualcosa?
diciamo che secondo alcune teorie più o meno condivisibili, la banda della uno bianca era una forma di depistaggio per tenere lontano le forze dell’ordine dalla zona “franca” in quanto vi erano delle “manovre” molto importanti (traffici armi ed esplosivi ecc..) e, fra questi, pare che il fermo del personaggio che rappresentava l’antistato, operato dai militi della stazione di Bagnara di Romagna abbia causato una reazione che ha portato alle conseguenze che si sanno. Certo, tutto da dimostrare ma comunque questi fatti elencati nel link, possono rappresentare un buon motivo di dialogo in quanto, a mio avviso, molto attinenti con ciò che il blog tratta.
continuate pure a parlare senza far niente .non sono legata a bagnara ma ad un altro evento orribile chiamato uno bianca e ieri ho preso una decisione di frugare nei cassetti dell orrore e portare luce dove il buio ha regnato sono certa e sicura che stavolta dovranno spararmi per fermarmi ma lascero tante di quelle tracce che anche i ciechi vedranno e comincero da bagnara .basta infangare chi dalla tomba non puo urlare la verita e noi italiani quando sentiamo certe sigle tipo simi o sisde ci tiriamo indietro ma anche loro sono vulnerabili basta pensare come finiscano facilmente nelle carceri militari quando non servono piu per certi lavoretti.elisabetta
Belle Elisabetta
Sono da troppo tempo in attesa, che qualche persona come te, tiri fuori tutto quello che ha dentro, nel bene e nel male, perché è la verità che deve farsi strada, non l’omertà.
sono anni che frugo e penso anzi son sicura che questo e il momento della verita .i servizi deviati esistono sono dei pagliacci che si espongono al posto di qualche testa eccellente.ho deciso di partire da bagnara perche leggendo ho capito che in troppi hanno avuto fretta di chiudere .sto cercando un giornalista disposto a seguirmi in questa avventura uno che non ha paura di scoperchiare la pentola .penso circa due mesi fa di aver toccato i tasti giusti visto che ho ricevuto delle minacce tramite sms .ho gia detto stavolta dovete spararmi.
Una piccola parentesi su come la mafia e i suoi “affiliati” possa manovrare la realtà: in sicilia durante la latitanza di provenzano si “suicidò” un dottore che lo operò a Marsiglia. la famiglia sta facendo il possibile per togliere il fango gettato su questo specialista il quale ha commesso un solo sbaglio: avere acquisito un’approfondita competenza medica sulla patologia del mafioso… Quindi, se così hanno fatto perchè non è credibile che sia stato fatto lo stesso per il Mantella?
Da quando e’ apparso il primo messaggio di elisabetta,il mio antivirusrilevava la presenza di un malware ogni volta che aprivo questa pagina.Da qualche giorno l’antivirus non rileva piu’ niente.
io non credo piu nei suicidi .non credo assolutamente che mantella abbia compiuto quel gesto .però credo nei depistaggi .adesso vi dico una cosa durante uno dei miei viaggi a bologna mentre mettevo dei fiori dietro la coop si avvicino una persona e mi disse che si sentiva colpevole dell eccidio perche la sera prima chiese proprio ad uno dei carabinieri uccisi di fare un controllino dopo una certa ora perchè dei ragazzi gli fregavano la benzina. ho fatto tante domande e alla fine era lampante che gli stavano aspettando non credo nello stato ma ho giurato di fare luce e la farò a qualunque costo .elisabetta
A Bologna o Castel Maggiore?
Ciao Elisabetta, a me succede come a 164° A.C.A. mi sai spiegare come mai? E poi, perchè se hai tutte queste certezze non le denunci in altri ambiti? Sembrerebbe tu stia bleffando…
castel maggiore .
per marmosso cosa intende per affiliati’ li chiami con il loro nome assasini ,deliquenti oppure servizi deviati so perfettamente che non cambierò il mondo ma almeno proverò a portare un po di luce
Scusa Elisabetta ma così stai dimenticando di rispondere…..
mi complimento con lei per la risposta .e sicuro che non abbia provato mai a far nulla o forse qulcuno mi ha risposto e passato tanto tempo oppure i messaggi inviati ad un quotidiano hanno dato fastidio e in compenso ho ricevuto minacce denunciate e finite chissa dove .io ascolto tutti perche un granello di sabbia puo essere importante e non mi permetto di bleffare sul dolore altrui grazie elisabetta
per 164 a.c.a mi dispiace abbia avuto problemi con il compiuter ma non penso sia io la causa faccia i giusti accertamenti .idem per marmosso .cmq e da poco tempo che mi collego a questi siti ed e solo per aver più notizie visto che l eccidio di castel maggiore e avvenuto il 2o aprile 1988 .ricordo benissimo quel giorno.un grazie a tutti per avermi risposto levo il bisturbo .elisabetta
Cara elisabetta, penso che se siamo quì un motivo ci sarà, per quanto concerne la risposta che attendevi devo scusarmi ma io uso altri termini fino all’eventuale momento giusto. In ogni caso le Tue affermazioni non implicano un gesto positivo del capo solo perchè le scrivi in un Blog e, se temi che qualcuno possa arrivare perfino a spararti per le tue scoperte, dovresti essere tutelata non da “noi” ma dalle Forze dell’ordine, infine cara Elisabetta, trovo che il tuo sia piuttosto un grido di aiuto, un accorato appello affinchè qualcuno ti dia l’aiuto desiderato o meglio ancora un tentativo di attirare l’attenzione di “qualcuno” per saperne di più. se le Tue sono sofferenze vissute in modo diretto, ti auguro di raggiungere ogni obiettivo che ti sei prefissata ma soprattutto scoprire la verità. Ciao.
Ovviamente il malware non dipendeva da lei,Elisabetta.Magari si e’ trattato soltanto di qualche occhio lungo … la gentile webmaster puo’ dirci qualcosa in proposito?
Non si senta offesa,siamo qui per leggere le sue importanti rivelazioni.
164° A.C.A.: il tuo problema non credo proprio che dipenda dal blog. Ho fatto un controllo anche al sorgente della pagina per controllare che non fossero stati inseriti codici strani e non ce ne sono. Se vuoi scrivermi via mail che tipo di segnalazioni, vediamo se si riesce a capire il problema. Ma il sito è a posto.
1987
3 ottobre
Cesena: Antonio Mosca (poliziotto)*
1988
30 gennaio
Rimini: Giampiero Picello (guardia giurata)
19 febbraio
Casalecchio: Carlo Beccari (guardia giurata)
20 aprile
Castelmaggiore: Umberto Erriu (carabiniere), Cataldo Stasi (carabiniere)
1989
26 giugno
Corticella: Adolfino Alessandri (pensionato)
1990
15 gennaio
Bologna: Giancarlo Armorati (pensionato)**
6 ottobre
Bologna: Primo Zecchi (pensionato)
23 dicembre
Bologna: Rodolfo Bellinati (nomade), Patrizia Della Santina (nomade)
27 dicembre
Castelmaggiore: Luigi Pasqui (dirigente d’azienda)
Trebbo di Reno: Paride Pedini (artigiano)
1991
4 gennaio
Bologna: Mauro Mitilini, Andrea Moneta, Paride Stefanini (carabinieri)
20 aprile
Borgo Panigale: Claudio Bonfiglioli (benzinaio)
2 maggio
Bologna: Licia Ansaloni (comm.)Pietro Capolungo (carabiniere in pensione)
19 giugno
Cesena: Graziano Mirri (benzinaio)
18 agosto
San Mauro Mare: Babon Cheka, Malik Ndiay (operai extracomunitari)
1993
24 febbraio
Zola Predosa: Massimiliano Valenti (fattorino)
7 ottobre
Riale: Carlo Poli (elettrauto)
1994
24 maggio
Pesaro: Ubaldo Paci (direttore di banca)
* già ammalato di cancro, muore un anno dopo.
** muore l’11 novembre 1993 a seguito delle ferite riportate.
(Fonte: Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato)
Questo è l’elenco di tutte le vittime Elisabetta, perchè ti soffermi solo sull’eccidio di Castel Maggiore? Perchè poi lo chiami eccidio come tutti i media? Come vedi stai spostando il baricentro dell’argomento, perchè? Penso che ognuno di noi abbia le proprie “convinzioni” ma credo anche che, come dici Tu esistono i depistaggi, tipo quelli di Macauda…..
Se vuoi parliamone: mar_mosso@tele2.it
A me interessa molto il tuo particolare “punteggio” nelle frasi……
Anzi, Ti dirò di più, si potrebbe utilizzare nella stesura di un libro molto articolato con un titolo che è tutto un programma: “I pupi”….
salve a tutti mi permetto di intervenire dopo aver letto lo scritto di Antonella Beccaria sui tristi fatti della uno bianca (superlativo per me) e mi sono trovato per caso a leggere i fatti di Bagnara. Resto allibito ma nel contempo interessatissimo alle vicende e alle varie molteplici teorie sul quanto accaduto a Bagnara.Secondo la mia opinione dopo aver letto su questo blog interessante le varie tesi ritengo che non possa essere stato un raptus dell’app. Montella. Mi piaerebbe conoscere ancora dettagli in particolare da chi vi abita in quelle zone e magari aveva una conoscenza anche indiretta delle persone coinvolte. (credo paco).
Inoltre da ex cc voglio esprimere la massima solidarietà a Luce – figlia del Montella – e a Marco cche se non ho capito male è nipote del Brig. Chianese.
Grazie per quanto fin’ora riportato.
Complimenti per la ricerca ad Antonella.
Ho letto con molta curiosità tutti gli interventi, perchè in effetti questa triste vicenda mi colpì moltissimo all’ epoca, poi ci fu una sorta di cancellazione rapida della questione da parte dei media e non se ne parlò quasi più.
All’ epoca io non ero più un carabiniere da poco più di due mesi.
Avevo prestato servizio nell’ Arma in qualità di carabiniere ausiliario e oltrettutto ricordo che un mio compagno di corso alla scuola per allievi carabinieri ausiliari aveva preso servizio a Bagnara, per cui anche lui si era congedato poco prima.
Abito molto vicino a Bagnara e sono passato davanti a quella caserma centinaia di volte.
Devo dire che tutte le storie “strane” di servizi segreti, brigate rosse, fratelli Salvi e fantasie varie a mio parere risultano veramente assurde e quantomeno molto improbabili.
Ritengo che la pista giusta sia quella già seguita dagli inquirenti e da molti lettori che hanno ricostruito la vicenda in maniera molto realistica e credibile.
Ho letto svariati interventi di persone che si interrogano su come sia possibile che una persona sia riuscita ad eliminarne quattro armate, senza alcuna reazione.
Beh, vi posso assicurare che io non ci trovo proprio nulla di strano.
Anzitutto spesso in caserma i carabinieri non girano armati.
Poi c’ è il solito vecchio problema della difficoltà di reazione.
Chi è stato carabiniere sa benissimo che per sparare si perde parecchio tempo (svariati secondi, che in certe situazioni sono un’eternità): devi aprire la fondina, tirar fuori la pistola, armare il carrello e finalmente puoi sparare. Nel frattempo, se c’è qualcuno già pronto, sai quanti colpi riesce a sparare?
Posto che un carabiniere avesse un mitragliatore M12 in mano (e a quanto pare qualcuno purtroppo ce l’ aveva), per gli altri non c’era nessuna possibilità di scampo; neppure se fossero stati in dieci, a mio parere!
Credo che la verità sia stata accertata immediatamente e che per motivi di immagine, l’Arma e lo Stato abbiano deciso di stendere un velo sulla questione, anche in considerazione del periodo particolarmente sfortunato (all’epoca, come ricordato da altri, c’erano già state troppe brutte storie) che le istituzioni attraversavano.
Ciao Luca, come te anch’io ho indossato una divisa e conosco perfettamente l’uso delle armi in questione ed è proprio per questo che vorrei dissentire su quanto hai affermato: è vero, forse per sparare quando non si è preparati occorre “molto” tempo ma i carabinieri della stazione avevano richiamato il Mantella per qualche ragione, quindi se si trattava di qualcosa di “delicato” che lo riguardava i suoi colleghi avrebbero potuto prevedere una qualche reazione spropositata, c’è da dire anche che per sparare con l’M12 occorre tirare la leva per mettere il colpo in canna ed inoltre, essendo un’arma automatica, non è facile colpire un “bersaglio” proprio per le sue caratteristiche, in quanto lo stesso tende a spostarsi per la spinta d’inerzia verso destra; dunque, sentire caricare un mitra fa subito scattare sull’allerta e sentire i primi colpi fa subito correre ai “ripari” qualora si abbiano naturalmente… . Altra cosa invece se fossere stati tutti disarmati e sotto tiro. Si, sono tutte supposizioni ma le tue penso siano solo repliche “ufficiali” .
Ciao Marmosso.
E’ vero che l’ M12 non è il massimo in fatto di precisione, ma è anche vero che i bersagli erano tutti molto vicini e quindi colpirli era fin troppo facile.
Ipotizziamo che chi ha sparato avesse il mitragliatore pronto, solo da armare (e se si è trattato di un militare che in quel momento era in servizio, presumibilmente l’M12 lo poteva avere).
Per tirare la leva ed armare ci vuole una frazione di secondo e da quel momento puoi cominciare a sparare a raffica.
Nemmeno Flash Gordon riuscirebbe a difendersi, perchè, anche se hai la pistola devi:
1)slacciare la fibbia della fondina (min. 1 o 2 secondi),
2)aprire la fondina (1 secondo),
3)tenere la fondina con una mano ed estrarre la Beretta 92SB con l’altra mano (1 o 2 secondi),
4)scarrellare mirare e sparare (1 o 2 secondi).
Aggiungi il fatto che la paura e l’emozione non aiutano e il più delle volte fanno perdere ancora più tempo e capirai che intanto quello con l’ M12 ha già sparato tutti i suoi 32 colpi.
Ipotizziamo che il brigadiere fosse appena venuto a conoscenza di qualcosa di gravissimo riguardo un suo militare.
Lo richiama durante il servizio per farlo rientrare in caserma.
Gli altri non sanno nulla.
Quando il richiamato va a rapporto e gli viene comunicato qualcosa che lo sconvolge, sono tutti lì a rapporto e l’accusato, sentendosi crollare il mondo addosso, in un raptus di rabbia e di follia, arma il mitra e comincia a sparare.
Di solito in situazioni analoghe chi è sotto accusa si abbatte e non reagisce.
In ogni caso i militi erano tutti giovani e probabilmente impreparati a gestire una situazione di quel tipo.
Forse un rapporto di amicizia aveva creato tra quei poveri carabinieri anche un clima di fiducia(cosa piuttosto normale in un ambiente così piccolo come quella caserma).
A mio avviso, possono avanzare solo pochi dubbi sulla precisa dinamica dei fatti e sul preciso movente che ha scatenato la strage…
Ok Luca, tutto sembra “riportarti” ma dimentichi che i mitra erano tre e, stando alla tesi del richiamo per motivi delicati, lì non c’erano familiari o conoscenti o amici ma prima di tutto carabinieri in servizio; poi, qualora fosse come tu sostieni, perchè nascondere ciò che in tanti altri casi non è stato mai nascosto? Non voglio cercare l’irreale o il complotto a tutti i costi ma tu, credi sempre a tutto ciò che ti viene detto? Ad onor del vero comunque hai ragione, tutto può essere, appunto per questo può non essere come tu dici. Inoltre, perchè la famigla ha sempre negato tutto?
P.S. A proposito, Non pensi che “deviare” l’attenzione da un fatto specifico sia un motivo valido per porsi delle domande?
per marmosso ero certa che eri un uomo che portavi divisa,i miei complimenti per il tuo intervento con luca condivido. p.s hei luca savi non salvi .
Ciao Elisabetta, ormai pensavo che ce l’avessi su con me per come mi sono espresso nei tuoi confronti, grazie per i complimenti e spero tu continui a seguire il forum chissà….
ciao luca hai portato la divisa da ausiliario quindi diciamo che non ti sei adentrato nell arma.mi sembra assurdo che nessuno sia riuscito a non sparare neanche un colpo e poi se ho ben capito non e emmerso nulla sul mantella .e allora mi chiedo perche disonorare un uomo e non pensare che siano serviti a depistare qualdosa di piu grosso e gia tu dici fantasie però gli ultimi eventi tipo le rivelazioni di cossiga lasciano ben poco all immaginazione .per non parlare delle versioni ufficialidelle quali tu ti fidi .probabile tu abbia ragione ma la formula del dubbio io la lascerei . luca quando gli eventi ti toccano da vicino cambi modo di pensare e le divise le continui a vedere per quello che sono ma le persone che ci stanno dentro ti lasciano molti dubbi.
Ciao Elisabetta. Non credo che Marmosso sia un militare, tantomeno direi che sia un carabiniere (a mio parere).
E’ vero, essendo stato solo un ausiliario, non ho vissuto l’arma in maniera paragonabile a quelli che ci hanno fatto tanti anni, essendo effettivi. Però… però… forse non lo sai, ma carabinieri si resta per tutta la vita. L’orgoglio di aver indossato quella divisa, lo spirito di corpo, l’amore per l’Arma e per la Patria, sono sentimenti che ti porti dietro per sempre. Io non credo sia giusto “infangare” nessuno (infatti io Mantella non l’avevo mai nominato), però, se vuoi cercare la verità è inutile aggrapparsi alle fantasie per attribuire la responsabilità dell’ accaduto a entità indifinite e quasi astratte.
Quanto al fatto che ti sembra assurdo che nessuno abbia risposto al fuoco, come già appurato, è andata proprio così e la cosa non è neppure troppo inspiegabile.
ciao luca io so cosa vuol dire onore e amore per l arma .la mia famiglia porta la divisa da piu di 100 anni .e conosco le telefonate alle 23 della notte per dirti che qualcuno sta male e invece….cmq le indagine molto frettolose lasciano tanti dubbi io stessa ho trovato in tante scartoffie cose che riviste anche un cieco avrebbe visto.onore all arma ma ripeto le persone che nci stanno dentro lasciano tanti dubbi .sai cosa mi lascia un po cosi il modo in cui sei preciso nel descrivere i secondi che ci vogliono per fare una strage .poi continuo a essere testarda troppa fretta di chiudere le indagini che ne pensi.
Ciao Elisabetta.
Vedo che ti ricolleghi spesso ad un altro triste capitolo. Ricordo bene quella notte maledetta di Castelmaggiore. Ero in servizio in caserma in una vicina compagnia e uscirono di gran fretta vari colleghi per intervenire sul posto. Non eravamo lontani (penso una ventina di km) dal luogo dove avvenne il duplice omicidio. Purtroppo non c’ era più nulla da fare e i colpevoli riuscirono a fuggire (anche se poi, in seguito, forono presi). Due episodi tristissimi, quello di Castelmaggiore e quello di Bagnara, che io ricollego solo perchè vicini nel tempo e perchè le vittime erano militi dell’ Arma, presi di sorpresa dal fuoco di armi impugnate da colleghi di forze dell’ordine.
A Castelmaggiore però i colpevoli erano dei criminali che si nascondevano dietro a divise della polizia, mentre per Bagnara il discorso è presumibilmente diverso. Io non credo che chi ha sparato a Bagnara fosse un delinquente. Credo che sia stato un attimo di follia e di rabbia che ha provocato un raptus su una persona che magari aveva qualche grosso problema che non conosciamo. Forse qualcuno capì di cosa si trattava, ma decise di non rendere pubblica la cosa, o forse nessuno ha mai capito davvero le motivazioni che fecero scattare la tragedia. Purtroppo però quel che è stato è stato e oggi non possiamo più tornare indietro per cambiare le cose. Quei fatti fecero male a tanta gente, soprattutto, credo, ai parenti e a chi aveva legami personali con le vittime. La sete di verità è un bisogno naturale e anch’io, come te, vorrei che un giorno qualcuno ci spiegasse bene cosa soccesse quel giorno a Bagnara e perchè quelle giovani vite furono troncate. Certo che a lasciare tutto così incerto, frettolosamente indefinito, si finisce per alimentare leggende popolari che nulla hanno a che fare con la verità.
Ti chiedo scusa se ho detto qualcosa che involontariamente possa averti fatto male.
Ciao Luca, come sempre hai ragione sia perchè io attualmente non sono un militare sia perchè non ho fatto il carabiniere ma il poliziotto. Credo che mi stai convincendo…
Per aspera ad veritatem
luca non scusarti non mi sento offesa .sono abituata alle persone che hanno i paraocchi e credono a cio che viene scritto non voglio insegnarti niente .pero quando entri nel vivo di certe cose scopri la fretta di chiudere .per cortesia lascia perdere il caso castel maggiore sto parlando di bagnara ti diro solo una cosa prima o poi la verita saltera fuori .sai la gente invecchia e la coscenza morde .cmq non credo a questa strage .sicuramente hai i tuoi buoni motivi io ho i miei.
Invece a me convince fino ad un certo punto.
Ritornando a Bagnara,mi risulta che in paese esiste una sezione A.R.I.;secondo me qualcuno puo’ aver ascoltato qualcosa,tantopiu’ che in quegli anni non esistevano GSM o DECT.
Ciao 164° A.C.A., La sezione A.R.I. a cui ti riferisci è quella che si trova in via 11 Aprile ? Comunque, oltre al centro in argomento è risaputo che in quei periodi Polizia e Carabinieri, erano intercettati da più parti. Chissà forse qualcuno ha veramente ascoltato qualcosa…
Ciao,
non so se la via della sede e’ quella da te citata,io Bagnara non la conosco,ho imparato a conoscerla.
In quegli anni bastava un semplice ricevitore,oppure uno scanner,per intercettare gli apparecchi cordless e gli apparati radio delle Forze dell’Ordine.
Senza dimenticare che a Faenza si svolge la Fiera dell’Elettronica.
Ciao Marmosso.
Ti ringrazio, ma non credo proprio di aver sempre ragione; tutt’altro!
Speravo solo di poter dare un contributo sulla base delle mie (poche) conoscenze.
Ad ogni modo, vedo che le vostre teorie preferite sono quelle “alternative”, che al contrario io proprio non considero. Quando sento chiamare in causa servizi segreti deviati, o robe simili, per me è come dar la colpa agli alieni e a quel punto la discussione perde ogni significato.
Buon proseguimento.
Nel messaggio sopra intendevo che Bagnara la conosco solo per esserci stato cinque o sei volte …………
Non estremizziamo,Luca.
Avere dei dubbi e’ lecito,ma da qui a dire che per forza ci sia di mezzo i “servizisegretideviati”(volutamente scritto tutto attaccato)ce ne corre.
Ciao Luca, non ti offendere, però tu dai per scontato e per buono tutto ciò che hai letto dai giornali, traendo le tue conclusioni sulla base della tua pur valida ma minima esperienza. Se pensi poi che parlare di SSD sia come parlare di extraterrestri, la tua è pura presunzione oppure, ma questo non lo penso, semplice ottusità. Mai sentito parlare di coinvolgimento dei servizi in fatti di cronaca? Certo, da quì a dire che sono coinvolti ce ne passa ma almeno un piccolo dubbio lo si dovrebbe avere… Riguardo alla tua spiegazione tecnica sul tempo e sull’utilizzo di un M12, chiudo il discorso dicendo che: i tempi da te acclarati non sono per tutti uguali ma sono soggettivi; poi, in merito a quello che affermi sulla “facilità” di compiere certe gesta con un mitra di quel tipo, ribadisco che oltre a non essere tanto facile, considera anche il fatto che erano 5 Carabinieri in una piccola stanza, cosa molto strana non riuscire a rispondere o perlomeno tentare di rispondere al fuoco o meglio ancora buttarsi addosso in qualche modo “all’omicida” per fermarlo, essendo già in “allerta”, dopo che questi aveva caricato appunto il mitra; infine, come si usa dire in questi casi, per completezza, quando si deve contestare qualcosa a qualche militare, la prima cosa da fare è togliergli le armi… no? Caro Luca porsi delle domande non significa avere ragione o cercare di arrampicarsi sugli specchi ma semplicemente pensare e ragionare con la propria testa nel bene e nel male. Forse hai di nuovo ragione Luca, so tutti disorientati…
Aggiungo che,saper usare un M12 in modo cosi’ preciso ed efficace,non e’ poi cosi’ facile come puo’ sembrare.
Non pensiamo alle nostre brutte fictions televisive,che hanno per interpreti i soliti attori(…)e dove a volte si vede l’esile poliziotta sparare con armi micidiali come se stesse giocando con una pistola ad acqua,per sparare con l’M12 ci vuole forza e precisione.
Non voglio estremizzare e neppure prendere per buona la versione ufficiale, a prescindere. Però, ragionandoci sumi vien da escludere quasi tutte le altre possibilità. Per esempio, ho letto che secondo alcuni, alla base di tutto potrebbe esserci il fatto che i cc di Bagnara avessero fermato un importante politico con un personaggio che in quel periodo rappresentava “l’antistato” (personaggio che giuro, non riesco proprio a capire chi potesse essere!). Ma poniamo l’ ipotesi estrema: i cc di Bagnara fermano Andreotti, o Forlani, o Craxi, o chi altro volete, in compagnia di qualcuno che all’ epoca si opponeva alla politica e allo Stato. A parte il fatto che Bagnara è un buco di paese e da Bagnara ci passa solo il traffico interno, secondario e non ci passi certo se da Roma vai a Milano, ma poniamo che questa strana coppia passasse da Bagnara. Cosa credete che avrebbero fatto due ragazzetti in divisa che fermano un importante politico (anche senza scorta, autista e auto blu)? Lo avrebbero salutato col saluto militare, si sarebbero scusati e lo avrebbero lasciato andar via senza fargli perdere neppure mezzo secondo. Ve lo posso assicurare io; un carabiniere (nei secoli fedele alla Paria) non si sarebbe certo permesso di chiedere i documenti e registrare quel controllo. Ma poniamo che i due cc che fermarono questo ‘politico X ‘ con’ l’antistato’ (in persona) si siano comportati in maniera anomala e abbiano registrato i dati come se niente fosse… quale problema pensate che ci sarebbe stato? Mica vengono pubblicati, i registri dei controlli! E in ogni caso, se anche il politico avesse voluto far sparire ogni traccia di quel controllo, pensate che avrebbe avuto grandi difficoltà a chiamare il comandante della Compagnia, o quello del Gruppo e, per far sparire la registrazione? No, macchè; avrebbe mandato i servizi segreti a fare una strage per far sparire il registro dei controlli con il suo nome scritto! Ma fatemi il piacere! Altre possibilità? A Bagnara non c’ è nulla, non ci sono affari importanti, non ci sono sedi di banche, enti, niente di rilevante e dove non girano i soldi non ci sono neppure interessi “strani”. Leggo che forse “qualcuno può aver sentito qualcosa” (i radioamatori, o non so chi altro). Ma cosa credete, che durante la sparatoria qualche carabiniere facesse la radiocronaca della strage? Tu Marmosso l’M12, come me, l’hai provato. Ti ricordi che casino faceva quando spara? Se uno in una stanza comincia a sparare all’impazzata, agli altri si gela il sangue e, oltre al fatto di non avere tempo a disposizione per reagire, sicuramente non ci provano neppure! Quanto al fatto che non lo abbiano disarmato, è ovvio che se gli altri quattro non avessero fatto errori, la cosa non sarebbe successa, ma quei carabinieri erano ancora dei ragazzi e purtroppo l’errore lo hanno anche pagato caro!
Ariciao Luca, a mio avviso, in quel periodo l’antistato era rappresentato da “Totò u curtu” e, mi sembra sia già noto che in emilia romagna c’erano molti mafiosi in soggiorno obbligato, tra questi lo zio Giacomo. Altra cosa degna di nota, qualora non bastasse, l’esplosivo che ha fatto saltare in aria il Magistrato Giovanni Falcone e il suo collega Paolo Borsellino pare sia “partito” dalla riviera romagnola. Se poi si ricollega la visita di Borsellino in emilia romagna accompagnato dal Capitano dei carabinieri Emanuele Basile fatto uccidere proprio da totò…. beh, se tu avessi fermato riina con un politico noto, si l’avresti salutato e mandato via ma per loro tu saresti diventato ormai un cadavere che cammina….
Luca, è già noto il fatto di interferenze dei servizi segreti in molti fatti di mafia, a volte sparivano o venivano uccise persone solo per il timore che queste potessero nuocere in qualche maniera o solamente per far capire chi comandava. Il gesto è eclatante ma non mi stupirebbe il fatto che il capo dei capi faccia uccidere dei carabinieri che possono far saper in giro con chi è stato “pizzicato” propio per l’attendibilità dei testimoni…
http://www.youtube.com/watch?v=CdzFdeS1MYc
Ciao Marmosso. Guarda, all’epoca di Totò Riina si erano da tempo perse le tracce e non si sapeva neppure che faccia avesse, per cui, se anche lo avessero avvistato in compagnia del Papa, nessuno ci avrebbe fatto caso, a meno che non fosse stato lui stesso a tirar fuori un documento (ampiamente scaduto e forse anche ingiallito) per identificarsi.
Ok mi hai convinto…
Suvvia,Luca,sii serio.
Nessuna radiocronaca della strage,bensi’ qualcos’altro prima e dopo i fatti,quello si.Non necessariamente un giorno prima o dopo.
Sull’ipotesi che sia stato fermato un noto politico con “l’antistato”,concordo con voi:se anche fosse stato fermato il politico piu’ famoso d’Italia con,ipotizziamo,Toto’ Riina,sfido chiunque a riconoscere quest’ultimo,il capo della Mafia,solo vedendolo per un attimo,e a considerare valida l’ipotesi che fossero stati chiesti i documenti(e poi registrati sul foglio di servizio)agli occupanti di quella vettura.
Come fantasia, ci siamo proprio, ma credo che bisogna solo accorpare tutti gli indizi certi e cercare di tirare fuori la verità.
Io sono sempre più convinto, visto che la zona era molto CALMA e fuori da tutte le attenzioni da parte dei normali controlli, qualcuno abbia pensato di utilizzare quella zona CENTRALE per depositare “in maniera definitiva o provvisoria” del (MATERIALE), non tenendo conto che qualcuno “Civile o Militare” potesse osservare dei piccoli movimenti di determinate persone o mezzi.
Io sono sempre più convinto che per poter effettuare un’operazione del genere fosse necessario l’appoggio di qualche persona, che poteva buttare acqua sul fuoco, quando era necessario, persone “civili e NON” che avevano più o meno valenza in quel Comune.
Adesso mi rivolgo agli Ex dell’Arma, che leggono e scrivono in questo Blog, quando una persona si reca in Caserma nel depositare una querela, o ad informare i militari di un determinato avvenimento, quanto tempo può passare, che queste informazioni passino alla procura o ad altri uffici preposti?
Io credo di sapere anche questa risposta, il tempo è indefinibile “dall’immediato, ad anche svariati giorni”, in quanto il comandante della caserma prima di trasmettere un atto ufficiale agli uffici sopra menzionati deve assodare, che le informazioni che gli sono state comunicate, siano reali.
Prima di qualsiasi azione il comandante, si deve confrontare, con i collegi, che sono in caserma ed in servizio, per pianificare un eventuale controllo.
Ecco perché la strage, ed il successivo SVUOTAMENTO di tutti gli incartamenti della caserma da parte dei servizi segreti o altro, non avendo potuto trasmettere alcuna informazione a nessun organo preposto, per le persone coinvolte era molto semplice, far scomparire incartamenti o carte indiziarie.
io ormai credo solo a quello che dice Luca, anzi, penso che gli altri siano tutti disinformatori che tentano di falsificare la versione ufficiale, non me lo toglie nessuno dalla testa…
x Marco: la tua teoria quindi prefigura che una denuncia pervenuta al comando in quei giorni (e in fase di indagine per verifica della relativa fondatezza) sia stata la scintilla che ha fatto esplodere la tragedia.
In pratica qualcuno (interno o esterno al comando cc di Bagnara) avrebbe compiuto la strage per spegnere sul nascere l’ indagine e l’azione della giustizia, relativamente a qualcosa di molto grosso e impensabile per un paese tranquillo e piccolo come Bagnara…
A parte il fatto che pare appurato l’assenza di azione esterna nella sparatoria, ma mi chiedo una cosa: se un “civile o militare” fece la tremenda denuncia e qualcuno gettò “acqua sul fuoco” e i servizi segreti fecero sparire le carte… ma chi avrebbe impedito a quel civile o militare di riproporre la stessa denuncia presso altri comandi di altri comuni confinanti?
marmosso non ti riconosco, luca dammi ascolto giustamente se vuoi perchè sei cosi ostinato e non vuoi lasciare un minimo di dubbio . vuoi indorare la pilllola ma non e cosi .aspetta e vedrai .hai scritto una frase che mi ha lasciato un po di amaro. sai il tempo non passa mai per chi ha sete di giustizia .p.s quella vera .
Ciao Luca, Su Bagnara mi hai chiarito tutto, ora ho solo un piccolo dubbio. Riguarda un’altro caso, ovvero l’uccisione a bruciapelo dei due carabinieri a Castelmaggiore. Tutto si è svolto “rapidamente” e poi con calma entra in “gioco” Macauda. Un dirottatore vero o falso? Chi è per te Macauda? Chiariscimi anche questo dubbio e poi per me diventi un mito..
luca mi stupisci secondo te un qualunque civile o militare va alla caserma di bagnara a portare una querela che scotta vede il massacro che succede e ripropone lo stesso ad un altro comando. ba….hai ragione niente fantasie va bene cosi del resto quel che e stato e stato ormai e passato tanto tempo giusto’ oh che sbadata o ripetuto la parola stato .
X Marmosso: io Macauda non l’ ho conosciuto personalmente, ma alcuni miei colleghi lo conoscevano bene. Di quella storia sono ben noti tutti gli aspetti.
X Elisabetta: cosa ti devo dire? Se leggo una cosa che a mio parere non ha senso, io lo dico!
Ad ogni modo, io non voglio convincere nessuno.
Se a vostro giudizio dietro alla strage di Bagnara si nascondeva la mafia, o i servizi segreti, o le brigate rosse, o altri ancora, rispetto le vostre convinzioni.
Saluti e baci.
Ciao Elisabetta, forse non è il blog giusto e me ne scuso, ma la tua ultima battuta mi ha fatto sorridere parecchio…
caro luca saluti e baci mi stanno bene .se sei una persona che si confronta in nome della verità .hai fatto un errore un uomo come te che porta ancora nel cuore la divisa ha calato il sipario davanti ad un depistaggio . e no uomo di legge questo e terreno mio se vuoi e hai voglia provami il contrario sul macauda .o per te anche in quella storia e tutto come e stato scritto. io sono come te quello che penso lo dico.baci baci………
Un bacione Luca ciao ciao ciao…
Scusate, vorrei fare una domanda a tutti coloro che vogliono rispondere, nessuno escluso: E’ proprio impossibile dopo oltre 20 anni riaprire il caso? Può essere che nessun magistrato abbia un minimo dubbio su come si sono svolti gli eventi?
Il caso puo’ essere riaperto,a patto che ci siano nuovi elementi per farlo.
Il fatto che ci siano molti particolari che non collimano con la versione ufficiale, non potrebbe essere un motivo valido quantomeno per una rilettura degli atti cartacei e fotografici?
A parte le nostre ipotesi,non ci sono nuove prove reali,oppure nuove dichiarazioni da parte di qualcuno informato sui fatti.
Chissà…
Buonasera,
sul sito di Radio Radicale non e’ piu’ possibile ascoltare i files audio dei vari processi.Esiste un modo per recuperarli ed ascoltarli?
Grazie
Ciao, prova a guardare qui: http://www.radioradicale.it/processo/processo-alla-banda-dei-fratelli-savi-uno-bianca
Grazie,l’avevo gia’ visto;pero’ cliccando sui links,mi si aprono pagine dove appare questa scritta: “Dopo 3 settimane i file cessano di essere scaricabili.”.
Ciò che so è che si possono scaricare appena messi online e dopo 3 settimane, per questioni di banda, si possono ascoltare solo online.
Luce,se leggi sempre il blog,qual e’ il tuo vero nome?
V. oppure C. ?
Scusate, vorrei rianimare il dialogo chiedendo se qualcuno può soddisfare la mia curiosità, è vero che la prima uno bianca fu rubata a rimini a un personaggio catanese, pescatore locale, mentre si trovava a cena (a base di pesce) con dei giudici? In quei periodi circolavano delle voci strane….
Mi fa piacere che questo triste, tristissimo evento non sia stato dimenticato del tutto, perché da ex c.re io questa storia non l’ho mai dimenticata, ma quello che posso dire è questo: questa storia è tutta fasulla, non è vero assolutamente niente, perché da buon investigatore quale sono stato so benissimo come vanno certe cose. Qui si è voluto chiudere subito la cosa (anche per tutto ciò che innescò la vicenda ed il terremoto che provocò nell’arma il fatto) Nessuno deve sapere! Questa la parola d’ordine. Non posso dire tutto qui, perché sarebbe tutto estremamente lungo, ma su una cosa sono certo il Mantella gelosissimo della moglie, in preda ad un raptus (quale, poi nessuno lo ha mai detto) avrebbe compiuto il massacro. Questa storiella l’ho sentita altre volte ed è perciò una bolla di sapone la realtà è che è tutto assolutamente falso e stramaledettamente tendenzioso il solito copione di sempre (ed io di queste cose me ne intendo) ed è tutto perfettamente chiaro per come si svolsero le cose subito dopo l’accaduto. Il mio cordoglio va pertanto alla famiglia del Mantella e di tutti gli altri uniche vittime innocenti della mafia di stato. Spero che un giorno si possa fare luce sull’intera vicenda restituendo l’onore ai caduti nella strage e la dignità ai loro familiari infangati da meschine manovre ed assurde velleità istituzionali.
Ciao Sergio, benvenuto.
La tua testimonianza avvalora la tesi della maggior parte dei partecipanti al forum nonchè, credo, quella di chi lo ha creato. Lancio una provocazione, sarebbe bello incontrarsi (naturalmente chi vuole) insieme ad Antonella e parlarne per approfondire tutti gli aspetti “bui” della vicenda per fare il punto sulla situazione e valutare l’ipotesi di informare qualcuno che abbia voglia di ascoltarci. Forse è utopia però mai dire mai…
Le nostre sono ipotesi, non prove.
salve mi presento sono un semplice cittadino e mi inserisco ankio in questo blog non xke ho parenti interessi personali ma una vicenda italiana che nessuno ha voluto dare una risposta e una verita,anzi ll contrario si vuole farla cadere ancora di piu nel dimenticatoio.anke per questo ho mandato una email alla redazione di blu notte x vedere la loro reazione in questa vicenda oscura.anke voi andate avanti x una verita.
Ciao mauro benvenuto anche a te, facci sapere se la Tv prenderà in esame il “caso”, sarebbe proprio interessante seguire la vicenda con l’ausilio di persone esperte e chissà…
Altro episodio, accaduto dodici anni prima, con modalità diverse. Comunque magari può interessare qualcuno che legge la discussione: la «casermetta di Alcamar» di cui si è parlato anche venerdì scorso a Blu Notte. Qui di seguito due link:
Il Fatto Quotidiano di mercoledì 4 novembre
Antimafia Duemila di martedì 10 novembre
Salve a tutti mi inserisco nuovamente perchè vedo che su Bangara c’è ancora molto da dire. Mi riferisco all’intervento di Sergio magari ci potesse illuminare un po’ di piu’…
p.s. Elisabetta vai avanti per quanto e per quello che puoi.
salve a tutti mi inserisco di nuovo per informarvi che fino adesso non ho ricevuto nessuna risposta dalla redazione di blue notte.xke anche voi non mandate un email,1 2 3 4 5 e via di seguito email potrebbe muovere qualcosa alla redazione o…………
Ciao Antonella ho letto gli articoli allegati sull’uccisioen dei due carabinieri in sicilia….è da restare senza parole ma ciò che è assurdo è come le cose cadano del dimenticatoio…
Ora si riapre un caso dopo 20 anni!!
Chissà se pure per Bagnara possa accadee lo stesso…
Ecco perchè chi sa deve parlare
Un saluto a tutti i frequentatori
E’ da oltre un anno che seguo questo blog e noto con piacere che non e’ caduto in letargo,anzi si aggiungono partecipanti.A volte un pochino debunker,mi sembra.
Come quel Curioso che non si e’ neanche premurato di controllare se Mancini fosse dei Servizi nel periodo;ebbene dopo aver collaborato con DallaChiesa nel’85 Mancini divento’ resp-dei Servizi di Bologna e fu tra i primi ad arrivare a Bagnara, come testimoniato da giornalisti dell’Unita’ e del Carlino.
Oppure come quell’ex CC che non trova strano l’utilizzo di 3 M12,armi che non girano senza controllo in caserma,da parte del presunto colpevole senza che nessuno dei colleghi riesca ad intervenire.
Dopo aver letto dei fatti di Alfonsine e di altri crimini con CC coinvolti mi e’ sorto il sospetto che oltre ai PS della unobianca ci fosse anche una banda di CC operativa in parallelo con i Savi.Ho 2 domande:
Corrisponde al vero che alcuni CC di Bagnara furono colpiti anche nelle parti intime?
Se sono stati scaricati 96colpi dai 3 M12 e 15colpi dalla 9/21, nei 111 c’e’ anche il colpo che uccise Mantella,oppure fu utilizzata la Beretta del collega Camisasca,come risulta da alcuni articoli, quindi furono 112 i colpi?
Grazie per l’intrusione,sono arrivato qui seguendo le indagini sulla MobyPrince (fabio piselli) tragedia che mi tocca personalmente per motivi professionali e di cui ho avuto alcuni particolari in privato, e come ha detto qualcuno sono i dettagli a fare la Storia.
E se dentro la caserma ci fosse stato qualcuno che, con una “scusa”, magari per un controllo delle armi lunghe ( ecco perche’ nessuno ha potuto intervenire per disarmare il Mantella, le armi magari erano gia’ su un tavolo ), avesse sparato ai carabinieri e poi fosse uscito con i soccorritori ?
Leggero off-topic: cerco i files audio del processo alla Banda della Uno Bianca.
Grazie :-)
@164 A.C.A.: ma in download? Perché da web li puoi sentire, ma non si possono scaricare.
@Andrea65: in merito alla tua prima domanda, non lo so. Cio’ che e’ stato scritto e detto parla di colpi diffusi concentrati nella zona addominale. Sulla seconda, e’ possibile, le ricostruzioni sono discordanti e occorrerebbe avere le perizie. E sui dettagli hai ragione.
Antonella ha scritto: “@164 A.C.A.: ma in download? Perché da web li puoi sentire, ma non si possono scaricare.”
Ho provato piu’ volte ad ascoltare i files audio dal sito di Radio Radicale, ma non sono piu’ on-line.
Ho provato ad aprire alcune udienze ora partendo da qui:http://www.radioradicale.it/processo/processo-alla-banda-dei-fratelli-savi-uno-bianca. Si sentono.
Ciao Andrea65, io credo che la tua disamina dei fatti sia in linea con il pensiero di molti, infatti in quel periodo molti avvenimenti hanno visto coinvolti appartenenti alle forze dell’ordine. Ciò che mi chiedo spesso e a cui non riesco a darmi una risposta più o meno plausibile è il perchè la banda della uno bianca non ha mai scavalcato la A14 verso il mare, c’erano forse dei confini da rispettare? Non lo so però è molto strano. Altra domanda che mi faccio di sovente è questa: Il Mantella era tranquillo in servizio e non è stato Lui a rientrare in caserma ma su richiesta del Comandante, qual’è il motivo del richiamo? Se fosse qualcosa inerente il rapporto coniugale che potesse fare presagire una reazione scatenante come hanno potuto i colleghi essere presi impreparati? Quel giorno c’è stato un furto, è stato scassinato un furgone e, altra cosa strana, è che sono state “asportate” solo due tute da lavoro… mah! Difficile fare due + due proprio perchè non sempre fa quattro, con questo voglio dire come hanno fatto i servizi a trovarsi proprio in quel momento in quel posto? A proposito Andrea65, una domanda: perchè chiedi se i colpi erano indirizzati nelle parti intime dei carabinieri? Pensi forse che se così fosse, si potrebbe provare la teoria della gelosia (tesi ufficiale)? Io penso che i link che Antonella ha messo a disposizione ovvero quelli che raccontano della caserma di Alcamo Marittima non siano fuori luogo almeno per quanto riguarda ogni più remota e pazza teoria. Si, più facile credere a quanto asserito da 164° corso Allievi Carabinieri Ausiliari, almeno così credo sia il significato, infatti, con una ricostruzione , seppur fantastica, si potrebbe dire che due tute + due carnefici fanno cinque vittime, tutto sembra “riportare”…
La considerazione di marmosso, la evidenziai diversi “post” fa. Ovvero: come mai la banda della Uno
Bianca partiva da Bologna per andare fino in riviera ( ed anche nelle Marche), e saltavano a pie’ pari la provincia ravennate? Solo perche’ Alberto e Fabio risiedevano nel riminese? L’unico motivo era la conoscenza del territorio?
Per quanto riguarda i files audio dei processi, ci rinuncio, non li sento, non mi si apre nessun link cliccando su “TUTTI I PROCESSI”.
A proposito, quando le indagini non raggiungono il loro scopo, è sicuramente colpa di qualcuno… – Auguro a tutti, nessuno escluso, un Buon 2010!!!
Letto tutto il blog, anche il libro di Antonella sulla “Uno bianca”. E mi convinco sempre di più che in questo nostro disperato Paese, ahimè, fai dietrologia e rischi di prenderci quasi sempre. Basta seguire quel filo rosso che parte da Yalta, su su per Portella della Ginestra, Piazza Fontana, Brigate Rosse, Stazione di Bologna e si arriva dritti dritti fino ai giorni nostri.
Per quel che mi riguarda, gli occhi li aprii il giorno il cui le “cosiddette” Brigate Rosse eliminarono dalla politica italiana quel fastidioso imprevisto di nome Aldo Moro.
Per ciò che riguarda l’affaire Uno bianca e dintorni leggete qui, ne vale la pena:
http://maurozani.wordpress.com/2010/01/14/la-banda-armata/#respond
Non dice niente di nuovo, a mio parere.
Ricordo che a Parisi venne rubata persino la pistola dall’auto di servizio ( non ricordo se all’epoca era gia’ capo della Polizia, oppure se era sempre al S.I.S.De.). Un avvertimento bello e buono direi.
Solitamente chi raggiunge i vertici di certi enti, organismi, ecc, ottiene quella carica perche’ ricattabile e quindi controllabile.
Certo, si sarebbe dovuto indagare di piu’ sul Macauda (appartenente a S/B?). E’ strano che un CC agisca cosi’ nell’ombra per eterodirigere la banda di agenti di PS.
Ciao 164. Hai ragione, non dice nulla di nuovo. La cosa interessante sta nel fatto che ad esprimere dubbi sia un politico ( o ex politico) come Mauro Zani.
Zani è persona molto pragmatica e prudente, che ha avuto incarichi non di secondo piano, sia a livello locale che nazionale ( proprio in quel periodo), senza dimenticare che è stato deputato europeo. Caratterialmente l’uomo è di poche, misurate e ben ponderate parole (vecchia scuola del PCI). Colpisce quindi questa sua esposizione di dubbi sulla reale natura della “Uno bianca”, a tal punto che ieri Repubblica ne ha fatto un articolo.
Piu’ che i sette anni di impunita’ di cui ha goduto la banda, a me destano “curiosità” le coperture messe in atto dal Macauda, le modalita’ operative della strage del Pilastro, l’uccisione di alcuni innocenti che si erano trovati sulla strada degli assassini ( chi erano veramente alcuni degli uccisi? ).
Su certi avvenimenti accaduti nel nostro Paese nel dopoguerra e’ stata posata una pietra tombale. Difficile, quasi impossibile, che se ne riscrivi la storia.
Comunque ben vengano certi articoli, se utili a riportare alle cronache fatti come quello ancora nebuloso della Uno Bianca.
Scusate, ho letto attentamente quanto proposto da bond, Werbond e sono daccordo con 164°A.C.A., credo non ci sia nulla di nuovo tranne il fatto, che se il cotanto rispettabile politico ha queste idee, che tra l’altro sono condivise da molte altre persone, non si riesce a capire perchè non si fa nulla per venire a capo di una parte della storia deprecabile di questo paese, lasciando tantissime persone sprofondare nei dubbi e in un’isolamento pernicioso che corrode l’anima. Allora c’è da dire che tutti siamo capaci di fare teorie complottistiche ma chi sa utilizzare la propria autorevolezza convincitoria, non può proporre le più fantasiose delle teorie senza fare nulla di concreto per raggiungere, o quantomeno provarci, la cruda verità. Detto questo, vorrei solo per un attimo, dirigere il discorso agli anni ovvero al periodo storico, 1987-1994. Questo periodo è incancellabile per molte persone, quindi a mio avviso è bene soffermarsi su alcuni punti:
1) Chi dirigeva i Servizi romagnoli in quel periodo?
2) Perchè i servizi si trovavano a Bagnara proprio in quel giorno e a quell’ora?
3) Chi è “Don” Michele, il catanese a cui fu rubata la uno bianca, il quale ha prodotto un alibi di ferro?
4) Perchè la banda della uno bianca non “scavalcava” la A14?
5) Perchè, una volta capito che il depistaggio era opera di Macauda, non si è cercato di capire, con “manovre” investigative, il perchè lo faceva?
6) Come mai eva mikula, ne è uscita pulita, era un’infiltrata tra gli infiltrati?
Chi fa indagini ogni giorno sa che senza rispondere ai perchè non si va da nessuna parte, quindi, a parte le teorie più bislacche da parte di tutti noi, vorrei chiedere a una persona importante e pragmatica e prudente, che ha avuto incarichi non di secondo piano, magari che ha avuto anche esperienze politiche europee, se è possibile, politicamente parlando, di riaprire il caso Bagnara e, perchè no, quello della uno bianca….
ciao marmosso, per quanto mi riguardo ritengo inconcepibile che un sottufficiale dell’Arma tradisca, facendoli addirittura uccidere, i suoi colleghi ( Erriu e Stasi), perdipiu’ coprendo degli agenti di PS. Il Macauda a mio parere faceva parte di qualche “struttura” che andava oltre i vari corpi di polizia dello Stato. Non e’ un mistero che lui abbia svolto dei corsi presso la base NATO AFSOUTH di Napoli. Come ho scritto sopra, ritengo poco credibile che tutti gli assassinii siano stati commessi da questa banda di “appassionati” di armi, ma che – all’atto pratico – non avevano addestramenti militari specifici. E’ vero che neanche i CC di pattuglia sul territorio sono dei “Rambo”, pero’ e’ come se i Savi fossero stati aiutati da qualcuno nelle loro azioni. Ricordate il formidabile “sparatore/i ?)” di via Fani nel sequestro Moro? Quello che da solo praticamente anniento’ la scorta di Moro? E ricorderete che in quella circostanza i brigatisti si vestirono con delle divise dell’aeronautica per meglio riconoscersi tra loro ( segno che qualcuno non era a tutti conosciuto? E perche’? ). Io non so chi era il capocentro dell’Emilia Romagna in quegli anni. Mancini? Non vi pare strano, molto strano, che un “semplice” maresciallo come lui sia poi diventato addirittura il n°2 ( praticamente il vero comandante … ) del controspionaggio italiano? Solo “merito” della possibilita’ di avere tutte le intercettazioni telefoniche, possibili e immaginarie, che gli passava il suo ex collega Tavaroli? Conosceva i segreti delle carte di Moro ( Mancini faceva parte della squadra di Dalla Chiesa ) ?Oppure il suo potere e’ nato negli anni della Uno Bianca?
Scusa marmosso, potresti scrivere qualcosa in piu’ della storia di questo “don” Michele?
Voglio ribadire che c’e’ qualcosa di strano nell’uccisione di almeno una delle vittime dei Savi.
Ciao 164° A.C.A., credo che il tuo commento sia estremamente interessante sotto molti aspetti. I punti più oscuri riguardano senza ombra di dubbio Macauda, un sottufficiale dei Carabinieri (e questo non vuol dire nulla) che, a mio avviso, si è praticamente “immolato” per una causa superiore. Cosa voglio dire? Mai sentito parlare di depistare il depistaggio? O meglio, creare un depistaggio per poi farsi “beccare” proprio per “dire” agli inquirenti che la pista intrapresa è sbagliata e tutelare il vero colpevole. Non so perchè nessuno si è “avventurato” nell’approfondimento delle manovre di un milite che poteva avere a disposizione soldi, droga, proiettili e quant’antro o forse si, tutti sapevano chi era il soggetto in questione e, se nessuno ha voluto mettere il naso un motivo ci sarà. Perchè il depistaggio? Secondo me, questa è la prova che la banda della uno bianca era molto più numerosa e aveva appoggi e copertura, come hai detto tu, da una “struttura” più grande o, addirittura è stata “strumentalizzata” da qualcuno che sa come coprirsi dietro a queste nefandezze. E poi, tutta quella fretta per arrestarli e rinchiuderli… L’Emilia Romagna è stata terra di conquista da parte di molto associazioni criminose, tra cui la mafia… Che dire, i collegamenti che riconducono all’associazione “siciliana” sono molti e per di più macchiati di sangue, quel sangue che solo i veri patrioti hanno… Per cambiare argomento e restare sempre nel tema, vorrei dire che Michele (ndr) è un pescatore catanese che in quel periodo si è acquistato un peschereccio di 800.000.000 di lire (naturalmente a rate), al quale è stata rubata una uno bianca dalla “nota” banda, proprio la sera in cui era a cena con dei magistrati che abitano nello stesso stabile. Non sto dicendo nulla di nuovo e di particolare ma chi segue le tracce di una banda di efferati assassini, non può non approfondire o “tralasciare” determinati “dettagli” proprio per escludere ogni pista sbagliata… Ho detto catanese, questo non vuol dire mafioso anzi, sta solo a significare che Macauda ha depistato proprio verso pregiudicati catanesi per poi scagionarli proprio con la scoperta del suo depistaggio…. Certo, può essere solo una coincidenza, ma se non lo si accerta chi può lo può affermare con certezza? Io dico solo che il proverbio “non c’è più sordo di chi non vuol sentire” è sempre attuale, anzi lo stesso si potrebbe commutare in “non c’è più cieco di chi non vuol vedere”… Per quanto attiene alle uccisioni strane, si potrebbe aprire un’altro capitolo però è chiara la strategia della tensione e purtroppo, nella “massa” ci si può nascondere molto bene anche qualche vendetta personale….
Ecco, cliccando sul link si puo’ capire cosa intendevo: http://archiviostorico.corriere.it/1995/febbraio/26/Teste_non_riconosce_Fabio_Savi_co_0_95022612489.shtml
Poi ripenso al triplice omicidio del Pilastro e, tra le tante, mi viene da ripensare al fatto che Roberto Savi rimase ferito al basso addome. Chi lo curo’? …………
Chi curò Roberto Savi? Solo una “copertura” poteva permettere tale operazione. E poi, chi è in grado di coprire qualcuno? Soltanto chi lo può fare ovvero chi non ha fatto bene il suo lavoro…. Un’altro delitto alquanto anomalo è quello di pesaro dove cadde il direttore di banca Ubaldo Paci… Perchè? Anche lì, non si è indagato come si sarebbe dovuto… possono essere tutte coincidenze ma è chiaro che il dubbio si fa spazio con prepotenza. Quì Gladio Ferit Gladio Perit…
C’e’ un omicidio che – a mio parere – e’ collegato proprio alle cure del Savi Roberto dopo la sparatoria del Pilastro ……
Poi, visto che stiamo discutendo anche di lui, sarebbe cosa gradita se l’ex sottufficiale Domenico Macauda potesse partecipare a questo blog.
chissà, forse lo ha già fatto…
Pensi che lo abbia gia’ fatto?
Anche la figlia del Mantella ( ma sara’ stata veramente lei? ), non si fa piu’ leggere. Lo stesso Pablo, il bagnarese.
Inviterei chi legge il blog a partecipare.
Addetti ai lavori compresi.
Secondo me non è da escludere, penso che “luce” sia veramente la figlia di Mantella e che ci stia seguendo senza esporsi. Io invece sento la mancanza di Elisabetta… Credo che il blog sia “seguito” anche da persone che hanno vissuto direttamente da protagonisti quel periodo e credo anche che gli stessi “autori” ci leggono. Vorrei fare una domanda nella speranza che giunga a qualcuno che possa rispondere con cognizione di causa: chi è Roberto Savi? Cosa si sa della sua vita? Chi era prima di diventare poliziotto? La sua storia è quella che sappiamo? Io credo che lui teneva all’oscuro anche i suoi fratelli sulle vere motivazioni della nascita della banda, strumentalizzandoli per rispettare degli ordini “gerarchici” e manipolandoli puntando sulla loro necessità economica e sul loro sentimento di rivalsa…. Chi sa utilizzare la violenza per alimentare la strategia della tensione? La cronaca può rispondere con tutti i fatti raccontati dagli anni settanta in poi… Mah, forse sono tutte ipotesi dettate dalla fantasia personale e dai molti libri gialli letti…. Già credo sia proprio così….
salve ,e’ la prima volta che scrivo su questo interessantissimo blog,la vicenda di bagnara me la ricordo molto bene e colpi molto anche me. A distanza di almeno 12 anni dai fatti mi capito’ di parlare con una persona che si occupo’ in qualita’ di gioralista della vicenda. Mi ha confermato che nell’immediatezza della strage gli inquirenti avevano gia’ dato come unica versione possibile quella del raptus omicida,e alle domande di chiarimenti e particolari gli atteggiamenti erano a dir poco stizziti e perentori ,in qulle fasi ebbe la sensazione che vi fosse il preciso intento di lavare i panni sporchi in famiglia e qualsiasi ingerenza della stampa non poteva essere tollerata. Secondo questa persona le ipotesi che vennero formulate sui possibili coinvolgimenti di strutture segrete dello stato sono alquanto fantasiose tutto era riconducibile o collegato ad alcuni episodi delittuosi come l’omicidio del giovane cc di leva di alfonsine se non sbaglio si chiamava Minguzzi.
A quanto sembra, ci sarebbero molte tesi su questo fatto ma, a mio parere, si cerca sempre di “indirizzare” il discorso verso altre possibili verità. Certo, qualsiasi cosa può essere presa in considerazione, ma prima occorre chiarire come si sono svolti i fatti e questo, si ottiene solamente trovando le risposte a quelle domande a cui forse non si è voluto rispondere ovvero: cosa facevano i servizi da quelle parti proprio in quel momento? Come mai non ci sono state reazioni da parte dei militi coinvolti? Come mai si è voluto chiudere subito le indagini senza lasciare alcuno spazio ad altre piste? Si Andrea, può essere anche che sia un stato “regolamento di conti” tra CC implicati in storie poco limpide, ma siccome tutto può essere è bene non farsi trasportare proprio per rimanere “attaccati” alla realtà…
Recentemente mi e’ capitato di vedere ( su YouTube ) la puntata dedicata alla Banda della Uno bianca de “La storia siamo noi” di Minoli. In tv, se non ricordo male, e’ andata in onda un paio di settimane fa.
Purtroppo la puntata non aggiunge niente di nuovo. Molte immagini sono riprese dallo speciale di Blu notte e da Un giorno in pretura. Dei depistaggi “macaudiani” neanche un accenno, della situazione “anomala” di quegli anni, nella parte est della regione, lo stesso.
Tra i commentatori vari giornalisti, tra i quali Roberto Canditi ( che non ha raccontato di quando venne piu’ volte avvicinato da un sedicente agende dello SDECE, che gli parlo’ molto della banda ) e Sandro Provvisionato – di cui ignoro, sia chiaro, eventuali rapporti di parentela con la gentile signora che ci ospita in questo blog (*) – ha osato molto di piu’. Perlomeno non quanto un telespettatore interessato si sarebbe aspettato.
(*)= a parte, da quel che mi risulta, la collaborazione comune per un mensile d’inchiesta stampato in Campania ( mensile, peraltro, gia’ attenzionato da organi statali ).
@164° A.C.A.: Sandro Provvisionato e io siamo colleghi, ci conosciamo, talvolta scambiamo idee e impressioni, seguo gli aggiornamenti del suo sito , in dicembre ha presentato a Roma il libro su Pasquale Juliano e sì, collaboriamo entrambi alla “Voce delle voci” (ex “Voce della Campania”, rivista dossierata da Pio Pompa). Non ci sono altre “parentele”.
Nel mio messaggio precedente ( il n°277 ) ho fatto un po’ di confusione con le parentesi e gli “edit”. Purtroppo mi capita spesso quando non rileggo i messaggi prima di inviarli.
Intendevo sostanzialmente far capire che, dai giornalisti d’inchiesta, sarebbe lecito aspettarsi qualche domanda/considerazione piu’ “penetrante”.
Fossi un giornalista, tanto per fare un esempio, mi incuriosirebbe cercare tra le parentele di questo Gennaro Mokbel recentemente salito alla ribalta nelle cronache giudiziarie. Cognome evidentemente rarissimo in Italia, pare sia di origini egiziane. Lo stesso cognome ( e origini ) di una testimone, nonche’ confidente di PS, di via Gradoli 96 ( caso Moro ).
Sbaglio o si sta parlando della “Banda della Magliana”?
Diciamo di si, marmosso. Siamo off-topic e’ vero!
Tornando ai Savi, consiglio la visione della puntata de “La storia siamo noi” principalmente per ascoltare dalle voci dei due fratelli Roberto e Fabio, le discordanze nel raccontare l’agguato del Pilastro.
Poi, stando alle prime testimonianze sul Pilastro ( da altra fonte ), si parlava di un elemento alto e biondo che, insieme al “corto”, era stato visto parlare con i tre carabinieri prima dell’agguato. E nessuno dei Savi e’ biondo. Si parlava anche di un’Alfa Romeo 90 dei CC parcheggiata a spina nei pressi della scuola di via Ada Negri, con nessuno a bordo.
Per chiudere il discorso: oggi, a pagina 12 del Corriere della Sera, un articolo di Paolo Brogi riportava la notizia che Gennaro Mokbel e’ fratello di quella Lucia Mokbel, che ai tempi di via Gradoli del Caso Moro, informo’ la Polizia degli strani ticchettii notturni provenienti dall’appartamento poi rivelatosi occupato dai brigatisti.
Chissa’ che i Mokbel non avessero capito all’epoca cio’ che stava accadendo, e cio’ che non si doveva far sapere alla pubblica opinione.
Magari potrebbero aver approfittato di questo loro segreto per propri fini o vantaggi.
Va ricordato come l’allora ( lo e’ ancora ? ) convivente/compagno della Mokbel, l’ingegnere elettronico Gianni Diana, ha via via scalato vari gradini dirigenziali in importanti multinazionali del settore delle telecomunicazioni, dell’elettronica e degli armamenti.
[...] a proposito di Moro, ma di un’altra via, via Gradoli, un assiduo frequentatore di questo blog segnala (grazie!) questo articolo di Paolo Brogi: Mokbel, il giallo di via Gradoli. La sorella parlò del [...]
Un saluto agli stoici Marmosso e 164 che tengono vivo il blog e visto che citate via Gradoli 96 oltre ai casi di CC che si immolano per scopi occulti,una considerazione che forse vi e’ sfuggita : quando e’ esploso il caso Marrazzo appena i Tg hanno citato il luogo degli incontri via Gradoli 96 ho pensato che da un ex-giornalista non mi sarei mai aspettato che si recasse ad incontri hard in un palazzo noto per essere stato oltre al covo BR anche la residenza dove il Sismi aveva affittato 1/3 degli appartamenti,spesso dati in uso a informatori/infiltrati del Servizio,tante’ che i Caramba avevano libero accesso al condominio.Come spacciare davanti alla GdF.E anche in questo caso Carabinieri invischiati, strane morti a cominciare dallo spacciatore,gli editori di Libero casualmente erano stati segati dalla convenzione con la Sanita’ laziale….
Ci vorrebbe un noir di Carlotto vero Antonella?
Piaciuta Suzzara?
Contraccambio il saluto ad andrea’65.
La singolarita’ non mi e’ passata inosservata, in quanto era … lampante! Basta dire via Gradoli che il resto vien da se. Gli appartamenti credo che appartenessero tutti ( o quasi ) a societa’ di copertura all’ex S.I.S.De. ( come scoperto in una bella inchiesta giornalistica da Gian Paolo Pelizzaro, se non erro sul mensile Area ).
Ma qui siamo off topic che di piu’ non si puo’ … ◘○♠♥☻☺♦•
Ciao Andrea’65, ti ringrazio per lo “stoico” perche in un certo qual modo è così anche da un punto di vista ironico, ora, a parte i convenevoli, tu dovresti proprio approfondire lo stoicismo proprio perchè non ti saresti mai aspettato che Marrazzo avesse fatto ciò che ha fatto in quella via Gradoli 96. La tua logica infatti non rientra con la logica di Marrazzo e questo non vuol dire che lo stupido è lui… Hai atteso che il discorso andasse in una direzione “sbagliata” per dire cose che non si possono verificare, mettendo in luce l’ombra delle tue affermazioni in un modo ben preciso e con un tono “convincitorio” fuori dal comune. Si, penso tu sia un grande conoscitore di trame nascoste ai più, ma forse anche a te è sfuggito qualcosa: chi ha fatto il nome Gradoli per la prima volta durante il rapimento Moro? Quanti e chi erano quelli che, stando alle loro affermazioni, erano seduti in un tavolo a fare una seduta spiritica? La domanda è questa: ti saresti aspettato che molti sapevano? Ti saresti mai aspettato
che un Presidente della Repubblica sapesse di Gladio?
Ti saresti mai aspettato che…. Andrea’65 anch’io non mi sarei mai aspettato a dover parlare di via gradoli anche se…
Un dubbio… se non sbaglio, ormai dovrebbero essere usciti di prigione i carabinieri arrestati per i fatti di alfonsine, che fine hanno fatto?
Innanzitutto salve a tutti, ho trovato per caso questo blog e mi ha fatto molto piacere leggere i vari commenti e supposizioni personali su fatti che hanno interessato la nostra povera Italia.
Vorrei ritornare per un’attimo ai fatti di Bagnara, dove si vuole credere per forza di cose al mistero, al coinvolgimento dei servizi deviati, alla mafia ecc. ecc.
Gli anni 70 e 80, le forze dell’ordine attraversarono un brutto periodo, l’arma in quel periodo fu soprannominata l’infedele, per via dei tanti militari che si resero responsabili di vari fatti criminosi.
Non è fantasiosa la tesi del raptus da parte del carabinieri scelto Mantella, come è assolutamente verosimile il fatto che se presi di sorpresa, difficilmente tenti una reazione, semmai cerchi riparo.
I carabinieri uccisi sono tutti giovani, infatti non ci sono appuntati ma solo carabinieri scelti, cioè di 6 anni di servizio o più, di servizio in una caserma di un paesino tranquillo, quindi non abbastanza preparati all’utilizzo delle armi, non si deve credere che il carabiniere o il poliziotto, per il solo motivo che detiene un’arma sia un esperto.
Mantella è stato richiamato in caserma per contestargli qualcosa riguardante il suo passato, forse sfuggito all’atto dell’arruolamento, che in quegli anni spesso accadeva, o per il suo passato servizio ad Alfonsine.
Il richiamo era per lui e per richiamarlo da un servizio vuol dire che la cosa era urgente, forse mancavano dei proiettili in caserma o mancava una mitraglietta, tanti possono essere i motivi del richiamo.
Se la cosa fosse stata di grave entità, al comandante sicuramente gli era arrivato un fonogramma dal comando, appunto chiedendogli di fermare il carabiniere e di inviarlo presso il comando.
Le ipotesi e i motivi possono essere tantissimi, magari il comandante aveva scoperto qualcosa su di lui….
Ecco che vistosi perso, scoperto, avendo già l’arma con se, visto il particolare servizio a cui erano destinati, e in quelle occasioni si monta con il colpo in canna, non ci è voluto molto azionare il grlilletto e falciare tutti, poi è facile cambiare i caricatori e continuare, perchè i colleghi erano già feriti gravi, se non già morti, lui si accanisce soprattutto contro il comandante, che lo falcia quasi in due.
Finito il tutto non gli resta che farla finita.
L’arma dei carabinieri, come di consueto, ha voluto subito mettere a tacere tutto, magari per non far sapere all’opinione pubblica che il Mantella era deviato, “lavorava per conto terzi” per salvare l’onore dell’arma, come già detto le forze dell’ordine non passavano un periodo felice, troppi deviati, molti arrestati e cacciati dai corpi, non ci è dato sapere ma in quegli anni erano tanti gli appartenenti alle forze dell’ordine, soprattutto carabinieri e poliziotti che venivano cacciati, ma si doveva evitare che il cittadino pensasse che nelle forze dell’ordine c’èrano solo delinquenti.
Se quella caserma trattava cose delicate che non si dovevano sapere, anche il Trombin doveva morire, i servizi non si sarebbero di sicuro fatto problemi a farlgi succedere un incidente.
Del carabiniere Trombin non si sa nulla, lui potrebbe dirci chi era Mantella.
I giornali per forza di cose non si contentano si un semplice raptus, troppo poco per costruire fantasie.
Almeno per bagnara secondo me fu così, per Alcamo e per altri fatti e chiaro che c’è dell’altro…
Ciao Andrea, hai sicuramente le idee chiare e per questo voglio chiederti una cosa: se il Mantella era stato richiamato come tu dici, non ci sarebbero delle prove certe come il fonogramma che tu hai citato? Poi, se così fosse, i suoi commilitoni non sarebbero stati pronti ad ogni evenienza? Che dire, si continua a non voler credere a cose evidenti ed optare per più facili e possibili verità che non esulino dal pensiero degli “ignavi”…
Se possibile vorrei essere ricontattato da Elisabetta, anche solo per sapere come stai…
So che a parlare si fa presto…Comunque ciò che ho sentito da vari CC è una storia piuttosto semplice: In sostanza alla base c’era un problema di infedeltà coniugale che vedeva coinvolto qualche elemento della Caserma….da li la strage. Almeno e ciò che mi hanno detto….
Si si, alla fine credo proprio di si…
Salve a tutti. Io sono il paziente zero di questo Blog.Sono quello che ha scritto il commento numero uno nel 2006. Mi ha fatto piacere leggere tutto cio che avete scritto in questi anni.Auguri Antonella per la tua pubbllicazione. La verita’ NON deve morire
Ciao Edoardo, bentornato nel forum dedicato a Bagnara, puoi rinfrescare la nostra memoria sulla tua passata esperienza, anche se distante dall’accaduto? Grazie.
per Marmosso, io infatti ho detto che potevano essere motivi gravi o altri fatti, non per forza gravi e che nessuno poteva immaginare la reazione del carabiniere.
Il fonogramma magari non è stato reso noto per non far emergere l’infedeltà del carabiniere e darlo in pasto all’opinione pubblica.
Poi ti posso assicurare, anche oggi, avvolte si prendono le cose alla leggera, non molto tempo fà una pattuglia del radiomobile arrestò un pregiudicato molto pericoloso, e non lo perquisì, fatto stà che questo nello stivale aveva una pistola e l’ha utilizzata contro i carabinieri, uccidendo un brigadiere.
Ecco, errore di valutazione, superficialità, spesso per quei carabinieri che non vivono situazioni pericolose.
Mantella era coninvolto per i fatti di alfonsine, magari il comandante lo aveva informato che c’erano delle indagini su di lui e che doveva temporaneamente restare in licenza.
Lui vistosi scoperto ha avuto quella terribile reazione, non sappiamo come si sono svolti i fatti, magari il dialogo e degenerato, lui ha reagito.
Non credo che una pattuglia venga richiamata per contestare a uno dei due che tradisce la moglie o che la moglie lo tradisce.
Per fatti gravi, lo avrebbero convocato al comando, di fronte ad un ufficiale.
Io non credo al fatto che li dentro c’erano i servizi, perchè ripeto se dovevano morire per indagini pericolosi, avrebbero aspettato il ritorno di Trombin, invece tutto fà pensare alla reazione immediata e senza premeditazione.
Si viene richiamati al rientro solo per motivi seri.
Nessuno si aspettava quella reazione, lui ha preso il pm12 ha fatto partire la prima raffica, poi approfittando del fatto che i colleghi erano disarmati, quelli in caserma, come avviene spessissimo, tranne il suo collega di pattuglia, inserito il secondo caricatore ha continuato, poi il terzo…in fine ha sparato con la pistola…quando ha capito quello che aveva fatto….uscendo dalla stanza della mattanza…non gli restava che spararsi.
Mi piacerebbe sentire Trombin….ma di sicuro non può parlare, se è ancora nell’arma.
Nell’arma i panni sporchi di lavano in famiglia….ve lo assicuro!!
Ciao Andrea, non credo che il Mantella sia stato richiamato per notificargli qualcosa a suo carico perchè, a mio avviso, i colleghi sarebbero stati pronti ad ogni tipo di reazione; farlo rientrare poi per semplici motivi di “corna”, mi pare infatti eccessivo farlo in servizio, dopo che erano stati a cena insieme nei giorni precedenti; e poi, non era più un “giovincello” che si poteva far sovrastare da un sentimento così infantile. La cosa strana in se è proprio il “richiamo” in caserma. Perchè? Se fosse avvenuto tutto fuori servizio forse non ci si porrebbero nemmeno tante domande. I fatti di Alfonsine, che vedevano coinvolti i colleghi del Mantella forse potrebbero essere di aiuto. Faccio un esempio: Se il Mantella si fosse adoperato attivamente per scoprire “gli infedeli” presenti nella “sua” caserma precedente, avrebbe potuto generare delle “ritorsioni” da parte della malavita “locale”. Difficile poi spiegare la presenza di soggetti appartenenti ai servizi di sicurezza sul posto in quel momento (peraltro poi, proprio dell’exSismi con cui il Mantella sembra aver avuto dei rapporti). In altre parole, per me è difficile spiegare il richiamo in caserma se non come un’ordine “ordinato”. Una cosa è certa, di sicuro non sono stati richiamati per il furto di due semplici “tute”…
Sono del parere che i drammi del passato e gli errori commessi debbano essere considerati dei moniti affinché non siano ripetuti.
Tutti coloro i quali, a qualsiasi titolo, detengono armi, DEVONO assolutamente essere sottoposti a visita psichiatrica periodica, circa una all’anno, per opera di un medico delle AA.S.L., dando la precedenza agli appartenenti dei corpi di Polizia e forze Armate. Sicuramente presuppone dei costi da sostenere ma è anche vero che la vita di una persona non ha prezzo, figuriamoci quella di una intera Caserma dei Carabinieri. Ovviamente uno psichiatra non è in grado di valutarte in pochi minuti lìequilibrio mentale di una persona, ma di sicuro la persona che gli si presenta riceve un avvertimento ed ha la consapevolezza che esiste uno strumento utile per capire quali debbano essere i suoi limiti di azione con le armi. I fatti di cronaca dimostrano, come è evidente, che non tutti coloro che detengono armi sono capaci di capire quando usarli. Fermo restando che i medici delle AA.S.L., hanno una esperienza tale da essere capaci di capire se una persona sia o meno idonea al maneggio delle armi. Oggi tutto questo è possibile, in via assolutamente teorica, ma tassando chi a qualsiasi titolo detiene armi, queste tasse sono utili al pagamento, seppur parziale del servizio medico. Insomma è questione di volontà. Dire, oggi e senza elementi oggettivi alla mano, che il responsabile di quanto accaduto a Bagnara di Romagna è soltanto una persona, mi sembra superficiale, ma comunque al passo con quegli anni.
il SISMI e SSD sono, purtroppo e senza prova contraria, rappresentano illazioni, quello che oggi può scongiurare il ripetersi di questi è la prevenzione, certificata e per quanto riguarda chi con la “pistola” ci lavora, lì necessita una concreta azione centrale di conoscenza nei confronti dei datori di lavoro. Ricordo che una vita non ha prezzo e credere alle congiurie varie non porta anulla se non a trascurare quelle che sono i reali problemi ed i modi con i quali realmente si possono risolvere. Grazie per l’attenzione.
Ciao Diego, difficile raggiungere la perfezione che intendi e comunque, tutti gli appartenenti alle forze dell’ordine sono in continuo esercizio psico-sociale e militare. La teoria è un pensiero a volte in contrasto con la realtà dei fatti. Ogni tipo di attività ha delle controindicazioni e quella dei militari è proprio quella di portare un’arma 24h su 24h. Ci possono stare incidenti di “percorso” rispetto alle migliaia di persone che ci lavorano, così come accadono gli infortuni sul lavoro o incidenti stradali e così via. Tuttavia hai toccato un tasto molto importante che mira ad una maggiore specializazione dei corpi di Polizia. Per quanto attiene alle illazioni, vorrei risponderti con una domanda: come possono essere strutturate le illazioni di qualcuno che non conosce la verità?
Carissimo marnoso, grazie per la tua attenzione nei miei riguardi. Rispondo subito alla tua riflessione sulle illazioni di cui parlo: sono convinto che la verita’ sia nota a qualcuno, ma questo qualcuno non ha la possibilita’ di dimostrarla. Io non chiedo la perfezione in chi ha un arma a disposizione, solo che sia consapevole sulle conseguenze che ne comporta l’uso legittimo o non. Gli USA ci hanno insegnato molto, difatti cercando in rete ci sono diversi siti che parlano dell’importanza di un confronto periodico degli appartenenti alle ff.pp. Con psicologi, appunto perche’ lo stress cui sono sottoposti e’ notevole. Quanto Accaduto a Bagnara doveva servire da monito per Le successive generazioni, ma il caso e’ stato dimenticato dalle istituzioni. Al punto che oltre a rimetterci la VITA GAbriele Sandri, si sono suicidate molte persone che a qualsiAsi titolo hanno, legalmente, armi. Con tutta franchezza credo che, per quanto trascurabile in termine di perdite, il fenomeno meriti maggiori attenzioni da parte delle istituzioni. Per esempio porrei il limite di eta’ a settanta anni per coloro che vogliono detenere armi, invece si di gente che ha le armi fino ad eta’ avanzata. Cosi’ ti ammazza il carabiniere ( credo fosse un graduato) nel nord Italia ( non ricordo dove). Quanto accaduto a Bagnara,oggi, puo’ essere utile solo ad attivarsi seriamente alla prevenzione. Se per la strage di Bologna non si conosce appieno la verita’, cosi’ come per il dc9, nemmeno per la morte di yara gal orazio o chiara poggi, tutto il resto rimangono illazioni, quello che si vuole far finta di Non vedere ed e’ la verità’, e’ che c’e troppa ente con le armi a disposizione e che non e’ nemmeno capace a relazionassi con gli altri. Grazie per l’attenzione.
Caro Diego, credo che hai qualche ragione ma, naturalmente, il mio punto di vista è un altro. Penso che tu stia “sparando” a raffica dei pensieri a largo raggio senza colpo ferire e, forse, non hai nemmeno la “licenza” per farlo, chissà. Sono certo che relazionarsi con gli altri è una cosa soggettiva e soprattutto, dipende molto da cosa si intende per relazionarsi con gli altri… Ogni reazione individuale, anche se spropositata (salvo casi eccezzionali), è generata da un’azione e quindi, se tanto mi da tanto…
A mio avviso il caso di Bagnara potrebbe si rientrare in un elenco di avvenimenti idonei per accrescere e migliorare la formazione militare e la struttura psicologica delle forze dell’ordine in generale ma quello che mi chiedo è: se fosse così perchè non ci ha mai pensato nessuno fino ad ora? Grazie per l’attenzione.
Gentile marnoso, credo che il motivo per cui i poliziotti italiani non vanno a consultassi con gli psicologi sia riconducibile ad una questione culturale per cui psicologo=medico dei pazzi. Quindi il polizziotto che va dal medico dei pazzi = malato, di conseguenza malato= non puo’ avere la pistola. Questa e’ una prima spiegazione. Io, che come cittadino onesto pago le tasse e sono incensurato, chiedo solo maggiore professionalita’ da chi, seppur rischiando, ha la terza media e guadagna pure 2000 euro al mese mentre giovani in gamba che sono laureati e conoscono almeno due lingue europee, lavorano nei call center per tre euro all’ora. Io chiedo maggiore professionalita’ e nient’altro, non voglio sentirmi rimproverare da uno sconosciuto in divisa che mi fa la paternale e la multa, io voglio solo la multa. Non voglio leggere sul giornale che una caserma dei carabinieri e’ stata teatro di una strage quando certe cose si possono evitare. Ma a te sembra possibile che mc donald faccia fare ai suoi dipendenti i corsi per la gestione del personale e con il pubblico e n’è polizia.n’è carabinieri ( almeno quei pochi che conosco) ne fanno? In ogni caso la verita’ storica sara’ sempre differente dalla verita’ processuale, salvo rari casi. Il problema e’ che del caso di bagnata non gliene importa a nessuno, a parte i parenti. Mentre quell’evento doveva essere da monito per evitarne simili successi dopo, perche’ se stiamo ancora a pensare se in mezzo c’e qualche SSD ci dimentichiamo tutto il resto.
Caro Diego, casisticamente sono più numerosi i morti ammazzati per fatti illeciti in cui erano coinvolti militari o appartenenti alle forze dell’ordine che sapevano utilizzare le armi ed erano sane di mente che quelli uccisi da militari depressi, psicolabili o schizofrenici. Al di la di questo, credo che prima di tutto occorra addivenire ad una verità certa e condivisa e poi agire di conseguenza per migliorare la società, non credi? Grazie per l’attenzione.
Un’intervista di qualche mese fa:
http://www.ilrestodelcarlino.it/bologna/cronaca/2011/05/01/498330-proiettili_terzo_livello.shtml
Stesso giorno?
http://www.ilrestodelcarlino.it/imola/cronaca/2011/05/01/498388-indagini_fossero_state_approfondite_prima_padre_sarebbe_ancora_vivo.shtml
Ciao… mi ricordo molto bene della strage di Bagnara… io ero commilitone di Daniele Fabbri… eravamo usciti assieme dal corso Carabinieri ausiliari di Fossano 138° 3.a compagnia 1° plotone. e mi ricordo benissimo quella mattina. io ero in servizio ad Ariano Dx in provincia di Ferarra. Fummo mandati a fare dei controlli stradali perchè si stava cercando, un gip bianca, poi dopo una mezzora venimmo richiamati in stazione…… avevano capito cosa era successo!!! Io gli altri carabinieri non li conoscevo, ma Daniele si,umile sempre pronto ad aiutarti, un ragazzo eccezzionale.!!!!
Ciao Sergio!
Cosa ricordi di quel periodo, e di quella zona d’Emilia, di particolare? Voci, illazioni …
Una cosa sarebbe importante sapere se fu disposta dall’A.g. l’autopsia ed eventualmente sapere cos’è emerso dall’esame autoptico della salma del C.re “responsabile della strage”.Visto il considerevole volume di fuoco,dato per certo il conto di 111 proiettili esplosi ed in virtù del fatto che questi colpi sono stati esplosi all’interno di un piccolo spazio non areato,dentro i polmoni del suicida,dovrebbe trovarsi una gran quantità di gas provocati dalle varie detonazioni….
Un saluto…
Sono quell’ Etrusco del messaggio 7.
Chi era MARCO MANCINI
Da giovane abitò in una frazione di Ravenna chiamata Sant’Alberto. Dopo essere entrato nell’Arma dei Carabinieri, con prima città di destinazione Milano, al Nucleo Radiomobile, passò nelle squadre antiterrorismo del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, con il grado di Brigadiere.
Al suo fianco c’era Giuliano Tavaroli, il 46enne top manager del settore sicurezza di Telecom-Pirelli, anch’egli indagato dalla Procura Milanese nell’inchiesta sul probabile utilizzo di notizie riservate in possesso di Telecom e intercettazioni clandestine. Ai primi anni Ottanta, all’Antiterrorismo di Della Chiesa, con Mancini e Tavaroli c’era anche Emanuele Cipriani, titolare della Polis d’Istinto (un’agenzia fiorentina di investigazioni), anche lui sotto inchiesta per le possibili intercettazioni illegittime.
Sciolto il nucleo speciale del Generale Dalla Chiesa, Marco Mancini entra a far parte del Sismi. Nel 1985 è trasferito al centro Sismi di Bologna, quale addetto. Fu lui il 16 novembre 1988 ad accorrere a Bagnara di Romagna quando si temette che la strage di Carabinieri (cinque morti) nei locali della stazione fosse stata opera di un commando di terroristi (poi la verità emerse di lì a poco: i terroristi non c’entravano).
Alla fine degli anni ’80 l’Emilia-Romagna fu insanguinata dalle imprese della Uno bianca, anche il Sismi di Bologna venne attivato: le indagini, che per qualche anno presero direzioni mano a mano rivelatesi sbagliate, coinvolsero anche Mancini, indagato con un Maggiore dei Carabinieri, dalla Procura bolognese per una vicenda marginale, collegata a un bossolo recuperato in un tiro a segno. L’inchiesta finì in archivio.
Alla fine degli anni novanta fu nominato responsabile dei centri Sismi del Nord Italia e tale era il ruolo che rivestiva quando l’imam Abu Omar venne rapito.
…. E NON DICO ALTRO… PERCHE’ ALTRO NON SO
Che Mancini arrivò immediatamente dopo la strage (sono confermate le testimonianze che gli agenti del SISMi arrivarono dopo pochi minuti?) in quali documenti ufficiali è scritto?
ho letto tutti i post… voglio solo dire che nemmeno nel Burundi, con tutto il rispetto per il Burundi, un sergente (brigadiere) può arrivare alla carica di numero 2 di un Servizio Segreto. Mancini è entrato nel 1985 al SISMI da brigadiere dell’Arma. In pochi anni ce lo troviamo vice del Gen. Nicolò Pollari. Un ex brigadiere che dava ordini a Colonnelli con T.s.G. (titolo scuola guerra, gente in accademia alla Nunziatella dall’età di 12 anni!). E chi ha scoperto, Mancini? I nomi degli agenti del KGB in Italia? Ha ucciso qualcuno? Ha coperto gli autori della strage di Bologna? Deve aver fatto qualcosa di grosso, per una carriera fulminante! E dopo la vicenda Abu Ammar? È stato riammesso al Servizio, con annessi e connessi (leggi arrestrati, ecc.. E Mancini viaggiava a circa 10.000 € al mese, più vari benefit. Certa gente andrebbe fucilata, non perdonata. Infanga il nome di gente che ha dato una vita allo Stato ed in cambio ha ricevuto solo… escrementi! Su Wikipedia c’è la notizia che è stato il primo ad arrivare sul posto a Bagnara: è perché ha messo lo zampino nella vicenda il motivo della sua incredibile carriera?
@ Marco C. :
Ricordati che spesso e volentieri il potere è dato dalla possibilità di conoscere informazioni relative agli altri. Informazioni che il “semplice”, come hai scritto tu, brigadiere (poi maresciallo) Marco Mancini poteva avere grazie alle intercettazioni illecite che potrebbe avergli fornito il suo ex collega Tavaroli. Con quelle informazioni Mancini avrà sicuramente compiuto operazioni che gli avranno permesso di scalare i gradini di comando all’interno del Servizio (raramente, per non dire quasi mai, le operazioni dei Servizi vengono pubblicate sulla stampa). Oppure, ma sono supposizioni, con alcune intercettazioni illecite potrebbe aver “messo da parte” le velleità dei suoi superiori. Fermo restando che i Servizi hanno di per sé centri di ascolto.
Tornando a quanto si trova scritto su Wikipedia (che non è la Verità Assoluta), non ci sono rimandi a dove sono state riprese certe notizie come da sempre si legge su Mancini, ovvero, come ho scritto più volte: è agli atti che alcuni agenti del nucleo del SISMi di Bologna arrivarono dopo pochi minuti la conclusione della strage a Bagnara? Dove si può leggere che Mancini fu indagato per la storia del bossolo trovato in un poligono di tiro sportivo?
Regime di semilibertà per Marino Occhipinti: http://tg24.sky.it/tg24/cronaca/2012/01/09/marino_occhipinti_semilibero_carlo_beccari_uno_bianca.html
prendi spunto da chi osserva a 360 gradi la realta : ” il poeta” di Michael Connelly ; Forse, ma non ci posso credere, che nessuno ci abbia ancora pensato !!!!!!.
Non mi voglio assolutamente sostituire agli investigatori ma credo fermamente che dietro questa storia di ripetuti suicidi vi sia un killer seriale. ciao carlo.
credo che si possa fare il punto della situazione di fronte a un bel piatto di tortellini alla bolognese; incontriamoci!
Ovviamente mi riferivo al recentissimo caso di suicidio “presunto” di un carabiniere ritrovato ucciso da un colpo di pistola (la sua di ordinanza) nei pressi di forli’ ; guarda caso che nelle strette vicinanze sono accaduti altri tre casi analoghi di suicidi di carabinieri !!!!!! ciao carlo.
serenocassefforti@libero.it
Sono alle ultime pagine di lettura del libro “L’Italia della Uno bianca”, scritto dall’ex pm Giovanni Spinosa, il pm del processo Medda, in pratica il primo processo alla Uno bianca. Veramente un ottimo libro, pieno di particolari che solo il pm del processo poteva conoscere. Non vi scrivo qual è la “linea di fondo”, vi rimando alla lettura. Sono state messe da parte le ipotesi “complottarde” che spesso hanno fatto da preambolo alla vicenda. Però, ad un secondo (o più probabilmente un terzo) livello, ci si arriva per formula logica dopo aver “esaminato” le prove che lo stesso dott. Spinosa “snocciola” in modo logico e preciso.
Ci sono anche alcuni rimandi (nelle note) al libro di Antonella Beccaria “Uno bianca e trame nere”. Inizialmente mi ha stupito che non ci siano anche dei rimandi al libro di Provvisionato, che se non erro fu il primo libro sull’argomento. Poi, leggendo l’opera di Spinosa, se ne “intuisce” anche il perché. O, almeno io, credo di averne scorto il motivo …
Tra l’altro, mi pare che vi sia un rimando anche ad un articolo (riportato in modo “paro-paro”) di Avvenimenti, settimanale d’informazione che chiuse i battenti poco più di dieci anni fa (oggi si è “reincarnato” in Left).
Curiosamente, ancor prima di acquistare il volume, avevo postato nel blog “Cado in piedi”, dove vi si possono leggere alcuni interventi di Spinosa, oltre alla prefazione del volume a cura di Travaglio; un messaggio rivolto all’autore proprio inerente al fatto che le sue “argomentazioni” processuali furono viste come troppo “logiche” e “scontate” e per questo “delegittimato”. Sono in attesa di una replica.
Spinosa, questo posso scriverlo, “ridimensiona” il ruolo operativo-guerrigliero dei Savi, e questo mi riporta in mente quanto mi rispose, dal suo blog, Fabio Piselli su una mia richiesta di spiegazione sulla [eventuale] tecnica utilizzata dai Savi in occasione del triplice omicidio dei CC al Pilastro: “nessuna particolare tecnica, i Savi non erano particolarmente addestrati”.
Ciao 164° ACA,
ti dico subito che se fossi uno della “banda” starei al sicuro perché tutto ciò che viene detto e scritto non va oltre la propria visuale. A proposito del libro di Spinosa mi chiedo come mai dopo alcuni anni si possono scrivere dei dettagli a dir poco ininfluenti che, possono si far capire che chi li scrive ne era al corrente ma non sono mai stati “importanti” ai fini della scoperta di eventuali responsabilità ulteriori a quella di quattro o cinque giovani spavaldi. Scrivere niente é più facile che non scrivere… Al riguardo comunque, mi viene da pensare che si “mangiano” ancora i primi sui piatti piani…
ciao marmosso,
per correttezza, visto che il libro è uscito da pochi giorni, non entrerò nei particolari, però Spinosa spiega i motivi del perché ha scritto il libro solo ora. Si intuiscono bene anche i motivi che lo hanno spinto a lasciare l’inchiesta e a “sdegnarsi” con certa stampa.
Nel capitolo finale del libro ci sono le chiavi di lettura che fanno capire come l’ipotesi Savi+criminalità organizzata, sia concreta, per non dire concretissima. Poi, visto che quello che accadde in quegli anni, e visti gli sviluppi di alcune inchieste in Sicilia degli ultimi mesi; si ha un’ulteriore chiave di lettura.
Alla fine hanno pagato i Savi. I criminali “comuni” coinvolti nella vicenda, invece, nella pratica non hanno scontato pene, o quasi. Quindi se ne deduce (e il libro lo spiega bene) che i Savi (per non dire degli altri tre poliziotti coinvolti) erano l’ultima ruota del carro. E molto probabilmente si sono accollati colpe non loro, si sono addossati crimini non commessi da loro, o almeno non soltanto da loro.
Ancora una volta mi tornano in mente gli scritti di Piselli: “i Savi furono agganciati e poi scaricati, i cosiddetti vuoti a perdere”.
Ciao 164° ACA,
Tutto ciò che Spinosa possa dire riguardo all’inchiesta mi fa pensare. Certo, non spetta a me giudicare ma nessuno può vietarmi di farmi un’idea sui detentori della “verità”.
Si, chiunque può dire che sotto sotto c’é la criminalità organizzata ma un conto é farlo immaginare un conto é provarlo e combatterla come hanno fatto alcuni tra i quali: Falcone, Borsellino, Cassarà ecc… Un esempio, chi mi vieta di pensare che il primo ridondante arresto dei “component”i della banda, parlo dei noti pregiudicati, nel quale si innesta il depistaggio di Macauda, per poi essere subito “purificati” e scarcerati, non sia un depistaggio nel depistaggio? Cioè chi mi dice che Macauda non avesse un ruolo ben specifico nella messa in scena di tali comportamenti e che questo non possa aver sviato le indagini dai possibili responsabili? Difficile capire ma ancora più difficile é credere ai detentori di copyright..
Intanto mi scuso in anticipo per alcuni errori di battitura, oppure per alcune parole che non ho editato nel mio messaggio n° 318. Sono certo che ne farò anche in questo, non so perché ma in questo blog mi viene da scrivere in fretta e furia.
Per quanto riguarda i tuoi dubbi posso solo aggiungere che sono legittimi. In fin dei conti Macauda depistò per incolpare dei pregiudicati catanesi (Catania e i catanesi vengono tirati in ballo per tutta la storia), poi sappiamo tutti che finì per far incolpare una famiglia di incensurati con conseguenze tragiche (tra l’altro Spinosa nel libro racconta come capì praticamente fin da subito che nel rapporto di Macauda c’era una contraddizione palese nei reperti fotografici).
Ed è anche vero che Spinosa portò avanti un processo che poi finì per far assolvere praticamente tutti, quindi si potrebbe pensare ad una rivalsa mai sopita da parte sua. Eppure, posso garantirti, che di dubbi Spinosa ne solleva moltissimi, e -si badi bene- non tanto da far pensare ad un “semplice” piano della malavita (se l’impressione che vi siete fatti è questa avete sbagliato, a che pro poi?), bensì ad un “gioco” molto più grande. Ad un certo punto l’autore scrive: “mi sono chiesto del perché Bologna fosse stata risparmiata dalle bombe che colpirono Firenze, Roma e Milano. Poi mi resi conto che Bologna aveva già la Uno bianca”.
Lui sostiene che in realtà non sia esistita soltanto la “Uno bianca”, ma anche la “Banda dei Savi” e la “Banda delle COOP”. In pratica tutti tentacoli della stessa piovra. Cambiava solo il modus operandi e, molto probabilmente, gli attori che salivano sul palcoscenico non erano sempre gli stessi, in particolare i Savi.
Ed anch’io credo proprio, onestamente, che i Savi non fossero al vertice di quella piramide terroristica.
Ritornando al discorso, sicuramente vi sarebbe stato un modo di agire non tipico della criminalità organizzata, la quale ben si sarebbe guardata dal creare un allarmismo continuato come accaduto nei sette anni di Uno bianca. Quei sette anni vollero dire che molte risorse investigative furono dirottate verso la cattura dei famigerati rapinatori sanguinari, ma è altresì vero che i controlli sul territorio, per forza di cose, aumentarono in modo esponenziale.
Gli attentati della cosiddetta stagione delle bombe, alla quale vanno aggiunti i modi sensazionalistici con i quali furono uccisi Falcone, Borsellino e gli uomini delle scorte, fanno parte di un disegno atto ad “avvertire” chi di “competenza”. Non si può parlare in quel caso di terrorismo.
Non dimentichiamoci poi della Falange Armata, che rivendicò, quasi nella metà delle loro telefonate totali, gli episodi della Uno bianca. Evidentemente i due soggetti si facevano “comodo” a vicenda, oltre all’impressione che entrambi viaggiassero sulla stessa auto, anche se una delle due vetture era “virtuale” (visto che agivano tramite il cavo telefonico).
Cerco tutte le registrazioni del processo alla Uno bianca che una volta erano disponibili nel sito di Radio Radicale.
Le trovi qui, per quanto ascoltabili solo online e non scaricabili: http://www.radioradicale.it/processo/processo-alla-banda-dei-fratelli-savi-uno-bianca
Quel link lo conosco, però, pur avendo scaricato anche RealPlayer, non riesco ad ascoltare i files. Più che cliccare sull’iconcine che rappresentano l’altoparlante (quelle poste a fianco del nome del testimone/imputato/giudice) io non so cosa fare, non parte nessuna registrazione. Tu come fai ad ascoltarli? Grazie.
Uso Firefox sotto Ubuntu 11.10. Installando il plugin RealAudio funziona, e’ solo lento l’avvio, ma quello e’ un problema del sito. Attendendo pero’ parte e si sente bene.
Ho provato ad aprire altri files di altri processi e alcuni li sento, ma per quanto riguarda i files (tutti) sul processo ai Savi mi si apre una finestra di Real Player con scritto: This metafile contains invalid syntax.
Ci rinuncio.
NON HO COMMENTI vi lasciate depistare da argomenti fasulli, mancavo solo io frank corso per riportavi alla verita, ma ne esistono altre ben peggiori
Cioé?
Salve,ho letto tantissimi post.
Mi sono arruolato nel 1986,e nel maggio 87 ero effettivo ad una stazione cc romana, poi ho iniziato a girare un bel po’ in diversi reparti compreso uno operativo,(esperienza davvero eccitante),per cui ne ho viste di cotte e di crude,alcune esperienze rimarranno per sempre nel mio cuore.nel 96 sono stato sospeso dall’arma per ben 6 anni dopodiche’ subentrando una condanna penale sono stato destituito….
Troppo sintetico….ma tutto reale da non crederci dopo dieci lunghi anni al servizio delle istituzioni…un trauma per molti aspetti!!!! Scusate se vi ho raccontato questo,nemmeno io so’ perche’….forse perche’ ho sempre l’arma dei carabinieri sempre nel cuore………un ex appartenente carabiniere.
Ciao Salvo, la vita si sa, a volte riserva delle sorprese sia positive che negative ma che fanno comunque parte del bagaglio di esperienza personale e del nostro essere attual; nel darti il benvenuto, ti chiedo subito: ci puoi raccontare qualcosa che rinnovi l’entusiasmo per chi segue questo blog? Per esempio, sai qualcosa sui fatti accaduti in emilia romagna negli anni 80-90? Naturalmente puoi anche non rispondere..
Oggi ricorrono 24 anni da quel maledetto giorno ed oltre ad oggi ricordo la sera del 15.11.1988 perché insieme a loro ed altri amici e colleghi abbiamo consumato l’ultima cena scherzando e ridendo di cose varie. La serata è terminata per pochi al Bar Jolly di Faenza dove abbiamo consumato caffe e amaro. Nessuno poteva immaginare quello che sarebbe accaduto verso le ore 12,00 del 16.11.1988 e sentire tramite la radio di servizio le fasi successive all’allarme ed al ritrovamenteo dei cadaveri e la corsa presso quella Caserma dove ho visto i corpi distesi sul pavimento con il mondo che ti cade addosso. Ho letto tutti i vari commenti ed ipotesi, rispetto anche quelle della figlia di Mantella, ma chi ha vissuto la sera del 15.11.1988 e il giorno successivo ed ha avuto la fortuna di aver conosciuto i ragazzi morti, non faccio distinzione tra vittime e colpevole, non dimenticherà mai e dico mai quelal data. Qualcono ha detto “la verità la sanno solo loro” è questo lo confermo perché di tutte le cose dette senza fondamento posso dire che la fantasia ha fatto dei lunghi viaggi. dopo 23 anni qualcuno in umbria si è ricordato di un controllo di un’autovettura strana per non parlare di tutte le fantasie scritte e dette all’epoca. Sappiamo tutti che l’essere umano può cambiare comportamento in una frazione di attimo e commettere cose impensabili e a far scattare quella molla delle volte basta poco anche un semplice rilievo. Ho sempre affermato che la morte dei cinque Carabinieri moralmente e dico moralmente sono sulla coscienza di tanti che hanno permesso con il loro comportamento di creare quella situazione che poi è degenerata in strage. Il mio più profondo pensiero va ai congiunti in vita e deceduti dei cinque CARABINIERI. Posso aggiungere che nel pomeriggio del 16.11.1988 ho capito che siamo solo dei numeri ascoltando le disposizioni che venivano date dagli Ufficiali presenti sul posto. Posso fornire questo particolare che nessuno sa “la moglie del Brigadiere CHIANESE Luigi e le sue due splendide figlie si sono salvate grazie ad una damigiana che non gli ha permesso di passare dall’alloggio di servizio alla Caserma tramite l’accesso interno. Antonella mi ha fatto piacere leggere la storia da TE raccontata e spero che questi episodi non accadino più anche se vista l’attuale situazione sociale dove siamo tutti sotto stress se ne sentono di frequente.
Un saluto all’allora Carabiniere TROMBIN da chi è venuto a prenderti a casa quella sera maledetta.
“..Ho letto tutti i vari commenti ed ipotesi, rispetto anche quelle della figlia di Mantella, ma chi ha vissuto la sera del 15.11.1988 e il giorno successivo ed ha avuto la fortuna di aver conosciuto i ragazzi morti, non faccio distinzione tra vittime e colpevole, non dimenticherà mai e dico mai quella data. Qualcuno ha detto “la verità la sanno solo loro” è questo lo confermo perché di tutte le cose dette senza fondamento posso dire che la fantasia ha fatto dei lunghi viaggi. Dopo 23 anni qualcuno in umbria si è ricordato di un controllo di un’autovettura strana per non parlare di tutte le fantasie scritte e dette all’epoca. Sappiamo tutti che l’essere umano può cambiare comportamento in una frazione di attimo e commettere cose impensabili e a far scattare quella molla delle volte basta poco anche un semplice rilievo. Ho sempre affermato che la morte dei cinque Carabinieri moralmente e dico moralmente sono sulla coscienza di tanti che hanno permesso con il loro comportamento di creare quella situazione che poi è degenerata in strage..”
In questa occasione credo sia necessario ribadire che anch’io penso che “la verità la sanno solo loro” ma, con tutto il rispetto per quelle persone che si sono trovate a vivere la storia di Bagnara, protagonisti, familiari, amici e non, credo anche che molte affermazioni e alcune ricostruzioni possano avere quantomeno un minimo di fondamento.
Magari non le mie ma, la tua testimonianza, dimostra solo che fino alla sera prima tra i commilitoni coinvolti vi era una forte amicizia, a meno che tu non voglia affermare il contrario, come si dice in gergo “tra le righe”.
Se i fatti starebbero così come vengono rappresentati, potrebbe indicare una certa premeditazione del Mantella per compiere un gesto che spesso é l’epilogo di chi da tempo si trova ad essere vessato, deriso, mobbizzato, ostracizzato ecc.., allora mi chiedo: chi sono quei tanti moralmente colpevoli di aver permesso il crearsi di quella “situazione” poi degenerata?
Inoltre, il comandante della Stazione può aver richiamato in Caserma il Mantella solo per uno di questi motivi?
Sinceramente non credo che il responsabile di una Stazione di CC possa aver fatto una cosa del genere ma questa é solo una mia convinzione, altrimenti farebbe parte di quelle persone a cui ti riferisci.
La “damigiana” che ha salvato la moglie e le figlie del Brigadiere Chianese, é una casualità che non dice nulla in più sul colpevole della strage, a meno che la Sig.ra non affermi che ha visto in faccia chi le sparava addosso.
Si, é vero, come dici tu tutte le persone sono soggette a compiere gesti inconsulti anche senza una spiegazione “logica” ma resta il fatto che delle volte la fantasia delle persone “degenera” semplicemente perchè alle loro domande, molto spesso si risponde in modo a dir poco fantasioso..
Lascio il Blog, un saluto a tutti.
Invito marmosso a non lasciare il blog. Ringrazio IENA61 per la testimonianza. Concordo con lui quando manifesta amarezza nel sentirsi un “numero”. Sono numeri i comuni malati che periscono nelle strutture ospedaliere, e sono numeri i militari che vengono colpiti da tumori dopo le vaccinazioni. Numeri, quindi statistiche.
Ha ragione marmosso quando scrive che l’affermazione di IENA61, ovvero ” Ho sempre affermato che la morte dei cinque Carabinieri moralmente e dico moralmente sono sulla coscienza di tanti che hanno permesso con il loro comportamento di creare quella situazione che poi è degenerata in strage”; meriterebbe un ulteriore approfondimento.
@Antonella Beccaria: alcuni giorni fa cercai di inserire un messaggio, che però non venne pubblicato. Forse ebbi io dei problemi con la linea, oppure non mi fu pubblicato perché inserii l’altro mio indirizzo mail e quindi non sono stato riconosciuto? (poi eliminare questa postilla, grazie)
Curiosità: come mai l’utente Gloria (dal post 130 a seguire) ha la foto di Antonella Beccaria come avatar?
@164A° A.C.A.: per la foto non ne ho idea. Se la tua domanda ne sottende un’altra, cioe’ se ho postato io sotto alias, la risposta e’ no. In merito al tuo non inviato, i commenti in coda di moderazione vengono pubblicati tutti, con l’eccezione dello spam, quando non viene filtrato in automatico. Il tuo non c’era. Dunque direi che non era partito.
No, nessuna insinuazione, solo curiosità.
Ciao 164° A.C.A., grazie per l’invito ma credo di non avere più nulla da dire. L’utente Gloria sono io. Come sono io Massimo Maravalli. I motivi per cui l’ho fatto sono diversi. Molti i nick falsi. Credo di averlo detto ad Antonella ma non ricordo. L’immagine non l’ho utilizzata, tra l’altro non la vedo neanche. Un saluto particolare a Luce.
♦ “@164A° A.C.A.: per la foto non ne ho idea. Se la tua domanda ne sottende un’altra, cioe’ se ho postato io sotto alias, la risposta e’ no. ”
• “Ciao 164° A.C.A., grazie per l’invito ma credo di non avere più nulla da dire. L’utente Gloria sono io. Come sono io Massimo Maravalli. I motivi per cui l’ho fatto sono diversi. Molti i nick falsi. Credo di averlo detto ad Antonella ma non ricordo.”
Spero che il blog possa andare avanti lo stesso.
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