Centoundici colpi: la storia di Bagnara di Romagna
Tempo addietro, mentre mi stavo occupando di una storia che sfiorava in qualche punto quella della Uno Bianca, mi sono per caso imbattuta in una vicenda che risale al novembre del 1988 e di cui stranamente si è persa quasi completamente memoria. Si tratta della strage dei carabinieri di Bagnara di Romagna, comune al di là del fiume Santerno di 1.800 persone in provincia di Ravenna. Guidato in quegli anni da una giunta composta da PCI e PSI, è in questo piccolo centro di provincia che il 16 aprile 1988 viene assassinato dalla Brigate Rossa Roberto Ruffilli, consigliere per i problemi istituzionali dell’allora presidente del consiglio Ciriaco De Mita.
Ed è per questo che la strage dei carabinieri fa pensare in un primo momento al terrorismo. Tuttavia questa pista viene scartata quasi subito a favore di quella malavitosa, altrettanto velocemente abbandonata. Ma che accadde a Bagnara di Romagna il 16 novembre 1988? Alle 12.20 di quel giorno, alla stazione dei carabinieri di Lugo di Romagna giunge la telefonata di un civile: nella caserma di Bagnara qualcuno sta sparando. Dieci minuti dopo i militari del vicino comune sono sul posto e alle 12.40 giunge l’ambulanza mentre in zona si portano elicotteri, pattuglie e ufficiali che arrivano da Faenza, Ravenna e Bologna.
Per entrare le forze dell’ordine utilizzano la porta laterale: quella principale è chiusa dall’interno e quella di lato invece è stata aperta dalla moglie del comandante della stazione quando, alle 12.15, si era precipitata fuori dall’edificio di via Garibaldi qualche secondo dopo l’inizio della sparatoria. Una furia, quella che si stava scatenando all’interno. Tanto che dall’ufficio del comandante fuoriescono nove colpi sparati ad altezza d’uomo da una mitraglietta M12 in dotazione ai carabinieri. Uno dei proiettili raggiunge il finestrino posteriore di un’auto di passaggio, una Fiat 126 che appartiene al postino del paese, Martino Zardi, che blocca la vettura, scende, va verso l’ingresso della caserma e invoca aiuto.
Una volta dentro, carabinieri e soccorritori scoprono un mattatoio: i cadaveri sono cinque, quattro dei quali crivellati di proiettili. Solo uno, il quinto, presenta a una prima ricognizione un’unica ferita alla tempia destra, provocata da un colpo esploso a distanza ravvicinata e proveniente da una pistola, probabilmente una Beretta d’ordinanza. Le vittime sono i militari in servizio nella stazione romagnola. Si tratta del brigadiere Luigi Chianese, il comandante, 30 anni, nato a Minturno (Latina) e sposato con due figlie. Era arrivato a Bagnara di Romagna nell’agosto 1987. Poi c’è Angelo Quaglia, 27 anni, carabiniere scelto, nato a Controguerra (Teramo), celibe, che è in servizio qui da sei anni ed è rientrato da due giorni da una licenza. Paolo Camesasca di anni ne ha 21 anni, è nato a Giussano (Milano), e presta servizio in Romagna dal maggio 1988. Altra vittima è Daniele Fabbri, 20 anni, carabiniere ausiliario, nato a Cesena, trasferito a Bagnara nell’agosto 1987 dopo il corso. Infine viene rinvenuto il corpo dell’unico militare che ha una sola ferita: è Antonio Mantella, 31 anni, penultimo di cinque figli, se ne va nel 1981 da Vibo Valentia per raggiungere la Romagna, dove vive già il fratello, Nicola, carabiniere che comanda la stazione di Sant’Agata sul Santerno (Ravenna). Qui si arruola, si sposa e ha due figlie, rispettivamente di due anni e di pochi mesi. Al tempo dei fatti è un carabiniere scelto e sta alla stazione di Bagnara da tre anni.
Alla strage scampa solo il carabiniere scelto Alessandro Trombin, 25 anni, tre di servizio a Bagnara. Quel giorno era in licenza e si trovava nel paese natale, Gavello (Rovigo). Appena dopo l’identificazione delle vittime, viene contattato e richiamato a Bagnara dal comandante della stazione di Cerignano.
Subito si cerca di capire che è accaduto. Mentre a Roma il ministro dell’interno Antonio Gava si ritrova immediate sollecitazioni da parte dei comunisti Pecchioli e Imposimato e dal capogruppo del MSI Filetti, in loco, tralasciate le ipotesi legate al brigatismo e alla criminalità organizzata, si inizia a parlare di «raptus», di «dramma della follia»: Antonio Mantella, il militare con l’unico colpo alla testa, sarebbe «impazzito» e avrebbe massacrato i colleghi togliendosi poi la vita. E allora l’obiettivo successivo è la ricostruzione di ciò che è accaduto quella mattina.
Intorno alle 8 del 16 novembre 1988, Mantella e Daniele Fabbri prendono servizio davanti alla banca del paese, il Credito Romagnolo di piazza della Repubblica, e devono restare lì fino alle 13. Li vede l’allora sindaco, Ludovico Muccinelli, che non sembra notare niente di strano. Di fatto, da ciò che viene accertato, alle 12 ricevono una chiamata dal comandante, Chianese, perché rientrino. Il motivo dell’ordine invece non si conosce. Sulla via del ritorno, Mantella e Fabbri si fermano per la spesa, chiacchierano con la fornaia e con il vigile urbano: parlano di calcio e Mantella commenta le gesta della Juventus e scherza invece sulle disavventure di Bologna e Cesena. Intanto due operai dell’Amiu, l’azienda rifiuti di Imola, si rivolgono ai due militari per denunciare un piccolo furto: è stato forzato il loro furgone e rubate un paio di tute da lavoro. Ma viene detto loro di rivolgersi alla stazione di Mordano. «Noi abbiamo da fare, ci ha chiamati il comandante», avrebbero ribattuto alla coppia di operai. Quella mattina, mentre Mantella e Fabbri sono davanti alla banca, in caserma passa anche un dipendente comunale per portare una richiesta di permesso per una gara ciclistica e parla con Chianese, Quaglia e Camesasca. Sembra tutto a posto.
Ma manca poco a mezzogiorno e mezzo quando scoppia il finimondo. E c’è chi ha iniziato a dire che forse non tutto era a posto, in quella caserma, che Mantella era «roso da una sofferenza interiore», come si legge sui giornali dell’epoca. Mentre si comincia timidamente a insinuare che il carabiniere scelto fosse esageratamente geloso della moglie o avesse avuto attriti con Chianese o ancora che fosse tormentato da telefonate anonime, il parroco di Bagnara di Romagna, don Francesco Borrello, avrebbe detto a Repubblica che «qualcosa so, ma tacerò». Nei giorni successivi smentirà di aver fatto un’affermazione del genere e di essere a conoscenza di qualsiasi elemento che possa far luce sulla vicenda. Intanto quella mattina tre ragazzi sono in piazza Marconi in bicicletta e un quattordicenne dice di aver sentito parlare dell’«opera di una persona portata in caserma per un controllo». Ma non ci si capisce nulla: i familiari di Mantella smentiscono storie legate a depressione, aggressività o gelosia. Un ufficiale anonimo, parlando con un giornalista, accenna a una «causa improvvisa e gravissima». E sono in tanti in paese a giurare che tra quei carabinieri c’era armonia. Tanto che la sera prima della strage sarebbero usciti tutti insieme a cena e, a detta di chi li aveva incontrati, il clima era gioviale e disteso.
L’autopsia, secondo la versione ufficiale fornita, viene eseguita il giorno dopo da un medico legale di Ferrara e da uno di Ravenna. Si accerta che sono stati esplosi 96 colpi di mitra e 15 di pistola, 111 in tutto. Dalle prime indagini, emerge che Mantella avrebbe usato tre mitragliette M12 scaricando i caricatori contro Chianese, Fabbri e Camesasca. Prima una sventagliata verso l’alto e poi un’altra verso il basso. Poi si scaglia contro Quaglia. Prende quindi la sua pistola e spara quindici colpi al colleghi. Infine metterebbe i mitra e la pistola sulla scrivania del comandante e afferrerebbe la pistola di Camesasca per spararsi dato che la sua si è scaricata.
Questa in sostanza la vicenda di Bagnara di Romagna, così come ricostruita da chi indagò all’epoca. Prossimamente tornerò a parlarne perché, di fatto, la storia non si conclude con i funerali, celebrati due giorni dopo il massacro. Ci sono altre vicende che si intrecciano con essa. Vicende che tratteggiano un periodo travagliato, ben lontano dall’immagine di tranquillità che la provincia romagnola infonde in chi la visita. Da sottolineare fin da subito che del destino di quei cinque carabinieri si parlò pochissimo: nel giro di qualche giorno, i riferimenti alla storia si fanno flebili, le indagini si cristalizzano sull’omicidio-suicidio, i giornali passano ad altre vicende. I familiari delle vittime, tra cui il fratello di Luigi Chianese, Giuseppe, denunciano il fatto che gli inquirenti «si sono chiusi a riccio e non dicono più nulla». Mentre Nicola Mantella, fratello di Antonio, continua a porsi domande e a rifiutare la versione ufficiale.











il 30-12-2006 alle 1:23 am,
sono un brigadiere dell arma.mi sono arruolato nell’89.Un giorno un mio istruttore della scuola allievi, un vecchio maresciallo mi disse:…ma tu che ne sai di bagnara di romagna?io risposi…ciò che ho letto sui giornali, ovvero che il collega è impazzito…
Lui rispose…prova a chiederti chi era il famoso politico che quella mattina è stato casualmente fermato in macchina in compagnia di quella persona che rappresentava l’antistato e che venne segnata sul foglio di servizio…che poi è scomparso….
e come mai…anche se il personale era in ambienti diversi nessuno ha articolato anche una minima reazione….
Vorrei tanto capirci qualcosa….
perchè questa storia è stata dimenticata da tutti?
il 30-12-2006 alle 11:20 am,
Edoardo, grazie del tuo intervento. Perché non mi scrivi via mail? L’indirizzo è antonella [at] beccaria.org.
il 3-01-2007 alle 2:52 am,
credetemi…non c’è più nulla in cui credere….
il 3-01-2007 alle 8:54 pm,
Per no parlare dell’oblio in cui sono finite le mezze stagioni…
il 20-01-2007 alle 7:16 am,
A parte la ricostruzione a dir poco approssimativa fatta dagli inquirenti,io mi chiedo come puo’ un solo uomo togliere dalle mani dei colleghi le armi e sparare..Un altra cosa,l’M12 non è un arma individuale,ma in dotazione alla Caserma,come mai ne erano in giro tre,non dovevano essere custodite o chiuse?MAH!
il 3-07-2007 alle 10:48 pm,
ciao luigi.Descrizione sommaria a parte, quando il Sismi entra in gioco, 2+2 fa 5, ovvero le carte cambiano. Per rispondere al quesito sulle armi di reparto, giova che tu sappia che le armi in questione sono custodite in due diverse locazioni. Alcune PM12, nel numero di 3 o 4 per le piccole caserme come quella in questione sono in una piccola cassaforte nella stanza del “militare di servizio alla caserma”.Le stesse dispongono per ciascuna di almeno 3 caricatori da 32 colpi e sono pronte all’uso, basta inserire il caricatore e armare. La combinazione dell cassaforte è nota a tutto il personale che presta servizio nello specifico comando.
Le altre armi 2lunghe”,sempre di tipo automatico, sono custodite nell armeria del reparto, e la chiave della stessa è custodita in un altra cassaforte nell ufficio del comandante, la cui combinazione è nota solo a lui o al suo vice. A volte questa cassaforte è di tipo antiquato e funziona ancora con la chiave e la serratura.Spero di aver fatto luce sui tuoi dubbi.Edoardo.
il 9-07-2007 alle 10:56 am,
Ciao Antonella…. ciao Edoardo…. conoscevo bene sia Mantella, sia Quaglia che Chianese e, all’ epoca dei fatti, facevo servizio a Bologna e risiedevo vicino a Bagnara… sai bene che la pattuglia al momento del rientro in caserma aveva un solo M/12 e la borsetta contiene tre caricatori…. quindi non potevano esserci tre M/12 sulla scrivania anche per i motivi che tu hai accennato.
E’ vero, come dice Antonella, che le voci di paese riferivano di gelosia morbosa di Mantella nei confronti della moglie… ma…. mia opinione… i motivi sono da ricercare in fatti avvenuti poco tempo prima in quel di Alfonsine,,, quando perse la vita il Car. aus. Minguzzi e poi il Car. Vetrano….. e Mantella faceva servizio in quella stazione.
il 29-10-2007 alle 7:17 pm,
Ciao.Prima di tutto mi dispiace per ciò che è accaduto ai vostri colleghi.Posso immaginare il dolore della famiglia e degli amici/colleghi.
Spero che un giorno la verità su quanto sia accaduto venga fuori.
Perchè non è giusto che quanto sia successo rimanga un fatto irrisolto.
Un caloroso saluto a tutti e Nei Secoli Fedele.
Aspirante Carabiniere Stefania T.
Chi volesse contattarmi può farlo attraverso il mio indirizzo e-mail:Fedelissima06@libero.it.
il 27-11-2007 alle 6:10 pm,
Ho inserito la foto del suo post ed un richiamo al libro nel mio post pubblicato qui, citando fonte e link:
http://antoniomontanarinozzoli.blog.lastampa.it/antoniomontanari/2007/11/modelli-e-miste.html
Nel mio post parlo della recensione al suo libro apparsa oggi su Repubblica-Bologna.
Antonio Montanari
il 27-11-2007 alle 10:33 pm,
Grazie mille, Antonio, e intanto ne approfitto per inserire il tuo blog tra gli RSS che leggo.
il 24-03-2008 alle 8:19 pm,
nn sono un cc ma frequendo la caserma del mio paese è sò quando sia difficile e pericoloso il mestiere del carabbiniere…. nn sò cosa sia successo nella caserma di cui parlate so solo ke mi dispiace tantissimo, x la sofferenza ke provano le persone ke amavano e stimavano questi angeli in divisa, se dovesse succedere qualcosa agli angeli della caserma dove vivo ne morirei quindi riesco a capire i parenti e i colleghi di questi carabbinieri………. sempre fedele all’arma dei cc linda
il 24-03-2008 alle 8:35 pm,
scusate x l’errore madornale scrivere carabiniere cn 2 b ma la storia ke ho letto mi ha sconvolta un po più del dovuto,xkè mentre leggevo mi sn venute in mente tt quelle xsone ke dicono ke i cc nn fanno un czz ….. nn capisco cosa pretende la gente da questi poveri militari oltre a riskiare la vita ogni giorno x salvaguardare la nostra ke dovrebbero fare?
il 6-05-2008 alle 1:57 pm,
Scusate se mi intrometto ma, se “l’omicida-suicida” avesse realmente premeditato tutto, come avrebbe potuto prevedere il ritorno in caserma voluto dal Comandante un’ora prima del termine del servizio? perchè il comandante richiama i due? è possibile che nessuno di loro abbia avuto il tempo di rispondere al fuoco o di fuggire? perchè non si è diffusa la motivazione della strage? se si trattasse di un vero raptus di pazzia come lo si può giustificare? certamente ci sono delle pazze ragioni per non far trasparire una verità che ridarebbe credito e giustizia a degli uomini che sono stati sempre fedeli allo Stato….
il 2-07-2008 alle 10:01 pm,
Etrusco è sulla pista giusta… Raccontacene di più
il 17-07-2008 alle 10:02 am,
Ciao a tutti… ringrazio Fiamma e Linda per la solidarietà e…. Mario per la fiducia… e a lui chiedo: Forse stava aspettando la punizione per lo smarrimento di una paletta??? O forse è stato richiamato dal Brig Chianese per aver fatto la spesa durante il suo ultimo turno di servizio??? Non giustifica la strage.
Mario, aiutami a capire… Forse Mantella era stato informato di essere stato indagato per i fatti di Alfonsine??? Ciò è plausibile.
E intanto resta tutto secretato………..
il 18-07-2008 alle 10:59 am,
Con il vecchio comandante, il Mantella aveva le mani in pasta da per tutto, forse gestiva o copriva qualche cosa, che va al dilà delle nostre immaginazioni.
Quando il nuovo comandante l’ha scoperto, ha pensato bene di eliminare i presenti, con le eventuali prove all’interno della caserma, infatti il colpo finale, è stato udito, molto dopo delle raffiche di mitraglietta, ma sopratutto non ci dimentichiamo che ha provato anche ad eliminare la moglie e le figlie del comandante, sparandogli dalla vetrata della caserma!
Quindi questo non è assolutamente un Raptus, in quanto a seguito di un forte rumore, come l’epslosione di alcuni colpi, dico alcuni “perché bastano alcuni copli” per far ritornare in sé la persona, non come ha fatto lui, andando tranquillamente a prendere le altre mitragliette nell’armeria!
il 23-07-2008 alle 6:58 pm,
ribadisco un concetto a mio avviso fondamentale, è difficile uccidere più persone armate senza che almeno una di queste non riesca, anche minimamente a sparare almenno un colpo. Infatti sembra anche che i corpi erano dislocati in maniera sparsa. poi, perchè sparare alla moglie e al figlio del maresciallo se poi avrebbe avuto l’idea di farla finita? forse chi a sparato alla moglie del marescialo aveva lo scopo di non far guardare verso la finestra? infine se fosse come già detto in altre circostanze, se il maresciallo doveva notificare cose “sgradevoli” al mantella, sicuramente erano ancora di più sul chi va la, quindi era molto difficile farsi prendere impreparati e farsi uccidere tutti nello stesso momento. mentre, se gli stessi erano sotto la minaccia delle armi e, obbligati a richiamere gli altri, possono essere stati uccisi senza la minima reazione e poi giustiziare il montella per attribuire a lui tutta la colpa e chiudere il caso come un atto di pazzia da parte di un carabiniere.
il 29-07-2008 alle 7:22 am,
marmosso, diciamo che, i carabinieri periti in quella triste circostanza gli hanno trovati, in modo da poter schivare quanto possibile le pallottole, addirittura uno è stato trovato riverso sopra il Mar. Chianese per proteggerlo dalla pioggia di fuoco, facendo scudo con il suo corpo!!!
il 14-08-2008 alle 12:39 pm,
premetto: parlo a nome di un altra persona (che chiamerò la “fonte”) che non può parlare e non può esporsi in prima persona perchè si trova in una posizione delicata…vi chiedo di prendere le cose con le molle perchè quello che lui mi ha detto mi ha sconvolto abbastanza e non so fino a che punto crederci.
a detta della “fonte” tutto è nato dal fermo casuale di un politico, molto noto, in compagnia del quale c’era una persona che rappresentava l’antistato e che non sarebbe dovuta essere li, e l’auto non sarebb dovuta essere fermata.
i carabinieri fanno il controllo, scrivono i nomi e i relativi dati sul foglio di servizio e poi lasciano andare.
la “fonte” afferma che il comandante della stazione abbia ricevuto una telefonata da qualcuno molto potente.
il comandante richiama i due carabinieri fuori in servizio e dice loro di rientrare che è cosa urgente.
la “fonte” afferma inoltre che in caserma al momento del rientro non vi fossero solo i carabinieri ma anche un altra persona.
mantella e questo tizio si conoscono perchè a detta della “fonte” il mantella ha fatto dei lavori per i servivi.
il perchè della strage?
la “fonte”dice che si poteva evitare, ma per seguire la strategia della tensione e tenerla alta si doveva fare.
ora, che il mantella abbia effettivamente sparato o meno ai suoi colleghi non è dato saperlo, di certo secondo lui, alla fine non si è sparato da solo.**
poi c’è la raffica che esce dalla caserma. il postino che da l’allarme e tutto il mondo arriva sul posto.
guarda caso ci sono anche quelli del sismi, con mancini in testa. e sono loro i primi ad entrare e saranno loro i primi a perquisire il comando, incuranti della strage, perchè devono impossessarsi di un documento importante o forse più di uno.
e quando se ne vanno tra gli agenti del sismi ne risulta uno in più.
la “fonte” afferma di esserne certa perchè all’epoca era presente.
non posso dire altro perchè altro non so.
**
questa è la storia di un lagunare-assalitore della Val di Susa.
Circa 3 anni fa Questo tizio , descritto da
amici e parenti come un uomo mite e gentile, un giorno, forse preso dal rimorso, si presenta dai giudici di Torino confessando
di aver compiuto numerosi omicidi rimasti insoluti, infinite rapine per conto del SISMI. Partono le prime verifiche e si comincia a capire che il soggetto non è un mitomane. Verrà trovato morto “suicidato” con un colpo alla testa nel bagno del tribunale di Torino durante una udienza.
il 22-08-2008 alle 9:23 pm,
il perchè della strage?
la “fonte”dice che si poteva evitare, ma per seguire la strategia della tensione e tenerla alta si doveva fare.
riprendo questa frase di Ray per esprimere un lieve dubbio…
la strategia della tensione, se non erro, c’è qualora ci fosse una rivendicazione, non quando si attribuisce il gesto ad un raptus. infatti la tensione aumenta con il continuare di attacchi, mentre un fatto isolato, anche se eclatante, attribuibile ad un momento di pura follia come si vuol far credere, non produce tensione. Quindi o è andata così come è stato riportato lasciando qualche insignificante particolare di carattere personale oppure non si voleva creare tensione proprio per la gravità di una situazione “particolare”
il 23-08-2008 alle 2:26 pm,
Mantella ha sparato con un solo M/12 utilizzando i soli tre caricatori per un totale di 96 colpi, poi ha usato la pistola d’ ordinanza del brigadiere scaricando l’ intero caricatore da 15 colpi e per ultimo la sua pistola sparandosi un colpo… questa è la versione ufficiale.
E’ vero come dice Marmosso che un Carabiniere era sopra Chianese mentre Quaglia era disteso a terra tra l’ ufficio ed il piccolo archivio….. Mantella invece, dopo aver bloccato dall’ interno l’ ingresso dell’ alloggio di servizio con una damigiana, si trovava disteso sul pavimento della piccola sala d’ attesa, davanti alle scale che conducono alle camerate….
il 24-08-2008 alle 3:33 pm,
Forse bisognava distogliere l’attenzione dala banda della uno bianca pilotata dai S.S.D.
il 25-08-2008 alle 5:17 pm,
o forse bisognava dare un segnale forte a tutti i partecipanti che non si sarebbero tollerate gole profonde o tentennamenti nella organizzazione creatasi in emilia romagna nei periodi precedenti…
il 25-08-2008 alle 5:18 pm,
senza naturalmente dimnticare la D.S.S.A.
il 25-08-2008 alle 5:21 pm,
nata in seguito ma già esistente come Gladio..
il 4-09-2008 alle 2:15 pm,
scusate se mi intrometto nei vostri dialoghi,ma mi sembra che la fantasia vola alta, volete per forza,sensa nessun nesso logico,far apparire cose misteriose dove mistero non c’è. è tipico. Io in quegli anni ero li, e so che aria tirava. Voler collegare questo tristissimo episodio con la uno bianca o con depistaggi vari dei ssd è pura fantascienza. D’altronte sono i giornalisti che ci gongolano con queste cose.Ho letto quello che ha scritto la giornalista sulla uno bianca. Mamma mia quante inesattezze e quante stupidagini.Quante congetture forzate.L’unica cosa certa sono stati tutti quei poveri morti e feriti
il 5-09-2008 alle 4:39 pm,
no-comment.
il 9-09-2008 alle 9:13 am,
salve sono la figlia di mantella,spesso leggo tutte le cose che si dicono,tutti che dicono di sapere,di conoscere ecc,ma in realtà nessuno sa niente,sono anni che cerco di conoscere la verità ma tutti nascondono qualcosa se ammesso e non concesso che sia stato mio padre cosa ci sarebbe da nascondere?tante supposizioni e sospetti penso abbiano un fondo di verità…
il 9-09-2008 alle 6:27 pm,
Grazie Luce, penso che quando molte persone riflettono su un fatto avvenuto e si pongono delle domande significa che qualcosa non torna e, visti tutti gli avvenimenti accaduti in Italia, che non hanno avuto risposte, ma solo domande, considero più importanti le domande della gente piuttosto che le risposte ufficiali, perchè la fiducia verso chi non è trasparente è in una fase di profondo declino.
il 10-09-2008 alle 10:42 pm,
marmosso sono daccordo con te mi riferivo a quelle persone che dicono di sapere e conoscere e che poi non parlano o a quelle persone che dicono che non bisogna fare supposizioni perchè i fatti sono quelli,secondo un mio parere mio padre è morto senza sapere nemmeno il perchè.. la sfortuna per lo più ha voluto che tutta la colpa ricadesse su di lui e che venisse infangato il suo nome ingiustamente.
il 11-09-2008 alle 5:06 pm,
Luce, nessuno meglio di te ha conosciuto tuo padre, lui è dentro di te, ricordalo sempre per come lo hai conosciuto, poichè quello è tuo padre, non quello che dicono che sia stato….. se sei così lo devi soprattutto a Lui, non deludere mai la Sua fiducia, sii sempre dalla sua parte perchè la vita riserva sempre delle sorprese..
il 19-09-2008 alle 9:54 am,
Ciao, Luce, sicuramente tu non hai colpa per quello che ha fatto tuo padre, ma bisogna dire, che allo stato dei fatti, per colpa sua, tante persone, hanno sofferto, “figli, mogli, fratelli/sorelle dei colleghi di tuo padre”.
Per loro, il tempo, si è fermato in quel maledettissimo giorno, non riuscendo a dare una spiegazione plausibile a quello che è successo.
Io non provo rancore per quello che è successo, ma vorrei tanto sapere il perché!
il 19-09-2008 alle 2:14 pm,
Marco, scusa, se mi permetto..
tu hai detto:
Marco ha detto,
il 18-07-2008 alle 10:59 am,
Con il vecchio comandante, il Mantella aveva le mani in pasta da per tutto, forse gestiva o copriva qualche cosa, che va al dilà delle nostre immaginazioni.
Quando il nuovo comandante l’ha scoperto, ha pensato bene di eliminare i presenti, con le eventuali prove all’interno della caserma, infatti il colpo finale, è stato udito, molto dopo delle raffiche di mitraglietta, ma sopratutto non ci dimentichiamo che ha provato anche ad eliminare la moglie e le figlie del comandante, sparandogli dalla vetrata della caserma!
Quindi questo non è assolutamente un Raptus, in quanto a seguito di un forte rumore, come l’epslosione di alcuni colpi, dico alcuni “perché bastano alcuni copli” per far ritornare in sé la persona, non come ha fatto lui, andando tranquillamente a prendere le altre mitragliette nell’armeria!
ora, da queste parole emerge un dato di fatto che tu reputi già acclarato. va bene ma la cosa più interessante è che tu parli come se sapessi. detto ciò, a me sembra che non si possa dire: “le mani in pasta da per tutto” senza conoscere o per lo meno avere delle fonti certe. Inoltre quì ci si pongono delle domande, come ad esempio come è possibile uccidere più persone senza che queste facciano una minima reazione, nonostante, come dici tu, sia stato soperto quindi già allarmati da una ipotetica reazione spropositata. E’ vero, a causa di questo evento si è generata tanta sofferenza ma ciò non toglie che non ci si possa porre delle domande anche per onor del vero. Quindi o chi ritiene certo ciò che dice lo porta a conoscenza di tutti in modo chiaro e preciso, cosa che non mi sembra tu abbia fatto finora, oppure chiunque si può porre altre domande sul perchè di queste affermazioni, continuando a rendere ancora più torbida una storia già abbastanza sporca…
il 19-09-2008 alle 2:37 pm,
Ciao Massimo,
Io ho detto quelle cose, perché sono una persona che è stata coinvolta indirettamente in questa brutta vicenda, all’epoca ero piccolo, ma non così piccolo da non capire cosa era successo. Ascoltando i discorsi dei “Grandi” coinvolti direttamente, sono a conoscenza di alcune cose, ma non di tutto, altrimenti non sarebbe ancora un mistero, ma credo he ci sia qualche persona che sa, ma non dice nulla!
il 19-09-2008 alle 3:57 pm,
Io credo, che le autorità non abbiano fatto niente, per far emergere delle verità scomode.
Ma altre, invece, hanno speculato, dicendo su questo forum un cumolo di cavolate, distogliendo le persone “che leggono questo forum” dal reale scopo di Antonella, cioè far emergere la nuda e cruda verità.
il 19-09-2008 alle 5:39 pm,
grazie Marco, credo che tu sia in buona fede, ma credo anche che ci siano molte contraddizioni nella versione ufficiale, cioè come se si trattasse di un film con una sceneggiatura ben fatta ma, naturalmente, è solo una mia impressione…
il 21-09-2008 alle 7:00 pm,
caro marco io non ho mai detto di avere delle colpe e nemmeno me le sento e sono anche più che convinta che queste colpe non le abbia nemmeno mio padre dal momento che affermi così.nessuno è convinto della versione dei fatti altrimenti nessuno si poneva tante domande in merito alla vicenda. ripeto luoghi, situazioni e frangenti di tempo sono ricaduti su di lui ma sono convinta che è pura casualità perchè poteva trovarsi chiunque al posto di mio padre ad essere entrato per ultimo in caserma aver trovato quello scempio davanti a sè e venire ucciso per ultimo da un sol colpo proprio per far cadere le colpe su di lui!
il 22-09-2008 alle 9:27 am,
Ciao Luce,
io non sono nessuno per dire che è stato tuo padre “e spero come té che non sia stato lui”.
Ma allora come spieghi, che il portone d’ingresso era chiuso dall’interno, le finestre, “essendo una Caserma”, sono bloccate dalle sbarre e l’altra porta, vi era posizionata una Grande damigiana “dall’interno” che non permetteva l’accesso o l’uscita di altre persone.
Allo stesso tempo non è pensabile che una persona, uscendo poteva chiudere la porta e tirasi dietro una grossa damigiana.
N.B. Attenzione, c’è anche un testimone oculare, che non ha visto entrare ne uscire da quella caserma nessuno, fino all’arrivo dei Carabinieri della Stazione Accanto.
Quando questa persona si è affacciata alle finestre, per rendersi conto cosa stesse succedendo, in quella caserma di stava ancora sparando.
Qualche colpo, è stato indirizzato anche verso questa persona!!!!!
il 22-09-2008 alle 9:36 am,
Luce,
io posso avanzare, anche un’altra ipotesi!
Forse è stato COSTRETTO a fare, quello che ha fatto, per salvare Voi, “La sua Famiglia”.
Il Ns. compito, è trovare quello Str….. o quegli Str….., che hanno costretto tuo padre, a fare una cosa del genere!!!!!
In quel caso la posizione di tuo padre sarebbe differente!!!
il 22-09-2008 alle 2:10 pm,
io credo che una persona possa essere usata come capro espiatorio per delle caratteristiche personali, proprio perchè può essere più credibile, ma credo anche che se avrebbero dovuto arrestarlo, (se questo è quello che si vuol far intendere) i suoi colleghi non si sarebbero fatti prendere alla sprovvista. Può essere che gli sia rimasto solo un colpo per suicidarsi? E’ possibile che qualcuno gli abbia fatto pagare il fatto di non sottostare a delle “regole”? Chissà, è difficilissimo darsi delle risposte ma è facilissimo appunto porsi delle domande, cosa potrebbe coprire un eventuale “segreto di Stato” ?
il 22-09-2008 alle 4:21 pm,
Marmosso, molte persone in questo forum, hanno dei legami personali, con questa storia.
Tu che legami hai!
il 22-09-2008 alle 5:09 pm,
niente legami, ma chi ha dei legami deve affermare cose appurabili, oppure i legami, come li chiami tu, non ti conferiscono il diritto di fare delle affermazioni buttando lì delle frasi che, fanno intuire delle cose ma non comprovano niente. chi ha dei legami con questa storia, sicuramente non parla….
il 23-09-2008 alle 2:04 pm,
Salve a tutti non passa settimana (passo davanti alla stazione dei cc di Bagnara tutte le settimane) che non pensi sconcertato a quei giorni. Conoscevo Mantella, conoscevo Quaglia con i quali ho fatto diversi servizi assieme ed il ricordo di entrambi è di persone corrette e cordiali. Persone molto tranquille e pacate. Per questa ragione, nonostante siano passati ormai tanti anni, non ho ancora dato una spiegazione a quanto successo…
Fatalità volle che andando a trovare alcuni ex colleghi (ero cc ausiliario) in una vicina stazione, il giorno prima del fatto, abbia proprio incontrato Quaglia. Tranquillo come sempre l’ho visto.
E’ incredibile che il solo giorno successivo sia accaduto tutto ciò…
il 23-09-2008 alle 9:18 pm,
Buonasera a tutti. Premetto che non ho legami con i carabinieri vittime della strage. L’unica cosa che posso vantare e’ il fatto di essere un abitante di Bagnara di Romagna. Difficile dire cosa sia successo: sicuramente giornali e tv all’epoca ricamarono alla grande sulla questione. Dalle domande fatte mi risulta che la gelosia del Mantella fosse una falsita’: mia madre ricorda una persona normale cosi’ come la moglie. Ricordo anche io il Mantella come una persona cordiale: mi sembra difficile pensarlo come autore della strage. Certo le stranezze non mancano: mio padre invece mi ha raccontato come le indagini siano state veloci. Cosi’ veloci che qualche giorno dopo la caserma fu ripulita e riverniciata per essere pronta ad accogliere altri militari. Cosa altro dire ? Sicuramente gli abitanti di Bagnara parlano malvolentieri della faccenda: quasi fosse una macchia da cancellare. Sembra accettata la tesi della follia. Io personalmente non mi sono fatto opinioni anche se, come voi, vorrei sapere la verita’………quella vera pero’.
il 23-09-2008 alle 10:08 pm,
In tutta franchezza la teoria del complotto non mi convince affatto. La ritengo alla stregua delle tante leggende metropolitane, con tutti i distinguo del caso, ovviamente. Le indagini… tutti questi serial tv, RIS, CSI, ecc. a mio avviso distorcono molto dalla verità… In realtà non ho mai visto indagini approfondite nemmeno in altri casi… insomma non sono portato a credere che ci sia stato un insabbiamento ma forse, molto più semplicemente, la volontà di chiudere al più presto, forse frettolosamente, un evento tragico ed al tempo stesso imbarazzante per l’Arma. Mi ero già congedato l’anno precedente ma avendo ritenuto doveroso essere vicino ad ex colleghi mi sono ritrovato casualmente addirittura a dare una mano a caricare sui mezzi gli arredi colpiti dai proiettili.
Mi spiace per i complottisti ma non c’erano agenti segreti.
Forse si è trattato di un tragico incidente, del tutto inconsapevole, che con le armi può accadere pensando fosse scarico. L’M12 è un’arma molto rapida che, se carica, spara un caricatore in pochi secondi (9). Personalmente non ho contato i colpi sui mobili e sui muri ma a mio avviso non erano un centinaio (ho qualche dubbio in proposito) ma forse solo una trentina (32) che guarda caso è il numero di colpi che contiene un caricatore della mitraglietta. Il calibro 9 parabellum è devastante e più di cento colpi avrebbero demolito l’ufficio ve l’assicuro.
Sono propenso a credere ad un tragico incidente. Ancora oggi non ho motivo di dubitare dell’integrità morale delle persone morte quel giorno. Tantomeno di colui che, a mio avviso casualmente, ha scatenato la sparatoria. Ritengo plausibile che dopo essersi reso conto del grave incidente abbia deciso di togliersi la vita.
Quanto sopra potrà risultare banale ma vi assicuro che con le armi è veramente facile fare del casino. Anche senza volerlo. Esempi durante le esercitazioni di tiro ce ne sono a bizzeffe.
Le ipotesi del complotto le vedo solo nei film e sulle capacità di organizzare i depistaggi da parte dei nostri servizi… bè ho delle perplessità.
il 24-09-2008 alle 8:52 am,
Personalmente non conosco l’uso delle armi anche se credo alle parole di Massimo a proposito della loro pericolosita’. Mi pare pero’ strano che un carabiniere possa essere cosi’ imprudente o inesperto da combinare un tale casino. La tesi del complotto non sta in piedi anche se un certo Marco Mancini quella mattina fu fra i primi ad arrivare: i miei genitori raccontano di persone in borghese che entravano ed uscivano indaffarati dalla caserma. Mio padre ricorda anche quell’ultimo sparo che pose fine alla carneficina. Quindi, come si dice in Romagna, la coperta e’ corta: se da una parte la tesi del complotto non regge, e’ difficile anche da sostenere la tesi dell’incidente. Non so proprio cosa pensare: l’unica certezza e’ quella che le indagini non hanno mai chiarito nulla (ammesso che siano mai arrivate a nulla…..). Faccio fatica anche a pensare a persone che sanno ma tacciono. Faccio fatica a credere alla teoria del personaggio di primo piano della vita politica fermato in compagnia di un personaggio dell’antistato (cosa si intende poi per antistato ?). Per farla breve: non so a cosa credere.
il 24-09-2008 alle 8:56 am,
A proposito: la caserma di Bagnara verra’ demolita e ricostruita in altro posto. La versione ufficiale parla di “edificio incompatibile con la connotazione storica delle mura del castello sforzesco”. In pratica e’ una costruzione postuma che mal si accompagna con le mura storiche. La versione ufficiosa (e che tutti i bagnaresi avallano) e’ che finalmente si vuole cancellare quell’ultimo ricordo scomodo della vicenda.Non c’entra nulla con l’argomento trattato ma mi pareva doveroso dirlo.
il 24-09-2008 alle 9:17 am,
Ciao Pablo, anche la notizia più banale può essere preziosa, per Noi.
Sicuramente, quella caserma raffigura una brutta macchia per quel bellisimo Luogo, e quindi non c’è cosa migliore per cancellare dalla mente dei locali quel brutto ricordo.
Mi farebbe piacere ricevere qualche foto di quella caserma prima che venga demolita, perché il ricordo in mé è ancora molto forte, e farò del tutto per non dimenticare.
il 24-09-2008 alle 9:45 am,
caro marco dici di non aver fatto accuse,ma se precedentemente hai scritto: sicuramente tu non hai colpa per quello che ha fatto tuo padre,ma bisogna dire che allo stato dei fatti per colpa sua ecc… Questo è accusare altrimenti potevi dire: tu non hai colpa per quello che probabilmente sia accaduto… così non era un’accusa o sbaglio?poi il fatto dei legami scusami ma non l’ho capito…avrò quasi 25anni ma non afferro…se non sbaglio hai detto che all’epoca dei fatti eri piccolo ascoltavi i discorsi dei grandi…che legame hai tu?già in precedenza ho affermato che non escludo nessuna ipotesi,ammesso anche che sia stato mio padre, allora perchè la gente si dovrebbe porre ancora tante domande sull’accaduto?era pazzo ed ha sparato cosa c’è da domandarsi? la gente per porsi ancora domande significa che non crede alla versione ufficiale…
il 24-09-2008 alle 9:56 am,
vorrei rispondere anche a massimo,ancora non sono riuscita a capire cosa gestiva mio padre,in cosa avesse le mani,cosa compriva.. come fai ad affermare una cosa del genere se dici di averlo conosciuto,se lo conoscevi certe domande non le ponevi e la risposta già l’avresti avuta… aveva le mani in qualcosa,gestiva qualcosa, e il suo guadagno dov’era non penso che era così stupido da far qualcosa senza un torna conto personale…all’epoca i giornali scrivevano che era in un giro di droga e prostituzione…. io mi domando e chiedo, faceva tutto ciò per vivere in casa affitto,stringere la cinghia e non rimanere niente alla famiglia?noi non abbiamo avuto e non abbiamo assolutamente niente. vi rispondo a mio mal grado che a questo punto magari lo avesse fatto almeno noi vivevamo per tanti anni una vita agiata,invece di vedere mia madre spaccarsi la schiena per darci da mangiare e farci studiare…
il 24-09-2008 alle 10:02 am,
hai anche detto che può essere stato un’incidente casuale delle armi ecc…ok benissimo,ma perchè suicidarsi invece di pagare una colpa involontaria?mettiamo il caso che con la macchina investo una persona e la uccido, è un’incidente involontario giusto?perchè suicidarmi?pago la mia colpa involontaria o sbaglio?
il 24-09-2008 alle 10:25 am,
Ciao Massimo, dopo tanto tempo, mi fa molto piacere, sapere che in quei giorni, ci siano state delle persone del luogo, che hanno vissuto la vicenda, e che lo ricordino ancora.
il 24-09-2008 alle 10:36 am,
Luce, noi parliamo, per ipotesi e supposizioni, cerchiamo di dare una soluzione logica a questa vicenda, anche se di logico, non c’è nulla.
Vorrei avere un contatto diretto con té, ma forse, non lo preferisci.
Se non ti dispiace, puoi metterti in contatto con Antonella Beccaria, l’autore di questo Blog, in modo da dargli quante più informazioni possibili, sulla vicenda.
Antonella è una persona molto obiettiva, quindi raccoglierà tutto il tuo materiale, insieme al mio, e perché nò, anche di altre persone, in modo tale da avere una visione a 360° della vicenda.
il 24-09-2008 alle 2:23 pm,
scusate vorrei fare una domanda a Massimo:
la teoria del complotto non ti convince, bene. ma non credi che siano stati sparati più di 32 colpi, bene. ma allora la versione ufficiale pecca di qualcosa o sbaglio?
il 24-09-2008 alle 2:24 pm,
ti stai smentendo da solo o sbaglio…
il 24-09-2008 alle 4:17 pm,
Luce, mi sembra che chiunque abbia palesato pensieri pro-versione ufficiale, si è trovato di fronte dei controsensi, quindi i dubbi e le domande, piuttosto che diminuire, a quanto pare, sembra che aumentino…..
il 24-09-2008 alle 4:18 pm,
chissà….
il 24-09-2008 alle 4:50 pm,
Luce,
innanzi tutto i Massimo sono due ed io non sono Massimo Maravalli.
Avevo già postato una risposta ma evidentemente si è persa nei meandri della rete…
Cercherò di ricordare ciò che avevo scritto:
Non mi permetterei mai di azzardare ipotesi sulle cosiddette mani in pasta e tutte le varie amenità e cattiverie che si sono sentite dopo. Le reputo chiacchiere di paese piuttosto crudeli ed irrispettose. Ho conosciuto tuo padre e mi è sembrata una persona tranquilla, pacata e non mi sembrava assolutamente un “trafficone”. L’avrei definito un buon padre di famiglia.
Avvaloro la teoria del tragico incidente in quanto sono consapevole della facilità con la quale sia possibile fare danni con le armi anche accidentalmente. E peraltro non ritengo incongruente che dopo un incidente di questo tipo l’accidentale protagonista decida di togliersi la vita.
In quanto alla versione ufficiale dei colpi sparati non so che dire… Dico solo ciò che ho visto e che ricordo. Se poi per numeri ufficiali si intendono quelli scritti sui quotidiani… Bè, per carità, a quelli non credo proprio. Personalmente non ho mai letto i documenti delle autorità inquirenti e quindi non so che cosa contengano.
In buona sostanza posso solo dire che ho conosciuto due dei protagonisti di questa tragica vicenda che non mi hanno mai dato l’idea potessero essere persone che navigavano nel torbido. Piuttosto l’esatto contrario.
il 24-09-2008 alle 4:56 pm,
scusa di nuovo massimo, se non credi ai giornali a chi credi?
il 24-09-2008 alle 5:01 pm,
Luce, leggi bene, quelle sono frasi scritte da marco no da me, io le ho riprese proprio per palesare delle incongruenze… ciao
il 24-09-2008 alle 5:11 pm,
boni…..
il 24-09-2008 alle 6:32 pm,
x Maremosso
I giornali? Spesso distorcono la verità. E ti posso assicurare che l’ho potuto appurare di persona riguardo fatti, non questo, che conoscevo perfettamente.
A seconda dell’interesse che si intende solleticare si pone l’accento, talvolta a casaccio, se non addirittura inventando tante cose…
I giornali servono. Ma non sono oro colato e soprattutto non dispensano verità.
Guarda solo quando parlano di aeroplani, argomento che conosco abbastanza approfonditamente, quante amenità vengono dette.
Ma stiamo andando fuori tema,,
Sarei molto curioso di poter leggere documenti ufficiali ed anzi se qualcuno ne sa qualcosa li esaminerei volentieri…
Forse mi ripeto ma il mio contributo a questa discussione era solo per ricordare due persone che conoscevo, seppur non approfonditamente, ma che posso definire “per bene”. Diversamente da molti ho visto personalmente “il luogo del delitto” ed addirittura (da civile) ho dato una mano a sistemare gli arredi danneggiati sul furgone per il trasporto. Se ci fosse stato tanto da nascondere non credo che avrebbero permesso ad un civile (seppur da ex collega) non solo di dare una mano ma di vedere con assoluta tranquillità i luoghi il giorno successivo al fatto.
il 24-09-2008 alle 7:57 pm,
Massimo, è vero, i giornali a volte forniscono notizie distorte in base ai loro orientamenti politici ma, le notizie di cronaca, vengono loro fornite dagli investigatori e, sinceramente quando più giornali scrivono 111 e non 32, non c’è alcuna distorsione che tenga..
il 24-09-2008 alle 9:12 pm,
Sicuramente distorsione c’e’ stata: sappiamo quanto i giornali in Italia siano maestri in questa cosa. E non penso che in questa vicenda entrino gli orientamenti politici: le notizie si rincorrevano in modo caotico ed ognuno forniva la propria versione per poi correggerla nei giorni successivi. Sarei curioso anche io di leggere qualche documento ufficiale che dia una parvenza di “versione ufficiale dei fatti”. Mi pare che questa ultima non sia mai stata data. Per quanto riguarda quello che ha detto Marco stamattina : non mi pare giusto cancellare quel ricordo, anche se brutto. E’ un pezzo della storia di questo paese e come tale va ricordato. Dimenticare significa mettere la testa nella sabbia e fare finta di nulla. Io almeno sono fatto cosi’.
il 24-09-2008 alle 9:37 pm,
Vagando per i meandri della grande rete mi imbatto in una colossale distorsione : leggo che a Bagnara fu ucciso dalle Brigate Rosse il senatore Roberto Ruffilli. Questo nell’aprile 1988, pochi mesi prima della strage dei carabinieri. Questa notizia e’ assolutamente falsa dato che il senatore Ruffilli fu ucciso a Forli. Questo per darvi la misura della manipolazione delle notizie. A Bagnara forse fu fatta la stessa cosa: fu costruita una notizia di sana pianta. Nessun abitante di Bagnara fu ascoltato dai giornalisti. Furono fatte alcune interviste dalle televisioni ma quando furono mandate in onda vennero impietosamente tagliate e ridotte.
il 25-09-2008 alle 8:05 am,
allora devo chiedere scusa ai due massimi perchè c’è stata un pò di confusione e li ho scambiati per la stessa persona…
il 25-09-2008 alle 8:10 am,
marmosso non so chi tu sia ma sai bene che sono quasi sempre d’accordo con te….
il 25-09-2008 alle 1:54 pm,
E la versione ufficiale ?
Esiste una versione ufficiale ?
La tesi della “pazzia” e’ stata costruita
dai giornali e forse avallata dalle
alte sfere della Benemerita. Per coprire
qualcosa ? Oppure per pura e semplice
comodita’ ? Oppure perche’ anche loro
non hanno idea di quello che sia successo ?
Mi metto nei panni di Luce che all’epoca
aveva circa 5 anni se non vado errato. Lei
sicuramente non crede nella pazzia del padre
ed anche io, avendolo conosciuto se pur
marginalmente, faccio fatica a crederci.
La vicina di casa del Mantella, amica di mia
madre, ha sempre sostenuto che era una famiglia
normale. D’altra parte qualcosa deve essere
successo. Inizialmente si disse di una persona
portata in caserma per accertamenti. Lo escludo
a priori : uscire dalla caserma a quell’ora senza
essere notati e dopo tale casino e’ difficile
dato che la caserma e’ proprio sulla strada
principale molto trafficata. La tesi del
complotto mi pare “intrigante” ma mi viene
da dire: quale complotto ? Contro chi ? Contro
cosa ? Si e’ parlato di Gladio piu’ volte, di
armi nascoste, di traffici strani. Mi chiedo:
avete mai vissuto a Bagnara ? Un posto di 1800
anime all’epoca dove tutti sanno tutto di tutti.
Neanche un segreto cosi’ rimane segreto in questo
paesucolo dove il vizio della “chiacchiera” e’
diventata pura arte. Rimango quindi sulla mia
posizione “neutra”.
il 25-09-2008 alle 3:06 pm,
Ti ringrazio Luce ma io la penso veramente così, anche prima di incontrare Te la figlia di un onesto Carabiniere.
il 26-09-2008 alle 6:19 am,
Pablo, la versione ufficiale? La versione ufficiale mi sembra evidente ma, il fatto è che appare poco convincente…
il 26-09-2008 alle 6:22 am,
molte disgrazie avvengono in italia e nel mondo ma non in tutte, la gente si pone delle domande. come mai in alcune si?
il 26-09-2008 alle 12:02 pm,
Ah gia’….la versione ufficiale…dimenticavo……anche su Ustica dissero che si trattava di un incidente………scusate…….come ho fatto a non crederci ? Hai ragione Marmosso, il fatto e’ veramente poco convincente…….
il 26-09-2008 alle 4:50 pm,
X Pablo
ah ah ah
il 26-09-2008 alle 9:51 pm,
Tralasciamo gli scherzi: la versione ufficiale sicuramente e’ stata data (a Bagnara non e’ mai arrivata notizia alcuna in proposito). Ma non ci vuole molto cervello a capire che incongruenze e dubbi sono parecchi. Qua in paese della questione se ne parla malvolentieri e se non se ne parla nemmeno e’ quasi meglio. Ma tutti, chi piu’ e chi meno, ha sempre espresso dubbi sul “momento di follia” del Mantella. Tutti lo conoscevano in paese e nessuno avrebbe mai immaginato una cosa del genere. Non voglio difendere nessuno ma penso che sia stato il perfetto capro espiatorio.
il 27-09-2008 alle 10:35 am,
Vedi, Pablo, in un forum come questo è meglio non irridere nessuno, in quanto “quasi” nessuno di noi ha vissuto in modo diretto la vicenda, nessuno di noi può arrogarsi il diritto di sapere di più degli altri e, mi sembra che tutti vogliano addivenire ad una “soluzione” qualunque essa sia ma il dato certo è non la libertà di porsi delle domande ovvero è il fatto che molti se le pongono e quindi sicura mente, quando non c’è chiarezza forse è perchè c’è qualcosa che si vuol nascondere…. ossequi.
nel caso in cui qualcuno sapesse qualcosa che sia inconfutabile ne parli con Luce, Lei non sta cercando di santificare il padre ma cerca semplicemente una verità limpida e comprovabile, anche se questa si dovesse rilevare la peggiore che possa pensare…
il 27-09-2008 alle 10:45 am,
comunque devo abbandonare il forum, ringrazio chi lo a creato e ringrazio tutti i partecipanti. un saluto particolare a Luce una persona davvero speciale, con un pensiero personale: non si diventa così come sei Tu senza una guida quindi ritengo che hai avuto e hai delle ottime guide. In bocca al lupo per tutto. Ciao.
il 29-09-2008 alle 10:35 am,
Per dovere di cronaca,sarebbe opportuno ricordare che prima del Provvisionato,sull’allora settimanale Avvenimenti il giornalista Michele Gambino aveva condotto(peraltro con molta perspicacia)un’inchiesta sulla c.d. “Uno bianca” e sulla strage di Bagnara.Credo che il Provvisionato ne abbia poi ripreso in seguito i passaggi.
il 29-09-2008 alle 10:42 am,
Per quanto riguarda la dinamica della strage,appare strano e illogico che nessun militare abbia opposto resistenza o che si sia fatto uccidere in questo modo.Un’arma silenziata provoca comunque un rumore udibile,figuriamoci una raffica di PM12 oppure anche la sola Beretta 9 Parabellum.
Non si cominci pero’ a favoleggiare sui soliti Servizi d’Informazione a vanvera.Se vogliamo cercare di capirne di piu’ su quella strage,cerchiamo di usare la logica e le informazioni reali e non quelle supposte.
Ad esempio,del famoso Ten.Col. dell’A.M. che testimonio’,nessuno puo’ scrivere qualcosa?
il 29-09-2008 alle 2:35 pm,
Salve 164° A.C.A. Di quale famoso Ten.Col. dell’A.M. che testimonio’ parla ? Non sapevo questa cosa. Puo’ illuminarci ?
il 29-09-2008 alle 2:52 pm,
Non so se e’ famoso,ma e’ famosa la sua testimonianza: ” …quel Colonnello dell’A.M. di ritorno da una gita fuoriporta e diretto verso casa,a Verona.Possibile che sia riuscito a sentire da dentro la macchina - e magari con la moglie che parlava e i figli che schiamazzavano - la frase “Ora basta!”,urlata in modo imperioso da qualcuno da dentro la caserma un attimo prima di sentire gli spari?E poi in quel periodo eravamo a meta’ novembre,magari fuori faceva freddo,i finestrini forse erano chiusi…”(cfr. Michele Gambino,Avvenimenti).
il 29-09-2008 alle 2:56 pm,
Bagnara e’ un paesino,l’incrocio principale passa davanti all’allora caserma,poi - se non ricordo male - accanto alla caserma c’era un bar (chiamato il Barettino,Pablo puo’ confermare?).Credo che ci dovesse essere un gran silenzio,alle 12:25 poi…,per udire certe frasi.
il 29-09-2008 alle 3:35 pm,
Bagnara e’ effettivamente un paesino: all’epoca circa 1800 anime, attualmente circa 2000. L’allora caserma e’ ancora li: la nuova sede dei Carabinieri sorgera’ in futuro fuori dal paese. A circa 100 metri dalla caserma c’e’ un bar (il Barettino per l’appunto) ma all’epoca non c’era. C’era una lavanderia. Per quanto riguarda la questione del Ten.Col. della AM concordo con Lei: difficile da credere. Sentire le frasi all’interno della Caserma con le finestre chiuse……..mah !!!!! PS per conoscere Bagnara ed il barettino evidentemente e’ della zona..oppure ci passa….giusto ?
il 29-09-2008 alle 3:56 pm,
Esatto Pablo,il bar e’ di fronte la caserma.
Della lavanderia non sapevo,mi ricordo del bar,anche se lei mi conferma che e’ stato aperto in seguito.
Abito in una zona che confina con la provincia di Ravenna.
Continui a frequentare questo blog,in futuro potrebbero esserci degli scambi di pareri e informazioni.
il 29-09-2008 alle 5:02 pm,
una domanda a qualcuno che può rispondere (fuori tema naturalmente): a chi fu rubata la prima uno bianca e qual’era il suo alibi?
il 29-09-2008 alle 5:05 pm,
sicuramente era a cena con dei magistrati…
il 29-09-2008 alle 6:29 pm,
la testimonianza di quel colonnello è al dir poco assurda….ancora non capisco perchè si debba offendere l’intelligenza delle persone…
il 29-09-2008 alle 9:02 pm,
una barca nuova per pescare e tanta carriera…
il 29-09-2008 alle 9:03 pm,
i cc forse erano sulle loro tracce, mah…
il 29-09-2008 alle 9:05 pm,
chiedo scusa per l’intrusione ma era un pensiero che volevo esternare…
il 29-09-2008 alle 9:54 pm,
adieu..
il 30-09-2008 alle 6:15 am,
a seguire:
Sulla via del ritorno, Mantella e Fabbri si fermano per la spesa, chiacchierano con la fornaia e con il vigile urbano: parlano di calcio e Mantella commenta le gesta della Juventus e scherza invece sulle disavventure di Bologna e Cesena. Intanto due operai dell’Amiu, l’azienda rifiuti di Imola, si rivolgono ai due militari per denunciare un piccolo furto: E’ STATO FORZATO IL LORO FURGONE E RUBATE UN PAIO DI TUTE DA LAVORO. Ma viene detto loro di rivolgersi alla stazione di Mordano. «Noi abbiamo da fare, ci ha chiamati il comandante», avrebbero ribattuto alla coppia di operai.
Che strano furto….
il 30-09-2008 alle 8:04 am,
Un grazie a 164° A.C.A. : lo scambio di pareri ed informazioni e’ sempre gradito. Tornando (per chiudere il discorso) sulla testimonianza del Ten.Col. direi che non ci sia altro da aggiungere. Come dice Luce e’ quasi offensivo pensare che ci siano persone che possano sostenere di avere sentito qualcosa dentro la caserma prima dell’eccidio. Poi ognuno faccia le proprie considerazioni……
il 30-09-2008 alle 8:37 am,
Sicuramente Pablo,anche in forma privata.
Lei Pablo dovrebbe confermare quello che ha scritto sopra,al riguardo di quanto le hanno raccontato i suoi genitori che “persone in borghese sono entrate immediatamente dopo la strage nella caserma”.
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Mi perdoni Approssimativo,ma con questo dire e non dire dovrebbe essere un po’ piu’ chiaro.Illazioni o frasi buttate li tanto per ingarbugliare ancor di piu’ la matassa non sono molto utili.Se lei e’ a conoscenza di qualcosa,lo scriva apertamente.Anche una sua supposizione puo’ rivelarsi esatta,ma lo scriva in modo meno criptico.
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Luce,se lei e’ la figlia del Mantella - ed io non voglio dubitarne - sarebbe importantissimo,per non dire fondamentale,se lei confermasse la frase che piu’ volte e’ stata attribuita a suo padre.Ovvero: “Ci uccideranno tutti,i terroristi sono tra noi”.
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il 30-09-2008 alle 8:56 am,
X 164° A.C.A.
ho solo rilevato un furto molto strano, che coincide con il non sporcarsi di quel giorno, ho fatto domande sul PRIMO FURTO della uno bianca e su chi era il titolare e, ho solo affermato un dato certo, i colpi sparati quel giorno non sono 111 ma bensì “112″… se non sbaglio, quì ci si pongono solo delle domande, daltro canto invece, le risposte mi sembrano poche e aleatorie basate proprio sull’approssimazione ecco l’origine del nick… Saluti
il 30-09-2008 alle 9:23 am,
Confermo quello che mi ha detto mio padre: dopo qualche minuto dalla fine della strage sono arrivati i carabinieri della stazione del paese vicino. Poi ne arrivarono altri. La zona venne subito messa “in sicurezza” come dissero loro: questo perche’ si parlo’ di terroristi o persone ancora vive all’interno. A questo punto inizio’ il caos: sicuramente persone in borghese entravano ed uscivano dalla caserma dopo avere accertato che erano tutti morti. C’erano persone della Digos questo e’ certo. Poi quali altri personaggi e’ impossibile da dire: nessuno fu fatto avvicinare alla caserma. Mia madre ricorda la moglie del Chianese che sanguinava e si disperava. Ripeto: persone in borghese c’erano ma se fossero dei Carabinieri, della Digos, dei Servizi o cosa e’ difficile dirlo.
il 30-09-2008 alle 1:35 pm,
le indagini sono sempre molto delicate, non si può tralasciare nullla, nemmeno le cose più “insignificanti”
il 30-09-2008 alle 1:35 pm,
i particolari sono importantissimi…
il 30-09-2008 alle 1:36 pm,
se si è perso qualcosa bisogna ripercorrere il percorso all’inverso…
il 30-09-2008 alle 1:57 pm,
c’è una velata censura o sbaglio?
il 30-09-2008 alle 1:59 pm,
visto? quello che vi ho mandato ho scritto, ma non l’hanno pubblicato era come vi avevo detto…
il 30-09-2008 alle 3:39 pm,
Se ci sono censure e’ inutile continuare.
Resta pero’ da vedere cosa e’ stato censurato.
il 30-09-2008 alle 3:59 pm,
Si tratta di spam e di commenti che veicolano informazioni commerciali non desiderate. Informazioni si trovano qui: http://it.wikipedia.org/wiki/Spam
Per questo è stato applicata l’approvazione in attesa di risolvere il problema. Se poi si considerano commenti interessanti interventi come “?” o “^^^” (mandati con nickname differenti ma rispondenti tutti allo stesso IP), sta di fatto che aggiungono poco alla discussione.
il 30-09-2008 alle 4:09 pm,
Non aggiungono niente.
Dispiace apprendere che ci sono persone che non hanno niente da fare se non disturbare in questo modo infantile.
Non e’ “Bagnara” in se che dobbiamo cercare,non dico di risolvere,bensi’ di capire.Ma e’ tutto quello che avveniva in quegli anni e in quel territorio che merita di essere analizzato piu’ a fondo.
Abbiamo il piacere di avere un abitante del luogo che potrebbe aiutarci nella nostra “ricerca”.
Ma soprattutto,scrive in questo blog la figlia di quella persona che viene ritenuta responsabile della strage.Ma sara’ stato Antonio Mantella l’autore della tragedia?
il 30-09-2008 alle 4:11 pm,
E.Signol e’ un “fake”?
Anche altri che partecipano alla discussione lo sono?
il 30-09-2008 alle 6:27 pm,
164° A.C.A si sono la figlia di mantella a tutti gli effetti..te lo assicuro..al mille per mille…infatti nell’articolo di apertura del blog c’è scritto che mio padre era il penultimo di 5 figli,ma è il penultimo di 6 figli e tante altre piccole inprecisioni….comunque non penso che la conferma di una frase ipoteticamente detta possa darti conferma che io sia vera…ti dico che ero una bambina all’epoca per poter sapere se l’abbia detto oppure no,anche se è una frase che già ho letto su vari articoli.
il 30-09-2008 alle 6:28 pm,
un’altra cosa io so che loro si sono fermati a parlare con quelle persone del paese prima di montare il piantone e no dopo che sono stati richiamati in caserma..
il 30-09-2008 alle 7:59 pm,
Non mi fraintenda Luce,non mi permetterei.
Semmai volevo avere conferma sulla veridicita’ di quella frase perche’ - a mio parere - racchiude un’importanza determinante.
E’ mai possibile che in questa piccola regione(perche’ la Romagna e’ una regione,seppur unita all’Emilia),vi siano stati cosi’ tanti fatti di cronaca nera che hanno avuto come protagonisti in negativo i carabinieri?E in un lasso cosi’ breve di tempo?
Addirittura a Bologna vi era un brigadiere che disseminava prove e depistaggi ancor prima che quelli della Banda della Uno bianca mettessero a segno l’azione.
Io personalmente ho una mia personale ipotesi su quanto sia accaduto in quella zona,in quegli anni.Ma prima di esporla sarebbe opportuno continuare ancora la discussione.
il 30-09-2008 alle 8:17 pm,
Per 164° A.C.A. Credimi : sono di Bagnara e non avrei alcun interesse a mentire. Perdonami se passo al Tu ma quando sono punto nel vivo mi sembra giusto chiarire subito la cosa in modo diretto ed amichevole. E ovviamente pretendo del Tu e questo vale per tutti i partecipanti al blog. Ho 40 anni, sono cresciuto a Bagnara e amo questo paese che sta cambiando rapidamente. Quel 16 novembre del 1988 Bagnara e’ divenuta famosa in maniera tragica e proprio quel giorno forse molti hanno capito che non era piu’ quella isola felice che tutti credevano di abitare. Chi passa da qua si fermi: saro’ lieto di stringere la mano a chiunque voglia vedere questo angolo di Romagna.
il 30-09-2008 alle 9:03 pm,
Pablo,si intuisce che sei molto attaccato al tuo paese e alla tua terra.
Venti anni fa pero’ si e’ sviluppato un qualcosa di maligno.
Dobbiamo capire se questo male si e’ creato perche’ ha trovato improvvisamente terreno fertile,oppure se e’ stato sviluppato “appositamente in laboratorio” e poi “gettato” nel territorio con il chiaro intento di terrorizzare.
Man mano che il dibattito si sviluppera’ esporro’ la mia teoria.
il 1-10-2008 alle 3:32 pm,
Qualcosa di maligno ? Difficile da credere ma anche difficile da escludere data la casualita’ degli eventi. Effettivamente quello che e’ successo in quegli anni e strano: tutti quegli episodi sono collocati in breve tempo e nel tratto Bologna - Cattolica. O e’ un disegno precostituito oppure e’ una strana e beffarda casualita’. A questo punto 164° ACA devi illuminarci sulla tua teoria……
il 1-10-2008 alle 7:55 pm,
Non sono in grado di illuminare.Pero’ io mi sono fatto un’idea,due ipotesi per la precisione.Partendo dalle possibili cause scatenanti questi eventi.
Prima ipotesi:La forza dell’Arma dei Carabinieri sta anche - ma non solo - nel fatto che esiste una scala gerarchica solida.Parliamo,non dimentichiamocelo,di un corpo militare.Cio’ che tiene uniti i carabinieri nella loro rettitudine e’ l’appartenenza al Corpo,ma anche “ubbidire tacendo”.Il comandante generale(che fino a non molti anni fa proveniva dalle FF.AA,questo per le note inchieste di meta’ anni sessanta)e’ solo la punta dell’iceberg.Poi,fino al piu’ giovane milite della piu’ piccola caserma ,vi e’ una capillare ramificazione gerarchica.Una volta che questo controllo gerarchico viene a mancare,magari anche solo un anello della catena,potrebbe favorire quello che e’ accaduto in quegli anni in Romagna.Poco controllo gerarchico = militari che “deragliano”,che si fanno sopraffare dalla loro parte maligna.Mancando i controlli,i controllati hanno iniziato a delinquere.
Seconda ipotesi.Qui “lavoro” un po’ piu’ di fantasia:In quegli anni si e’ volutamente creato un gruppo,ramificato in piu’ squadre,di appartenenti alle forze dell’ordine.Un gruppo parallelo a quelli istituzionali.Il loro scopo?Non saprei dirvelo.Non escludo pero’ che gli appartenenti a questi gruppi si siano sentiti coperti da un’immunita’ extra che ha portato alcuni di loro a compiere delitti efferati,pensando di poterla fare franca.O di venire coperti.
I Savi attori principali,Macauda(piu’ ignoti)i registi.Ma chi sono gli sceneggiatori?
Certo,fa molto pensare che un brigadiere metta in atto un depistaggio prima che il delitto venga compiuto.E fa pensare la frase del Mantella che ho citato in un messaggio poco sopra.
il 1-10-2008 alle 8:28 pm,
Spero anche che Approssimaivo si faccia rileggere e spieghi meglio questo suo messaggio:
l’approssimativo ha detto,
IL 30-09-2008 ALLE 8:56 AM,
X 164° A.C.A.
[i]ho solo rilevato un furto molto strano, che coincide con il non sporcarsi di quel giorno, ho fatto domande sul PRIMO FURTO della uno bianca e su chi era il titolare e, ho solo affermato un dato certo, i colpi sparati quel giorno non sono 111 ma bensì “112″… se non sbaglio, quì ci si pongono solo delle domande, daltro canto invece, le risposte mi sembrano poche e aleatorie basate proprio sull’approssimazione ecco l’origine del nick… Saluti [/i]
il 2-10-2008 alle 3:19 pm,
Resta comunque troppo complicato scrivere supposizioni,oppure incentrare i dubbi su fatti,omicidi e testimonianze specifiche.
Non possiamo scrivere in pubblico di certi argomenti,e dire che ce ne sarebbero da approfondire.
Per esempio le decine di militari,carabinieri e agenti,che si sarebbero dovuti candidare nelle liste dell’allora PSDI proprio nel 1992,alla guida dei quali vi era il famoso Col.Pappalardo.
E cosa dire del ferimento di Roberto Savi al Pilastro?Sia lui che il fratello Fabio hanno sempre insistito nel dire che Roberto si era curato da solo ……
Oltre cento azioni sanguinarie messe a segno e di conseguenza oltre cento occasioni per rimetterci loro stessi la pelle.Se erano interessati ai soldi,i Savi non potevano mettere a segno uno,o al massimo un paio,di colpi grossi?
Altre incongruenze si riscontrano nelle prime dichiarazioni ai giudici di Roberto e Fabio.Soprattutto in merito alla dinamica dei fatti.In poche parole i racconti/confessioni tra i due non collimano.A volte sembra che non siano stati loro a compiere una determinata azione.O almeno uno dei due sembra quasi che non vi partecipasse.Non erano soli?E chi coprirebbero con le loro non confessioni?La stessa domanda me la sono sempre posta seguendo il caso Moro.Vi ricordate la dinamica dell’agguato di via Fani?Ci vollero anni e anni perche’ uscissero fuori dalle bocche dei brigatisti i nomi di alcuni partecipanti a quella strage.Inoltre i br indossarono per l’attacco alla scorta delle divise dell’Aeronautica civile.Per riconoscersi tra loro?
Poi ci sarebbe da dire ancora sulla tragedia di Bagnara,magari su qualche bagnarese che ha ascoltato qualcosa ma che non ha testimoniato …
Tutte ipotesi che non possiamo fare in pubblico,ricordiamoci che esistono delle sentenze giudiziarie in merito.
La curatrice del blog,Antonella Beccaria,potrebbe ragguagliarci meglio su questo argomento.
il 2-10-2008 alle 4:25 pm,
X 164° A.C.A.
Io non vedo nulla di illegale, nell’avanzare delle ipotesi!
Anzi, se servisse a fare chiarezza, ben vengano!!!
Nel caso contrario, sarebbe a dire, che nessuno ha il diritto di cercare la verità, in questa assurda Storia!
il 2-10-2008 alle 5:17 pm,
@ 164° A.C.A. (anche se di questi argomenti preferirei non scrivere a un nickname) - Le sentenze sul caso Uno bianca parlano di rapinatori. Hai ragione a dire che un rapinatore di solito si comporta in modo diverso e minimizza il rischio cercando di massimizzare il profitto, ma dal punto di vista del percorso giudiziario questo e’ quanto si e’ concluso. Peraltro lasciando molto poco margine a “persone ignote”: se la pubblica accusa parla in diversi casi di concorso di individui non identificati, in sentenza viene dato per certo che ci fossero solo i componenti della banda, con rarissime eccezioni (per esempio la rapina alla Coop di Casalecchio del 1988). Sta di fatto che comunque, a prescindere dal fatto che convincano o meno, leggere gli atti di quei processi e’ molto interessante e altrettanto interessante e’ ascoltare le udienze di primo grado di Bologna e Rimini registrate da Radio Radicale (vedi qui, anche se immagino avrai già avuto modo di accedere alle schede audio): dalla documentazione, infatti, almeno emerge un’atmosfera di contesto da cui partire. E questo vale in generale, non solo per la questione specifica. Le sentenze (ma ancor di piu’ i singoli atti) sono un elemento fondamentale da studiare per poterle poi incrociare con altre fonti. Non sempre pero’ e’ cosi’ facile accedervi, ma questa e’ una questione di burocrazia macchinosa. Ben vengano, a questo proposito, siti come quello dedicato alla memoria del 2 agosto 1980 dove l’associazione dei familiari sta lavorandoper digitalizzazione e pubblicare la documentazione giudiziaria. Altri casi del genere fortunatamente ci sono: per esempio il sito dedicato a Fausto e Iaio, quelli sui giornalisti Italo Toni e Graziella De Palo o il più recente Supporto legale sui fatti di Genova 2001. Ma rimangono pur sempre casi rari.
il 2-10-2008 alle 8:02 pm,
Le documentazioni audio di Radio Radicale sono udibili solo con il RealPlayer,un programma a mio parere un po’ troppo … invasivo.
Accontentarsi di alcune verita’,a volte di comodo,non piace a nessuno.
Il sottoscritto avrebbe piacere che venisse restituita dignita’ ai Carabinieri caduti in questi tragici fatti.Indipendentemente dalla ragion di Stato.Se di ragion di Stato si e’ trattato.
Come hai scritto ci sono delle sentenze alle quali dobbiamo comunque attenerci.I Savi sono sai giudicai come rapinatori,non terroristi.
Ipotesi e’ bello farne,Marco,ma dobbiamo ricordarci che questo e’ un blog pubblico.
Sicuramente tenuto in “osservazione”.
il 3-10-2008 alle 10:32 am,
Io, non ho paura di fare delle supposizioni.
Mi baso sopratutto su dati di fatto.
Per quanto posso essere coinvolto emotivamente, cerco sempre di essere obbiettivo, senza mai offendere nessuno.
il 3-10-2008 alle 11:21 am,
dove sorge il problema che è un blog pubblico?e qual’è il problema se è tenuto in osservazione?io non paura di dire le cose come stanno,non ho paura di affrontare le persone..
il 3-10-2008 alle 11:23 am,
siamo in un paese democratico almeno così si dice,ognuno è libero di pensare e dire ciò che vuole..
il 3-10-2008 alle 11:25 am,
se hai paura di esporre le tue teorie allora non dovevi proprio commentare nel blog o sbaglio?
il 3-10-2008 alle 2:19 pm,
Brava Luce!
Scusa se te lo domando….
Qualche tempo fa, ti avevo consigliato di contattare Antonella.
L’hai fatto?
il 3-10-2008 alle 6:37 pm,
no ancora no…
il 8-10-2008 alle 10:46 am,
X Luce
Cosa aspetti!
Credimi è una persona squisita!
il 17-10-2008 alle 7:13 am,
Ciao Pablo,
credo di aver capito che tu abiti, vicino/di fronte alla Caserma dei C.C. i tuoi genitori hanno notato qualche movimento strano subito dopo il fattaccio? cioè ha visto entrare delle persone in Borghese nella caserma e portare via subito degli oggetti, o c’è stato solo un via-vai di persone?
Riescono a ricordare chi, per primo è entrato in Caserma?
il 17-10-2008 alle 2:38 pm,
Ciao Marco. All’epoca abitavo a 50 metri dalla caserma. Mio padre ricorda il via vai di persone in borghese che entrava ed usciva dalla caserma, oltre alle decine di carabinieri che andava e veniva dai paesi vicini. Ti ripeto: erano momenti molto confusi. Difficile dire chi fu il primo ad entrare: la zona era off-limits perche’ non si sapeva chi sparava dall’interno. Anche dopo che si scopri’ che erano tutti morti nessuno era autorizzato ad avvicinarsi alla caserma: i rilievi durarono molto a lungo.
il 17-10-2008 alle 3:39 pm,
Se hai letto, i post precedenti, avrai capito che sono il nipote del Comandante della stazione, e sono alla ricerca disperata di notizie utili, a far luce su questa assurda vicenda!
Se hai altre informazioni, più o meno interessanti me le puoi far sapere.
Se tu mi dai l’autorizzazione chiederò la tua e-mail al resp. del blog, o se vuoi, tutte le info, le puoi passare a Lei.
il 17-10-2008 alle 7:57 pm,
I carabinieri intervenuti dopo la strage sono accorsi perche’ avvertiti dalle telefonate dei cittadini ma anche perche’,sicuramente,e’ scattato qualche allarme interno.A mio parere conta di piu’ sapere dopo quanto tempo sono arrivate le persone in borghese oppure i militi in divisa.Insomma,quanto tempo e’ passato dall’inizio della sparatoria all’arrivo dei primi militari?
il 17-10-2008 alle 8:08 pm,
Pablo,dobbiamo mandarti in missione nel tuo paese,per acquisire informazioni su un determinato gruppo di persone! Sei pronto?
il 18-10-2008 alle 10:31 pm,
Salve a tutti. Scusate il ritardo nella risposta ma sembra che il mio PC abbia dato di matto dopo avere installato un programma firewall. Ora pare tutto a posto. Rispondo a Marco che mi chiede un indirizzo e-mail al quale scrivermi: ho gia’ chiesto ad Antonella via mail di girartelo. Per quanto riguarda ACA: il tempo di arrivo degli altri militari mi sembra di capire che fu nell’ordine dei 5-10 minuti. La stazione di Mordano dista circa 3 kilometri e quella di Solarolo circa 5 km. Poi lo chiedero’ meglio a mio padre. Mi scuso in anticipo ma mi trovo in difficolta’: voi sapete io da dove scrivo e io non so proprio voi da dove scrivete. Qualcuno vuole essere piu’ preciso ?
il 22-10-2008 alle 8:22 am,
salve a tutti, io vorrei cercare di cambiare il discorso rimanendo in tema riflettendo su delle domande che in qualche modo possano essere “utili”. E’ chiaro che ognuno dice la “Sua” ma occorre dare un filo logico al discorso rispettando anche la tempistica altrimenti mi sembra un blog sterile. se non vi dispiace io inzierei con delle domande banali ma che hanno un senso nelle vicende trattate, ad esempio:
è possibile che in un atto di follia improvviso e inaspettato, il “protagonista” (chiedo scusa per il termine) abbia poi, prima di uccidersi, rimesso le armi in ordine sulla scrivania?
Perchè nessuno reagisce? Perchè vengono richiamati in Ufficio?
cosa era successo ad alfonsine? Perchè il tutto avviene nel triangolo “BOFERI”
io provo a dare una risposta basata sulla logica ma senza nessuna pretesa. comincio dall’ultima.
forse perchè proprio loro non dovevano sfuggire alla strage.
forse perchè erano sotto tiro.
quando una persona compie della gesta del genere, difficilmente poi si mette a riordinare, mentre se fossero stati uccisi, è logico mettere le armi sul tavolo.
infine c’è da dire che altri due carabinieri sono stati giustiziati senza avere nessuna reazione.
Forse ad Alfosine successe qualcosa che scosse alcuni semplici Carabinieri fino ad allora ignari ma che poi si sono “ribellati”.
Riguardo al triangolo BOFERI, sembrano delle linee di un confine da dove non poter sconfinare, dove erano presenti boss in soggiorno obbligato, dove ci sono dei traffici illeciti di grande importanza strategica.
il 23-10-2008 alle 1:07 pm,
Benvenuta Gloria,a chi ti riferisci quando scrivi che altri due carabinieri furono giustiziati senza avere nessuna reazione?
Per quanto riguarda il triangolo BOFERA,chiaramente qualcosa in quelle zone e’ andato fuori controllo,ma di boss in soggiorno obbligato e di traffici di stupefacenti ce ne sono in ogni provincia.
Per quanto riguarda le armi sul tavolo,potremmo anche pensare che qualcuno(ovviamente non l’idraulico o il falegname…)abbia fatto “visita” ai militi di Bagnara con una scusa del tipo:”Dobbiamo verificare le matricole delle armi,tutti i militari si facciano trovare in caserma per il controllo…”e che poi qualcuno abbia sparato?Chi?Oltre ai militari in servizio c’era gia’ qualcun altro all’interno della caserma?
il 23-10-2008 alle 6:05 pm,
Ciao A.C.A.
BOFERI e non BOFERA ricordi? la prima fiat uno di colore bianco è stata rubata a rimini…
da quelle parti c’erano molti pregidicati per reati di stampo mafioso.
per quanto riguarda le armi, perchè sparare con tutti i mitra?
forse si, con una reale fantasia si potrebbe dire che:
forse qualcuno è andato in caserma perchè tutti lì sapevano delle cose scottanti…. con l’intento di fare ciò che hanno fatto, poi visto che mancavano due carabinieri li hanno fatti richiamare per non lasciare nessuno in circolazione. Altri due carabinieri di pattuglia furono assassinati senza motivi apparenti. quì entrò in poi in gioco Macauda…
Antonella scusa per l’e-mail ma tu sai….
il 23-10-2008 alle 6:25 pm,
Gloria, no, non so: la mail non viene pubblicata e dunque non capisco perche’ non fornire la tua, invece di usare la mia. Che si ricorra ai nickname ci sta, che non si diano informazioni pubbliche personali pure, ma che si usino le mail di altri (ripeto, l’indirizzo di posta elettronica non e’ un dato che viene reso pubblico) molto meno perche’ c’e’ chi qui si e’ firmato e si e’ qualificato. SInceramente non credo ti approvero’ altri messaggi in questo modo.
il 23-10-2008 alle 7:48 pm,
Allora sarebbe piu’ corretto … BOFERN.
Ho capito ora che ti riferisci al duplice omicidio di Castelmaggiore,Gloria.
Per quanto riguarda i pregiudicati dell’area riminese,probabilmente intendi il Parco Covignano.Pensi che ci siano connessioni?
il 23-10-2008 alle 9:32 pm,
Scusate ma qualcosa non mi torna: se volevano farli fuori tutti allora come potevano dimenticarsi dell’unico superstite che si trovava in licenza ? Dubito ci fosse qualcuno dentro la caserma al momento dell’eccidio: uscire dopo tutto quel casino senza essere notati e’ molto difficile. Chiudo con una domanda e la rivolgo a Gloria: cosa c’entra Macauda con questa vicenda ?
il 24-10-2008 alle 8:21 am,
Ciao Antonella, io mi permetto di insistere ma se vuoi non pubblicare ciò che dico tanto si parla solo di fantasie.
A.C.A. il triangolo rimane BOFERI perchè all’epoca dei fatti Rimini non faceva provincia…
non intendevo il Parco Covignano come lo chiami tu, ma di “possibili” basi logistiche e strategiche dove risiedeva il famoso contabile…
Infatti, a mio avviso, il carabiniere in licenza era stato escluso perchè tenuto al di fuori delle “conoscenze” in quanto giovane, inesperto e forse non ancora pronto..
Pablo, se fosse come abbiamo ipotizzato, chi lo ha fatto ha studiato tutto nei minimi particolari, quindi anche come farla franca…
Cosa centra Macauda? non lo so. Ma di sicuro ci sono delle attinenze, come il fatto di essere Carabiniere, di lavorare nella stessa regione, di essere a conoscenza delle indagini, di voler depistare da qualcosa, come se avesse paura… c’è riuscito?
Una nuova domanda: che fine hanno fatto i Carabinieri arrestati in quei periodi? A distanza di anni sono usciti di galera, che fanno? perchè nessuno gli va a chiedere qualcosa? forse sarebbe utile…
io so che qualcuno si trova in toscana sullo stesso parallelo di Alfonsine, quando si dice il destino…
Quel triangolo era la sicuramente una “culla” molto comoda….
il 24-10-2008 alle 11:40 am,
Grazie Antonella
Vorrei porre altre domande per guardare dall’alto un’area geografica (BOFERI):
Su cosa indagava il magistrato Gia Giacomo Ciaccio Montalto ucciso nei primi anni ottanta? Perchè Paolo Borsellino accompagnato da un Poliziotto si recò nel triangolo di BOFERI?
Perchè poi quel Poliziotto fu ucciso in un agguato in sicilia?
La fantasia a volte arriva dove la realtà tiene prigioniera la verità..
scusate non vorrei apparire frivola ma ciò che non si può provare lo si deve immaginare..
Tutto ruota intorno e sempre a pochi…
il 24-10-2008 alle 12:49 pm,
Gloria,perche’ scrivi che il carabiniere in licenza (Trombin)era troppo giovane? All’epoca aveva 25 anni,mentre Camesasca e Fabbri rispettivamente 20 e 21.
Cosa possiamo chiedere agli ex carabinieri ora scarcerati?Sono stati condannati ed hanno scontato la pena per altri fatti?Cosa dovrebbero dire in piu’?
Intendi dire che uno di questi ex carabinieri ora lavora/abita ad Arezzo?
il 24-10-2008 alle 12:54 pm,
Pablo,se c’era gia’ qualcuno dentro,quel qualcuno potrebbe essere uscito insieme agli uomini in borghese arrivati subito dopo la strage.Ecco perche’ ho chiesto dopo quanto tempo sono arrivate queste persone.Se il tempo e’ stato breve,brevissimo,potremmo pensare a qualcosa di studiato,di pianificato.
il 24-10-2008 alle 4:18 pm,
Ciao A.C.A.
agli ex carabinieri si potrebbero chiedere molte cose….
il parallelo di Alfonsine (così chiamato) non è chiaro alla letta ma si riferisce al parallelo di rimini indicando il dove erano i soggetti al fine di capirne l’identità…
se posso avanzare un’ipotesi su chi eventualmente avrebbe potuto trovarsi all’interno della caserma, sempre rimanendo nel tema della fantasia, potrei dire che nessuno poteva entrarvi se non dei colleghi…
scusate ancora, errata corrige, chi andò con Borsellino non era un poliziotto ma il capitano dei Carabinieri: Emanuele Basile…
il 24-10-2008 alle 9:24 pm,
Mmmm……Mi pare si stia “sparando un po troppo in alto”….. Secondo me qualcosa stava succedendo nel cosiddetto triangolo BO-FE-RI ma era spiegabile solo nel fatto che la zona in questione era assai ricca e prosperosa e anche poco soggetta al controllo del territorio da parte di Polizia e Carabinieri. Le due cose sicuramente hanno incentivato la nascita di settori “deviati” delle forze dell’ordine che hanno fatto quello che hanno fatto: il caso della Uno Bianca ne e’ un esempio. Io almeno per ora la vedo cosi’……..
il 25-10-2008 alle 8:09 am,
Ciao Pablo,
si è vero “sparo in alto” perchè credo che in basso ci siano solo i “pupi”. in ogni modo la zona di cui trattasi, non era e non è poco soggetta al controllo del territorio da parte delle forze dell’ordine perchè in una zona così “piccola” ci sono Caserme dei Carabinieri ovunque anche a poca distanza tra loro, forse questo spiega molte cose, infatti chi non sa che spesso le stazioni dei CC cooperano insieme per il controllo del territorio? Quindi, forse, è proprio questa la motivazione che dava sicurezza a qualcuno, qualora fosse vero che c’era qualcosa di losco…
Per quanto concerne la uno bianca, c’è da dire che, con le rapine, non si sono mai introdotti in questo triangolo ma sempre al di fuori (vedete l’elenco e iluoghi delle rapine), infatti sono arrivati fino a Pesaro tenendosi sempre all’esterno della A14, ciò confermerebbe non un legame ma il sapere che quella zona era di qualcun’altro…
Caro Pablo in basso ci sono i piedi, in alto il cervello…
forse hanno
il 28-10-2008 alle 3:10 pm,
Mah….questa teoria non mi convince del tutto. Vorrei precisare che il controllo del territorio qua in provincia e’ una cosa tutta da verificare. Non voglio dire che le forze dell’ordine non fanno il loro lavoro ma qualcuno mi spiega perche’ qua nei paeselli le caserme dei carabinieri osservano orario d’ufficio ? Se io ho bisogno di aiuto alle 23 ad esempio, devo telefonare al 112 che arriva da Faenza. E questo assicura agli eventuali malviventi un vantaggio di almeno 15 minuti. Ogni tanto si verificano ondate di furti nelle abitazioni (mia madre addirittura in pieno giorno). Io stesso una sera ho avuto una “sgradita” visita ed erano le 22, per fortuna l’allarme ha fatto il suo dovere. E vi garantisco che queste bande di svaligiatori (non italiani, ovviamente) scorazzano indisturbate nella nostra zona. Eppure i carabinieri li dobbiamo chiamare da Faenza. Per fortuna il maresciallo di Bagnara e’ molto disponibile e se succede qualcosa arriva pure lui. Ma comunque la competenza e’ sempre di quelli che arrivano da Faenza. Se questo lo vogliamo chiamare controllo del territorio…….
il 28-10-2008 alle 3:11 pm,
…ma questo non c’entra nulla con l’argomento del blog. Scusate lo sfogo. Rientrando nel discorso Gloria ha concluso il suo intervento con un “forse hanno”. Era una frase rimasta a meta’ ?
il 28-10-2008 alle 8:43 pm,
E’ chiaro che le varie territoriali collaborino tra loro,Gloria.
Il messaggio pero’ non e’ finito,sembra interrotto: “forse hanno…”?Cosa volevi aggiungere?
E’ vero quello che scrivi:quelli della Uno Bianca non hanno mai colpito nella Romagna “interna”,ma solo nel riminese.Forse perche’ i Savi erano originari di Verucchio e conoscevano quelle zone?
il 29-10-2008 alle 10:18 am,
Ciao Pablo Ciao A.C.A.,
Pablo ti chiedo scusa ma devo esprimere un concetto a mio avviso fondamentale: non solo in romagna per chiamare i CC occorre comporre il 112 ma bensì in tutta Italia quindi ciò è ancora a favore dei “deviati”, infatti, sapere queste cose, aumentava per loro la possibilità di farla franca, sempre qualora ci fossero deviazioni naturalmente;
e poi una domanda:
tu credi che chi ti ha fatto “visita” sia un delinquentello comune o pensi che sia parte di un raket?
A.C.A., Io credo che è strano che tutte le malefatte dei banditi della uno bianca siano avvenute fuori da questo triangolo in quanto le banche sono ovunque così come gli uffici postali, i distributori ecc..
quindi di conseguenza ritengo possibile una “collisione” con la malavita organizzata o meglio, prima di iniziare le rapine, i poliziotti, considerata la loro “conoscenza” della materia, abbiano chiesto l’”autorizzazione” al capo dell’attuale cosca criminale e questi, per convenienza, gli abbia dato l’ok tenendoli però lontani dalla zona franca. Si la fantasia lavora molto ma ci sono molte altre tesi che combaciano con quel periodo come sequestri, traffico d’armi, droga ecc… e, il forse anno.. era riferito a questa ipotesi. sempre rimanendo sulla fantasia, chissà se si potranno riaprire le indagini su un fatto ormai archiviato come “atto di follia di un Carabiniere” semplicemente con delle ipotesi, sinceramente non penso ma se qualcuno con le strumentazioni e la visuale di oggi, rilegga attentamente tutti gli atti è plausibile,almeno me lo auguro, un verdetto differente, almeno sulle responsabilità del Mantella, le quali mi sembrano alquanto diffamanti….
il 29-10-2008 alle 2:20 pm,
Quella del chiedere il permesso ai capiclan non mi convince molto,ma questa e’ - ovviamente - la mia opinione.
Pero’ e’ strano che questi agenti partissero da Bologna per raggiungere la riviera e compiere i loro crimini(addirittura arrivavano a Pesaro)e che - al contempo - lasciassero stare la provincia ravennate,ovvero la parte che obbligatoriamente dovevano attraversare.Fatta eccezione per la rapina al Credito Romagnolo,uno degli ultimi crimini della banda.
il 29-10-2008 alle 9:53 pm,
Sul fatto che per chiamare i Carabinieri devo fare il 112 mi pare inutile soffermarsi. Intanto su chi mi ha fatto visita una sera d’estate non ho dubbi: sicuramente non e’ stata la criminalita’ organizzata. Non penso che questa si abbassi a svaligiare la casa di un normale cittadino. Su chi sia stato ho una mia personale opinione e me la tengo. Tornando sugli argomenti in questione: difficile sapere come i membri della Uno Bianca scegliessero i loro obiettivi: sicuramente studiavano i colpi e tutte le possibili vie di fuga. Certo e’ strano come la provincia di Ravenna sia stata diciamo “risparmiata” dalla banda. Ma forse, e lo ritengo piu’ probabile, la zona ravennate non era per loro strategicamente importante…..ma questa e’ comunque una mia teoria….
il 10-11-2008 alle 2:24 pm,
Io sono di Bagnara di Romagna, ho percaso trovato questo blog e mi ha incuriosito leggendolo, se ne sono dette tante qui che la fantasia ha superato il credibile, sono misteri che resteranno probabilmente irrisolti, conoscevo tutte le vittime ed erano bravissimi ragazzi, ciao
il 10-11-2008 alle 9:35 pm,
Benvenuto Abramo,perche’ non ce ne racconti qualcuna delle “fantasie” che circolavano a Bagnara?
il 10-11-2008 alle 11:00 pm,
Secondo me Abramo al “qui” si riferiva al blog in cui ci troviamo. Due bagnaresi sullo stesso blog…..roba da non credere…….
il 11-11-2008 alle 8:39 am,
Si mi riferivo al blog, all’epoca in paese si parlò di raptus da parte di Mantella ed era l’unica tesi che resisteva anche perchè con il suo carattere chiuso e introverso e da come lo conoscevo io non era il tipo da stare allo scherzo, si poteva pensare che avesse compiuto quel gesto per qualche motivo anche futile, ma è una delle tante ipotesi fatte all’epoca,
il 11-11-2008 alle 10:30 am,
perchè è così assurdo…è un blog aperto a tutti basta cliccare dei nomi al riguardo che ti appare la pagina…..e in fin dei conti io sono nata a faenza cresciuta per un pò a bagnara e un po a santagata sul santerno….per metà mi sento di appartenere all’emilia romagna…
il 11-11-2008 alle 1:50 pm,
Allora sarebbe piu’ corretta una critica costruttiva da parte sua.
il 12-11-2008 alle 3:50 pm,
All’epoca dei fatti io avevo poco piu’ di 20 anni e non conoscevo bene il Mantella e gli altri militari. L’avere un carattere chiuso ed introverso ed a volte scontroso non implica anche l’avere un istinto omicida tale da compiere una strage di tale portata. Pero’ non lo esclude neanche. Le ipotesi fatte all’epoca furono delle piu’ disparate ma non certo meno fantasiose di quelle fatte su questo blog. E comunque sono d’accordo con ACA: la critica deve essere costruttiva. PS Domenica prossima sara’ il ventesimo anniversario della strage e sicuramente ci sara’ la consueta messa domenicale a ricordo delle vittime. Io ci saro’ sicuramente.
il 13-11-2008 alle 8:38 am,
E vero, il fatto che una persona sia chiusa ed introversa non implica niente, è quello che credo anche io, sto solo riportando le “chiacchiere da bar”, nessuno di noi può sapere quale sia la reazione di qualsiasi persona quando le crolla il mondo addosso, sul fatto che il colpevole sia il mantella, tutte le prove e l’evidenza dei fatti sono contro di lui, e non ci piove, poi ci si può sbizzarrire sui motivi gravi o meno( a mio parere gravi altrimenti si avallerebbe l’ipotesi di una persona in preda a un raptus)
il 24-01-2009 alle 4:17 am,
salve a tutti, per caso mi sono ritrovato in questo blog che mi ha riportato alla memoria questo fatto di cronaca.
Ho letto tutti gli interventi e mi sono nate delle domande, poiche’ qui si dicono alcune cose come assodate.
Non ricordando assolutamente nulla delle ipotesi fatte al tempo, leggendo qui mi viene un quesito direi fondamentale.
Voi date come scontato il pressoche’ immediato intervento dei servizi. Addirittura nella persona del famoso Mancini.
Da profano credo che un normale pluriomicidio non necessita dell’intervento dei servizi.
Se cio’ corrisponde al vero (che siano intervenuti) mi pare ovvio che c’e’ qualcosa sotto.
Viceversa uno non nasce (che io sappia) nei servizi quindi l’eventuale presenza del mancini va inquadrata nell’inquadramento che aveva al tempo. cioe’ che lavoro faceva il mancini all’epoca?
Potrebbe essere che era un semplice poliziotto o carabiniere e sia entrato dopo nei servizi?
Dico questa banalita’ perche’ se cio’ che voi dite corrisponde al vero non vedo come si possa credere alla follia. I servizi se ne fregano della follia e non rientra nei loro compiti.
Inoltre, l’ipotesi fatta dall’esperto di armi non regge, per errore puoi uccidere uno forse due persone ma non e’ un film di fantozzi in cui il mitra comincia a sparare da solo all’impazzata.
L’ipotesi della tragedia/incidente la scarterei decisamente.
L’ipotesi della follia mi sembra plausibile (dimenticando il discorso servizi) poiche’ sono molteplici i casi documentati di follia da un momento all’altro, e nulla serve dire che la persona era equilibrata etc.
Insomma, per concludere, sta storia dell’intervento dei servizi e’ documentata o e’ una vs idea?
il 24-01-2009 alle 8:50 pm,
io credo sia il caso di divulgare, come dice curioso, solo la verità, qualora qualcuno di noi ne sia a conoscenza naturalmente. Avevo deciso di non rientrare più in questo forum ma determinati motivi mi hanno spinto a farlo. Senza voler apparire presuntuoso, penso sia il caso di rispettare il silenzio di chi non può più parlare…. un saluto.
il 27-01-2009 alle 12:00 pm,
Mess. per mar mosso,
non credo che sia giusto rimanere in silenzio,
se così fosse, si farebbe il gioco, di chi vuole insabbiare il caso.
Io non sono di questa opinione.
il 27-01-2009 alle 11:54 pm,
scusa marco, forse mi sono spiegato male, non volevo dire di stare in silenzio, anche perchè primo, non sono nessuno per dirlo e poi perchè forum come questo devono esistere, anzi ti dirò di più, ce ne sono pochi ma volevo semplicemente dire di rispettare il silenzio di chi non può parlare, non tacendo ma parlando appunto con cognizione di causa, riferendomi nello specifico alla domanda fatta da curioso sull’arrivo immediato sul posto dei servizi.
il 30-01-2009 alle 10:58 pm,
curioso ha detto:”Da profano credo che un normale pluriomicidio non necessita dell’intervento dei servizi.”
Non mi pare che una strage in una caserma di CC sia un normale pluriomicidio.
Sempreche’ - beninteso - un omicidio,o addirittura un pluriomicidio,siano un qualcosa di “normale”.
il 6-04-2009 alle 12:29 pm,
Ciao Antonella, sono entrata nel blog in quanto da qualche mese abito a Bagnara,x motivi di lavoro essendo io di Ferrara.Il mio coinquilino mi ha parlato della strage e la curiosità mi ha portato qui. Volevo sapere se la discussione si è fermata al 30-1-2009 in quanto mi interesserebbe saperne di più,se possibile…un saluto a tutti,Ale
il 6-04-2009 alle 9:48 pm,
Ciao Ale, la discussione al momento sì, è ferma a quella data, ma credo che non appena ci dovessero essere nuovi elementi riprenderà. Per intanto grazie.
il 11-04-2009 alle 5:21 pm,
Ciao Ale, benvenuta…
il 16-04-2009 alle 1:54 pm,
Ciao Antonella, grazie della risposta.
marmosso,grazie dell’accoglienza.
spero di rileggervi tutti presto….una saluto speciale a Luce.
il 17-04-2009 alle 7:18 pm,
Siamo in attesa di qualsiasi novita’.
Il bagnarese Pablo continua a seguirci?
il 19-04-2009 alle 2:11 pm,
Ciao a tutti. Si’….continuo a seguirVi anche se ultimamente la discussione sembra essere un po’ spenta. Mi duole deludervi: nessuna novita’. Negli ultimi tempi il paese sembra essere molto preso dalla elezione del nuovo sindaco che avverra’ nel prossimo giugno. Fermento alquanto inutile dato che le elezioni saranno solo il solito proforma. Mi fa piacere che la neo-bagnarese Ale sia interessata alla questione: almeno la schiera dei paesani che vorrebbero sapere la verita’ aumenta. E ovviamente un ringraziamento ed un saluto ad Antonella che cura il blog.
il 7-05-2009 alle 9:13 pm,
http://valigetta.ilcannocchiale.it/print/1697189.html
Non so se avete letto, credo che quì ci sia qualcosa di veramente interessante….
il 9-05-2009 alle 12:32 pm,
Marmosso, grazie del link, contiene spunti interessanti.
il 9-05-2009 alle 1:22 pm,
di nulla Antonella.
il 11-05-2009 alle 9:20 pm,
Il link riporta notizie note da tempo,ma non vedo il nesso con l’argomento che stiamo trattando.
Oppure mi e’ sfuggito qualcosa?
il 12-05-2009 alle 7:07 pm,
diciamo che secondo alcune teorie più o meno condivisibili, la banda della uno bianca era una forma di depistaggio per tenere lontano le forze dell’ordine dalla zona “franca” in quanto vi erano delle “manovre” molto importanti (traffici armi ed esplosivi ecc..) e, fra questi, pare che il fermo del personaggio che rappresentava l’antistato, operato dai militi della stazione di Bagnara di Romagna abbia causato una reazione che ha portato alle conseguenze che si sanno. Certo, tutto da dimostrare ma comunque questi fatti elencati nel link, possono rappresentare un buon motivo di dialogo in quanto, a mio avviso, molto attinenti con ciò che il blog tratta.