La tredicesima ora (RaiTre, seconda serata): Lucarelli racconta la storia di Cosimo Rega e del carcere visto dall’interno

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Questa sera, sempre in seconda serata e sempre su RaiTre, torna la trasmissione La tredicesima ora di e con Carlo Lucarelli. E questa sera raccontiamo la storia di Cosimo Rega e della vita all’interno del carcere:

La storia di Cosimo Rega la storia di un uomo che viene condannato all’ergastolo per omicidio e associazione mafiosa: fine pena mai. I suoi crimini hanno lasciato una scia di dolore che far male per sempre. Ma alla fine questa storia, con fatica, con sofferenza, senza facili attenuanti, si presenta come un romanzo di formazione.

Cosimo Rega – detto anche Sumino ‘o Falco, piccolo boss della Camorra di Angri, in provincia di Salerno – con la sentenza che gli infligge il carcere a vita perde tutto: la patria potest, la patria maritale, i diritti politici. Dal fondo della sua condanna comincia un lento e duro percorso di consapevolezza. Rega non pi un boss rispettato, non pi Sumino ‘o Falco, non pi il padre di due figli, n il marito di una donna coraggiosa che nonostante le enormi difficolt gli sar accanto per tutta la vita, solo un ergastolano che vivr per sempre lo squallore del carcere. Dopo un lungo e drammatico peregrinare tra i penitenziari italiani approda alla Casa di Reclusione di Rebibbia di Roma, dove grazie all’incontro con alcune persone – volontari e personale del carcere – e attraverso il lavoro, lo studio e il teatro comincia un percorso di consapevolezza e ripensamento della propria esistenza che lo porter a rifiutare la cultura della malavita organizzata e a fondarsi una nuova identit. Cosimo sar scelto come uno degli attori protagonisti del film dei fratelli Taviani “Cesare deve morire” – Orso d’oro nel 2012 al Festival di Berlino – che si chiude con una sua frase: “Da quando ho conosciuto l’arte, questa cella diventata una prigione”.

Piazza Grande di ottobre: naviganti senza dimora, storie di chi non ha casa ma va in rete per raccontare e raccontarsi

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Piazza GrandeIl numero di ottobre del mensile Piazza Grande dedicato ai naviganti senza dimora, a chi vive senza casa ma non rinuncia a una connessione per comunicare, informarsi o aggiornare il suo blog. Nell’inchiesta del mese, Francesca Mezzadri e Leonardo Tancredi, raccontano le storie di Luigi, Angelo e Marco persone con passato o un presente da senza dimora che hanno trovato nel web un rimedio alla solitudine, la possibilit di conoscere persone fuori dal mondo dell’emarginazione e anche un’opportunit di lavoro. Luigi e Marco si sono avvicinati ai computer grazie al Laboratorio di informatica di del Centro diurno di via del Porto, Angelo ha imparato in carcere, a Rebibbia. Racconta Luigi:

Per due anni uscivo dal dormitorio alle 8 e mi precipitavo all’internet point per restarci fino a sera all’inizio chattavo moltissimo, mi iscrivevo a qualsiasi lista, non dicevo di essere senza dimora, parlavo della mia vecchia vita.

Angelo dopo il corso da detenuto ha fatto uno stage in un’azienda, Marco invece sta cercando di ottenere la patente europea di informatica e gestisce i contatti del sito dell’associazione culturale Fraternal Compagnia. Per Marco e tanti altri senza dimora non solo a Bologna internet diventato uno strumento di comunicazione non solo individuale: sono molti i blog nati in dormitori e centri diurni in tante citt italiane. Massimiliano Salvatori ripercorre l’esperienza di Asfalto, il primo blog di senza dimora in Italia, nato nel Centro diurno e chiuso nel 2010 per i tagli al welfare.

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La vita a Rebibbia raccontata per immagini

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Rebibbia - Foto di Luca FerrariIl blog Prison Photography, dedicato alla “pratica della fotografia nei luoghi di carcerazione”, pubblica un estratto del reportage realizzato da Luca Ferrari, italiano ma da tempo emigrato in Gran Bretagna, all’interno dell’istituto di detenzione romano di Rebibbia. Le immagini sono state scattate nel corso di un periodo che va dal 2001 e al 2003 e il reportage completo pu essere visto sul sito del fotografo all’interno della sezione “works”. Cliccando inoltre su ognuna di queste fotografie, possibile leggere la storia delle persone che vengono ritratte: frammenti di passato, motivi dell’arresto, timore e speranze dopo il periodo trascorso dietro le sbarre.

(Via Ultimo)