Dall’Ovra alla riforma del 2007: storia di apparati dello Stato

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Come funzionano i servizi segreti di Aldo GiannuliDi certo Aldo Giannuli un effetto lo ottiene, con il libro Come funzionano i servizi segreti Dalla tradizione dello spionaggio alle guerre non convenzionali del prossimo futuro, pubblicato poche settimane fa per Ponte alle Grazie. L’effetto primo quello di sfogliare le pagine dei giornali e guardare il piccolo schermo televisivo con (se possibile) maggior scetticismo di prima.

Il motivo presto detto e lo spiega bene l’autore nelle pagine del volume: il peso che gli apparati di intelligence hanno avuto e hanno tutt’oggi sul sistema dell’informazione mainstream molto pi esteso di quanto non si possa pensare. Che questo peso sia per poco recepito a livello di opinione pubblica trova una duplice spiegazione: da un lato, si deve guardare nell’intrinseca natura di un struttura di sicurezza, che deve far parlare poco di s; dall’altro, invece, l’azione dei servizi segreti rimane un ambito poco sondato perch gli storici e gli accademici se ne sono occupati in via marginale.

Sbagliando, precisa Giannuli. infatti opinione diffusa che non sia possibile conoscere modalit operative e analitiche dei servizi proprio per la loro compartimentazione rispetto al resto della societ. Ma questa impenetrabilit solo apparente: se la pubblicistica infatti poco fitta (un’opera di analogo spessore I servizi segreti in Italia. Dal fascismo alla seconda Repubblica di Giuseppe de Lutiis, uscita per Editori Riuniti nel 1998 e non pi in commercio), c’ altra documentazione che si pu studiare. In primis gli atti giudiziari che, ripercorrendo singole vicende, come lo stragismo degli anni di piombo, indicano in modo piuttosto dettagliato come i servizi abbiano giocato il proprio ruolo. Un ruolo non sempre a garanzia dei cittadini.
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