Caduti sul lavoro: un sito e un account twitter per raccontare il fenomeno delle “morti bianche”

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Caduti sul lavoro

Le morti bianche diventano un sacrario su web con il sito Caduti sul lavoro, dove sono pubblicati una lista delle vittime, una rassegna stampa e documenti in materia. Ma sono anche un account Twitter e una mailing list per continuare a raccontare una storia collettiva:

1328: milletrecentovenotto morti ogni anno. è la media dei caduti sul lavoro tra il 2003 e il 2005: poco meno di 4,5 morti al giorno. Nel 2006, 1280 “morti bianche”. per il 2007 il contatore, che riprendiamo dal sito di Articolo21.org, si è fermato ben oltre i mille morti. Il dato finale, che avremo fra qualche mese, non sarà diverso dagli anni precedenti. Questo succede in italia, uno dei Paesi più ricchi al mondo. A considerare solo la faccia emersa della tragedia, i dati ufficiali.

Per maggiori informazioni si può chiedere qui.

“Se la colpa è di chi muore”: Fabrizio Ricci racconta la vergogna della Umbria Olii

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Se la colpa è di chi muore di Fabrizio RicciSi chiama Fabrizio Ricci il giornalista che firma il libro appena pubblicato Se la colpa è di chi muore:

Se la colpa è di chi muore è destinato a scuotere le coscienze dei cittadini: Giuseppe Coletti, Tullio Mottini, Vladimir Thode e Maurizio Manili non sono soltanto 4 dei 1.300 lavoratori che vengono uccisi ogni anno nei cantieri e nelle fabbriche, ma sono dei cittadini assassinati due volte. La prima il 25 novembre 2006, durante l’esplosione dei silos dello stabilimento della Umbria Olii. La seconda quando l’amministratore delegato dell’azienda, e unico indagato nel processo penale per le loro morti, ha avanzato al tribunale civile una richiesta di risarcimento ai figli e ai famigliari delle vittime: 35 milioni di euro per i danni causati dalla loro imperizia. Fabrizio Ricci ricostruisce le drammatiche sequenze dell’incidente e le successive, grottesche vicende giudiziarie: assieme, offre uno spaccato della tragedia delle morti bianche e chiarisce quanto sia sicuro lavorare nel nostro Paese e a quale costo.

La vicenda narrata nel libro è questa e per leggerne ancora si può andare qui e qui.