Domani – Dossier donne. Un “triangolino che ci esalta”: da scanzonata ipnosi ormonale a triviale normalità

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Domani di Maurizio ChiericiUsate, scambiate, stuprate, uccise. Stavolta lo diciamo noi che la questione femminile sta diventando un’emergenza. E proprio in base a questa nostra percezione, abbiamo deciso di proporre in questo numero di Domani un dossier donne, avvalendoci delle firme di alcuni nostri collaboratori (Giancarla Codrignani, Pietro Ancona, Franco Bifani e Gino Spadon). I quali, in fase di preparazione, ci hanno offerto il loro punto di vista.

Quasi che fosse un mosaico perfettamente componibile, le loro voci raccontano una trama di dissoluzione istituzionale, ma ancor prima sociale, che si concentra nel famoso “triangolino che ci esalta”, per citare un celebre brano di Elio e le Storie Tese. Ma, al contrario di quanto gorgheggia la famosa band nel suo “Servi della gleba”, qui non si parla di tardo-ragazzotti in preda a una naturale e comprensibile ipnosi ormonale. Dunque il dossier che vi proponiamo, attraverso i racconti dei nostri autori, è un grido contro la situazione che, come si diceva all’inizio, riteniamo emergenziale e che rischia – come già accaduto per altre tematiche – di diventare fiacca e triviale normalità. Ecco qua gli interventi pubblicati:

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Giancarla Codrignani: “Arriva il calendario sulla ‘forza della natura’, 12 triangoli pubici femminili, si arrabbiano solo le suore”

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A proposito di questione femminile (anzi, di sua negazione), ecco cosa scrive la giornalista e scrittrice Giancarla Codrignani su Domani.

A Firenze viene presentata – tra gli altri da Marina Ripa di Meana, Paolo Crepet, Vittorio Sgarbi – nell’ambito di “Pitti-uomo 2011” una campagna pubblicitaria del “Consorzio Pelle Italiana Conciata al Naturale” pellami: consiste in un un calendario (foto di Oliviero Toscani) con dodici ritratti di “triangoli pubici femminili”. Titolo della presentazione: “Dibattito sulla forza della natura – Incontro sulla femmina”.

Mi fa piacere che una delle prime reazioni alla pubblicazione sul sito dell’Udi di questo oltraggio alla dignità delle donne venga dal sito delle suore comboniane, donne come noi. Femministe come noi. Ecco il loro commento: «Ancora e solo corpo. Questa volta però, se è possibile, è andata peggio delle precedenti. Questa volta infatti non siamo un corpo intero, ma un pube».

«L’essenziale, a sentire chi questa campagna pubblicitaria l’ha ideata. Non i soliti volgari calendari delle pin up» aggiunge il famoso creatore, avvezzo alle trovate che facciano parlare di sé, «ma scatti naturali e onesti.

«Naturali e onesti», così sono definiti i dodici pubi femminili ritratti in un calendario ideato per sponsorizzare un consorzio di concerie toscane che utilizza per i propri prodotti solo «vera pelle conciata al naturale». E fotografare da vicino la parte più intima del nostro corpo «voleva essere (pensate che originalità!) una provocazione», ammettono dal Consorzio. E non provate a dire che sono immagini volgari, offensive per le donne. È arte! Il creatore di questa pubblicità così anomala nel nostro Paese, ha già fatto sapere che chi critica dà sfogo alla «solita visione vetero femminista».
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