Sul blog di Leonardo, si torna a parlare di indagini delicate come quella in corso a Rignano Flaminio, speciali televisivi e isteria collettiva. In questo post, più di ogni altro risulta interessante la citazione di una dichiarazione di Antonio Marziale, presidente dell’Osservatorio sui Diritti dei Minori, a commento del live notturno di Studio Aperto:
Un contenitore [quello del telegiornale Mediaset] che ha permesso a pochi sonnambuli, vista e considerata l’ora tarda della messa in onda, di comprendere come e quanto la pedofilia non sia più da considerarsi patologia individuale ma aberranza collettiva e lobbistica.
Un solo commento in proposito: curioso il ricorso all’aggettivo “lobbistica” da parte di Marziale. Soprattutto perché fa venire in mente – almeno a me – le denunce contro gli inesistenti complotti giudaico-massonici ad opera di altrettanto inesistenti savi di Sion. I lobbisti, per quanto ne so io, fanno un altro mestiere. Ma quelli erano altri tempi e ora, forse, il linguaggio è stato aggiornato.
Inoltre, sempre in tema, ieri sera Marco Strano partecipava in qualità di psicologo e criminologo a Primo Piano in una specie di veglia in attesa della decisione del tribunale dei riesame sugli arresti di Rignano. Strano non fa affermazioni particolarmente bizzarre, si attiene a generici concetti attinenti alla pubblicistica in materia.
Fino a quando si parla, a commento delle indagini in corso sull’asse Sicilia-Germania, di “migliaia di cittadini italiani” denunciati per presunto possesso di materiale pedopornografico. Sul fatto che le denunce siano scattate ho pochi dubbi, ma un dato del genere ha poco senso se poi non lo si rapporta ai rinvii a giudizio o alle archiviazioni e, nel caso dei rinvii a giudizio, il rapporto poi andrebbe fatto con le condanne e le assoluzioni. Solo in questo modo si avrebbe un dato verosimile. Il resto è fumo.