Bo-Noir 2008: pronto il programma, si parte il 6 luglio

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Bo-Noir 2008Pronto e ufficiale il programma di Bo-Noir 2008, la rassegna tra cronaca e letteratura che giunge alla sua terza edizione e che si terrà a Bologna ogni domenica sera dal 6 luglio al 3 agosto. Organizzati con Riccardo Marchesini, gli appuntamenti di quest’anno sono questi:

  • domenica 6 Luglio 2008 – Ore 21,15 – Piazza Verdi, Bologna
    Paura a Bologna – Storie di rapimenti bolognesi
  • domenica 13 Luglio 2008 – Ore 21,15 – Piazza Verdi, Bologna
    Da Mamma Ebe a Vanna Marchi: gli imbrogli dell’occulto
  • domenica 20 Luglio 2008 – Ore 21,15 – Piazza Verdi, Bologna
    Da CSI alla realtà: le investigazioni scientifiche in Italia
  • domenica 27 Luglio 2008 – Ore 21,15 – Piazza Verdi, Bologna
    Romagna mia, Romagna in noir
  • domenica 3 Agosto 2008 – Ore 21,15 – Piazza Verdi, Bologna
    Fratelli di sangue: la banda della Uno bianca

Al momento siamo in attesa delle conferme degli ultimi ospiti e via via verranno messi online sul blog della rassegna i nomi di chi sarà presente. Inoltre stiamo preparando anche video e contributi speciali che andranno a completare le serate e verranno messi online.

Non chiamarmi zingaro: ciò che si vuole vedere

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Non chiamarmi zingaro di Pino PetruzzelliDal blog della casa editrice Chiarelettere, l’articolo L’incubo e il sogno di Pino Petruzzelli pubblicato la settimana scorsa su D di Repubblica presenta il libro in uscita la settimana prossima Non chiamarmi zingaro:

Da sempre i rom e i sinti sono stati quello che noi avevamo bisogno di vedere in loro. Ora l’incubo, ora il sogno, mai degli esseri umani con le nostre stesse, mille, sfaccettaure. Nell’immaginario collettivo o suonano il violino o sono delinquenti. In tutti e due i casi, nel bene o nel male, falsità. Proiezioni distorte di nostri bisogni che sfociano nel razzismo. Si obbietterà: se lo meritano, gli zingari rubano.

È vero, alcuni rom e sinti rubano, come alcuni siciliani sono mafiosi, come alcuni veneti tirano pietre dai cavalcavia, come alcuni professionisti frodano il fisco, ma il fatto che “alcuni” vadano fuori dalle regole non ne sancisce una generale e aprioristica negazione dei diritti. Molti italiani di etnia Rom e Sinta, perché la maggior parte di quelli che vivono nel nostro territorio sono italiani a tutti gli effetti, vivono mescolati con noi senza che nessuno se ne accorga. In Italia ci sono pittori, professori universitari, neurologi, campioni sportivi, impiegati rom e sinti, per non parlare di quello che accade nel resto d’Europa. In Bulgaria il maggior cardiochirurgo del paese è rom.
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Il ritorno al futuro dell’irreprimibile vizio

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Il testo che segue lo ha scritto Francesca De Carolis per commentare alcuni dei provvedimenti del governo volti a assolvere quei nove milioni di persone che cercano “soddisfazione” al loro “irreprimibile vizio” e ad avanzare al massimo l’idea di abbattere la legge Merlin. Ecco le considerazioni di Francesca.

Leggo dell’emendamento al decreto sicurezza, che inserisce le prostitute nell’elenco dei soggetti pericolosi per la sicurezza e la pubblica moralità. In buona compagnia di oziosi e vagabondi, di chi pratica traffici illeciti, dei delinquenti abituali, degli sfruttatori di prostitute e minori, degli spacciatori. Nell’emendamento si legge che deve essere considerato soggetto pericoloso per sicurezza e moralità anche chi vive “del provento della propria prostituzione e venga colto nel palese esercizio di detta attività”. Dunque, brutte sporche e cattive. Con buona pace di quei nove milioni (nove milioni, ripeto) di perbenissimi uomini italiani, che delle prostitute sembra proprio non possano fare a meno. Dimenticando anche la banalissima legge di mercato che vuole che sia fra l’altro la domanda ad alimentare l’offerta. Ignoranza incomprensibile in epoca di libero mercato reclamato e sbandierato ogni volta che ci sembra per qualche motivo conveniente…

E perché no, a questo punto, un emendamento all’emendamento, che imponga il contrassegno del Triangolo nero rovesciato. Certo non è un’idea nuova, ci avevano già pensato i nazisti. Un bel triangolo nero da affibbiare agli asociali, e cioè a tutte le categorie considerate a rischio per la società, un bel elenco che includeva le prostitute, insieme alle lesbiche, agli assassini, ai vagabondi, ladri e a quelli che osavano violare il divieto di rapporti sessuali tra Ariani ed Ebrei. Così abbiamo ben chiaro da chi stare alla larga (ma come se la caveranno quei nove milioni di esuberanti maschi latini?).
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Jonathan Zittrain: Internet, il suo futuro e i sistemi per fermarlo

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The Future of the Internet — And How to Stop ItÈ rilasciato con licenza Creative Commons e dunque si può anche scaricare il libro di Jonathan Zittrain, a capo dell’Oxford Internet Institute. Il libro si intitola The Future of the Internet — And How to Stop It (qui il link per acquistare la versione cartacea, curata dalla Yale University Press) e racconta di come gli utenti abbiano contribuito ad alimentarne il patrimonio conoscitivo partendo dai dispositivi portatili fino ai sistemi web 2.0 passando per sistemi collaborativi di successo come Wikipedia. Ma qual è la ragione della seconda parte del titolo (come fermare Internet)? Una parte delle risposte arriva anche da precedenti lavori di Zittrain, come il saggio contenuto nel volume Access Denied – The Practice and Policy of Global Internet Filtering (febbraio 2008, The MIT Press), mentre un’altra dalle domande e risposte sotto forma di intervista pubblicate da Wired. Per esempio, a proposito della doppia faccia dei sistemi (sia fisici che software creati per comunicare) attualmente più diffusi:

My worry is that users will drift into gated communities defined by their hardware or their network. They’ll switch to information appliances that are great at what they do [email, music, games] because they’re so tightly controlled by their makers.

Tagli ai fondi in favore delle donne: si organizza la protesta in rete

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Una parte del tentativo di recupero di Alitalia o di reperire quei fondi che scompariranno con la cancellazione dell’imposta sugli immobili passa dal taglio dei fondi destinati a proteggere le donne vittime di violenza. Sara Taricani (segnalazione via Alfonso Fuggetta) fornisce tramite il suo blog una serie di informazioni a proposito delle iniziative contro questo taglio. Inoltre un articolo di Magda Terrevoli, Chi paga per la cancellazione dell’ici? Le donne, pubblicato da Agorà Magazine, intende avviare una discussione sempre sullo stesso tema.

Tomer Hanuka e “Waltz with Bashir”: esempi di immagini ciniche e vere

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Portfolio of Tomer HanukaSplendide le immagini di Tomer Hanuka. Qui ci sono le sue stampe mentre il suo blog si intitola Tropical Toxic sul quale viene segnalato il documentario animato Waltz with Bashir:

One night at a bar, an old friend tells director Ari Folman about a recurring nightmare in which he is chased by 26 vicious dogs. Every night, the same number of beasts. The two men conclude that there’s a connection to their Israeli Army mission in the first Lebanon War of the early eighties. Ari is surprised that he can’t remember a thing anymore about that period of his life. Intrigued by this riddle, he decides to meet and interview old friends and comrades around the world. He needs to discover the truth about that time and about himself. As Ari delves deeper and deeper into the mystery, his memory begins to creep up in surreal images…

Da vedere il trailer di questo documentario.

Dalla rete: i luoghi oscuri custoditi all’interno

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  • Philip Willan, Il potere criminale:

    Neanche l’ultima campagna elettorale è stata esaltante per chi è in prima linea nella lotta alla criminalità organizzata. I candidati si sono ricordati del tema alla fine, pronunciando solo parole di rito contro le mafie. E ancora meno rassicuranti sono stati Marcello Dell’Utri, condannato in primo grado per concorso esterno in associazione mafiosa, e Silvio Berlusconi. Entrambi hanno lodato l’eroismo dell’ex stalliere di Arcore e boss mafioso Vittorio Mangano, morto in carcere, che avrebbe resistito alle offerte dei magistrati e rifiutato di inventare accuse false contro il suo ex datore di lavoro.

  • Luca Galassi, La guerra uccide due volte:

    Il 2007 è stato l’annus horribilis per i soldati delle due forze armate più potenti del mondo. Negli eserciti dei due antagonisti storici della Guerra fredda, Stati Uniti e Russia, non si sono mai registrati così tanti suicidi. Almeno 115 soldati si sono tolti la vita nelle file dei militari Usa, 13 in più rispetto al 2006, quando si erano uccisi 102 uomini. Molto più elevato il numero tra i soldati dell’Armata Rossa: 341 soldati, “quasi un battaglione”, ha riferito il procuratore capo militare, Sergei Fridinski.

Il revival di pratiche che ormai sembravano “senza ritorno”

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Dell’argomento si va parlando già da un po’. Sul revival elettroshock, il sito di Peacelink pubblica la lettera di una lettrice che fa una serie di considerazioni in proposito. E scrive:

Presenziando ad una mostra terminata circa un mese fa a Milano, dal titolo “Psichiatria, un viaggio senza ritorno”, sono venuta a sapere da uno psichiatra in pensione che era presente all’evento, con il quale stavo conversando, che l’elettroshock ultimamente sta venendo pubblicizzato così tanto, al punto da voler creare 60 centri in tutta Italia per perpetuarlo, perché sono in procinto di scadere i brevetti dei medicinali. E se fosse vero? Sinceramente ho pensato ad una burla, ma sono rimasta profondamente scioccata nell’aver compreso la sordida macchinazione che si celerebbe dietro a questa ignobile campagna pubblicitaria.

Esso viene pubblicizzato come se fosse l’elisir di lunga vita ed il suo difensore e promotore italiano più noto all’opinione pubblica, e lo psichiatra Giovan Battista Cassano. Ho ascoltato tempo fa sia una sua intervista sul tema “elettroshock” su una Radio nazionale, e ho lettola sua risposta alla domanda: “Davvero l’elettroshock serve a curare la depressione?”, sulla rivista Gente. Nell’articolo si afferma che l’elettroshock e uno strumento salvavita. Come mai quando il professor Cassano viene invitato in televisione non si porta mai con se tutti quei pazienti che lui nomina nell’articolo: “Circa 80 vengono aiutati. È una cura necessaria, della quale il malato trae grande beneficio”.

Piazza Fontana: fotogrammi di una strage

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Foto di gruppo da Piazza Fontana di Mario ConsaniAppena sotto la polvere lasciata dalla bomba c’è la verità.
(Federico Sinicato, avvocato)

Il 12 dicembre prossimo saranno trascorsi 39 anni dalla strage di piazza Fontana. Dieci i processi che in tutto questo tempo si sono celebrati tra Catanzaro, Bari e Milano. Una vicenda giudiziaria lunghissima che si conclude definitivamente nel 2005 con la Cassazione che respinge i ricorsi presentati dopo il procedimento d’appello dell’anno prima, conferma le assoluzioni per Carlo Maria Maggi, Giancarlo Rognoni e Delfo Zorzi, manda prescritti Carlo Digilio (“zio Otto”) e Stefano Tringali e, come in una cinica farsa che non fa ridere, addossa le spese processuali alle vittime e ai loro familiari. Innocenti dunque gli imputati? No, affatto. E per averne conferma si leggano le parole del giudice istruttore milanese Guido Salvini. Dice infatti il magistrato:

La verità giudiziaria non si esaurisce sempre nella condanna dei singoli responsabili. La sentenza d’appello che ha assolto gli imputati neofascisti ha affermato anche che gli attentati del 12 dicembre furono opera dei gruppi di Ordine nuovo. E questo rimane un punto fermo.

Da qui parte il libro Foto di gruppo da Piazza Fontana di Mario Consani, una sorta di album che, invece di fotografie, colleziona schede che ricostruiscono le vicende legate alla “madre di tutte le stragi”. È un affresco collettivo che – passando in rassegna nome per nome e fatto per fatto – rievoca e mette insieme tasselli, contiguità, connivenze, silenzi, sponde internazionali. Parla di fascismo, questo libro, ma anche di cattiva informazione quando torna sulla vicenda di Pietro Valpreda, l’anarchico che i giornali (e da Bruno Vespa in primis) servirono nella veste del “mostro di piazza Fontana” dopo che le indagini vennero da subito dirette verso questo fronte politico.
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