Non credo nelle otto del mattino. Però esistono. Le otto del mattino
sono l'incontrovertibile prova della presenza del male nel mondoGli ultimi giorni
, Andrew Masterson
4 Apr
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Un po’ di novità. Innanzitutto il Premio Oltrecosmo, concorso letterario per racconti di fantascienza che ha una particolarità: oltre a non prevedere costi di partecipazione, fa esplicito riferimento al software libero e nello specifico a OpenOffice.org, suite multipiattaforma per ufficio rilasciata (anche) con licenza GNU Lesser General Public License. |
Rimanendo in argomento libri, da segnalare l’articolo di Valerio di Stefano su Classici Stranieri, E-book a pagamento con i soldi pubblici che, partendo da una notizia riportata in questi giorni sulla realizzazione di una biblioteca digitale europea, sviscera una serie di questioni tra cui fruibilità dei testi, consultazione dei cataloghi e limiti imposti dalla legislazione sul diritto d’autore.
Di diverso tenore invece l’accenno ai già citati blook, i blog che si fanno libri. È stato infatti assegnato il 2006 Blooker Prize, indetto da Lulu.com, iniziativa web di Bob Young che fornisce servizi di (auto)pubblicazione. Il premio è andato a Julie Powell, scrittrice statunitense che ha firmato Julie and Julia: 365 Days, 524 Recipes, 1 Tiny Apartment Kitchen, una strana raccolta di ricette che ha vinto nella sezione non-fiction. Assegnati anche i premi per la fiction (Cherie Priest con Four and Twenty Blackbirds) e per i fumetti (Zach Miller con Totally Boned).
Infine, riprendendo invece l’argomento software libero e in particolare la spinosa questione sui brevetti sui programmi per elaboratore, c’è tempo fino al 12 aprile prossimo per partecipare alla consultazione sulla futura politica in Europa. Da oggi sono disponibili anche i questionari in italiano mentre per maggiori informazioni si possono consultare le procedure.
2 Apr
Come se si trattasse di un nuovo spirito del capitalismo in versione hi-tech, Hippie.com, saggio scritto da Enrico Beltramini (Vita e Pensiero, 2005), interpreta in chiave inaspettata il fenomeno della new economy. Che non sarebbe la manifestazione economica di una rivoluzione tecnologica, ma la conseguenza di una rivoluzione culturale. Gli Anni Cinquanta con la Beat Generation, gli Anni Sessanta con i movimenti pacifisti e antisegregazionisti, il decennio successivo con l’avvento della New Age, dell’ecologismo e degli influssi delle culture orientali sarebbero dunque gli ingredienti che sono andati a combinarsi con le tre pietre miliari dell’evoluzione tecnologica: l’avvento dei semiconduttori, dei processori e del software.
Tutto ciò, secondo l’autore, sarebbe alla base del decollo negli Anni Novanta della Silicon Valley, dove l’immigrazione diventa un valore aggiunto estremamente importante, dove le doti imprenditoriali sono un elemento meno influente rispetto alla risolutezza decisionale e dove i venture capilist, le società d’affari e gli studi legali di grido hanno messo del loro per creare, da un humus effevescente e disinibito, la bolla speculativa che nel 2000 è scoppiata in faccia al mondo intero. Le motivazioni economiche dello sgonfiamento del mercato sono tuttavia poco indagate e nel testo la ripresa dei mercati sembra condizionata più dalla lotta al terrorismo e dalla conseguente crescita dell’industria bellica, dal neoconservatorismo globale e dalla cavalcata della tigre asiatica piuttosto che dalla ricerca di una via economicamente più sana e meno artefatta.
Di trovare la Next Big Thing, dunque, sembra non sia possibile parlare e probabilmente – lascia intendere l’autore – non avrà una ricaduta economica (o almeno non sarà rapportabile a quella del decennio precedente), nel momento in cui dovesse essere ravvisata. Nessun accenno diretto al software libero – se non in modo trasversale quando si parla dell’ottica di scambio circolare delle informazione e di cooperazione inter-aziendale contrapposta alla logica della concorrenza tout cour -, qualche ammiccamento ai brevetti senza che si prenda esplicita posizione e dal punto di vista linguistico si fa ampio uso di anglicismi. Questi potrebbero essere i difetti del libro, insieme alla poco approfondita analisi sul crollo dei mercati tecnologici di cui sopra. Un libro che comunque rappresenta una chiave di lettura diversa alla letteratura specialistica disponibile e il cui focus – la tecnologia come conseguenza dell’evoluzione culturale anti-sistemica – che probabilmente andrebbe ripreso e scandagliato più a fondo.
29 Mar
No Lobbyists as such as – The War over Software Patents in the European Union è il titolo del libro, definito dallo stesso autore un “political thriller”, di prossima uscita firmato da Florian Mueller, uno dei più attivi partecipanti alla campagna contro i brevetti sul software in Europa. Edito dalla SWM Software Marketing GmbH, società di cui Mueller fa parte, e alla ricerca di un distributore, il libro raccoglie la cronaca di ciò che è accaduto dopo la presentazione della direttiva europea che avrebbe dovuto rendere il software brevettabile nel Vecchio Continente. All’interno del testo, si trovano concentrati motivazioni, metodi e argomenti utilizzati per contrapporsi alla direttiva, l’organizzazione del lavoro di lobbying portato avanti con le diverse realtà europee contrarie alla brevettabilità e i principali personaggi (sostenitori e oppositori) della vicenda (GNUvox).
21 Mar
Pubblicata su Permesso d’Autore l’intervista a Marcello Cosenza, il musicista italiano che ha recentemente pubblicato il disco Back to Basics rilasciandolo con licenza Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivs. Quella che segue è una chiacchierata su musica, composizione e industria cinematografica. Il tutto interpretato da un artista.
Come hai iniziato la tua carriera e come ti sei avvinato alla musica?
All’inizio facevo il turnista ed ero molto giovane quando ho iniziato a vivere e a guadagnare suonando. Per questo si può dire che sono stato fortunato, ho conosciuto presto anche produttori, come Roberto Colombo, la cantante Antonella Ruggero e facevo il session man per Francesco di Giacomo del Banco di Mutuo Soccorso, per Miguel Bosè e per diversi altri artisti minori. Ad avvicinarmi alla musica, da bambino, sono stati i dischi che mio fratello Giacomo mi regalava e quando ho avuto la prima chitarra ho cominciato a suonare a orecchio diventando un autodidatta. A un certo punto ho avuto un altro colpo di fortuna: quello di conoscere il chitarrista blues Marco Fantoni che di regola non dava lezioni. Incredibilmente, invece, sono riuscito a strappargli otto ore di lezione che ho pagato in stecche di sigarette e da lui ho potuto apprendere alcune tecniche soprattutto per quanto riguarda l’utilizzo della chitarra elettrica. Per il resto è stato un continuo processo di apprendimento: ascolto i grandi musicisti, ma imparo anche dai principianti. C’è sempre qualcuno che ha qualcosa di utile da insegnare.
20 Mar
Information Guerrilla è un progetto di informazione collaborativa che nasce nel 2001. E oggi si presenta rinnovato, sotto licenza Creative Commons Attribuzione 2.0 Italia e con WordPress come motore software. Articoli originali e aggregatore di altre fonti (Unimondo, di cui è partner, Amisnet, War News, Peacelink, Nuovi Mondi Media e altri), risulta uno strumento prezioso per orientarsi tra politica, economia, attualità e pacifismo. Un in bocca al lupo a Roberto Vignoli, il coordinatore del progetto, e alla sua redazione.
17 Mar
Con l’evento che si terrà domani, 18 marzo, a Torino dedicato alla discussione sulla nuova versione della licenza GPL, Free Software Foundation Europe presenterà una nuova iniziativa. Si tratta di GNUvox, il punto di riferimento per il software libero nel panorama dell’informazione. Free Software Foundation Europe aveva bisogno di comunicare le molteplici tematiche tecniche, operative e socio/politiche che la impegnano. Ed eccoci qui, pronti a farlo. L’attività di GNUvox ruoterà intorno al sito-blog pubblicato con CommunicaGroup dell’editore Ajroldi. La linea editoriale è basata sull’individuazione di alcuni settori cruciali che verranno coperti dalla redazione e dai vari collaboratori attraverso una serie di spazi/categorie specifici: dall’attualità alle rassegne stampa/web, dalle interviste ai dossier, dalle recensioni alle traduzioni.
Il testo completo del comunicato.
5 Mar
Telestreet è un libro firmato da Franco Berardi “Bifo”, Marco Jacquemet e Giancarlo Vitali scritto quando era ancora in discussione la legge Gasparri e piombavano addosso alle tivù libere le prime tegole di quello che è stato definito il “crackdown delle telestreet”. Il libro, di per sé, ha lo scopo di raccontare come si sia costituito in Italia un monopolio delle emittenze e dunque dell’informazione. Ma il prossimo 8 marzo, gli autori dovranno presentarsi a Padova – città in cui il volume è stato stampato – per rispondere alle accuse di diffamazione mosse dal manager Mediaset Fedele Confalonieri. La notizia, Mediaset against Telestreet, sta rimbalzando su diversi circuiti internazionali (meno all’interno dei confini nazionali) e spiega come il testo affronti il tema delle relazioni tra potere politico e mass media in Italia da almeno un decennio a questa parte.
Va detto che, forse ancora più che in passato (sarà l’approssimarsi della scadenza elettorale?), la morsa di ciò che non si può dire sta diventando più ampia. Dopo le defenestrazioni in Rai di Santoro, Biagi, Guzzanti, Beha, Hendel, Guerritore e molti altri, infatti, non sono solo Bifo e i suoi coautori ad avere problemi di questi tempi. Come Confalonieri, anche Gigi Moncalvo, capostruttura di Rai2 nonché ex direttore della Padania e attualmente conduttore della trasmissione Confronti, se l’è presa con chi ha osato dire troppo e così ha fatto spedire a casa di due blogger una querela per diffamazione. La vicenda viene spiegata bene in un lungo articolo apparso sull’Unità e riportato da Carmilla, Gigi Moncalvo. Il giustiziere della rete che querela i blog. Ma che avrebbero fatto i blogger, che per la cronaca sono Anna Settari di SoloTesto e Nick di Te Le Visiono? Hanno mosso alcune critiche a Confronti, semplicemente.
Per inciso, da notare ciò che l’Osservatorio di Pavia dice sul telegiornale della seconda rete del servizio pubblico, secondo quanto riportato dall’Unità: Par condicio? Il Tg2 non sa cos’è. Che sarà pure il quotidiano diretto dopo la ripartenza da quel cattivone di Furio Colombo, prontamente rimosso, ma le statistiche sono statistiche e sulla loro interpretazione non ci sono poi così tante strade.
28 Feb
Pubblicato da Libera Cultura di Stampa Alternativa, esce con licenza Creative Commons il libro elettronico Permesso d’Autore, un viaggio tra gruppi informali, associazioni e aziende che fanno della propria professionalità strumenti per veicolare informazioni. Specificamente dedicato alla scena italiana, il libro si articola in capitoli-schede dedicati ad alcune di queste realtà sottolineando motivazioni di partenza, risultati raggiunti, consolidamento di network, strumenti software. E lo fa dando voce ai diretti protagonisti di questo genere di produzione culturale. Protagonisti accomunati dalla scelta delle licenze Creative Commons o della nota del copyleft letterario in modo che i contenuti siano quanto meno liberamente riproducibili.
A presentarsi, nelle pagine di Permesso d’Autore, sono Wu Ming, iQuindici, PeaceLink, il progetto F1rst, IlariaAlpi.it, Libera Cultura, Politica Online, Vita.it e l’Associazione Nazionale Infermieri di Area Critica. Inoltre un bookmark finale traccia una linea di partenza per chi voglia intraprendere un viaggio autonomo nel mondo della libertà di cultura che parla italiano. Il libro vuole inoltre aprire la strada per un cantiere in costruzione, attraverso il relativo sito permessodautore.it, dove altri produttori di cultura libera potranno proseguire ed estendere la linea tracciata dall’autrice.
Contemporaneamente, sempre su Libera Cultura, è uscito anche il libro elettronico Libero come il software – Usare Internet con gli strumenti liberi e/o open source per comunicare, lavorare, imparare di Nicola Furini. Rilasciato sempre sotto licenza Creative Commons, il testo – si legge nella scheda – è un «saggio su una una forma di consumo critico e responsabile nell’utilizzo del software. Usare software libero significa dunque rifiutare i monopoli e la sudditanza nei confronti delle grandi multinazionali, ma anche per promuovere l’alfabetizzazione informatica, per una più equa distribuzione delle risorse (in termini di sapere, informazione, competenze, strumenti), contro un accesso riservato alla tecnologia, non alla portata di tutti». Nicola Furini, l’autore, è un giornalista e si occupa di comunicazione sociale e di nuove tecnologie applicate al mondo dell’informazione. Fondatore di un’associazione che promuove la pratica del consumo critico, Graces.it, dirige la rivista telematica Criticamente e ha curato lo sviluppo di webzine di informazione indipendente Grillonews.it.
Antonella Beccaria, Permesso d’Autore: percorsi per la produzione di cultura libera, 2006
Il testo integrale viene diffuso in tre formati: HTML, SXW (OpenOffice.org) e PDF:
Nicola Furini, Libero come il software – Usare Internet con gli strumenti liberi e/o open source per comunicare, lavorare, imparare, 2006
Il testo integrale viene diffuso in due formati: PDF e RTF:
27 Feb
Esce a cura di Arturo di Corinto il cofanetto Revolutions OS II (Apogeo) che contiene DVD e libro. Il primo propone un film-documentario sul panorama tecnologico e culturale legato a software libero in Europa e in America Latina, mercato, pubblica amministrazione, attività sociali e formazione. Il volume invece raccoglie saggi di diversi autori: Angelo Raffaele Meo, Richard Stallman, Lawrence Lessig, Eric Kluytens e diversi altri. È in programma anche una prima dell’opera: si terrà alle 20 del prossimo 2 marzo a Roma, presso il centro congressi dell’università La Sapienza (via Salaria 113). Organizzata dal Lslug (Linux User Group della Sapienza), la serata avrà come tema il software libero in Italia e parteciperanno, oltre al curatore del libro e DVD, Vittorio Pagani (osservatorio open source del CNIPA), Roberto Galoppini (consorzio CIRS), Andrea Sterbini, dipartimento di informatica e seguirà un dibattito con il pubblico. Nel 2003 era uscito, sempre per i tipi di Apogeo, Revolutions OS curato da Alberto Mari e Salvatore Romagnolo, girato nella Silicon Valley.
19 Feb
Un documentario di nove minuti sulla cultura libera. Ad averlo girato in gennaio durante il NYC Free Culture Summit sono Maggie Hennefeld e Thessaly La Force e il file è disponibile per il download su Internet Archive con licenza Creative Commons Attribution 2.5. Nel documentario si vede inizialmente la presentazione a consumatori di forme di distribuzione di musica alternative e prosegue con interviste allo scrittore di fantascienza Cory Doctorow, a esponenti di Creative Commons e ad attivisti.
Inoltre una segnalazione editoriale. Per O’Reilly è uscito il libro Open Sources 2.0 – The Continuing Evolution scritto da Chris DiBona, Mark Stone e Danese Cooper. Il volume segue a sei anni di distanza Open Sources: Voices from the Open Source Revolution (disponibile anche nella versione italiana), ma rispetto al lavoro del 1999, non è (ancora?) disponibile la versione elettronica completa. Dal punto di vista dei temi affrontati, si focalizza sull’industria dell’informatica e affronta tematiche legate al business, alle pratiche e alle metodologie di sviluppo e alle analisi economiche. In attesa che venga tradotto anche in italiano, se ne può leggere una recensione di Bernardo Parrella, L’incessante galoppo dell’open source.
1 Feb
Una buona notizia da Lettera 22, editoriale di Stampa Alternativa scritto dal suo direttore, Marcello Baraghini. Con l’avvio – anzi, l’evoluzione – del progetto Libera Cultura, parte la riedizione dei celebri libri Millelire, disponibili per il download sul sito della casa editrice e rilasciati con licenza Creative Commons. L’iniziativa si inquadra in un ambito più ampio che prevede il lancio di un nuovo filone editoriale per Stampa Alternativa e che comprende anche titoli nuovi.
30 Jan
Un elenco di filmati e interviste a giornalisti, politici, scrittori sulla situazione politica in Italia. Il progetto si chiama Viral Video e contiene interventi di Marco Travaglio, Peter Gomez, Gianni Barbacetto, Massimo Fini, Gianni Vattimo e diversi altri. Un buon training per la presentazione del libro Inciucio. I materiali originali prodotti dal progetto sono rilasciati secondo la clausola di copyleft: «Chiunque può copiare o diffondere i materiali del Viral video project gratuitamente a condizione che non ne venga fatto un uso commerciale o che vengano manipolati e/o trasmessi in modo non integrale».
21 Dec
Operazione verità è il payoff della campagna elettorale di Forza Italia che, affidandosi al sorriso del presidente del consiglio Silvio Berlusconi, presenta, a botte di slogan populisti, quanto questo governo avrebbe fatto su pensioni, occupazione, lotta alla criminalità e così via. Tralasciando per un attimo le considerazioni relative al contratto con gli italiani e al (mancato) rispetto dei punti programmatici da parte della maggioranza, ricordiamo invece la campagna di comunicazione contro la pirateria multimediale che Palazzo Chigi ha avviato per combattere il fenomeno della duplicazione illegale di strumenti e contenuti telematici.
Che c’entra Operazione verità con la lotta alla pirateria? C’entra eccome perché i manifesti elettorali, scaricabili dal sito GovernoBerlusconi.it, sono stati realizzati con software crackato. Il software crackato, ci teniamo a rammentarlo, è software proprietario per il quale non è stata acquistata regolare licenza e le cui protezioni sono state forzate in modo che funzioni anche senza una legittima procedura di installazione e/o registrazione.
A darne notizia è il blog SocialDesignZine che, nell’intervento L’illecito programma di Berlusconi, spiega come sia stato possibile effettuare una semplice verifica sui file pdf scaricabili dal sito del capo del governo. Si legge infatti:
Ecco che sotto l’etichetta “creatore” appare il nome del programma QuarkXPress, con cui l’esecutivo della campagna è stato realizzato, seguito dalla lettera “[k]” che sta, notoriamente, ad indicare che il programma è stato abusivamente “crackato”.
Sì, avete capito bene. La campagna di Forza Italia che va sotto il titolo di Operazione verità, è stata realizzata con software illegalmente duplicato e quindi senza averne acquisita la regolare licenza d’uso!
Del resto, si sa che questo esecutivo verrà ricordato come quello che, in quanto a leggi ad personam, ha saputo dare una discreta prova di sé. Forse la ex-Cirielli serviva anche a condonare questo reatuccio e non avevano così torto gli americani a essere innervositi, se si ragiona con la loro ottica.
15 Dec
Fiducia, mutualità, autonomia di decisione e, come conseguenza, libertà di espressione. Tutto ciò che viene negato nel trusted computing per come viene implementato o per come lo si vorrebbe implementare. Il gruppo di Lafkon ha così realizzato un filmato, Trusted Computing Movie, che è stato tradotto in italiano dal team di No1984.org. Semplice e immediato nell’illustrare i concetti di base che, se tecnicamente possono assumere gradi di complessità notevole, sull’utente hanno l’effetto di limitare l’utilizzo del computer e impedire la fruizione di contenuti ritenuti non consoni. Il filmato, infine, è stato rilasciato con licenza Creative Commons Sampling Plus 1.0.