Annibale Capasanta cambia canale con il pensiero

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Cronache verissimeI tempi di Cuore sono ormai lontani, seppur indimenticabili restino alcune copertine, come Scatta l’ora legale, panico tra i socialisti, e determinate rubriche, tra cui il Il giudizio universale o Mai più senza (una raccolta di quanto uscì in quegli anni è disponibile su Una mano lava l’altra).

Ora, via BooksBlog, si conferma l’uscita di Cronache Verissime, pubblicazione elettronica (in formato pdf) curata dal Collettivo Soda di Rael is Real. La linea adottata è quella di Cronaca Vera (arrivata ad avere un suo spazio su Carmilla). Ma – se ci fosse bisogno di dirlo – gli articoli sono frutto di una fantasia graffiante e scanzonata, trasposizioni satiriche di fatti pompati sui giornali che finiscono così per essere messi alla berlina. Come il servizio sullo squallido mondo dei blog con intercettazioni telefoniche tra Vibrisse e Nazione Indiana, miracoli inspiegabili per la medicina (“Involontariamente ingoia un topo che rimane vivo all’interno del suo stomaco e divora un tumore prima di venire digerito”) e gossip tributati dal mondo di Barbie e dei cartoni animati. Da non perdere nemmeno le pubblicità in fondo agli articoli.

“Sui media non si media”

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Da Giornalismi possibili. «Il cosiddetto mainstream informativo-comunicativo […] è essenziale, a nostro avviso, che lo si guardi, lo si critichi, lo si analizzi, lo si studi da tutte le parti possibili e immaginabili, tranne dalla prospettiva ufficiale che esso propone e impone, quando, descrivendo se stesso, si traveste da rappresentazione della realtà. Poiché già sappiamo che essa è falsa». Giulietto Chiesa non si dilunga nella presentazione di aideM – Rivista di critica della comunicazione (Chiementi Editore), trimestrale al debutto che dirige insieme a Adalberto Minucci. Va al sodo per descrivere l’obiettivo della pubblicazione: smontare ogni genere di contenuto informativo per interpretarlo in base alle logiche politiche ed economiche che stanno alla base. Continue reading

VideoTheVote.org: il Grande Fratello si fa videoblogger

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Video The VoteUn occhio (elettronico) contro i brogli elettorali. E non è quello del Grande Fratello o, meglio, è quello di un Grande Fratello formato elettore. Si tratta di VideoTheVote.org (qui un video di presentazione), che dice:

In 2000 and 2004, problems plagued the polls in different parts of the country: long lines, eligible voters turned away, voter intimidation, misallocation and malfunctioning of voting equipment. They were underreported on Election Day. Days and weeks later, a more complete picture of voter disenfranchisement emerged—but it was too late. The elections were over and the media had moved on. Starting this election, citizen journalists—people like you and I—will document problems as they occur. We’ll play them online, spread word through blogs and partner websites, doing our part to make sure the full story of our elections is told.

Mostri sulla carta

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giustizia

Con la speranza che per una volta successive evenienze su questa realtà criminale non comportino una futura stupefacente restrizione, per il caso concreto, di tali categorie (Motivazione della sentenza assolutoria n. 210 del 1997 al processo che vide imputati i Bambini di Satana)

Nove anni dopo: «Il caso non può considerarsi chiuso fino a che non emergeranno tutte le responsabilità del vergognoso linciaggio mediatico cui sono stati sottoposti gli imputati». Le parole sono del giornalista di Chieti Andrea Di Tizio, portavoce del Club Riformatori Liberali Enzo Tortora e la vicenda a cui si riferisce ricorda molto da vicino quella dei Bambini di Satana. Perché, analogamente al caso su cui si è pronunciato ieri il tribunale della città abruzzese, ci sono quattro persone che nel 2002 finiscono in galera per presunti reati gravissimi a danno di minorenni.

I quali – in base alle accuse – sarebbero stati adescati davanti alle scuole, sequestrati, narcotizzati e sottoposti a violenze utilizzando tra feticci vari anche cadaveri. Il tutto, ovviamente, in odor di satanismo e dunque, come accaduto a Bologna tra il 1996 e il 1997, con presunzione di colpevolezza da parte di una campagna stampa infamante. Nessuno di loro, però, aveva mai commesso ciò di cui era stato accusato. Continue reading

Blog e giornalismo: il dibattito si accende

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Blog e giornalismoBlog e giornalismo. Giornalismo e blog. Chi dice il vero? Chi è il più attendibile? E l’approfittatore, il mendace, l’illuso, il corrotto? Sembra che il dibattito non stai semplicemente accelerando. Di più. Se ne parla oggi sul Corriere della Sera, in un articolo di Beppe Severgnini, Benvenuti i blog nella rete ma la vera informazione è sempre stampata su carta. «Però diciamolo: non è che in rete compaia solo la verità. Spesso si leggono delle gran fregnacce» scrive il curatore della rubrica Sport Italians. Gli risponde Mario Lupi dal suo blog, facendo giustamente notare che «se ci mettiamo a verificare la percentuale di balle scritte dai giornalisti rispetto al totale, potrebbe non discostarsi da quella che troviamo online rispetto al totale dei contenuti digitali disponibili». Severgnini e altri sono stati recentemente etichettati da Beppe Grillo come «i fighetti del giornalismo, intellettualmente onesti, con la cravatta giusta e la rubrica». Continue reading

CafèBabel.com: partecipazione limitata

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CafèBabel.com(Da giornalismi possibili) CafèBabel.com aveva fatto notizia alla fine dell’estate scorsa per l’ennesimo esperimento nel mondo dell’informazione: prendere cinque giornalisti di altrettante nazionalità differenti, metterli in una capitale – Amsterdam – e studiare la crescita di una redazione e dei relativi contenuti in base alle inchieste pubblicate. Rivista elettronica redatta in sei lingue europee, CafèBabel.com è così: dal 2001 prova a riscrivere le regole di una professione declinandola nei termini del «giornalismo partecipativo». E se l’esperienza costituisce una delle forme più interessanti di network al di fuori dei circuiti mainstream, rimane il fatto che questa iniziativa soffre di una mancanza che la rende tuttavia «poco partecipativa»: il tipo di informazione proposta è frontale, come per le testate giornalistiche tradizionali, e l’interazione con cui utenti-lettori è limitata a un forum. Continue reading

Blog e politica: incontro e scontro

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Sul numero di settembre-ottobre di Giornalisti, rivista di categoria edita dell’omonima associazione, si dedica, nella rubrica Tendenze, un articolo a Blog: la politica italiana li scopre solo in campagna elettorale. A firma di Stefano Martello (coadiuvato da Carlo Baldi e Gennaro Pesante), il pezzo suddivide grosso modo in due fronti i blogger di casa nostra orientati alla politica: da un lato i cittadini che si attivano in nome della partecipazione e i politici di professione che utilizzano troppo spesso il dialogo diretto con gli elettori solo come ulteriore veicolo propagandistico. Con rarissime eccezioni, come quella di Antonio Bassolino. Inoltre, fastidioso sarebbe per i candidati e gli eletti confrontarsi con anonimi utenti che lasciano commenti senza assumersene la responsabilità. Morale dell’articolo? Mancherebbe una reale attenzione da parte del mondo della politica alla comunicazione verso i cittadini, ma altrettanto latitante sarebbe – secondo gli autori – una piena coscienza da parte degli elettori delle modalità di relazione con i propri referenti politici. Da qui ne deriverebbero alcuni interrogativi al momento senza risposta. Continue reading

Emergenza stagionale

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Immagine di Eus rilasciata con licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 2.0Da Fronte della Comunicazione di Stampa Alternativa.

Emergenze, informazione, realtà dei fatti. Su questo tema si legge un interessante post sul blog collettivo Nazione Indiana, Dov’è l’emergenza, a firma di Stefano Savella, incentrato principalmente sulla questione immigrazione, sugli sbarchi e su recenti fatti di cronaca nera in cui l’attenzione – più che sul fatto in sé – è stata concentrata sui presunti autori. E mentre gli studi legali consigliano di togliere inchieste scottanti dai siti che denunciano il FUD della lotta al terrorismo, c’è chi dal summit della scienza mondiale tenutosi recentemente a Erice, in provincia di Trapani, annuncia che un’epidemia virale minaccerà la Terra. Ma saranno stati davvero a ritenerlo gli scienziati o chi ha riportato la notizia?

Giornalismo e professioni editoriali, «garantita massima visibilità»

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Ogni tanto mi avventuro in un giretto per siti che pubblicano annunci di lavoro per giornalisti e professionisti nell’ambito editoriale. E il risultato è spesso desolante. Chi vuole scrivere – o scrive già – può leggere spesso la frase «la collaborazione si intende a titolo gratuito. Garantita massima visibilità». Quando va bene, poi, si assicura l’accesso alla pratica per l’iscrizione all’ordine dei giornalisti. Più in generale, tra i requisiti, c’è chi indica lo «spirito di sacrificio», «disponibilità propria di strumenti» come computer e software (spesso proprietario e dunque con notevoli costi di licenza) a fronte di compensi commisurati con l’esperienza (senza che mai si faccia riferimento a tariffari ufficiali o si indichi che vuol dire «comprovata esperienza»).

Del resto, se qualcuno avesse in mente di iniziare la professione del giornalista, a meno di non vantare santi in paradiso, è bene che rifletta seriamente sul suo avvenire. Nell’inchiesta Giornalisti ieri, oggi. E domani? realizzata da Ugo Degli Innocenti, vengono riportati numeri che sono davvero poco incoraggianti. La percentuale di disoccupati, freelance e precari, secondo l’Inpgi (l’Istituto nazionale di previdenza dei giornalisti), comprende al 31 dicembre del 2005 il 26 per cento degli operatori del settore. E sul blog Giornalisti Disoccupati si legge di come la disoccupazione tout court sia del 12,5 per cento.

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