Dalla rete: eventi misteriosi e hotel abbandonati

Standard

Graham Hotel, Georgia

  • Frikoo, 15 Historical Events That Fascinate Us:

    Since the time of the ancient Egyptians thousands of years ago, there have been many secrets that we today are just beginning to learn about, or that we still don’t have answers for. The secrets of the Great Pyramids, famous shipwrecks, the lost city of Babylon, hidden treasures of the Incas, lost jewels, the secrets of the Vatican, and many more mysteries of our history continue to fascinate people from around the world.

  • ProTraveller, 16 Abandoned & Decaying Hotels From Around The World:

    Abandoned hotels range from decrepit to like-new and exist everywhere from remote parts of the globe to modern urban cities. Following are some of the most interesting of those spots that serve as reminders that even the best laid plans don’t always work out over time.

Dalla rete: cronache dalla periferia La Storta e dintorni

Standard
  • PeaceReporter, Immigrati in fuga dopo agguato di Roma:

    “Molti rumeni sono scomparsi dalle proprie case vicino a La Storta, presumibilmente per paura di attacchi”. È questa, secondo Isabella Clough-Marinaro, sociologa e docente all’American University di Roma, la prima conseguenza delle polemiche legate all’agguato contro una studentessa del Lesotho.

  • Morgan Palmas, Ammazziamo tutti i clandestini!:

    Noi parliamo di calci in culo ai clandestini come se fossero tutti uguali. Io prenderei a calci nel culo un mafioso e non tanti gentilissimi immigrati che ho conosciuto nel tempo facendo anche volontariato. Poi, sia chiaro, se qualcuno delinque, sia punito con le leggi che abbiamo nel nostro paese.

  • Flavia Amabile, Braccialetti per tutte:

    I conti non mi tornano e le parole nemmeno. Le parole, soprattutto. Perché ad un certo punto Francesco Rutelli ha lanciato sul piatto della campagna elettorale il braccialetto elettronico con un pulsante per chiedere aiuto. L’idea è di darlo a tutte le donne e in caso di aggressione sperare che serva.

  • Marco Travaglio, Ora d’aria:

    Stavolta però diventano merce elettorale e allora tg e giornali rinunciano a decidere autonomamente la gerarchia delle notizie, affidandola ai politici. E mettono lo stupro in copertina, facendo precipitare Roma, all’improvviso, in un film di Maurizio Merli o di Dario Argento.

Dalla rete: come i giornali “deformano” il mondo

Standard
  • Lsdi.it, Come i giornali “deformano” il mondo:

    Nicolas Kayser-Bril sul sito Observatoire des Medias ha provato a tracciare i confini di questo mondo, attraverso sette cartine anamorfiche che deformano i confini dei Paesi in funzione del numero di articoli pubblicati dalle testate messe sotto esame (tre francesi: L’Humanité, La Croix, Rue89; tre inglesi: The Daily Mail, The Guadian, The Sun e uno statunitense, The New York Times). Il risultato è che i Paesi più amati dai giornalisti sembrano essere la Francia, la Spagna, Israele e l’Iran. Tra quelli dimenticati, il Giappone, l’India, il Belgio e la Germania.

    La rilevazione è stata effettuata non sul cartaceo ma sui siti delle testate prese in esame. Ad incidere sulla copertura sembrano essere diversi fattori: ad esempio, per le testate inglesi, è centrale l’importanza e lo sviluppo degli Stati oggetto degli articoli, il numero dei soldati stanziati su quel territorio, le volte in cui si discute di quel Paese nel Consiglio di Sicurezza dell’ONU. La ricaduta, ricorda l’autore dello studio, ricorda un sondaggio francese di alcuni anni fa: secondo i lettori Israele sarebbe un Paese di 80 milioni di abitanti, dieci volte più grande – sottolinea Kayser-Bril – nella testa dei caporedattori rispetto a quanto sia nella realtà.

    Qui (in formato pdf) il testo completo del report.

Mother Jones: il ritorno a Torquemada e allo stato preilluminista

Standard

Una cartolina internazionale spedita dagli Stati Uniti e firmata da Mother Jones per raccontare del Ritorno a Torquemada:

“Cos’è l’America? un pezzo di terra, un caleidoscopio di etnie e culture, un mercato. Ma prima di tutto è un quadro di riferimento legale e morale. È l’espressione di quei diritti dell’uomo di cui Thomas Jefferson parlò nel 1776”. Se adottiamo la “nozione piuttosto arrogante dell’eccezionalismo americano”, per cui gli Stati Uniti devono indicare la via al resto del mondo, dobbiamo chiederci quale esempio stia dando oggi la superpotenza. Mother Jones ha una risposta durissima: “Siamo tornati a essere uno stato preilluminista”, soprattutto per l’uso diffuso della tortura. Certo, episodi di tortura ci sono sempre stati, ma “quando uscivano allo scoperto venivano condannati, non condonati”.

Oggi George W. Bush difende apertamente l’uso di “tecniche d’interrogatorio dure”, e tra Abu Ghraib e Guantanamo la barbarie impera. “Se consentiamo alla paura di governarci, se giustifichiamo i metodi dell’Inquisizione e ci sbarazziamo delle garanzie in vigore da secoli, perdiamo tutto quello che pretendiamo di difendere. Perciò dobbiamo vigilare contro la tortura. Non solo perché produce risultati discutibili o perché giustificandola facciamo aumentare il rischio che venga usata contro i nostri soldati e cittadini. Semplicemente, perché la tortura è contro lo spirito americano”.

Dalla rete: forme differenti per la ricerca di spazi liberi

Standard
  • Benedetto Vecchi, Trovare una nuova via al politico:

    La lettura retrospettiva dei curatori ha però il pregio di guardare all’esperienza di Rosso attraverso la crisi dell’operaismo, sintetizzata dalla frase di Mario Tronti che invitava a fare i conti con il problema tragico del «politico». E se per l’autore di Operai e capitale il nodo da sciogliere era quello del partito, per i militanti e i redattori di Rosso era di immaginare una forma organizzativa che riflettesse una mutata «composizione della forza-lavoro». E non è un caso che, a un certo punto, i testi che circolavano erano di Gilles Deleuze, Felix Guattari. E di Michel Foucault, la cui lettura tuttavia lasciava l’amaro in bocca, perché appariva come una trascrizione ragionata su ciò che i movimenti radicali già facevano, ma che certo aiutava ben poco a dare risposta al tragico problema del politico.

    Il discorso si riferisce al libro Avete pagato caro. Non avete pagato tutto – La rivista Rosso (1973-1979) curata da Tommaso De Lorenzis, Valerio Guizzardi e Massimiliano Mita e pubblicata da poco da DeriveApprodi.

  • Luca Galassi, La “petroliocrazia”:

    I partiti liberali si uniscono, si sciolgono, poi tornano insieme. È sempre così. Non ho un’opinione precisa su quali effetti avrà, ma sicuramente non molti, e non a breve termine. Finché in questo Paese la struttura economica non cambierà, sarà difficile cambiare la società. E finché la nostra economia sarà basata sul petrolio, finché ci sarà questa “petroliocrazia” credo che anche populismo e autoritarismo continueranno a esserci. Per esempio, perché in Ucraina, Paese molto simile al nostro, con gli stessi problemi di corruzione e di burocrazia, si è sviluppato un movimento democratico? Perché non c’è petrolio. Altrove, se non c’è petrolio si usa il cervello. Qui che di petrolio ce n’è anche troppo, il cervello l’abbiamo dimenticato chissà dove.

  • Bernardo Parrella, Se il click è facile, la democrazia è lontana:

    Le strade della politics restano cioè caratterizzate da enormi capitali e sperperi diffusi, nonostante (o grazie a) Internet. Ecco perché ha sempre più senso la battaglia anti-corruzione avviata da Lawrence Lessig, inclusa la sua recente decisione di non candidarsi al Congresso Usa (pur se, eventualmente, per soli sei mesi), dopo una decina di giorni ricchi di riflessioni e rilanci che avevano entusiasmato parecchi fautori della libertà di cultura. L’opportunità si era presentata all’ideatore delle licenze Creative Commons per il seggio parlamentare lasciato vacante dal democratico californiano Tom Lantos, 80 anni, spentosi l’11 febbraio scorso per cancro all’esofago. Motivi della rinuncia di Lessig: la quasi certa elezione di Jackie Speier, già senatrice statale e assai apprezzata un po’ da tutti per il suo impegno civile, Lessig incluso; e lo scarso periodo di tempo (30 giorni) atto a preparare una decente campagna che spiegasse la questione al pubblico elettorale, ben oltre gli addetti ai lavori o il seguito raccolto da tempo sul web.

Dalla rete: reportage di Jasmina Tešanović sul “giorno dopo”

Standard
  • Jasmina Tešanović, The Day After / Kosovo:

    No visas for bad Serbs, who shun the world to be swiftly shunned in turn. Police have arrested 190 people. The impressive damage to the town is still being estimated: burned cars, destroyed traffic lights, burned apartments, smashed shops. Five hundred people were hurt, mostly Serbian riot policemen. One Czech citizen is in critical condition. Last night during the escalating violence my friends from Italy, Norway and Kosovo phoned me: Nora from Kosovo offered me her own home if I don’t feel safe within Belgrade. Nora admitted that it sounded nonsensical, but it was a sincere offer.

Dalla rete: InfraGard, la Gladio di Bush

Standard
  • Alessandro Ursic, La Gladio di Bush:

    Un’organizzazione pubblica ma protetta dal segreto, con oltre 23.000 membri selezionati nell’élite politica-economica del Paese che godono di informazioni riservate sui rischi di un attacco terroristico, lavorando in collaborazione con l’Fbi. E che, come ha rivelato uno dei suoi iscritti, in caso di proclamazione della legge marziale hanno licenza di uccidere per proteggere le loro proprietà. Si chiama InfraGard, e se non l’avete mai sentita è perché fino a qualche anno fa non superava il migliaio di iscritti. Ma dopo gli attentati dell’11 settembre 2001 è diventata una struttura semi-massonica con ramificazioni in tutti gli Stati Uniti, e rappresenta oggi una prima linea di difesa degli Usa ai tempi della guerra al terrorismo.

Dalla rete: liste di proscrizione e scomparsa giudiziaria dei fatti

Standard
  • RaiNews, Articolo 21: solidarietà ai docenti inseriti nel “blog della vergogna”:

    “Non solo siamo solidali con tutti i docenti inseriti nel blog della vergogna, ma invitiamo anche tutti gli altri siti e tutti gli altri blog a trovare i modi più opportuni, per sospendere la loro attività ordinaria e segnalare l’opposizione della intera rete a questa barbarie”. Lo afferma in una nota Giuseppe Giulietti, portavoce dell’associazione Articolo 21. “Guai a ridurre questa vicenda ad una semplice goliardata – continua Giulietti – già troppe volte ci è successo di chiudere occhi ed orecchie e di riaprirli troppo tardi. Il blog della vergogna e dell’antisemitismo è stato oscurato, ma adesso è necessario che tutti i media pubblici e privati promuovano un’azione coordinata e persino congiunta”.

    Qui l’articolo che parla della lista di proscrizione contro i 162 docenti di religione ebraica.

  • Paolo Barnard, Censura legale:

    Ecco come funziona la vera “scomparsa dei fatti”, quella che voi non conoscete, oggi diffusissima, quella dove per mettere a tacere si usano, invece degli ‘editti bulgari’, i tribunali in una collusione di fatto con i comportamenti di coloro di cui ti fidavi; comportamenti tecnicamente ineccepibili, ma moralmente assai meno. Questa è censura contro la tenacia e il coraggio dei pochi giornalisti ancora disposti a dire il vero, operata da parte di chiunque venga colto nel malaffare, attuata da costoro per mezzo delle minacce legali e di fatto permessa dal comportamento degli editori..
    Gli editori devono difendere i loro giornalisti che rischiano per il pubblico interesse, e devono impegnarsi a togliere le clausole di manleva dai contratti che, lo ribadisco, siamo obbligati a firmare per poter lavorare. Infatti oggi in Italia sono gli avvocati dei gaglioffi, e gli uffici affari legali dei media, che di fatto decidono quello che voi verrete a sapere, giocando sulla giusta paura di tanti giornalisti che rischiano di rovinare le proprie famiglie se raccontano la verità.

    L’elenco dei servizi curati da Paolo Barnard.

Dalla rete: dallo sparlamento alla sentenza per Europa7

Standard
  • Chiare Lettere, Sparlamento, vita e opere dei politici italiani di Carmelo Lopapa:

    Figli, fratelli, mogli, ex mogli, intere famiglie al seguito. E molti soldi che girano. Prima del crollo, dentro il Palazzo si fa festa. Non senza insulti, dispetti e aggressioni. Carmelo Lopapa racconta quello che ha visto e sentito. Il suo viaggio comincia dalla testimonianza inedita di un funzionario, uno di quelli che dentro il Parlamento ci ha passato una vita. Leggere come impiegano il tempo molti dei nostri parlamentari può far ridere: c’è chi vuole una legge per valorizzare il tortello di zucca o per indire la giornata del maccherone, chi vuole un casinò, un bagno turco, le terme per tutti (solo il 7,3% delle leggi sono approvate, contro il 50% della Germania e l’86 della Spagna). Ma fa anche rabbia vedere come trionfi il trasformismo (“Voltar gabbana è nel DNA degli italiani” dice Mastella), si moltiplichino i Fratelli (“Io non rinnego la massoneria”, parola di onorevole) e i “laici devoti” alla Chiesa.

  • Marco Travaglio – L’Unità, 1 febbraio 2008, Europa7: la sentenza – La tassa Berlusconi:

    A partire dalla legge Maccanico gentilmente offerta dal centrosinistra al Cavaliere nel 1997, per proseguire col decreto salva-Rete4 e con la legge Gasparri varati dal governo Berlusconi II tra il 2003 e il 2004. Giusto in tempo per il suo probabile ritorno a Palazzo Chigi, dunque, si ripropongono intatti i nobili moventi della sua “discesa in campo” del ‘94: salvare le sue televisioni da una qualunque legge antitrust e salvare se stesso dai processi (a Milano stanno per chiudersi quelli per i fondi neri Mediaset e per la corruzione del testimone David Mills, a Napoli sta per aprirsi quello per la tentata corruzione di Agostino Saccà e di alcuni senatori). La soluzione ideale sarebbe depenalizzare anche la corruzione e trasferire la Corte europea da Lussemburgo a Brescia, o ad Arcore, per legittimo sospetto.

Dalla rete: contro Scientology, le leggende tradite e i divieti garantiti

Standard
  • Gianluca Giardino, Anonymous vs Scientology:

    La guerra è appena iniziata e l’esercito senza volto prepara le prime iniziative sul suo wiki (completamente anonimo, ovviamente). Ma arrivano già le prime bordate: sono già comparsi sui principali siti di Torrent i testi di studio la cui segretezza la Chiesa ha sempre difeso strenuamente. Difficile dire come finirà, visto che gli agguerriti avvocati di Scientology sono famosi almeno quanto le loro strane credenze. Quello che è certo è che succederà un bel casino e che ci saranno molti lulz.

  • Loredana Lipperini, Leggenda un corno:

    Il tradimento perpetrato dal filmone con Will Smith verso il romanzo di Richard Matheson lascia senza parole. Io sono leggenda è uno dei grandissimi libri del Novecento, a cui la definizione di horror-e-basta sta sinceramente stretta: è una storia di solitudine e di declino, ed è una riflessione, straordinaria per gli anni Cinquanta, su quanto sia relativo il concetto di mostro. Ed è quest’ultima la tematica di fondo, che diviene evidente nelle ultime pagine.

  • Ferdinando Camon, Scrittori contro il razzismo a Treviso:

    Treviso è sentita come la città-madre fra quante propongono l’esame di italiano a quelli che chiedono la cittadinanza, un reddito minimo garantito, l’uso di metodi da SS contro chi delinque, e così via. Treviso, Vicenza, Verona, Padova hanno anche altri esempi, che dicono tutto il contrario: percentuali altissime di immigrati che lavorano a condizioni sindacali, ma il problema è proprio questo: c’è bisogno di loro, li si fa lavorare e li si paga, ma poi, proprio a Treviso, gli si proibisce di passeggiare, uomini e donne, davanti al duomo con le vesti sgargianti del Maghreb. L’idea è che le vesti del Maghreb sono offensive per le piazze cattoliche, quindi per il Dio cattolico, quindi per i morti e l’anima nostri.