È censura? No, è violazione del diritto d’autore

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Casa Pannella e la polemica con Radio RadicaleSarebbe in errore chi volesse tirare in ballo posizioni da editto bulgaro in tempi di centro-sinistra. E soprattutto di Internet. Eppure accade che la violazione di una licenza d’uso apposta a materiali liberamente disponibili e riutilizzabili in rete venga scambiata per una stroncatura politica.

Ecco i fatti. Un blogger, Daw, scarica dal sito di Radio Radicale i contributi audiovideo di un acceso e colorito scambio di opinioni tra Marco Pannella, Daniele Capezzone ed Emma Bonino alla vigilia del recente congresso che ha visto un avvicendamento alla segreteria del partito. Il materiale viene rimontato e ne diventa un filmato di satira, Casa Pannella: protagonisti ne sono i tre esponenti politici che vengono inseriti in un contesto di travagliato e irridente menage familiare. Fin qua nulla di male: piaccia o meno il risultato, è legittimo.

Il testo completo di È censura? No, è violazione del diritto d’autore

Se suoni i Beatles ti mettono le manette

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Arrestato un “ladro” di canzoni via Luca De Biase il quale riporta:

Joi Ito segnala che hanno arrestato l’ennesimo “furfante” che osava suonare con l’armonica in un bar delle canzoni soggette al copyright… Sic…

Mainichi Daily News
Elderly harmonica player arrested for performing copyrighted songs at bar
A 73-year-old bar manager who illegally performed copyrighted tunes by the Beatles and other artists on the harmonica was arrested Thursday on suspicion of violating the Copyright Law, police said. Arrested was Masami Toyoda, of Tokyo’s Nerima-ku. He has reportedly admitted to the allegations against him. Investigators accuse Toyoda of illegally performing 33 songs such as the Beatles’ songs “Here, There and Everywhere” and “Yesterday,” whose copyrights are managed by the Japanese Society for Rights of Authors, Composers and Publishers. He allegedly performed the songs on the harmonica with a female pianist at the bar he operated between August and September this year.

Oaxaca, parole per immagini

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Peter KuperIl fumettista Peter Kuper vive nella città messicana di Oaxaca da alcuni mesi insieme alla famiglia. E dei recenti scontri ha raccontato con una serie di immagini riportata sul blog PW The Beat. Scrivendo anche che:

Sad to say it seems to be getting worse as of this morning but hard as always to verify without going downtown. For some reason Betty doesn’t want me to head to the zocalo–something about me getting shot or arrested and deported–go figure! Latest I’ve heard was that there are 3 different groups marching to the Zocalo and that there has been fighting in the street with the Federal police. We’re sitting tight in San Felipe,we dropped Emily at school like it was a normal day and are keeping an ear on the news/internet.

Annotazioni varie dalla rete

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AstoundingNuovo arrivo in rete: il blog di Bernardo Parrella, osservatorio d’oltreoceano dedicato ad «annotazioni dal magma digitale». Si può ascoltare in audio l’anteprima del numero di novembre di Wired Magazine. Benvenuto, Bernardo.

Un paio di altre annotazioni. In primo luogo, sono state pubblicate in rete le copertine di Astounding – Analog Science Fiction Magazine a partire dal 1930 per arrivare al 2005. Finora ce n’era qualche altra, tipo questa, che copre un periodo però più ridotto (1939-1960).

Infine, per chi scrive, dal primo novembre può cimentarsi con la sfida lanciata da NaNoWriMo (National Novel Writing Month) per scrivere in trenta giorni (si parte il 1 novembre) una storia da 50 mila parole. Come fare? Lo si spiega in 10 passi.

VideoTheVote.org: il Grande Fratello si fa videoblogger

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Video The VoteUn occhio (elettronico) contro i brogli elettorali. E non è quello del Grande Fratello o, meglio, è quello di un Grande Fratello formato elettore. Si tratta di VideoTheVote.org (qui un video di presentazione), che dice:

In 2000 and 2004, problems plagued the polls in different parts of the country: long lines, eligible voters turned away, voter intimidation, misallocation and malfunctioning of voting equipment. They were underreported on Election Day. Days and weeks later, a more complete picture of voter disenfranchisement emerged—but it was too late. The elections were over and the media had moved on. Starting this election, citizen journalists—people like you and I—will document problems as they occur. We’ll play them online, spread word through blogs and partner websites, doing our part to make sure the full story of our elections is told.

Elezioni USA: una guida per i blogger

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Una guida per i blogger che seguiranno le elezioni del prossimo 7 novembre. Dopo l’invito a seguirle via Google Earth, ora arriva dagli studenti del Center for Internet and Society dalla Stanford University Law School l’appello a sottoporre una serie di domande su aspetti legali e specialistici su cui concentrarsi. Lo scopo è quello di compilare una FAQ a uso di chi indosserà gli abiti del citizen journalist.

Finanziaria e diritto d’autore: furbi e compensi

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diritto d'autorePrima ne parla un lettore di Wittgenstein e poi la notizia viene ripresa da Massimo Mantellini: la finanziaria 2007 si occupa anche di diritto d’autore e propone una modifica all’attuale legge in materia. Se l’articolo 65 dell’attuale normativa tutela infatti in una serie di casi la riproduzione di contenuti giornalistici – laddove non espressamente vietata – indicando i riferimenti della fonte, con la proposta di riforma alla «riproduzione totale o parziale di articoli di riviste o giornali devono corrispondere un compenso agli editori per le opere da cui i suddetti articoli sono tratti. La misura di tale compenso e le modalità di riscossione sono determinate sulla base di accordi fra i soggetti di cui al periodo precedente e le associazioni delle categorie interessate. Sono escluse dalla corresponsione del compenso le amministrazioni pubbliche […]». Mantellini parla di «troppi furbi in giro» e pare che abbia ragione. Almeno finché non si chiarisce la questione.

Blog e giornalismo: il dibattito si accende

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Blog e giornalismoBlog e giornalismo. Giornalismo e blog. Chi dice il vero? Chi è il più attendibile? E l’approfittatore, il mendace, l’illuso, il corrotto? Sembra che il dibattito non stai semplicemente accelerando. Di più. Se ne parla oggi sul Corriere della Sera, in un articolo di Beppe Severgnini, Benvenuti i blog nella rete ma la vera informazione è sempre stampata su carta. «Però diciamolo: non è che in rete compaia solo la verità. Spesso si leggono delle gran fregnacce» scrive il curatore della rubrica Sport Italians. Gli risponde Mario Lupi dal suo blog, facendo giustamente notare che «se ci mettiamo a verificare la percentuale di balle scritte dai giornalisti rispetto al totale, potrebbe non discostarsi da quella che troviamo online rispetto al totale dei contenuti digitali disponibili». Severgnini e altri sono stati recentemente etichettati da Beppe Grillo come «i fighetti del giornalismo, intellettualmente onesti, con la cravatta giusta e la rubrica». Continue reading

A un anno dalla scomparsa di Federico Aldrovandi

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Federico AldrovandiOggi ricorre il primo anniversario della morte di Federico Aldrovandi, il diciottenne di Ferrara sulla cui fine sin da subito si sono addensate nubi piuttosto fosche. Alle notizie in base alle quali il ragazzo sarebbe deceduto a causa di ragioni sempre differenti (un malore, sostanze stupefacenti assunte durante una notte brava con gli amici o nel tentativo di contenerlo da atti di autolesionismo mentre dava in escandescenza) la madre non ha mai creduto. E dopo essersi rivolta ai giornali tradizionali, ha pensato a poche settimane dalla scomparsa del figlio di raccontare su Internet, tramite un blog, ciò di cui era convinta: a uccidere Federico sarebbe stato il pestaggio subito dopo l’intervento di una pattuglia della polizia. Tra perizie, udienze, incontri con i giornalisti e testi sul blog, seppur tra i molteplici tentativi di fermare la donna e dissuaderla dal proseguire sulla strada intrapresa, oggi qualcosa di vero si sa sulla sorte del ragazzo.

Per approfondimenti:

CafèBabel.com: partecipazione limitata

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CafèBabel.com(Da giornalismi possibili) CafèBabel.com aveva fatto notizia alla fine dell’estate scorsa per l’ennesimo esperimento nel mondo dell’informazione: prendere cinque giornalisti di altrettante nazionalità differenti, metterli in una capitale – Amsterdam – e studiare la crescita di una redazione e dei relativi contenuti in base alle inchieste pubblicate. Rivista elettronica redatta in sei lingue europee, CafèBabel.com è così: dal 2001 prova a riscrivere le regole di una professione declinandola nei termini del «giornalismo partecipativo». E se l’esperienza costituisce una delle forme più interessanti di network al di fuori dei circuiti mainstream, rimane il fatto che questa iniziativa soffre di una mancanza che la rende tuttavia «poco partecipativa»: il tipo di informazione proposta è frontale, come per le testate giornalistiche tradizionali, e l’interazione con cui utenti-lettori è limitata a un forum. Continue reading