Sul numero di settembre-ottobre di Giornalisti, rivista di categoria edita dell’omonima associazione, si dedica, nella rubrica Tendenze, un articolo a Blog: la politica italiana li scopre solo in campagna elettorale. A firma di Stefano Martello (coadiuvato da Carlo Baldi e Gennaro Pesante), il pezzo suddivide grosso modo in due fronti i blogger di casa nostra orientati alla politica: da un lato i cittadini che si attivano in nome della partecipazione e i politici di professione che utilizzano troppo spesso il dialogo diretto con gli elettori solo come ulteriore veicolo propagandistico. Con rarissime eccezioni, come quella di Antonio Bassolino. Inoltre, fastidioso sarebbe per i candidati e gli eletti confrontarsi con anonimi utenti che lasciano commenti senza assumersene la responsabilità. Morale dell’articolo? Mancherebbe una reale attenzione da parte del mondo della politica alla comunicazione verso i cittadini, ma altrettanto latitante sarebbe – secondo gli autori – una piena coscienza da parte degli elettori delle modalità di relazione con i propri referenti politici. Da qui ne deriverebbero alcuni interrogativi al momento senza risposta. Continue reading
blog
Esce «Blog!» in italiano
Standard
Per i tipi di Sperling & Kupfler, è uscita la versione italiana del libro dei giornalisti statunitensi David Kline e Dan Burstein Blog! – La rivoluzione dell’informazione in politica, economia e cultura (purtroppo non ha una versione elettronica scaricabile dalla Rete). Con la prefazione di Beppe Grillo, l’ho tradotto insieme ad Andrea Plazzi e Alessio Catania occupandomi della terza parte, media e cultura. Dalla quarta di copertina:
Il blog è una realtà globale. La sua sensazionale affermazione come strumento di pubblico dibattito e di espressione individuale ha catturato l’attenzione del mondo. E se ne capisce facilmente il perché. Con i blog c’è chi ha stroncato la carriera di politici e costretto alle dimissioni pezzi grossi della televisione. In altri casi, invece, il blog ha premiato i prodotti di aziende poco note proiettandole al successo da un giorno all’altro, e sanzionato la rovina di altre, colpevoli di aver ignorato le giuste lamentele dei consumatori. Chi sono questi esperti dilettanti, e come si sono serviti del nuovo mezzo di comunicazione per trasformare non solo la propria vita, ma anche la società? E la rivoluzione dei “senza voce in capitolo” contro la sciatteria del potere? Un libro che porta dritti nel cuore e nel cervello dei più influenti blogger del pianeta. È il caso di Joe Trippi, ex collaboratore del candidato democratico alla Casa Bianca Howard Dean, primo in assoluto a ricorrere all’uso del blog politico come mezzo di finanziamento e strumento organizzativo di base, rivoluzionando così i meccanismi di una campagna elettorale. O di Robert Scoble, ex manager di Microsoft, che, con la franchezza dei suoi posting, ha fatto quello che centinaia di milioni di dollari di pubblicità non erano riusciti a fare: umanizzare un’azienda accusata di strapotere monopolistico.
Giornalismo e professioni editoriali, «garantita massima visibilità»
StandardOgni tanto mi avventuro in un giretto per siti che pubblicano annunci di lavoro per giornalisti e professionisti nell’ambito editoriale. E il risultato è spesso desolante. Chi vuole scrivere – o scrive già – può leggere spesso la frase «la collaborazione si intende a titolo gratuito. Garantita massima visibilità». Quando va bene, poi, si assicura l’accesso alla pratica per l’iscrizione all’ordine dei giornalisti. Più in generale, tra i requisiti, c’è chi indica lo «spirito di sacrificio», «disponibilità propria di strumenti» come computer e software (spesso proprietario e dunque con notevoli costi di licenza) a fronte di compensi commisurati con l’esperienza (senza che mai si faccia riferimento a tariffari ufficiali o si indichi che vuol dire «comprovata esperienza»).
Del resto, se qualcuno avesse in mente di iniziare la professione del giornalista, a meno di non vantare santi in paradiso, è bene che rifletta seriamente sul suo avvenire. Nell’inchiesta Giornalisti ieri, oggi. E domani? realizzata da Ugo Degli Innocenti, vengono riportati numeri che sono davvero poco incoraggianti. La percentuale di disoccupati, freelance e precari, secondo l’Inpgi (l’Istituto nazionale di previdenza dei giornalisti), comprende al 31 dicembre del 2005 il 26 per cento degli operatori del settore. E sul blog Giornalisti Disoccupati si legge di come la disoccupazione tout court sia del 12,5 per cento.
Cultura alla fame
StandardInteressante post di Gian Paolo Serino sul blog Satisfiction a proposito di nomi e di proprietari. In soldoni, gli si intima di mollare il titolo del blog perché appartiene a qualcun altro. Un’intimazione che arriva a proposito, proprio mentre da quelle parti si parlava di cultura alla fame.
CNN Exchange, “condivisione” dei contenuti degli utenti
StandardÈ notizia di questi giorni il prossimo lancio del servizio CNN Exchange, sistema che permette agli utenti di inviare testi, immagini e contenuti audio e video. Peraltro, a completamente del servizio, prenderà clip presenti anche su siti come YouTube, per il broadcast fai da te.
With CNN Exchange, we’ve essentially created a one-stop shop for CNN.com users to share their contributions with other Internet users
dice Mitch Gelman, vicepresidente e direttore esecutivo di CNN. Dunque, l’obiettivo è la condivisione con altri utenti. Ma quali diritti si riserverà CNN.com sui contenuti inseriti? Non basta parlare di condivisione senza specificare nessun altro parametro.
Il blog si rifà la faccia
StandardNuova grafica e aggiornamento di WordPress (che passa alla versione 2.0.3) per il blog. Ancora da sistemare in diverse sue parti una volta che avrò finito di studiare il codice, abbastanza differente rispetto alla versione precedente. Un ringraziamento a Claudio, per il supporto tecnico dopo che ho tentato di distruggere (inavvertitamente) oltre due anni di dati.