CNN Exchange, “condivisione” dei contenuti degli utenti

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È notizia di questi giorni il prossimo lancio del servizio CNN Exchange, sistema che permette agli utenti di inviare testi, immagini e contenuti audio e video. Peraltro, a completamente del servizio, prenderà clip presenti anche su siti come YouTube, per il broadcast fai da te.

With CNN Exchange, we’ve essentially created a one-stop shop for CNN.com users to share their contributions with other Internet users

dice Mitch Gelman, vicepresidente e direttore esecutivo di CNN. Dunque, l’obiettivo è la condivisione con altri utenti. Ma quali diritti si riserverà CNN.com sui contenuti inseriti? Non basta parlare di condivisione senza specificare nessun altro parametro.

Copyleft alla mostra della piccola e media editoria

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Incontri e contaminazioni di generi è il titolo degli eventi in programma per Io Leggo, mostra mercato della piccola e media editoria che si tiene a Roma da domani, 13 luglio, fino a domenica 16. E si parla anche di Copyright, copyleft e diritto alla cultura, dibattito curato da iQuindici.
Intanto, a pochi giorni dal quinto anniversario del G8 di Genova, esce l’inchiesta L’orrore in P.zza Alimonda, pubblicata da Pillola Rossa sul sito CarloGiuliani.org.

Estetica popolare e giornalismo

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Si chiama «Estetica popolare e giornalismo: indagine sul pubblico e sulla storia di Cronaca Vera» ed è il titolo della tesi recentemente discussa da Gabriele Ferraresi. Carmilla On line ne riporta uno stralcio con annessa intervista all’autore. E dallo stralcio stesso sembra un lavoro interessante. Ecco l’incipit:

Cronaca Vera è un caso unico nell’editoria italiana; si tratta di un periodico popolare, settimanale, che si occupa principalmente di cronaca nera e casi umani nascosti negli angoli più reconditi della penisola. Si passa dal sanguinario delitto d’onore – rigorosamente commesso in Sicilia -, allo studioso – presunto tale – incaricato dalla Santa Sede di combattere il Maligno, rappresentato da Satana in persona, in Puglia. Sparsi tra le pagine, troviamo i fatti più disparati, dal barista bergamasco innamorato della sua Golf elaborata, all’aspirante attrice in cerca di fortuna invariabilmente discinta, all’incredibile storia dell’ultimo ippotrasportatore d’Italia.

Il testo completo: Estetica popolare e giornalismo: Cronaca Vera

Manifesto da sostenere

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Sostieni Il Manifesto

Parte la campagna a sostegno del quotidiano Il Manifesto, che è, come scrivono Mariuccia Ciotta e Gabriele Polo. «un bene comune, un vero e proprio “mostro” – nel senso letterale del termine – che ha l’ambizione di stare sul mercato violandone le leggi, un luogo aperto della sinistra».

Virus, video e peer to peer

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Un elenco di filmati e interviste a giornalisti, politici, scrittori sulla situazione politica in Italia. Il progetto si chiama Viral Video e contiene interventi di Marco Travaglio, Peter Gomez, Gianni Barbacetto, Massimo Fini, Gianni Vattimo e diversi altri. Un buon training per la presentazione del libro Inciucio. I materiali originali prodotti dal progetto sono rilasciati secondo la clausola di copyleft: «Chiunque può copiare o diffondere i materiali del Viral video project gratuitamente a condizione che non ne venga fatto un uso commerciale o che vengano manipolati e/o trasmessi in modo non integrale».

Addio a Roberto Bellogi

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Aveva fatto parte del collegio della difesa dei Bambini di Satana nel processo del 1997 quando, da innocenti, vennero accusati di un po’ tutto ciò che di più turpe può venire in mente. Ma era anche con la parte civile al processo per l’eccidio dei carabinieri al Pilastro, avvenuto il 4 gennaio 1991 per opera della banda della Uno Bianca. Roberto Bellogi è stato un avvocato che di battaglie ne aveva combattute parecchie, che si era esposto pubblicamente per le sue battaglie. E sul finire dell’anno se n’è andato dopo una breve ma grave malattia.

Operazione verità: un contributo

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Operazione verità è il payoff della campagna elettorale di Forza Italia che, affidandosi al sorriso del presidente del consiglio Silvio Berlusconi, presenta, a botte di slogan populisti, quanto questo governo avrebbe fatto su pensioni, occupazione, lotta alla criminalità e così via. Tralasciando per un attimo le considerazioni relative al contratto con gli italiani e al (mancato) rispetto dei punti programmatici da parte della maggioranza, ricordiamo invece la campagna di comunicazione contro la pirateria multimediale che Palazzo Chigi ha avviato per combattere il fenomeno della duplicazione illegale di strumenti e contenuti telematici.

Che c’entra Operazione verità con la lotta alla pirateria? C’entra eccome perché i manifesti elettorali, scaricabili dal sito GovernoBerlusconi.it, sono stati realizzati con software crackato. Il software crackato, ci teniamo a rammentarlo, è software proprietario per il quale non è stata acquistata regolare licenza e le cui protezioni sono state forzate in modo che funzioni anche senza una legittima procedura di installazione e/o registrazione.

A darne notizia è il blog SocialDesignZine che, nell’intervento L’illecito programma di Berlusconi, spiega come sia stato possibile effettuare una semplice verifica sui file pdf scaricabili dal sito del capo del governo. Si legge infatti:

    Facciamo così. Collegatevi al sito web di Forza Italia, scaricate sul vostro computer il pdf di uno dei nuovi poster della campagna di Berlusconi e aprite la finestra “informazioni” (su Mac premete “mela-i”) del file pdf appena scaricato e… sorpresa!

    Ecco che sotto l’etichetta “creatore” appare il nome del programma QuarkXPress, con cui l’esecutivo della campagna è stato realizzato, seguito dalla lettera “[k]” che sta, notoriamente, ad indicare che il programma è stato abusivamente “crackato”.
    Sì, avete capito bene. La campagna di Forza Italia che va sotto il titolo di Operazione verità, è stata realizzata con software illegalmente duplicato e quindi senza averne acquisita la regolare licenza d’uso!

Del resto, si sa che questo esecutivo verrà ricordato come quello che, in quanto a leggi ad personam, ha saputo dare una discreta prova di sé. Forse la ex-Cirielli serviva anche a condonare questo reatuccio e non avevano così torto gli americani a essere innervositi, se si ragiona con la loro ottica.