“Desperados” di James D. Horan: un saggio che va oltre i miti e le leggende di un’epopea lontana

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Desperados - L'epopea dei fuorilegge americani da Jesse James a Butch CassidyL’autore è lo storico e giornalista James D. Horan, scomparso nel 1981, che nel libro Desperados – L’epopea dei fuorilegge americani da Jesse James a Butch Cassidy (uscito poche settimane fa per i tipi della Odoya), dà un’immagine sui generis di un’epopea di solito contrassegnata da eroismi (luminosi o tenebrosi che siano) a tutto tondo:

Horan ripercorre le storie vere di leggendari banditi, fuorilegge e assaltatori di banche, treni e diligenze del West. Un ritratto unico e nitido, autorevole e appassionante di queste ombre a cavallo che attraversarono la scena del grande melodramma americano del Middle Border, dove si traccia un illuminante e inedito parallelo tra la banda dei fratelli James e Younger e il famigerato Mucchio Selvaggio che circondava Butch Cassidy. Tutti uomini in carne e ossa, disperati e malvagi ma non privi di fascino.

Il libro ci rivela così il carattere insicuro e ombroso nascosto dietro alla maschera da bandito di Jesse James, sfatando al contempo il mito del Robin Hood che non trascura mai una nobile attenzione nei confronti dei diseredati o un gesto galante verso il gentil sesso. La sua morte per mano di Bob Ford mise fine a un regno del terrore che sconvolse il Middle West per ben sedici anni.

Ma ancora più a ovest Butch Cassidy, Sundance Kid e i loro compagni erano pronti a profilarsi e incombere sullo stesso “banditesco sentiero”. Dal 1882 al 1889 il Mucchio Selvaggio formò un piccolo esercito che riunì centinaia di spietati razziatori, malviventi, giocatori d’azzardo, ladri di cavalli, ballerine d’infimo ordine e cowboy rinnegati. Dal loro covo sulle colline sfidarono il governo degli Stati Uniti tenendo testa a interi squadroni di cavalleria, fino a quando i suoi capi si trasferirono in Sud America, rimanendo simboli viventi di un’intera era della storia americana.

Per leggerne ancora si veda qui.

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