Gli anni del disonore che non sono ancora finiti

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Gli anni del disonore di Mariano Guarino e Fedora RaugeiPer una strana coincidenza, mi trovo ad aver concluso Gli anni del disonore di Mariano Guarino e Fedora Raugei proprio mentre sta circolando una notizia che definire curiosa è usare un tenue eufemismo: Licio Gelli, il venerabile maestro della loggia massonica P2, va in televisione a raccontare la storia d’Italia, a iniziare dal periodo fascista. Il primo accenno che trovo della novità è sul blog di Giuseppe Genna: ha pubblicato qualche giorno fa un post su un lolitesco telefilm prodotto dalla Disney con relative considerazioni su un certo tipo di società. Dato appunto però che tra la pubblicazione e la mia lettura è trascorso qualche giorno, c’è anche qualche decina di commenti da spulciare, non di rado sagaci anche questi. Fino a quando arrivo in fondo e, sempre dalla tastiera del Miserabile Scrittore, esce un’informazione di cui riporto solo uno stralcio:

Licio Gelli debutta in tv. Avrà un programma tutto suo […]. Un approdo singolare se si pensa che uno degli obiettivi principali della P2, almeno in base a quanto è stato accertato dalla magistratura, era il controllo o una presenza significativa nel mondo dei media. Così, se personalmente Licio Gelli, non è riuscito, se non in una fase breve della sua storia, in cui la P2 indirettamente controllava l’azionariato del Corriere, ora la tv prova a farla in prima persona.

All’inizio penso a uno scherzo, a un divertissement di Giuseppe per gettare zizzania o per stimolare qualche surreale dibattito. Ma è verosimile sparare in modo così blissettiano? Anche sì, ma già bastavano le sue salaci righe sulla fiction americana per sbizzarrire l’ironia dei suoi lettori. No, il debutto sul piccolo schermo di Gelli non è una battuta. E allora ripenso alle pagine di Gli anni del disonore, le metto mentalmente a confronto con gli atti della commissione sulla P2 presieduta da Tina Anselmi, recupero memoria dei fatti in cui il leader massonico è rimasto coinvolto e mi chiedo come sia possibile. Scrive in proposito Maso Notarianni, direttore di Peace Reporter, nel suo Ma questo è un paese normale?:

Non solo daranno una trasmissione televisiva al maestro venerabile Licio Gelli, già capo della loggia massonica P2, coinvolta in innumerevoli episodi delittuosi, che spaziano dai reati comuni contro persone o patrimoni alle stragi politiche, alle trame golpiste, persino coinvolta nel rapimento e nell’omicidio dell’onorevole Aldo Moro. Solo questo, in chi ha presente chi è quel delinquente di Licio Gelli, provoca un sentimento di indignazione e rabbia feroce, (e persino nausea, in chi scrive). Ma il delinquente si occuperà proprio di ricostruire, sul suo programma e con ospiti illustri quanto lui, quella storia del ‘900 che ha contribuito a plasmare a colpi di illegalità e di trame assassine.

No, non può essere un paese normale, questo, se si pensa che — mentre un ex presidente della repubblica ed ex ministro degli interni svela come si fa “vero” ordine pubblico — torna il sospetto di infiltrazioni di quello stampo da parte di provocatori in un corteo. Ieri sera, ad Annozero, la trasmissione di Michele Santoro dedicata ai tagli alle università, Francesco Pasquali, segretario di Forza Italia Giovani, usava la parola “sinistra” come un esplicito improperio contro gli studenti ospiti in studio: per lui, nella parola “sinistra” stava la chiave degli scontri dell’altro giorno, come se essere tali giustificasse spranghe tricolori, cariche e violenza. Un’aggravante per chi le ha prese e un’attenuante per chi le ha date. E ora — almeno la trasmissione non sarà ospitata da un’emittente pubblica — Gelli che viene a parlare di storia in un contesto politico mica tanto disteso e trasparente. Proprio lui, a cui i media sono sempre piaciuti molto, tanto da dare l’assalto al Corriere della Sera e portare il gruppo editoriale sul baratro e aver passato il compasso a un editore d’oggi che detiene un po’ tutto. Per citare il lavoro di Guarino e Raugei, ecco di cosa si dovrebbe parlare in quello spazio televisivo:

Fin dagli anni ’60, il nome di Gelli è legato a manovre politiche e scandali finanziari importanti; lo si ritrova al crocevia di complotti, grandi affari ed eventi tragici. “Gelli il manipolatore”, “Gelli la mente occulta”, “Gelli il burattinaio” sono soltanto alcune delle etichette affibbiategli dalla stampa. Dal tentato colpo di stato del 1970 all’elezione di Giovanni Leone a presidente della repubblica; dallo scandalo epocale della Loggia P2 alla strage di Bologna; dal crac del Banco Ambrosiano alle trame della Prima Repubblica; dai collegamenti con la massoneria internazionale a quelli con la destra eversiva. Il suo nome emerge puntualmente come quello del “regista” che tira i fili della Prima Repubblica dietro le quinte.

Ora, però, se Gelli ha evitato di raccontare in altre sedi — come quella giudiziaria — questo pezzo di storia, ha sminuito responsabilità, ha negato evidenze, ha mortificato i parenti delle vittime delle stragi, non c’è da credere che davanti a una telecamera riferirà una storia genuina. Una storia che sveli lui, prima di tutto, e poi i fatti che ha attraversato quasi indenne. E che nelle pagine di Guarino e Raugei vengono ricostruiti con ordine cronologico e documentale.

Gli anni del disonore. Dal 1965 il potere occulto di Licio Gelli e della loggia P2 tra affari, scandali e stragi di Mariano Guarino e Fedora Raugei (Collana Strumenti/Scenari, Edizioni Dedalo, 2006) — 340 pagine — € 17,00 — ISBN 9788822053602

(Questo articolo si trova anche all’interno della rubrica Cronaca nera di Thriller Magazine.)

One thought on “Gli anni del disonore che non sono ancora finiti

  1. Roberto

    E’ faticoso, sempre più faticoso.
    Mi faccio un sacco di domande, parlo con un sacco di gente, cerco di leggere, di tenermi informato e a volte penso che siamo in tanti a farlo.
    Mi prende lo sconforto appurare, rilevare, che si sia sempre troppo pochi per essere “rilevanti”.
    Possibile? Sembra di si.
    Davvero tutte le notizie che girano, che vengono rilevate, che si spargono e dilagano sul web, non creano nelle menti delle persone anche solo una piccola domanda, un pur che sia dubbio? Nessuna risposta.

    Ho scoperto il tuo blog per caso e per scelta invece lo leggo.
    Non ho potuto non notare i pochi commenti alle notizie che scrivi, che riporti e che cerchi di tenere vive. Forse come me tanti ti leggono ma non commentano, oggi ho pensato che valesse la pena darti un segno di vita.

    Roberto

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