Osservatorio Balcani: morte di un testimone coraggioso

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La notizia è stata pubblicata per lo più da giornali elettronici che si occupano di Europa orientale. Quello che segue è comparso ieri sul sito Osservatorio Balcani e si intitola Morte di un testimone coraggioso. Lo ha scritto Marjola Rukaj.

A sei mesi dall’esplosione, l’incubo del deposito d’armi di Gerdec torna con la stessa intensità dello scorso 15 marzo. A risvegliarlo è stata la morte, avvenuta venerdì scorso, di Kosta Trebicka, testimone chiave della vicenda, che ha riportato in Albania un’atmosfera di paure sussurrate sottovoce, morti annunciate e retroscena da tacere.

La notizia della morte di Trebicka, avvenuta in circostanze che fanno discutere, ha riportato alla ribalta le accuse nei confronti del governo e del premier Sali Berisha, e ha sconvolto il mondo politico albanese. Facile prevedere che tutto questo avrà ripercussioni non indifferenti sulla scena politica del paese.

Trebicka, uomo d’affari albanese in possesso di passaporto statunitense, era a capo di una delle maggiori società nel settore dell’imballaggio in Albania, che per un certo periodo ha avuto in concessione questa attività all’interno del deposito di armi . La sua prima apparizione pubblica ha stupito tutti per il coraggio civico dimostrato nel voler testimoniare sulla vicenda di Gerdec, e in particolar modo sulla destinazione finale delle armi che vi erano depositate.

Trebicka ha attirato l’attenzione di tutti quando ha parlato pubblicamente, anche se in modo molto cauto, del coinvolgimento, tutto da chiarire, del premier Berisha e di suo figlio nell’affare in questione. Trebicka era stato poi una fonte di cruciale importanza per l’articolo investigativo apparso sul New York Times solo una settimana dopo l’esplosione del Gerdec.

Per finire, Trebicka ha parlato anche con i procuratori che si stanno occupando delle indagini sull’avvenuto, ma ora molti temono che la sua testimonianza, in base alla legislazione albanese, andrà perduta poiché non ha avuto luogo davanti al giudice. Trebicka avrebbe dovuto sedersi sul banco dei testimoni nelle prossime settimane, mentre il processo sul caso Gerdec sta entrando in una fase cruciale.

Il corpo dell’uomo d’affari albanese è stato trovato alle tre del pomeriggio di venerdì 12 settembre nei pressi di Korça, città dell’Albania sud-orientale, in un luogo piuttosto disabitato, su un sentiero di campagna chiamato “Kullat e Gjergjevices”. Il corpo è stato trovato disteso sulla strada a 50 metri dalla sua auto, una Nissan.

Trebicka, che era residente a Tirana, secondo i media si trovava in questa parte dell’Albania per andare a caccia, attività che era uno dei suoi hobby preferiti. Il fatto che il corpo sia stato trovato solo ha sollevato però molti dubbi sulla dinamica dell’incidente e della sua intenzione di andare a caccia.

Inoltre, nonostante gli inquirenti stiano esplorando soltanto la pista dell’incidente, in molti continuano a chiedersi come sia stato possibile subire un incidente, che avrebbe poi causato la morte a causa di un trauma multiplo in una zona che non presenta alto rischio di viabilità.

Trebicka, secondo quanto hanno dichiarato gli esperti dopo aver effettuato l’autopsia, è morto dopo aver subito gravi traumi alla testa. Ai giornalisti non è stato permesso avvicinarsi al luogo dove è stato rinvenuto il cadavere, mentre gli inquirenti hanno rimosso la Nissan della vittima senza aspettare l’arrivo degli esperti statunitensi che erano stati mandati sul posto.

Nonostante le dichiarazioni ufficiali, la morte di Trebicka, che ha scioccato l’intero paese, continua a far discutere, e da più parti è stato puntato il dito contro il premier Berisha, che secondo alcuni era infastidito da un testimone molto coraggioso.

“Speriamo che non si tratti di un omicidio premeditato, per farlo tacere una volta per sempre, e per spaventare coloro che indagano sul misfatto di Gerdec”, ha commentato Edi Rama, leader del Partito Socialista (PS). “La magistratura si trova oggi davanti a una sfida molto impegnativa, perché deve fare chiarezza in una storia in cui viene menzionato il nome di Berisha e del suo governo – accusa il leader del PS – che ha causato la morte di 27 persone, i 26 del 15 marzo, e l’ultima del 12 settembre”.

“Si tratta di circostanze che non quadrano, ed è chiaro a tutti che la morte di Trebicka non è stata causata da un incidente, proprio ora che la vicenda di Gerdec sta entrando in una fase cruciale”, ha denunciato il portavoce del Movimento Socialista per l’Integrazione (LSI), Petrit Vasili.

Tutti i partiti dell’opposizione hanno indetto conferenze stampa in cui hanno espresso senza mezzi termini le loro accuse nei confronti del premier Berisha, tornando a chiedere, esattamente come lo scorso marzo, le dimissioni del premier. Ai funerali di Trebicka hanno partecipato la maggior parte dei leader delle principali forze dell’opposizione albanese.

Per diversi giorni, da parte di Sali Berisha non si è avuta per contro alcuna reazione. Il premier è apparso in pubblico in occasione di impegni politici, limitandosi a fare le condoglianze alla famiglia di Trebicka. La risposta di Berisha alle accuse dell’opposizione, è stata laconica: “L’opposizione sta facendo il gioco della morte, utilizzando il morte di Trebicka contro il governo per fare propaganda elettorale”.

L’opposizione, però, sembra essere stata scossa dalla morte misteriosa di Trebicka, tanto da discutere la possibilità di presentare una sua mozione di sfiducia. Un incontro avvenuto negli ultimi giorni tra i due leader rivali della sinistra albanese ha fatto pronosticare da molti un cambio di rotta, motivato dall’opposizione a Berisha. Risultati concreti rimangono comunque lontani, mentre di concreto, nell’immediato, ci sarà una grande manifestazione a Tirana che partirà oggi (venerdì 19, alle 18:00) da Piazza Skanderbeg, per protestare sulla misteriosa morte di Trebicka, superando per una volta le divisioni delle singole fazioni.

Il New York Times, commentando la morte del testimone Trebicka, denuncia il fatto che più di una volta egli avesse confessato ai giornalisti statunitensi di sentirsi minacciato. Amici e familiari, nonostante la loro estrema riservatezza, non sono riusciti a sfuggire ai media, che hanno pubblicato le loro opinioni su una possibile telefonata di invito a caccia, e sulla certezza di un omicidio.

In molti si chiedono se una personalità come quella di Trebicka non richiedesse una scorta, visti i rischi dovuto alla sua posizione da testimone, ma dalla Procura Generale è arrivata risposta negativa: la legislazione albanese non prevede nulla del genere. Da alcuni giorni gli esperti statunitensi stanno a loro volta esaminando il caso, seguendo piste diverse. In queste circostanze rimane chiaro che, alla già spinosa questione di Gerdec, se ne aggiunge un’altra che complicherà ulteriormente la ricerca della verità.