Commissione d’inchiesta sull’uranio impoverito: “auspichiamo che”

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A fine legislatura è giunta la relazione della commissione parlamentare d’inchiesta sull’uranio impoverito e sulle patologie sviluppate dal personale italiano in missioni militari all’estero e dalla popolazione civile che si trovava nelle vicinanze di insediamenti bellici. Una relazione, quella approvata nel febbraio scorso, che sembra rassegnata potendo alla meglio “auspicare” una serie di azioni. Nelle sue conclusioni, infatti, si legge che:

La Commissione prende atto dell’impossibilità di stabilire, sulla base delle attuali conoscenze scientifiche, un nesso diretto di causa-effetto (nesso di causalità) tra le patologie oggetto dell’inchiesta e i singoli fattori di rischio individuati nel corso delle indagini, con particolare riferimento agli effetti derivanti dall’uranio impoverito e dalla dispersione nell’ambiente di nanoparticelle di metalli pesanti. Al tempo stesso, vista la obiettiva sussistenza di fenomeni morbosi anche in riferimento alla operatività di altre concause, legate in tutto o in parte ai contesti fortemente degradati ed inquinati dei teatri operativi in cui ha operato il personale militare italiano, ritiene che il verificarsi dell’evento costituisca di per sé elemento sufficiente, quanto meno sul piano ontologico (criterio di probabilità), a determinare il diritto per le vittime delle patologie e per i loro familiari al ricorso agli strumenti indennitari previsti dalla legislazione vigente (compreso il riconoscimento della causa di servizio e della speciale elargizione). Esprime il concreto auspicio che si prosegua sulla via dell’effettiva semplificazione delle procedure amministrative per l’accesso ai suddetti istituti, anche mediante una più ampia opera di informazione e di sensibilizzazione tanto nei confronti dei cittadini che delle istituzioni interessate.


Dato che, si legge nel documento, mancano strumenti scientifici, statistici, epidemiologici (viene scritto infatti che “in molti casi, gli istituti di ricerca e gli enti pubblici competenti non [sono] attrezzati per fornire il necessario supporto tecnico-scientifico alle procedure conoscitive degli organi parlamentari”) per arrivare a un esisto specifico, sarebbe interessante sapere qual è la posizione delle coalizioni in corsa per le elezioni politiche del mese prossimo in materia. Per intanto, sul sito del Senato della Repubblica, sono disponibili i materiali elaborati dalla commissione.

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