Xaaraan - Il blog di Antonella Beccaria

Non credo nelle otto del mattino. Però esistono. Le otto del mattino sono l'incontrovertibile prova della presenza del male nel mondo.
Gli ultimi giorni, Andrew Masterson


Dalla rete: effetti del tempo, delle persone e delle storie

Scritto per Dalla rete, Libertà di cultura da Antonella il 30-07-2007
  • Acme del pensiero, Caffè di Roma sta a Merdonald’s come Caffè Aragno a Spizzico:

    Chi mi conosce bene sa che sono fissato con i caffè letterari, ne ho visitati a decine, a volte mi sono recato in una città italiana o straniera esclusivamente per loro. Ahimè molti sono anche scomparsi e ieri mi sono messo alla ricerca dell’ex caffè di Roma e dell’ex caffè Aragno.

  • Crimelist, I Misteri di Pio Pompa:

    Arriva al mattino a bordo di un’Alfa 159 scura e s’infila nel suo nuovo ufficio alla Cecchignola, la cittadella militare che lo ospita dall’inizio dell’anno. Silenzioso e riservato. Lì è il dottor Pio Pompa, ma da qualche altra parte lo chiamano invece ancora Mantovani.

  • BoingBoing.net, Strange Horizons stories go Creative Commons - fundraiser, too!:

    Ben Rosenbaum asked us Strange Horizons editors a few months back to put a CC license on his Hugo-nominated story “The House Beyond Your Sky.” After we did that, we asked our other authors if they would like us to put CC licenses on their works in our archives.

La bomba alla stazione di Bologna tra sentenze e revisionismi

Scritto per Storie nere da Antonella il 29-07-2007

Tutta un'altra strage di Riccardo BoccaDistricarsi da 500 mila pagine di atti giudiziari è operazione tutt’altro che semplice. Soprattutto se, a fronte di colpevoli individuati come tali da sentenze passate in giudicato, rimangono aperti molti interrogativi e si infittiscono fronti innocentisti sostenuti, sembra più per ragioni emotive che per cognizione di causa, da personaggi come Furio Colombo, Giuseppe Zamberletti, Paolo Guzzanti o Francesco Cossiga. È la storia contenuta nel libro Tutta un’altra strage di Riccardo Bocca, che parte dalla dichiarazione di una testimone che, fin dal 1982, disse di aver visto Valerio Fioravanti e Francesca Mambro davanti alla stazione, quel 10 agosto 1980, avvalorando così ciò che i tribunali hanno già sancito: i colpevoli sono loro e i loro complici dei Nar.

Ma non si limita a questo. Ripercorre i sei processi e i cinque gradi di giudizio, gli ambienti del neofascismo romano e siciliano, i rapporti con la P2 e Licio Gelli, le ambiguità delle istituzioni e dell’intelligence, le deposizioni contradditorie, le piste alternative a quella ufficiale: l’esplosione accidentale durante un trasporto di materiale detonante, il coinvolgimento della Libia di Gheddafi che collegherebbe la bomba alla stazione al DC9 di Ustica, le insinuazioni introdotte dalla commissione Mitrokin e il terrorismo internazionale e in particolare tedesco. Il tutto documentando, intervistando, citando in un lavoro di ricostruzione scrupoloso che avvalora ogni affermazione.

Ne viene fuori tutta la complessità di una vicenda sulla quale è calato ormai da tempo un processo di revisionismo politico volto a escludere i colpevoli condannati all’ergastolo e oggi quasi tutti tornati in libertà. E se ci fosse bisogno di una conferma di questa tendenza, è sufficiente leggersi l’intervista a Francesco Cossiga, allora presidente del consiglio, che dimostra quanto dice il “non detto” di personaggi istituzionali che non hanno alcun interesse a riconoscere responsabilità e contribuire all’accertamento dei fatti. Eccone alcuni passaggi presi dal libro di Bocca:

(Continua)

Un contrappasso politico l’internamento di Larissa Arap

Scritto per Giornalismo, Storie nere da Antonella il 29-07-2007

Aggiornamento del 21 agosto 2007 via Pino Scaccia: Finalmente libera Larisa: non è lei la matta.

Per rinnovare la patente era andata a ritirare un certificato psichiatrico dopo aver superato senza problemi qualche giorno prima una visita. Ma quando si è presentata nello studio del medico, a inizio luglio, le hanno chiesto di attendere. Poco dopo è arrivata la polizia, che l’ha prelevata e portata nell’ospedale psichiatrico di Murmansk, sul mar di Barens. Una specie di contrappasso per una giornalista russa, Larissa Arap, che a inizio giugno aveva realizzato un dossier proprio su questo centro in cui i pazienti sarebbero sottoposti non a percorsi terapeutici, ma a torture.

Un contrappasso politico, una ritorsione, denunciano l’ex campione di scacchi Garry Kasparov, divenuto strenuo oppositore dell’autoritarismo del presidente Vladimir Putin, e lo United Civil Front del quale Larissa Arap è militante. A leggere l’articolo scritto da Claudio Salvalaggio per l’Ansa, lo sciopero della fame iniziato dalla giornalista non ha fatto che peggiorare la sua situazione, che da trattamento sanitario obbligatorio si trasforma in internamento in un centro per malati psichiatrici cronici a 150 chilometri di distanza. Tutto questo tra il disinterassamento delle autorità sanitarie di competenza.

Un ritorno alla psichiatria politica, denunciano ancora i gruppi per i diritti civili. Scrive in proposito Salvataggio:

Iuri Sovienko, presidente dell’associazione psichiatri indipendenti russi, ha ricordato oggi che, da metà degli anni novanta, “la psichiatria è stata usata qualche volta per scopi contrari alla medicina”. L’ex dissidente Valeria Novodvorskaia, ora tra i critici più feroci del presidente russo Vladimir Putin, è stata ancora più esplicita: “La vendetta per mezzo della detenzione psichiatrica oggi è caratteristica delle regioni più remote della Russia”.

Dalla rete: giornalismo mobile, CC per l’eduzione e qualche stranezza

Scritto per Dalla rete, Giornalismo, Libertà di cultura da Antonella il 28-07-2007
  • White African, Mobile Phone Reporters in Africa:

    This is a huge, primarily because it means that the on-ground reporters don’t need an internet connection at all - only access to a cell phone tower.

  • Dadblog, The New Journalism, by some Old Journalists:

    “It doesn’t matter where the story goes in the paper… evidence published for all to see… everybody having their say…..the journalists are global.”

  • Creative Commons Blog, The education division of Creative Commons:

    Creative Commons is pleased to announce the launch of a new division focused on education: ccLearn […] . Our mission is to minimize barriers to sharing and reuse of educational materials — legal barriers, technical barriers, and social barriers.

  • Smithsonian Magazine, The Pirate Hunters:

    Though buccaneering is back with a vengeance, stepped-up law enforcement and high-tech tools are helping protect shipping on the high seas.

  • SFGate.com, Devil in the details for cabbie No. 666:

    the commission brought the weight of government to the question of whether to grant a request by a San Francisco cab driver seeking to retire Medallion No. 666 because of the number’s association with Satan.

Allam, il giornalismo e le copertine

Scritto per Politica, Giornalismo da Antonella il 27-07-2007

Secondo Magdi Allam le università italiane «pullulano» di docenti «collusi con un’ideologia di morte profondamente ostile ai valori e ai principi della civiltà occidentale e all’essenza stessa della nostra umanità». Così Radio Città Aperta lancia un «appello contro le liste di proscrizione» del giornalista. Vi si legge (via Information Guerrilla):

Ci pare davvero eccessivo che quanti, in sede di dibattito scientifico e civico, esprimono posizioni differenti da una pretesa unica «verità interpretativa» divengano automaticamente estranei a universali valori di civiltà o, addirittura, alieni dalla comune umanità. Una tale impostazione non solo è lontanissima dallo spirito e dai valori di una democrazia costituzionale – e molto più in linea con ideologie totalitarie – ma si pone anche a siderale distanza dal senso critico che sta alla base della ricerca storica e scientifica e dalla stessa, difficile ma essenziale, missione dell’informazione giornalistica in una società plurale. Tutto ciò rischia di contribuire, purtroppo, al preoccupante imbarbarimento dell’informazione in un paese come il nostro che già si trova a pagare un prezzo troppo alto alle varie forme di partigianeria che lo travagliano. Già abbiamo visto sentenze discutibili coinvolgere colleghi noti per la loro serietà ed equilibrio nell’affrontare il tema dell’islam, con addirittura condanne penali che prevedono la pena detentiva.

E prosegue, l’appello, parlando di giornalismo a rischio di «logica da tifo calcistico piuttosto che analitica e razionale» in particolare quando si sfiorano o si affrontano apertamente tematiche religiose.

Sulle quali interviene Nicola Mattina con un post che, partendo da alcune considerazioni su Piergiorgio Odifreddi e sul suo ultimo libro, Perché non possiamo essere cristiani (e meno che mai cattolici) (che a Nicola non ha in generale apprezzato per questioni di stile più che di sostanza), considera:

la chiesa cattolica propone un’etica inaccettabile sotto molti punti di vista e ne propone un’applicazione fin troppo flessibile che la fa diventare una copertina che si può tirare nelle direzioni che fanno più comodo.

“È anzi dovere di un’amministrazione occuparsi di temi che inquietano”

Scritto per Politica, Storie nere da Antonella il 26-07-2007

Rispetto alle polemiche suscitate nelle scorse settimane da eventi culturali che, secondo l’opposizione in consiglio comunale a Bologna, veicolano “messaggi subliminalmente negativi”, oggi è circolata questa notizia attraverso l’agenzia Dire:

Cultura Bologna. Guglielmi boccia Jurta e polemica Dimitri
CDL: basta eventi blasfemi, più controlli. L’assessore: non censuro

(DIRE) Bologna - Le polemiche sugli eventi culturali più criticati dell’estate bolognese continuano ad aleggiare su Palazzo D’accursio. La “Madonna Piange sperma”, la rilettura “lesbo” dei Dieci Comandamenti e, infine, il “caso Dimitri” (che sono costati anche all’amministrazione aspre reprimende per la concessione troppo “disinvolta” dei patrocini), tornano in commissione comunale. A riaprire il dibattito due ordini del giorno presentati da esponenti della Cdl: nel primo Paolo Foschini (Fi), vicepresidente del Consiglio Comunale, chiedeva (era il 18 giugno) di revocare il patrocinio del Comune all’evento organizzato a vicolo Bolognetti dall’associazione Jurta.

È proprio sull’autonomia lasciata ai Quartieri che alcuni esponenti del centrodestra dissentono: per Galeazzo Bignami (An) ci sono delle associazioni che tentano “furbescamente di legittimarsi entrando da porte secondarie”. Quelle dei Quartieri, appunto. “La briglia è stata lasciata andare troppo”, dice ancora Bignami, “il Comune deve controllare di più”. Ma Guglielmi ribatte: “Controllo e’ censura”.

(Continua)

Somalia: effetti a catena da ieri a quindici anni fa

Scritto per Politica, Guerra da Antonella il 24-07-2007

A proposito di Somalia, dice oggi Peacereporter:

Le Nazioni Unite hanno dichiarato che circa 10.000 persone sono scappate dalla capitale somala Mogadiscio la scorsa settimana, per sfuggire alle continue violenze. L’Alta Commissione per i Rifugiati dell’Onu ha fatto sapere che anche coloro i quali erano appena tornati a Mogadiscio se ne stanno andando. La città non ha visto molta pace da quanto le truppe governative, supportate dalle forze etiopi, hanno spinto il movimento islamico fuori dalla città. Da quel momento sono inziati attacchi terroristici contro le strutture governative, che hanno però colpito molti civili innocenti. L’Onu fa sapere che i combattimenti di marzo e aprile hanno costretto un quinto dei due milioni di residenti di Mogadiscio a partire, e solo 125.000 sono tornati.

Sempre in argomento, sul sito dell’ACNUR si leggono un appello e un approfondimento.

Il crimine perfetto secondo la BBC

Scritto per Storie nere da Antonella il 23-07-2007

Le scienze forensi sono un argomento che, tra fiction seriale e saggistica, ha fatto molto parlare di sé negli ultimi anni. In tema, la BBC sembra lanciare una sfida ai suoi spettatori: Could you solve the perfect murder? E si legge sulla pagina di presentazione dell’iniziativa:

Modern forensic science should make it impossible to commit murder and get away with it. But how easy would it be to outfox the detectives? With the help of top forensic scientists, and real-life murder investigations, we explore whether it’s possible to commit a perfect murder.

Qui si parla anche effetto CSI sul comportamento criminale e di delitto perfetto attraverso una serie di filmati via web.

Petizione per impedire l’oscuramento di siti e blog

Scritto per Dalla rete, Blog da Antonella il 22-07-2007

Dopo i problemi di Piero Ricca, che si è visto sequestrare il blog a causa di una querela per diffamazione presentata da Emilio Fede (il blocco al blog è stato rimosso qualche giorno più tardi), viene lanciata una nuova raccolta di firme.

Artefice è AniceWeb e l’iniziativa si muove contro l’oscuramento di siti internet personali e/o blog e a favore della depenalizzazione del reato d’opinione. Indirizzata al presidente del consiglio e ai ministri dei diritti e pari opportunità, della giustizia e delle Comunicazioni, la petizione ha un testo ed esplicito:

La libertà di parola è sacrosanta e sancita dall’articolo 21 della Costituzione Italiana che recita:”Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.”

Nel caso un qualsiasi cittadino si senta diffamato da un testo (da un’immagine o qualsivoglia forma di pensiero) pubblicato in un sito Internet o un blog e decida di procedere con una querela, il sequestro preventivo non deve attuarsi finchè le indagini o un tribunale non appurino la colpevolezza dell’autore del pensiero stesso.

Segnalata da Punto Informatico, la petizione può essere sottoscritta qui.

Col sangue agli occhi

Scritto per Storie nere da Antonella il 20-07-2007

No G8, Genoa 2001 - Foto di Han SoeteIl testo che segue è il contenuto di una mail ricevuta il 27 luglio 2001. La scrisse Caparossa al suo rientro dopo i fatti di Genova raccontando ad alcuni amici le esperienze vissute nei quattro giorni trascorsi nel capoluogo ligure: l’iniziale aria festante, l’atmosfera che progressivamente cambia, la tensione che sale, l’omicidio di un manifestante. E poi gli scontri, le cariche, le irruzioni. Tutto ciò accadeva esattamente sei anni fa.

Intanto segnalo anche Venti luglio di Sandrone Dazieri.

Faccio un po’ fatica a tirare fuori il groviglio, faccio fatica a riflettere lucidamente, forse non c’è da riflettere lucidamente, forse c’è solo da sentire, da tirare fuori dolore, rabbia, smarrimento.

Ho passato 4 giorni a Genova, che dovevano essere giorni passati con * mi* compagni acar*, con le persone con cui da oltre un anno faccio alcune delle cose che mi danno più gioia, al di là degli schieramenti, in maniera orizzontale, trasparente, non gerarchica.Mi sono trovato a lavorare alla sede del Genoa Social Foum, dove il GSF non c’era, se non per fare le loro cazzo di conferenze stampa. C’erano * medic*, massimo rispetto; c’erano * avvocat*, massimo rispetto.

Fino a giovedì tutto tranquillo, a parte le perquisizioni, a parte il rischio ad andare in giro da sol*.

Giovedì vado con i compagni di radio ondarossa alla manifestazione dei migranti. Tanta genete, tanti colori, ri/vedo compagn* dopo tanti anni; ri/vedo gente che avrei preferito non vedere, ma tant’è.

Giovedì sera si inizia ad organizzare la giornata di venerdì. Io ho deciso che rimango al media center, non ho voglia di mettermi nella sceneggiata, anche se sento qualche affinità con quelli del Network, con cui ho potuto parlare.

Il venerdì mattina sono sveglio alle 7 e si inizia subito lo sbattimento; la maggiorparte di noi si preparano al corteo, chi col Network chi con le tute. Sembra gente che va alla guerra, e la cosa mi atterrisce. Sembra un rituale, una roba funerea. Gli occhi lucidi, i gesti a scatti, una luce strana negli occhi de* compagn*, che di solito sono di/versi, belli, col sorriso in fondo.

Iniziano ad arrivare le notizie delle perquisizioni, al Pinelli, prima, poi all’Inmensa, poi partono i cortei, dai campeggi, che si dirigono verso le piazze “tematiche”.

(Continua)

Allora dimmi se tu sai contare

Scritto per Storie nere da Antonella il 19-07-2007

Cento passi, quindici anni, un altro attentato, un magistrato, cinque agenti di scorta. La seconda volta in meno di due mesi.


(Via AngoloNero)

La memoria e un fiore per ricordare

Scritto per Politica, Cultura da Antonella il 18-07-2007

Jasenovac - Foto di yjmsc02Da Il secolo di Bogdanovic, intervista in quattro puntate a Bogdan Bogdanovic, architetto serbo ed ex sindaco di Belgrado:

Alcune cose è meglio dimenticarle?

No, non si deve dimenticare ma nemmeno impaurire… La Jugoslavia si è riempita di monumenti, credo si parli di una decina di migliaia, è troppo. Ogni repubblica aveva 7 musei della rivoluzione, ed erano pressapoco tutti uguali. C’era una “tortura dei monumenti”, lo dicevo continuamente, e credo di aver avuto ragione, pensavo che prima o poi avrebbero provocato nuove “deviazioni” nella gente. Perché se i bambini venivano obbligati a guardare tutti questi orrori, in seguito si poteva anche arrivare ad una perversione di quell’orrore.

Jasenovac di cui parla Bogdanovic fu il principale campo di concentramento del Balcani costruito da Ante Pavelic durante la seconda guerra mondiale. Il monumento a ricordo degli eccidi nazi-fasciti là compiuti è stato sostituito da un memoriale e da un fiore progettato dallo stesso architetto serbo.

Siamo ancora ai “messaggi subdolamente negativi”

Scritto per Mala informazione da Antonella il 17-07-2007

Se a Milano con l’assessore alla cultura Vittorio Sgarbi e il suo manuale Cencelli non se la passano bene, a Bologna non è che si respiri aria poi così salubre. Venerdì scorso, Bo-Noir, rassegna di letteratura e cronaca alla sua seconda edizione, ha ospitato una serata incentrata sulla vicenda giudiziaria dei Bambini di Satana, accusati una decina d’anni fa di una serie di reati dai quali non sono solo stati assolti con sentenza passata in giudicato, ma sono anche stati risarciti per un periodo di carcerazione preventiva di 400 giorni.

Però meglio non parlarne. Altrimenti la vicenda finisce in consiglio comunale con un ordine del giorno presentato da Maria Cristina Marri, consigliera dell’UDC che siede nelle fila della lista La tua Bologna. Perché? Perché, come scrive il Resto del Carlino di oggi (articolo non online):

il Comune e i quartieri devono smettere di promuovere iniziative piene di messaggi subdolamente negativi […] in contrasto con i basilari criteri di etica e responsabilità.

Ci si metta poi che (ancora dal quotidiano di oggi):

contro la serata […] è insorta pure l’Associazione nazionale familiari delle vittime delle sette [… i cui ] responsabili scriveranno [oggi] una lunga lettera, “di protesta”, all’assessore alla Cultura Angelo Guglielmi e al sindaco Sergio Cofferati.

Tutto questo polverone per cosa? Per aver spiegato, in un incontro pubblico inserito all’interno delle manifestazioni di Bè Bologna Estate, i motivi per cui si arriva a una sentenza di assoluzione (fatto ribadito ieri in consiglio comunale anche da Valerio Monteventi), quali sono le ragioni per cui le accuse contro l’associazione bolognese non hanno retto al vaglio del tribunale e che tipo di campagna stampa è stata montata ai tempi sul caso. Niente di più.

Dunque, da quando in qua non si possono raccontare certe vicende? E perché, se lo si fa, la scrittrice Grazia Verasani e il registra Riccardo Marchesini, ideatori dell’intera rassegna quest’anno come l’anno scorso, si vedono fatti oggetto di polemiche pretestuose che si riallacciano in modo altrettanto pretestuoso a censure precedenti?

Scrive Grazia a commento della vicenda:

In merito alla polemica sollevata dall’esponente dell’Udc Maria Cristina Marri sulla serata che la rassegna Bo-noir ha dedicato al caso di Marco Dimitri e dei Bambini di Satana, ci preme sottolineare che, responsabilmente e eticamente, abbiamo trattato l’argomento occupandoci esclusivamente della vicenda giudiziaria e basandoci integralmente su atti processuali che, molto prima di noi, hanno “riabilitato” Dimitri da ogni accusa di pedofilia e stupro e risarcendolo dall’ingiusta detenzione di più di un anno di carcere, a dimostrazione della sua innocenza stabilita non da noi ma dalla Legge. Siamo sgomenti per l’evidente disinformazione di chi ci accusa di avere difeso e celebrato le sette sataniche, dal momento che abbiamo solo ripercorso fedelmente la mera vicenda giudiziaria. E ci nasce il legittimo sospetto che la signora Marri non sia stata presente alla serata, se no saprebbe anche che la lettera del ‘nonno di Federico’ (il bambino coinvolto in un’inchiesta il cui dibattimento processuale ha stabilito non esserci stato da parte di Dimitri alcun abuso su minore), è stata pubblicamente e volutamente letta durante la serata di Bo noir. La invitiamo per tanto a leggersi – come noi abbiamo fatto – le migliaia di atti giudiziari che riguardano il caso. Rimarchiamo che non è stato fatto alcun elogio del satanismo e che solo un certo senso dell’umorismo ci salva dal prendere sul serio questi assurdi attacchi. Se abbiamo deciso, dolorosamente e obiettivamente, di riparlare di questa vicenda, è perché abbiamo notato la disinformazione di chi crede o ha creduto che Marco Dimitri non fosse stato assolto da tutte le accuse.

Dalla rete: libri, realtà e soccorsi continentali

Scritto per Dalla rete, Politica, Libri da Antonella il 15-07-2007
  • Giuseppe Genna, De Cataldo: Nelle Mani Giuste

    Avendo voluto narrare trasvolante quel segmento iniziale dei Novanta, so quanto deve essere stato difficile per De Cataldo comporre un disegno, recuperare informazioni che non fossero superficiali e cronachistici articoli di giornale, carte giudiziarie che non possono mai coincidere con la verità.

  • Viviana Vivarelli, Criminalità finanziaria, criminalità mafiosa

    In queste condizioni è proprio impensabile votare ancora per uno come B che ha già dato abbondante appoggio alla mafia ma è anche impensabile che altri schieramenti non diano garanzie a proposito.

  • Uzodinma Iweala, Stop Trying To ‘Save’ Africa

    This is the West’s new image of itself: a sexy, politically active generation whose preferred means of spreading the word are magazine spreads with celebrities pictured in the foreground, forlorn Africans in the back. Never mind that the stars sent to bring succor to the natives often are, willingly, as emaciated as those they want to help.

Assignment Zero e i suoi risultati

Scritto per Libertà di cultura da Antonella il 15-07-2007

Assignment ZeroRiprendo da Bernardo una segnalazione sul crowdsourcing e sull’articolo che ne ha fatto Wired citando l’intervista a Wu Ming a cui si aggiungono quelle a Frieda Brioschi di Wikipedia (scritta da Raul Larsen) e a Henry Jenkins (opera di Bernardo). Tutte sono state realizzate per Assignment Zero la cui esperienza viene segnalata anche su Apogeonline con un articolo di Antonella Napolitano.

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