Allam, il giornalismo e le copertine

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Secondo Magdi Allam le università italiane «pullulano» di docenti «collusi con un’ideologia di morte profondamente ostile ai valori e ai principi della civiltà occidentale e all’essenza stessa della nostra umanità». Così Radio Città Aperta lancia un «appello contro le liste di proscrizione» del giornalista. Vi si legge (via Information Guerrilla):

Ci pare davvero eccessivo che quanti, in sede di dibattito scientifico e civico, esprimono posizioni differenti da una pretesa unica «verità interpretativa» divengano automaticamente estranei a universali valori di civiltà o, addirittura, alieni dalla comune umanità. Una tale impostazione non solo è lontanissima dallo spirito e dai valori di una democrazia costituzionale – e molto più in linea con ideologie totalitarie – ma si pone anche a siderale distanza dal senso critico che sta alla base della ricerca storica e scientifica e dalla stessa, difficile ma essenziale, missione dell’informazione giornalistica in una società plurale. Tutto ciò rischia di contribuire, purtroppo, al preoccupante imbarbarimento dell’informazione in un paese come il nostro che già si trova a pagare un prezzo troppo alto alle varie forme di partigianeria che lo travagliano. Già abbiamo visto sentenze discutibili coinvolgere colleghi noti per la loro serietà ed equilibrio nell’affrontare il tema dell’islam, con addirittura condanne penali che prevedono la pena detentiva.

E prosegue, l’appello, parlando di giornalismo a rischio di «logica da tifo calcistico piuttosto che analitica e razionale» in particolare quando si sfiorano o si affrontano apertamente tematiche religiose.

Sulle quali interviene Nicola Mattina con un post che, partendo da alcune considerazioni su Piergiorgio Odifreddi e sul suo ultimo libro, Perché non possiamo essere cristiani (e meno che mai cattolici) (che a Nicola non ha in generale apprezzato per questioni di stile più che di sostanza), considera:

la chiesa cattolica propone un’etica inaccettabile sotto molti punti di vista e ne propone un’applicazione fin troppo flessibile che la fa diventare una copertina che si può tirare nelle direzioni che fanno più comodo.

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