Acme del Pensiero: appello per bimbo kosovaro

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Se in rete è capitato più o meno spesso di imbattersi in richieste di aiuto sulla cui trasparenza non c’era granché da fidarsi, le iniziative che in questi mesi ha curato Morgan attraverso per il suo blog Acme del Pensiero sono di tutt’altra specie: verificabili, con finalità chiare, rendicontate. Dunque, per questo, riporto un post che ha segnalato lo stesso Morgan sulla vicenda di un bambino kosovaro di cui si sta occupando all’ospedale pediatrico Bambino Gesù.

Come sono andate crescendo le licenze Creative Commons

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L'alternativa del copyleftMike Linksvayer parte con un’avvertenza: “stimare l’adozione di una licenza è una scienza tutt’altro che esatta”. Ma ci prova comunque con Creative Commons license adoption statistics e prepara una presentazione per l’iSummit 2007 facendo un bilancio della crescita di forme di rilascio basate sul modello “alcuni diritti riservati”. In proposito dice:

Here are the major points:

  • Metrics based on search engine queries are conceptually straightforward but highly volatile and hard to verify, but the overall growth trend looks good.
  • We’re also seeing strong growth at leading CC-enabled content repositories and strong growth of innovative CC-enabled repositories.
  • Upcoming challenges including measuring reuse.
  • Big mistake: not encouraging rigorous outside analysis by people who know something about statistics long ago.

Il risultato è disponibile in formato pdf, su Scribd e su Slideshare.

Dalla rete: governi, guide legali e documentari liberi

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27 Giugno 1980: al largo di Ustica

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27 Giugno 1980 - Al largo di UsticaLuciano Montefusco a proposito di Ustica, del ventisettesimo anniversario dell’abbattimento dell’aereo e dell’inaugurazione del Museo per la Memoria che ospita ciò che è rimasto del velivolo:

Il 27 giugno 1980, alle ore 21 esatte, i radar di Fiumicino cessavano bruscamente di registrare le battute del volo 870I-TIGI della Itavia, un Dc-9 in volo tra Bologna e Palermo con a bordo 81 persone. L’aereo sembrava scomparso, ma dopo alcune ore spese in frenetiche quanto disordinate ricerche, si raggiungeva la certezza che era caduto in mare a nord di Ustica. Non c’erano superstiti. Quel momento segnava l’inizio di uno di quei misteri italiani – come l’attentato in piazza Fontana o la strage di Bologna – che sono sempre rimasti colpevolmente irrisolti.

Nella notte tra il 24 e il 25 Giugno 2006 i resti dell’aereo sono stati trasportati a Bologna dopo esser stati custoditi per circa diciannove anni (il relitto venne recuperato dal fondo del mare nel 1987) in un hangar della base dell’Aeronautica Militare a Pratica di Mare, nei pressi di Roma. Nel capoluogo emiliano verrà allestito un museo a memoria della strage.

Cinzia Andres, Luigi Andres, Francesco Baiamonte, Paola Bonati, Alberto Bonfietti, Alberto Bosco, Maria Vincenza Calderone, Giuseppe Cammarota, Arnaldo Campanini, Antonio Candia, Antonella Cappellini, Giovanni Cerami, Maria Grazia Croce, Francesca D’Alfonso, Salvatore D’Alfonso, Sebastiano D’Alfonso, Michele Davì, Giuseppe Calogero De Ciccio, Rosa De Dominicis, Elvira De Lisi, Francesco Di Natale, Antonella Diodato, Giuseppe Diodato, Vincenzo Diodato, Giacomo Filippi, Enzo Fontana, Vito Fontana, Carmela Fullone, Rosario Fullone, Vito Gallo, Domenico Gatti, Guelfo Gherardi, Antonino Greco, Berta Gruber, Andrea Guarano, Vincenzo Guardi, Giacomo Guerino, Graziella Guerra, Rita Guzzo, Giuseppe Lachina, Gaetano La Rocca, Paolo Licata, Maria Rosaria Liotta, Francesca Lupo, Giovanna Lupo, Giuseppe Manitta, Claudio Marchese, Daniela Marfisi, Tiziana Marfisi, Erica Mazzel, Rita Mazzel, Maria Assunta Mignani, Annino Molteni, Paolo Morici, Guglielmo Norritto, Lorenzo Ongari, Paola Papi, Alessandra Parisi, Carlo Parrinello, Francesca Parrinello, Anna Paola Pellicciani, Antonella Pinocchio, Giovanni Pinocchio, Gaetano Prestileo, Andrea Reina, Giulia Reina, Costanzo Ronchini, Marianna Siracusa, Maria Elena Speciale, Giuliana Superchi, Antonio Torres, Giulia Maria Concetta Tripliciano, Pierpaolo Ugolini, Daniela Valentini, Giuseppe Valenza, Massimo Venturi, Marco Volanti, Maria Volpe, Alessandro Zanetti, Emanuele Zanetti, Nicola Zanetti.

Creative Commons in noir: concorso letterario di Stampa Alternativa

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Stampa Alternativa bandisce il concorso letterario Creative Commons in Noir aperto ad autori italiani e stranieri per racconti noir in lingua italiana rilasciati con licenza Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Non opere derivate. Al concorso sono ammessi testi inediti per scrittori al loro esordio letterario e già affermati. Per l’invio delle opere valgono le seguenti regole: ogni partecipante può concorrere con un unico testo della lunghezza massima di 10 mila caratteri (spazi inclusi) e in calce a ogni racconto va riportata la seguente dicitura: “Questo racconto è rilasciato con licenza Creative Commons-Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 2.5 Italia”.

Termine ultimo per la presentazione dei racconti è il 31 ottobre 2007 e la partecipazione è gratuita. I dieci racconti selezionati verranno poi raccolti in un Millelire speciale che potrà anche essere scaricato dalla rete. Infine il regolamento completo del concorso è disponibile qui.

L’intenzione di Vibrisse Bollettino

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Vibrisse Bollettino riprende le pubblicazioni e a raccontare la ripartenza è il suo ideatore, Giulio Mozzi, che presenta un’intenzione quanto mai velleitaria:

La cosa che vorrei fare con vibrisse nei prossimi mesi, diciamo nel corso del prossimo anno, è: tentare una descrizione del campo letterario italiano contemporaneo. Si tratta di un’intenzione quanto mai velleitaria.

Per “campo letterario italiano contemporaneo” intendo: l’insieme delle relazioni che sono in atto tra i soggetti che hanno che fare con la letteratura, in Italia, oggi: lettori, scrittori, editori, funzionari editoriali, agenti letterari, critici, giornalisti, tipografi, autori di programmi televisivi, librai, grossisti, promotori, insegnanti di ogni ordine e grado, vetrinisti, dirigenti di catene di librerie, eccetera. Scrivo “eccetera” perché mi sembra il caso di essere, almeno all’inizio, inclusivi piuttosto che esclusivi.

Conversazioni sulla creatività

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Scopo di Conversations about Creativity – Working artists share what works è quello di dialogare con un ampio parterre di personaggio per indagare il loro approccio al lavoro e le modalità con cui coltivano professione e passione. Scrive in proposito l’autore, Cecil Vortex:

I’d always thought art was about sitting around, waiting for inspiration to strike. As a result, I did a lot of waiting and not that much creating. But it turns out, art and inspiration don’t have to (entirely) work that way. You don’t have to just wait. There are actual techniques you can use — habits that help drive inspiration, ways to tackle a blank page and to catch ideas as they spark through the day. Why didn’t anyone tell me that before? Like, when I was 140?

Anyways, hoping not to lose any more time, I began to gather up a personalized set of these techniques — what seemed to work for me. And then I started to wonder, what techniques have other artists come up with?

The result of that question is this here brand-new cv.com feature: “Conversations about Creativity.” Over the next several weeks, you’ll be hearing from dancers, poets, computer graphic effects artists, illustrators, stand up comics, musicians, and a host of other creative professionals about how their creative process works, how they deal with dry periods, and what they do to stay productive, keep their work fresh, and generally tap their personal woosh.

Where are the Joneses: commedia a più mani sotto Creative Commons

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Where are the Joneses
Where are the Joneses è una commedia “collaborativa” trasmessa a puntate solo attraverso Internet. La serie – che ruota attorno alla ricerca di Dawn che scopre di avere un fratello a Londra nato dalla donazione che il padre fece alla banca del seme – è disponibile interamente su YouTube, ha un wiki per scrivere collaborativamente la sceneggiatura e gli episodi sono rilasciati con licenza Creative Commons. Su Flickr ci sono infine le fotografie scattate durante le riprese.

Autori multipli e racconti di guerra

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Ancora sui testi multiautore. Leggendo di Modus Scrivendi, a cui hanno partecipato i collettivi di scrittura Ippolita (Luci e ombre di Google, Open non è free), Laser (Il sapere liberato) e KaiZen (La strategia dell’Ariete), compare il link a Scrittura Industriale Collettiva che si autodefinisce un “metodo di scrittura a più mani” con tre obiettivi: promuovere la scrittura collettiva a prassi letteraria, scrivere un romanzo aperto e creare una comunità di lettori e autori «attenti all’innovazione e sensibili al tema della condivisione del sapere».

Se il romanzo aperto è in fase di partenza, lo scorso marzo ha iniziato a prendere vita il romanzo SIC #1 (sei autori più due direttori artistici) e la sezione racconti annovera al momento Il Principe (otto mani), Un viaggio d’affari (quattordici mani) e Racconto SIC #3 (ancora quattordici mani). Forum e blog completano l’insieme degli strumenti mentre tra i link si finisce su una tesi di laurea: l’autore è Beniamino Sidoti e il titolo è Scrivere insieme. Semiotica delle scritture collettive.

In ultimo, mentre Ippolita ha creato Riso, una piattaforma wiki per scrivere in modo collaborativo con una licenza BSD, e parteciperanno lunedì prossimo a Le forme del sapere nella rete, volevo citare un post pubblicato su False Percezioni, anche se non legato all’argomento in oggetto: l’intervista a Jasmina Tešanović, attivista tra l’altro di Donne in nero e autrice di Diary of a Political Idiot – Normal Life in Belgrade, racconto al femminile di una città sotto le bombe. In proposito, dice nell’intervista:

Although I am a professional, I would never identify with media in Serbia, or even more the writers, whose egos were too big for them to hit the streets and talk to the people. I am still on those streets and in the courts for war crimes, taking notes of the stories that are our history.

Dalla rete: diverse forme di tabù

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  • Bifo su Information Guerrilla, La Madonna piange sperma

    Ricordate la sollevazione islamista contro le vignette danesi? Un disegnatore impertinente aveva pubblicato dei fumetti in cui Maometto appariva in pose sconvenienti e folle di fanatici si erano riversati nelle strade dei paesi islamici minacciando sfracelli. L’opinione pubblica occidentale era insorta in difesa dei sacri valori della libertà di espressione. Era parso ovvio che la libertà di espressione non può accettare come propri limiti i tabu pruriginosi di qualche maggioranza religiosa. Ma le cose si evolvono.

  • OneMoreBlog, Una legge sbagliata, prepotente e velleitaria

    Mettere d’accordo Feltri, Sansonetti e Travaglio era un’impresa apparentemente impossibile. C’è riuscita la nostra classe politica.

  • Leonardo, “Da poveri eravate più allegri”. Not so gay anymore

    È un luogo comune, anzi un sistema di luoghi comuni. I gay e gli anni Ottanta – gli spensierati anni Ottanta – la spensieratezza dei gay. Mi rendo conto che tutto questo è illusorio, che molti omosessuali nello stesso periodo non ballavano Baltimora né indossavano Versace, ma stavano nascosti e soffrivano molto. Ma da qualche parte nel mio cervello si è annodato questo concetto: Gay=Felice. Tom Robinson ai concerti cantava Sing, if you’re glad to be gay. Sing if you’re happy that way. Sembrava allegro e sardonico. A rileggerla, la canzone è una sequela di violenze, censure, repressioni poliziesche. Ma Tom sembrava ancora allegro di ballare sulle rovine.