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Xaaraan – Il blog di Antonella Beccaria

Non credo nelle otto del mattino. Però esistono. Le otto del mattino
sono l'incontrovertibile prova della presenza del male nel mondo
Gli ultimi giorni, Andrew Masterson


Archiviato per June, 2007

Against Banned Books - Florian.bA Milano apre tra pochi giorni la nona edizione della rassegna La biblioteca in giardino per portare manifestazioni culturali anche in periferia, nei rioni, laddove – ci si lamenta – non c’è mai nulla per i cittadini. Tuttavia Vittorio Sgarbi, dopo che Palazzo Marino ha negato il patrocinio al Festival internazionale del cinema gay e lesbico, si esibisce in una delle sue e, in una crociata da far invidia al Ventennio, se ne esce dicendo ciccia a chi va a chiedere i finanziamenti comunali. A meno che – il margine di trattativa concesso – non si prendano alcuni accorgimenti. E dice in proposito il rissoso assessore alla cultura:

Non si capisce per quale motivo dobbiamo spendere una cifra di quell’entità per presentare solo autori di un certo schieramento, quindi ho deciso di integrare la lista delle personalità invitate. Nessuna censura, ma solo la volontà di bilanciare la proposta con autori di altra area politica”.

Lo scrittore Gianni Biondillo pubblica su Nazione Indiana una lettera aperta rivolta a Sgarbi. Lettera che sottoscrive tra gli altri il critico Gian Paolo Serino e che, molto concretamente, al di là di polemiche politiche più o meno pretestuose, scrive:

Le chiedo, da folle, da sognatore, di attivarsi per quel patrocinio, le chiedo quella solidarietà, attiva, sul campo, che le biblioteche rionali di tutta la città chiedono a chi li amministra. E con loro anche tutta la popolazione che per disgrazia o per fortuna, in centro non vive e non vivrà mai.

Entra in gioco la redazione di OneMoreBlog che bolla le uscite di Sgarbi così:

un numero d’avanspettacolo tratto dal Nuovo Manuale Cencelli della (si fa per dire) Cultura.

E Sandrone Dazieri, dopo lunghe – e condivisibili – considerazioni sul G8 di Genova e la macelleria messicana, conclude scrivendo:

Professor Sgarbi, e che cazzo! Ma da quando le iniziative culturali si fanno con il manuale Cencelli? Non vi siete stufati, voi e quelli come voi, di lottizzare tutto? E poi, non e’ colpa degli organizzatori di Big se gli scrittori fascisti scrivono di merda. A parte questo, come fa a dire che siamo tutti di sinistra? Ci ha letto?

  • 5 commenti
  • Scritto per cultura, libri
    • Press Gazette, Journalist’s film to lift lid on Sudan conflict

      The first western journalist to report from the war-torn Sudanese region of Darfur is to produce a feature film based on his experiences in the region, after he became increasingly frustrated with the limits on news reporting which prevented him telling his story.

    • BoingBoing, Jasmina Tešanović: Milan Martic sentenced in Hague

      Milan Martic, the leader of Serbs in Croatia, got 35 years although he pleaded not guilty. Yesterday too, Mira Markovic, the fugitive wife of the late president Slobodan Milosevic, was formally accused of organized crime.

    • Editor’s Blog, Innocent Ore guilty? Don’t stigmatise the accused

      In some of these mistaken prosecutions, the accused were subject to widespread publicity in the press and will have forever-tarnished reputations.

    • Neatorama, 10 Mind-Boggling Psychiatric Treatments

      Think of it this way. After finding out what’s not going to happen to you, that couch is going to start looking a lot more comfortable.

    È ottimista Josh Catone quando titola Six New Ways To Write The Next Great Novel riferendosi ad altrettante piattaforme per la scrittura collaborativa perché la piattaforma è solo un mezzo. Ma su un elemento ha ragione: scrivere a più mani può essere un sistema divertente e aiuta a non perdersi dietro i ritardi ai propri piani di lavoro. Dunque passa in rassegna Novlet, Ficlets, A Million Penguins (di queste tre si era già parlato qui e qui), Potrayl, NaNoWriMo e Unblokt. E conclude:

    You probably won’t see the next Dario Fo or Seamus Heaney emerge from any of these writing experiments. But they all offer a fun outlet for creativity and an interesting take on writing fiction. And something started on any one of these sites could easily become the basis for a more refined and polished piece of prose.

    Ne aggiungerei un’altra, più recente e in lingua italiana, che ha solo una brutta falla: avere un’interfaccia totalmente in Flash che non rende agevole navigazione né utilizzo dei form. Stante questa premessa, il progetto è interessante e si chiama Tigri di Carta. Non è un progetto collaborativo in senso stretto, ma è finalizzato alla creazione di una fiction per il web chiamando a raccolta potenziali sceneggiatori e attori che, da un incipit, procedano con la costruzione della storia e/o si “arruolino” per interpretare una parte insieme ad Alessandro Haber e Rocco Papaleo.

    In ultimo, da citare il Livello 2 di Manituana. E i fincipit di eio, progetto molto sui generis e molto divertente.

    Sui giornali, a ragione, si dice spesso che non viene dedicato spazio – o ne viene destinato limitatamente – agli errata corrige che di solito finiscono tra le lettere dei lettori o in qualche box a pie’ di pagina. Così un giornalista freelance canadese, Craig Silverman, ha creato il blog Regret the Error:

    Regret the Error reports on corrections, retractions, clarifications and trends regarding accuracy and honesty in the media.

    Inoltre pubblica una lista dei principali organi di informazione nordamericani che non hanno uno spazio ad hoc per le correzioni e chiede ai chiede ai lettori di inviare segnalazioni di errori con i suggerimenti per la loro rettifica. Qualche esempio? Dalla notizia della volontaria che avrebbe detto che “criminali non si diventa, si nasce” quando invece aveva affermato che “criminali non si nasce, la società rende tali” alle fotografie che attribuiscono identità alle persone sbagliate.

    OurSpaceOurSpace – Resisting the Corporate Control of Culture di Christine Lynn Harold analizza il fenomeno del culture jamming concentrandosi in particolare sugli aspetti – e sugli effetti – della politica e dell’attivismo soprattutto nell’ambito digitale. Se non è disponibile la versione elettronica del libro (è stato pubblicato solo il quinto capitolo, Inventing Publics: Kairos and Intellectual Property Law), è stato però creato un wiki al quale si chiede di contribuire con “idee, link, contrapposizioni e provocazioni” in merito alle tematiche attorno alle quali si articola il libro:

    It is a different type of opposition that offers a genuine alternative to corporate consumerism. Exploring the revolutionary Creative Commons movement, copyleft, and open source technology, Harold advocates a more inclusive approach to intellectual property that invites innovation and wider participation in the creative process.

    Barack Obama lo aveva chiesto e Lawrence Lessig aveva ripreso la posizione espressa dal candidato alle presidenziali americane: dibattiti politici rilasciati con licenze libere. Un’emittente-colosso ci ha sentito e così CNN plans to release upcoming debate footage under Creative Commons (qui l’annuncio ufficiale). La notizia non è freschissima (risale a un mese fa), ma è stata più recentemente aggiornata aggiungendo nuove adesioni alla proposta e mettendo d’accordo per una volta repubblicani e democratici che proprio in questi giorni stanno avviando una serie di confronti pubblici.

    A.D.: New Orleans After the Deluge: un fumetto-reportage pubblicato online (al momento si è arrivati al quarto capitolo) sull’uragano Katrina e sulle sue conseguenze. Si parte dal prologo, suddiviso in due parti (1 e 2) e l’autore è Josh Neufeld che fece parte delle squadre di volontari che intervenirono nella città statunitense.

    Un vero ed esilarante B-movie

    Fantascienza jugoslava: un esempio di film così B-movie che difficilmente si riesce a commentare oltre “monster is moving”. È Gosti iz galaksije (Visitatori dalla galassia) e non sorprende che su IMDB sia contrassegnato anche come commedia.

    [video]http://www.youtube.com/watch?v=kgSe4oPGJ7A[/video]

    (Grazie a Francesco)

    Spammer Targeted Categories Jennifer Granick del Center for Internet and Society scrive in un articolo una serie di considerazioni sullo spam, sulle conseguenze penali per gli spammer e sull’efficacia di incarcerazioni e condanne per fermare il fenomeno delle comunicazioni via posta elettronica non richieste. Parte prendendo spunto dalla cattura di Robert Alan Soloway, il “re dello spam”, e dice:

    [He] was arrested and charged with fraud, money laundering and identity theft. He is facing up to 65 years in prison and a fine of $250,000. I’m not holding my breath expecting this arrest to stop the flood of junk e-mail I receive, however. Law enforcement cannot stop spam with periodic high-profile busts, or with sentences greater than those received by rapists or murderers. Unfortunately, there’s no quick fix, and we should search for something other than these symbolic incarcerations.

    Le considerazioni di fondo di Jennifer Granick sono simili a quelle applicabili in diversi altri ambiti: ricorrere a leggi sempre più restrittive non risulta essere un efficace deterrente. E pur sottolineando i problemi che lo spam porta con sé – dai fastidi agli utenti ai furti di identità, phishing, sovraccarichi per i provider, malware in genere – e le soluzioni che si infittiscono in una rincorsa continua, conclude la docente di Stanford:

    Spam is a difficult challenge, but it’s one we will not solve with Soloway’s incarceration. We need a broader and more comprehensive plan that incorporates technology, private investigation and enforcement and public education. Otherwise we create more problems for e-mail users than solutions, while failing to stop the money flow. And we embarrass ourselves by punishing spammers more severely than criminals who physically hurt people.

    Per farsi qualche idea della situazione italiana: Indagine statistica dell’Iit-Cnr, Diffusione mondiale di spam: l’Italia è l’ottava potenza, Lo spam in Italia supera il 70% del totale delle email.

  • 1 commento
  • Scritto per dalla rete
  • L’ultimo sbirro nell’anno 2070

    • Maurizio Matrone, L’ultimo sbirro

      Mentre i miei tacchi risuonano tra le vecchie mura, penso alle storie di mio nonno. Lui aveva cominciato proprio in questa città. Mi raccontava le sue avventure con la “squadra volante”, dei poliziotti della “Uno bianca”, degli scontri con i no global, delle rivolte nei CPT, delle battaglie negli stadi, delle manifestazioni in piazza, dei tossici e dei barboni, delle file di stranieri all´Ufficio Immigrazione, delle inutili retate di prostitute e extracomunitari, dei matti da calmare, delle rapine, dei furti, dello spaccio di droga e delle liti in famiglia, tra vicini. Incredibile! Liti tra vicini. Per cosa, poi? Perché spostano i mobili, dicevano, di notte, e nessuno dorme. Mi faceva ridere.

    Good Copy Bad Copy

    Good Copy Bad Copy – a documentary about the current state of copyright and culture è un film danese diretto da Andreas Johnsen, Ralf Christensen e Henrik Moltke. Dagli Stati Uniti al Brasile, dalla musica al cinema, dai fondatori della Pirate Bay a Creative Commons le realtà toccate dal documentario. Su Blip.tv si trova il trailer mentre è possibile scaricare il film per intero in formato XviD.

    π – VideoBlog sulla Proprietà Intellettuale di di Christian Biasco e Francesca Terri (Arcoiris):

    Perché un videoblog sulla proprietà intellettuale? Siamo convinti che il tema della proprietà intellettuale sia di estrema rilevanza per ogni singolo cittadino e che lo sarà sempre di più. Si trova moltissimo materiale in internet sull’argomento, ma spesso risulta troppo complesso, oppure è solo in forma scritta. Attraverso questi video ci piacerebbe coinvolgere il pubblico alla discussione sul tema, e contribuire alla diffusione di tutti quei progetti esistenti che già offrono diversi approfondimenti.

    Tre al momento le puntate disponibili:

    (Via BooksBlog)

    Da sinistra, Jerry Pournelle, Arlan Andrews, Greg Bear, Larry Niven e Sage WalkerDa BYM. Si vede che i sistemi di simulazione e la teoria dei giochi non bastano più. Pare infatti che l’Homeland Security Department abbia deciso di ingaggiare alcuni scrittori di fantascienza – tra cui Jerry Pournelle, Arlan Andrews, Greg Bear (autore del grande romanzo Il risveglio di Erode), Larry Niven e Sage Walker – perché scatenino la loro fantasia e provochino catastrofi terroristiche all’interno degli Stati Uniti. Lavorando fianco a fianco con scienziati e militari, pensano al gruppo Sigma – così si chiama la divisione – si potranno prevenire futuri attentati.

    Sempre in tema: Technology and Terrorism: Are we being too naive?

    Libri liberamente scaricabili e riflessi sulle vendite delle copie cartacee in libreria: Tim O’Reilly, che di editoria se ne intende, ha scritto Free Downloads vs. Sales: A Publishing Case Study partendo dal libro Asterisk: The Future of Telephony (qui la versione elettronica) di Leif Madsen, Jared Smith e Jim Van Meggelen.

    Il volume, uscito nel settembre 2005 e rilasciato con licenza Creative Commons, è stato scaricato 180 mila volte da uno dei cinque server sui quali è a disposizione eppure ha venduto 19 mila copie, in base ai dati di Bookscan, che monitora il 70 per cento del mercato dell’editoria tecnica statunitense. Che, per un libro, per di più specialistico, non è un risultato affatto male rispetto alla “vita media” di un testo del genere.

    E sostiene O’Reilly:

    This kind of sales drop is not completely inconsistent with the sales pattern from many other books. And for authors who want to reach the widest audience, it’s certainly possible that even if free downloads did shave a percentage from sales, the tradeoff is worth it (see Piracy is Progressive Taxation).

    Per quanto riguarda esempi italiani e genere totalmente diversi, qualche dato indicativo lo si può estrapolare dall’operazione glasnost di Wu Ming i cui libri, oltre a essere in libreria con editori tutt’altro che marginali, dispongono delle copie elettroniche integrali da poter scaricare.

    Qualche lettura su libri, affini e coda lunga: I libri dalla coda lunga, Quelli della coda lunga, Economia, crescita, felicità.

    Wikileaks affair


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