Fantascienza libera: premiazioni Oltrecosmo 2006
In merito al concorso Racconti dall’Oltrecosmo per opere di fantascienza scritte esclusivamente in formato ODF di cui si era parlato qualche mese fa e che ora è diventato un’antologia anche cartacea, Gianluca Turconi, “titolare” del sito Letture fantastiche, segnala la premiazione dell’edizione 2006 all’interno della manifestazione genovese FantasticaMente.
Come da programma, dunque, il 25 febbraio, presso l’eno-libreria Nouvelle Vague la proclamazione dei vincitori (prevista per le 16) sarà preceduta dai seguenti interventi:
- La fantascienza italiana agli inizi del XXI secolo con Ernesto Vegetti
- Il ruolo di Internet nella diffusione della fantascienza con gli organizzatori del Premio Oltrecosmo
- Oltrecosmo e OpenOffice.org: la fantascienza a favore della protezione della libertà di informazione con Davide Dozza (presidente PLIO) e Andrea Pescetti (maintainer OOo Italia)
Wiki: l’arte e la scienza della cooperazione
Wiki: l’arte e la scienza della cooperazione è il titolo di una lezione incentrata sugli ambienti collaborativi per la stesura di documentazione, intendendo con documentazione un vasto ambito di settori (tecnica, aziendale, creativa, enciclopedica, eccetera). Al di là degli strumenti - in questo caso i motori wiki, che sono ormai molti e tarati a seconda di specifici obiettivi di progetto - concordo sul fatto che le potenzialità insite in questi sistemi risiedano in alcuni principi attorno a cui ruota, secondo gli autori di Wikinomics, il cambio di approccio ai contenuti e alla conoscenza: apertura, orizzontalità, condivisione e azione globale. Feedback e opinioni in proposito sono gradite.
1984: da blog a trasposizione a fumetti
Da un blog ne sono venuti fuori i primi capitoli di un libro. Il blog è 1984comics.com e il volume in corso di lavorazione è rigorosamente a fumetti. Nato come progetto per appassionati alla narrativa orwelliana e fortemente convinto che il grande fratello sia tra noi in diversi modi, inizia così ad andare oltre i post più o meno quotidiani e lancia il primo e il secondo capitolo della trasposizione in immagini di 1984. Entrambi sono interamente consultabili online e di ognuno è stata fatta una presentazione su YouTube (1 e 2). In merito al progetto, si legge:
The initial idea came in late 2003. My contract with my editor had just been terminated and I was looking for a new project. I was being continuously harrased by friends and loved ones to read 1984. And once I did, I instantly knew that this book needed to be read by a wider audience and that it would make a good comic. Soon after all the legal research for the rights were out of the way, work on the design, the characters and the Big Brother posters began. While setting up the website I was approached by the 2600 crew for the visual of their bi-annual hacker conference, entitled The Fifth Hope. This event turned out to be the official announcement to the world that this project was under way.
Varie dalla rete
Qualche nuova segnalazione su argomenti eterogenei in ordine di lettura:
- via Cablogrammi, Courts Turn to Wikipedia, but Selectively
- via LSDI, Ma c’è ancora bisogno del giornalismo d’eccellenza?
- su Reporters, Carlo Felice Dalla Pasqua lancia il Il Fronte di liberazione degli archivi
- via Crimelist, Servizi Segreti. Nicolò Pollari nominato Consigliere di Stato
- via World Changing, ValueWiki: A new tool for collaborative investment research
- via Bernardo, Tra le righe, segnali poco allegri da cyber-Davos
Which Science Fiction Writer Are You?
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I am:
A quiet and underrated master of “hard science” fiction who, among other things, foresaw integrated circuits back in the 1940s. |
Giorno della Memoria: il processo di Hadamar
Per il Giorno della Memoria, Olokaustos pubblica un dossier sul processo di Hadamar, il primo a guerra conclusa contro le atrocità perpetrate dal regime hitleriano. E quello che fece emergere una serie di interrogativi.
Ad Hadamar erano state eliminate circa 10.000 persone tra il gennaio e l’agosto 1941 e, successivamente, sino alla fine della guerra altre 4.400 persone. Di fronte a questo crimine emerse tutta la impreparazione del diritto internazionale di fronte ai massacri di massa. Il problema era complesso. L’ostacolo principale era dato dalla nazionalità delle vittime: cittadini tedeschi disabili […]. Nell’ottobre del 1945 non esistevano gli strumenti giuridici per condurre un processo contro i responsabili dello sterminio dei disabili in Germania. Soltanto il 10 dicembre 1945, con la promulgazione della legge numero 10, venne creato il delitto di «crimini contro l’umanità». Mancando gli strumenti giuridici il tribunale era di fatto e de iure incompetente. Così il processo di Hadamar fu possibile soltanto perché negli ultimi mesi di guerra nella clinica erano stati inviati 476 cittadini sovietici e polacchi ammalati di tubercolosi che erano stati poi eliminati. Poiché queste vittime appartenevano a nazioni alleate degli Stati Uniti il tribunale americano poté istruire il processo in piena legalità. La natura di questo processo mostra tutti i limiti della giustizia
Commons e convivenza con sistemi economici
Un ambiente wiki-based per convidere le proprie opinioni sui prodotti venduti da Amazon: si tratta di Amapedia, iniziativa ancora in beta del colosso delle vendite elettroniche. Giochi di strategia e relativi concetti al momento gli argomenti più battuti. Obiettivi della piattaforma?
Amapedia introduces a new way of organizing product information that we call “collaborative structured tagging”. Articles about products are tagged with a term that describes what the product is (”is-a tags”) as well as their most important features (”facts”). We believe that this way of organizing information will make it easy for you to write about the products that you like most. This structured information will also allow other community members to easily discover, filter, and compare related products and product features.
Concettualmente collegato a quanto sopra il libro che viene recensito su Wordchanging, Capitalism 3.0 - A Guide to Reclaiming the Commons di Peter Barnes. Oltre ad essere rilasciato sotto Creative Commons ed essere quindi scaricabile in formato pdf (per acquistarlo, invece, si può fare un salto su Amazon), rappresenta un testo strano, di certo diverso da quello che si aspetterebbe dal titolo. E si presenta come tale a iniziare dal fatto che indica una via in base alla quale elementi finora concorrenti e spesso fattualmente incompatibili - come stato, commons ed economia privata - possano convivere e sostenersi a vicenda in un ambiente equilibrato.
Per diversi aspetti non si discosta molto da alcuni concetti espressi nel libro Wikinomics di cui si parlava poco tempo fa. In particolare quando approfondisce il rapporto tra profit e non profit e la loro progressiva integrazione.
Wired, il wiki e le grandi domande
Big Questions Wiki di Wired: si parte da 42, chiaramente un numero non a caso. Un esempio?
Where are my keys?
Most brains can handle only five to nine short-term memories at once. Newer information - phone call! ice cream! - can bump a previous memory out of storage before it’s committed to long-term recall. Even worse, new memories tend to merge with permanent ones, muddying the recollection of ritual activities. Michael “Professor” Solomon, author of How to Find Lost Objects, says it’s easy to accidentally substitute one routine motion for another. So look for your keys where you normally put your wallet. If that fails, check the car, the sofa cushions, the door lock, and (duh) your pocket. You’re probably staring right at them.
Also, they will always end up being in the last place you look for them.
Atto primo di una meta storia piuttosto nera
“Allora, dov’è quello che l’ha trovato?”
“Là, commissario”.
L’agente Collotti della Ferroviaria compie un mezzo giro su se stesso quando indica Lo Schifoso. Lui e gli altri del turno hanno adottato il soprannome con cui già tutti chiamano il barbone che a Termini ha trovato il cadavere. Il commissario Valerio Martone segue il movimento del poliziotto e assume un’espressione disgustata, la narice sinistra che si alza verso l’orbita oculare e la bocca trascinata in un ghigno che scopre i canini. Lo Schifoso, schifoso lo è davvero e l’olezzo che emanano gli strati di abiti che ha addosso è pregnante, come di carogna consumata.
“Allora, Schifoso, vedi di raccontarmi quello che hai visto senza farmi perdere tempo”.
Oltre che schifoso, Lo Schifoso è anche sul rincoglionito andante e si fa intimidire dal piglio dello sbirro mentre questi si siede a cavalcioni su una sedia a un paio di metri da lui. “Come farà a sopravvivere là fuori”, pensa intanto Martone.
Lo Schifoso inizia a biascicare la sua storia e si capisce poco. Martone, impaziente e sbrigativo, gli chiede continuamente di ripetere. Anche voi immaginiamo abbiate fretta di andare a raccontare questa storiaccia sui vostri blog. Così, invece di decifrare le parole dello Schifoso, leggiamo il lapidario verbale relativo al ritrovamento dell’ammazzato. Perché di ammazzamento sicuramente si tratta. (Continua)
La creatura e le mani
Un paio di segnalazioni di video che circolano su YouTube:
- via Francesco, molto divertente il video FrankenSteve: la creatura viene presentata dal padre al pubblico e fa inorridire la folla
- via BoingBoing, invece, Star Wars space battle re-enacted with hands: Guerre Stellari reinterpretate solo attraverso le mani, uniche attrici
- Luciano Ligabue-Neri Marcoré che esegue Io col cazzo che voto per te. E da attendere che mettano online Vivo, morto, PACS
Manuale per sopravvivere agli zombi
È un po’ non si parla di storie nere, ma mica sono dimenticate. Anzi. Per il momento, in attesa di successivi sviluppi, impiego qualche riga per un libro concentrato su una storia nerissima: il ritorno dei morti viventi. Il volume si intitola Manuale per sopravvivere agli zombi e, per cominciare, non è un romanzo, ma una sequenza di istruzioni su come non soccombere in caso di invasione. L’autore, Max Brooks, figlio di Mel Brooks e di Anne Bancroft, è un esperto in argomento avendo fatto seguire a questo libro World War Z: An Oral History of the Zombie War (su Amazon.co.uk) per il quale sono stati acquisiti i diritti cinematografici.
Tornando al manuale, in trecento pagine si trovano tutte le informazioni più importanti relative ai trasformati: notizie scientifiche sul solanum, il virus che provoca il risveglio dopo la morte; dettagli sulla fisiologia dei bestioni e sul loro comportamento; indagini sulle capacità di apprendimento e su esperimenti educativi che sono stati tentati. Ma anche dati utili sulle diverse tipologie di armi e sulla loro efficacia in caso di attacco ravvicinato o a distanza, modalità di evacuazione di una zona a seconda dell’intensità dell’assedio (Brooks individua quattro fasce e l’ultima corrisponde all’apocalisse: giunti a questo stadio, si deve già essere scappati oppure tocca rassegnarsi a diventare carne da macello) e analisi dei territori più indicati presso cui rifugiarsi. (Continua)
Contenuti creativi e di comunità
Mentre il quartier generale di Creative Commons apre la campagna acquisti per l’estate prossima (si cercano uno sviluppatore e uno studente che segua la parte media e comunità), attraverso il suo blog si legge della pubblicazione del libro Community Created Content scritto da Herkko Hietanen (CC Finlandia), Ville Oksanen e Mikko Välimäki (rilasciato con licenza Creative Commons, il libro è scaricabile in formato pdf o acquistabile in rete via Turre, il sito dell’editore).
Legge, business e politica i capisaldi scanditi già nel sottotitolo del volume, che si apre con l’immagine del Time che riconosce in “voi” la persona dell’anno 2006. E prosegue per un centinaio di pagine soffermandosi su diversi aspetti. Interessante la parte ecosistemi-comunità che creano contenuti (capitolo 4) e il successivo sui sistemi economici e relativa sostenibilità. Discorso, quest’ultimo, che sembra andare a integrarsi in modo complementare con quanto registrato da Stefano Vitta e detto da Robin Good sabato scorso al BarCamp.
Politica in rete
Nasce The Politico per perlustrare gli ambiti della politica a stelle e strisce. In particolare:
We will bring an unblinking focus to three arenas of coverage: the politics of Capitol Hill and of the presidential campaign, and the business of Washington lobbying and advocacy […]. The Politico will assemble the most interesting and revelatory journalists—a mix of established names and promising young reporters—and set them to work on bringing to life the most important stories.
Venticinque i giornalisti e i contributori coinvolti a diversi titolo. Da questa parte dell’oceano, invece, c’è chi lancia un consiglio dei ministri trasparente che da Palazzo Chigi si trasferisce anche su YouTube.
La vera storia dei supereroi
Da BYM. The Real Story of the Superheroes è un’esposizione frutto della ricerca di Dulce Pinzón, fotografa trentatreenne nata in Messico che attualmente vive negli Stati Uniti. Ricerca che si è posta come obiettivo quello di andare a scovare gli eroi di tutti i giorni, lontani dalle spettacolarizzazioni del cinema o delle dirette giornalistiche nei momenti di emergenza. In particolare, Dulce Pinzón si sofferma sui suoi connazionali, numerosi in USA, che inviano parte del proprio reddito nel paese di origine e che generano di conseguenza un sottile ma concreto legame tra l’economia dei due paesi. Tornando agli eroi, protagonisti di questo progetto fotografico, si legge che:
The principal objective of this series is to pay homage to these brave and determined men and women that somehow manage, without the help of any supernatural power, to withstand extreme conditions of labor in order to help their families and communities survive and prosper.
Nella foto a fianco, nei panni di Wonder Woman, è ritratta María Luisa Romero, di Puebla, che lavora in una lavanderia di Brooklyn.
La luna dell’anarchico Bianciardi
Ettore Bianciardi e Marcello Baraghini lanciano sul blog Riaprire il fuoco la rubrica Bianciardiana. Che inizia proprio con uno scritto di Luciano Bianciardi, Essere di sinistra non significa ormai nulla. È una risposta che il scrittore pubblicò nella rubrica che tenne fino al 1971, anno in cui morì, sul Guerin Sportivo di Gianni Brera in risposta a una lettera di Enzo Tortora. Dal pallone a Pinelli, dagli extraparlamentari a Calabresi, dalle contestazioni al disprezzo per la classe politica. Perché, diceva Bianciardi:
Sono anarchico, nel senso che auspico una società basata sul consenso e non sull’autorità. Certi amici mi dicono “ma tu vuoi la luna, allora!” e io rispondo di sì: voglio questa luna, non quella degli astronauti.
La Bianciardiana, a cui questo testo è associato, non ospiterà solo scritti dell’autore grossetano, ma sarà aperta anche a contributi altrui.
Unico ed irrinunciabile criterio di selezione: scrivere alla sua maniera, senza fronzoli, senza remore, con la stessa forza, con la stessa incisività, andare al sodo, affrontare i problemi, sentire e far sentire il sangue scorrere dentro le pagine.
Inoltre a più riprese verranno pubblicate le altre lettere raccolte nel libro Il fuorigioco mi sta antipatico.













