Libri insoliti e curiosi: Wilde redivivo e Napoli anche (forse)

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Due libri ricevuti in regalo (e da leggere quanto prima. E speriamo che le vacanze arrivino preso. E io adoro quando mi regalano dei libri):

  • Oscar Wilde e i delitti a lume di candelaOscar Wilde e i delitti a lume di candela di Gyles Brandreth (Sperling & Kupfer, 2009):

    Il corpo di un sedicenne macabramente ucciso viene trovato in una stanza in Cowley Street. È l’agosto del 1889. Il giovane si chiama Billy Wood, ed è un ragazzo di strada come tanti, e colui che lo ritrova – con la gola tagliata da un orecchio all’altro e circondato da candele ardenti – è nientemeno che il celebre scrittore Oscar Wilde, che il giorno dopo decide di denunciare il fatto a Scotland Yard. Solo che dell’orribile crimine è scomparsa qualsiasi traccia. Aiutato dall’amico Robert Sherard, lo scrittore decide di condurre le sue indagine da solo, incarnando suo malgrado quel personaggio di Sherlock Holmes che tanto ammira e calandosi nell’inquietante Londra nei cui vicoli risuonano ancora i passi di Jack lo Squartatore. Con questo romanzo nasce un nuovo investigatore: Oscar Wilde. Ammiratore di Arthur Conan Doyle e del suo impareggiabile Sherlock Holmes, l’ironico e arguto Wilde si rivela anche un abile detective dalla logica affilata come un lama.

    Di queste operazioni letterarie mi incuriosisce come si fa interagire un personaggio realmente esistito con una storia frutto della fantasia.

  • Porno ogni giornoPorno ogni giorno. Viaggio nei corpi di Napoli di Massimiliano Virgilio (Laterza, 2009):

    C’è una città che meglio di altre rappresenta cosa sta diventando il nostro paese. Tra cocaina che scorre a fiumi, centri commerciali ipertrofici, cantanti neomelodici, ragazzi obesi che vestono come i tronisti di Maria De Filippi e tonnellate di spazzatura in decomposizione, oggi Napoli è la capitale pornografica della nazione, laboratorio di un capitalismo fallimentare. La verità è che, sotto gli occhi di tutti, Napoli sta deteriorandosi, dissipando il suo patrimonio culturale, rovinando il suo dialetto, abitata com’è da masse quotidianamente pornografiche, abbrutite dalla “tivvù”, cui spesso mancano gli strumenti basilari della comunicazione. “Quando parlo di città quotidianamente pornografica non mi riferisco all’etimo greco della parola pornografia. Mi riferisco alla manifestazione esplicita e di routine da parte di masse di napoletani – non necessariamente di atti sessuali, né di nudità – di comportamenti sociali corrivi, che ammiccano all’atto sessuale e alla nudità, senza distinzione di genere. Quando è iniziato tutto ciò? Quando Napoli ha iniziato a essere un luogo di mille pornografie di contorno alla monnezza e alla criminalità, considerate i principali film a luci rosse che da decenni vengono proiettati in città? Quando abbiamo iniziato a separare il nostro immaginario da quello del resto del paese? Ripenso a tutto e nonostante mi sforzi di trovare una risposta complessa mi viene da pensare che Napoli, in fondo, è una città semplice”.

    In questo caso invece rientra in una sorta di pre-documentazione per uno dei prossimi libri che avrà Napoli e i suoi angoli più criminosi al centro della storia.