Strage alla stazione di Bologna: un’istanza perch si indaghi alla ricerca dei mandanti

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Bologna, 2 agosto 1980Il giornalista Gianluca Rotondi firma un articolo, pubblicato oggi sul Corriere di Bologna, che si intitola I familiari: riaprire le indagini. Istanza ai magistrati. L’ottica quella di andare alla ricerca dei mandanti della strage del 2 agosto 1980 che fece 85 vittime e oltre duecento feriti. Mandanti che a tutt’oggi non sono ancora stati individuati. Ecco uno stralcio del pezzo:

L’istanza dei familiari – Una ventina di membri del consiglio direttivo ha presentato in Procura, attraverso l’avvocato Giuseppe Giampaolo, un’istanza di nuove indagini. Si tratta di una rivisitazione giudiziaria che, alla luce delle carte del processo di Brescia sulla strage di piazza della Loggia [], chiede ai pm di scrivere il capitolo ancora mancante sulla strage, quello sui mandanti del pi grave attentato contro civili del dopoguerra.

Inchiesta bis – L’istanza confluita per ora nell’inchiesta bis nata dalle conclusioni della commissione Mitrokhin. L’indagine (contro ignoti) sulla pista palestinese arrivata alla battute finali e, salvo colpi di scena, pare destinata all’archiviazione: terminata la traduzione delle carte di Berlino, il procuratore capo Roberto Alfonso e il pm Enrico Cieri potrebbero interrogare Ilich Ramirez Sanchez, noto come Carlos lo Sciacallo, il terrorista venezuelano che ha attribuito la strage a Cia e Mossad e che ha chiesto di essere riascoltato.

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Bolognesi: “Almeno un minuto di verit, solo questo si dovrebbe osservare”

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Domani di Maurizio ChiericiPaolo Bolognesi si dice sbalordito dalla quantit di parole incensanti pubblicate in questi giorni, dopo la morte di Francesco Cossiga, avvenuta il 18 agosto scorso. Il destino di questi due uomini si intrecciato su una vicenda che ha segnato la recente storia italiana: la strage alla stazione di Bologna del 2 agosto 1980. L’ex notabile democristiano era capo del governo quando esplose l’ordigno che uccise 85 persone e ne fer pi di duecento e in trent’anni si pronunciato molte volte a proposito del pi grave tra gli attentati terroristici che hanno cadenzato gli ultimi decenni. Pronunciato fino a giungere ad affermazioni incompatibili con le risultanze scientifiche delle indagini.

Con la morte di Francesco Cossiga, quelle affermazioni infondate sulla strage alla stazione di Bologna (l’esplosivo, forse palestinese, saltato per caso, il trasporto lungo l’Italia che non avrebbe dovuto avere conseguenze), potranno essere sfatate una volta per sempre oppure rischiano di rimanere inchiodate nel “si dice” della storia del 2 agosto 1980?

Quelle affermazioni erano gi sfatate in partenza. Non dimentichiamo che il primo a tirarle fuori stato Licio Gelli. Poi, in seguito, quella tesi fu ripresa anche da altri, ma occorre sempre ricordarsi chi l’ha formulata per primo, quale fu l’origine. A sfatare quelle parole del resto la perizia balistica sull’esplosivo, nella quale si afferma che era inerte e che non poteva saltare per aria senza un innesco. La tesi di Cossiga, di Gelli, della commissione Mitrokhin si basa sul nulla.

Ma perch un uomo politico come Cossiga, con alti incarichi istituzionali, all’indomani della strage punta il dito contro i neri, ma poi cambia idea in modo cos drastico arrivando addirittura a “riabilitare” gli esecutori materiali?

Questo non lo so. Si noti per che quando usc la sentenza d’appello, quella che assolveva i terroristi condannandoli per la banda armata e che la Cassazione cancell, Cossiga disse che si trattava di una sentenza coraggiosa. Noi gli rispondemmo che ci voleva proprio un bel coraggio a esprimersi in quei termini. Ma al di l di questo, tutte le tesi di cui si parlava prima, quelle che portavano alla pista internazionale e che da lui veniva appoggiate, hanno avuto un grande risalto.
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