Amnesty International: appello urgente per Lydia Cacho, la giornalista messicana che difende i diritti umani

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Lydia CachoLydia Cacho è la giornalista di Cancun, stato messicano del Quintana Roo, che torna a essere al centro di un appello urgente di Amnesty International:

Il 29 luglio Lydia Cacho stava lavorando in casa quando la sua ricetrasmittente portatile, usata solo per le emergenze, si è accesa da sola. Pensando che potesse essere un collega di lavoro, Lydia ha risposto e ha udito una voce maschile che la chiamava per nome dicendole: “Ti abbiamo già avvertito, puttana, non si scherza con noi. È chiaro che non hai imparato dal piccolo avvertimento che hai ricevuto. Quello che succederà è che ti faremo a pezzi, è così che ti manderemo a casa, idiota.” Lydia ha presentato una denuncia formale in merito a tale minaccia al Procuratore generale della Repubblica.

Lydia Cacho ha iniziato a subire minacce e intimidazioni dopo la pubblicazione di un libro nel 2005, nel quale denunciava un circuito di pedopornografia, che operava nonostante politici e uomini d’affari dello stato di Quintana Roo e di Puebla ne fossero a conoscenza e, anzi, con la loro protezione. Dopo essere stata accusata di diffamazione e a seguito di procedimenti giudiziari irregolari, Lydia Cacho è stata arrestata, nel dicembre 2006, stata minacciata e maltrattata.

La giornalista, già meritevole nel 2007 di una nomination al premio Martin Ennals assegnato a chi difende i diritti umani, è l’autrice dei libri usciti anche in italiano I demoni del re, Memorie di un’infamia e Schiave del potere. Una mappa della tratta delle donne e delle bambine nel mondo.

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