ManiArmate: Il Manifesto e l’opportunità di scrivere di nera

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La giornalista Iaia Vantaggiato, con la rivisitazione del sito del manifesto, ha iniziato a curare un blog battezzato con il nome di ManiArmate (i blog del giornale al momento sono tre: gli altri due sono Culturalia ed EstEstEst). Sui temi trattati al suo interno ci sono pochi dubbi e i motivi per cui partire con uno spazio tematico che fa della cronaca il proprio argomento di discussione raccontano che:

Il nero – come il bianco – è un “non colore”. È la somma di tutti i colori della tavolozza. E col nero, qualsiasi quadro s’intenda dipingere, bisogna fare i conti. Così che scrivere di cronaca, anche in un giornale come il nostro, si può e si deve. Si può e si deve perché attraverso la cronaca – la “buona” cronaca, quella che non indugia su particolari raccapriccianti e scabrosi – molto è possibile comprendere della società, della storia, della politica e del potere. La stessa storia italiana degli ultimi decenni, per esempio, risulterebbe parzialmente incomprensibile senza un’indagine che tenga conto degli intrecci tra criminalità (organizzata e non), estremismo di destra e poteri più o meno occulti.

A leggere i post di partenza, le premesse sono mantenute. Un esempio? Il bandito e il banchiere (primo post di altri che seguiranno) firmato da Ugo Maria Tassinari, che degli intrecci di cui sopra ne sa parecchio, racconta:

A Napoli avevamo una particolare sensibilità per questi temi: non era ancora la stagione della pervasività camorrista e nelle lotte sociali, dalle occupazioni di case agli scioperi delle bollette, era facile interagire con le tante figure della frantumata realtà della metropoli meridionale. Con ostinazione degna di migliore causa, ci spingemmo, in perfetta logica operaista, ad applicare la lettura della composizione di classe alla sfera del contrabbando di sigarette dove era facile distinguere tra capitale (i finanziatori), imprenditori (i capo paranza), aristocrazia operaia (gli scafisti, i tecnici radio) e operai massa (gli scaricanti, gli autisti, le bancarellare). Ora non è più quel tempo e quell’età.

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