Via Pino Scaccia, segnalo un articolo pubblicato da PeaceReporter e scritto dalla giornalista Barbara Carcone, Morire di carcere in Italia:

Dall’inizio dell’anno più di trenta detenuti sono morti nei penitenziari italiani. Di questi, undici si sono suicidati. Sono i dati raccolti nell’ambito del monitoraggio “Morire di carcere”, consultabile sul sito Ristretti. Aggiornate al mese di aprile, queste stime si basano su informazioni raccolte dai giornali e agenzie di stampa, ma più spesso da comunicazioni di volontari e parenti dei detenuti. Informazioni faticosamente costruite, non ufficiali, né certamente complete. I decessi dei detenuti tendono a sfuggire all’attenzione pubblica e, non di rado, vengono trascurate più o meno distrattamente dalle autorità competenti. (…) Overdose, scioperi della fame, violenze, pestaggi, malattie curate male o non curate affatto, stati di degenza mentale e fisica: così si muore nelle prigioni italiane per “cause naturali”. Oppure ci si impicca con un lenzuolo. I decessi in carcere sono per buona parte suicidi, quelli che Adriano Sofri ha descritto come la “forma di evasione più diffusa e subdola”: un terzo dei 1.200 casi di decesso rilevati dal dossier “Morire di carcere” dal 2000 ad oggi.