Concorso letterario sui delitti di cronaca vera

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Via BooksBlog.it, si diffonde la notizia di un concorso letterario particolare, I delitti di cronaca vera, che ha come obiettivo quello di dare vita a un'”antologia per fotografare l’Italia nascosta”. Il regolamento (pdf) prevede che i racconti presentati debbano avere la lunghezza massima di 10 mila battute, essere inviati entro il 30 novembre 2008 e quelli ritenuti migliori dalla giuria saranno in libreria, a partire dalla primavera 2009, all’interno di un unico volume. E fin qua le norme a cui gli autori devono attenersi. Il punto cardine del concorso inizia nel tema (ancora da BooksBlog.it):

“fotografare l’Italia nascosta” dando “carta bianca” ad autori italiani esordienti abili nel raccontare le periferie delle metropoli e la vita in provincia nelle tinte del noir, del giallo, dell’horror.

Tra gli organizzatori, l’associazione culturale, Il box – Motore per l’arte, Cronaca Vera, Aliberti Editore e Tonic Network. A presiedere la giuria sarà Edoardo Montolli.

1977: l’anno del terrorismo e delle nuove di forme di dialogo

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Manifestazione per Francesco Lo RussoQuesta sera, su RaiTre, è andato in onda per La Storia Siamo Noi uno speciale, il Dossier 1977, tra drammi e speranze. Terrorismo e nuove forme di comunicazione:

È un anno profondamente contraddittorio, il 1977, contrassegnato da un lato, sul piano ideologico-politico, dall’escalation della violenza terroristica col suo strascico di morte, dall’altro dal proliferare di iniziative costruttive, tra cui le cosidette Radio libere e l’esperimento dell’Estate Romana. Molti avvenimenti portano la data di quell’anno; si pensi solo all’arresto di Renato Vallanzasca, per tutti “il bel René”.

Un bel ritratto di quell’anno, che finiva tre decadi fa, durante il quale la fantasia che doveva soffocare il potere aveva trasformato i muri di accademie e città in opere d’arte e pezzi di letteratura, si approfondiva la presa di coscienza delle donne, si auspicava a un mondo differente provandoci davvero. La trasmissione si chiude con la frase, forse profetica, secondo cui “di tutto ciò che ha caratterizzato quest’anno, resterà solo il ricordo della violenza”. E probabilmente, più di altri messaggi, quello del terrorismo e dei suoi morti è l’immagine che più persistente ha attraversato i decenni.

Natale in Serbia attraverso il racconto di Jasmina Tešanović

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Image by OibibioChristmas in Serbia è il racconto che Jasmina Tešanović fa tra allargamento dell’Unione europea, fallimento dei negoziati sul Kosovo, espansionismo nazionalista della Russia a caccia di nuovi giacimenti di gas e estensioni delle basi Nato, come quella italiana di Vicenza. E scrive:

This holiday season, Serbia will observe the New World Order’s consumer rite of Christmas, then perform the pagan ritual of New Year, when people hit the streets, flinging firecrackers and firing weapons into the sky in a storm of resolutions, wishes and kisses before the Serbian Orthodox Christmas. The upcoming presidential elections in January 20th 2008 will show supposedly what small Serbia has decided for its own fate: to become European, Russian or American. In reality, Serbia stands decoratively armed as the banana republic of Ruritania, a frozen-conflict in love with melodramatic national notions from a historical pulp novel, with its own rules and edicts, which it flings into the teeth of a disbelieving world. The world does not comply with Serbia.

In rete i libri di Giulia Ghini e Antonio Montanari Nozzoli

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Alcune segnalazioni a libri disponibili in rete per il download. Estremamente diversi tra di loro, sono, ciascuno per il proprio ambito, una lettura interessante:

  • Giovanna e la tempesta verticale di Giulia Ghini, storia ambientata a Bologna tra segreti rimossi, dimensioni parallele che si incontrano, medicina occidentale e trasformazioni della materia. Letto ancora in bozza dopo che Giulia me l’aveva inviato l’estate scorsa, ora è stato pubblicato su Lulu.com, rilasciato con licenza Creative Commons e acquistabile anche su carta;
  • ricordi, nostalgia e tenacia sono invece gli elementi alla base di Anni Cinquanta – I giorni della ricostruzione visti da un bambino. 1948-1953 di Antonio Montanari Nozzoli. Pubblicato per la prima volta nel 1995 da Guaraldi di Rinimi, Antonio lo ha reso disponibile nei giorni scorsi sul suo blog, da dove l’ho potuto scaricare e leggere;
  • Si sta come a Natale, curato Ramona Corrado e Gaja Cenciarelli per Vibrisselibri e, come per i volumi precedenti, scaricabile dalla rete (qui il link per il download). Ventuno testi per raccontare la (impossibile) immunizzazione di fronte alle feste comandante e per contribuire almeno un po’ a conoscerne aspetti diversi e per certi versi contrastanti.

Neicampi.org e le notizie che non fanno notizia

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Le Notizie che non fanno notizia di cui parla Loredana Lipperini sul suo Lipperatura:

“Vivevano sulle rive del fiume Aniene, periferia est di Roma. Da dieci anni. Settantadue baracche costruite a mano, in mezzo ai rifiuti,e che nel corso degli anni si erano trasformate in casette dignitose, a cui il Comune aveva addirittura assegnato un numero civico, a cui erano stati fatti regolari allacci di luce e acqua. Con tanto di bollette da pagare. Poi arriva il 31 ottobre, l’omicidio di Giovanna Reggiani a Tor di Quinto, l’emergenza sicurezza. E pure le conseguenze. Il 10 dicembre la baraccopoli sulle rive dell’Aniene viene sgomberata. Le ruspe buttano giù tutto. La destra esulta, il centrosinistra sente di aver raggiunto un obiettivo, dando la giusta riposta ai cittadini del quartiere che da tempo si lamentano dei vicini di casa indesiderati”.

Il resto lo trovate su neicampi, dove si ritrovano i promotori dell’appello “Il triangolo nero“.

L’abito di Don Zauker in rete e sotto Creative Commons

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Don ZaukerScoperto Don Zauker, sul cui sito, rilasciati con licenza Creative Commons, sono disponibili lo spettacolo-talk show, i video e le tavole. Ma chi è Don Zauker?

Esorcista in un mondo in cui Dio e il Diavolo non esistono (cioè il nostro), Don Zauker è un fumetto sulla totale mancanza di senso critico che caratterizza molte persone, di fronte alla religione e alla Chiesa in particolare. Don Zauker è arrogante, manesco, ignorantissimo, egoista, bugiardo; è l’incarnazione dei peggiori vizi dell’uomo e non fa assolutamente niente per nasconderlo. Ma peggiori di lui sono le persone che gli concedono credito, che lo venerano e ne giustificano il comportamento, inchinandosi non davanti alla persona, ma al vestito che porta. Perché l’abito FA il monaco, questo Don Zauker lo sa.

Da non dimenticare: questa è opera (pluripremiata) dell’Règia Associazione Paguri. E grazie a Chris per la segnalazione.

A mano armata: Fioravanti, i Nar e i morti che si potevano evitare

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A mano armata di Giovanni Bianconi«Ma non vede quel che succede nel nostro Paese? I nodi vengono sempre al pettine.»
«Quando c’è il pettine», disse malinconicamente Rogas.

Leonardo Sciascia, Il contesto

Questo libro non è una novità editoriale, anche se è stato riproposto più volte (l’ultima quest’anno in versione tascabile). A mano armata – Vita violenta di Giusva Fioravanti (Baldini e Castoldi Dalai) è uscito per la prima volte nel 1992 e il suo autore, il giornalista Giovanni Bianconi, ha tracciato forse uno dei più efficaci ritratti di un periodo, quello a cavallo tra gli anni settanta e gli ottanta con estensioni al precedente boom economico e alla successiva stagione dei processi all’eversione neofascista. Se Giuseppe Valerio Fioranvanti, il bambino prodigio del piccolo schermo che recita nello sceneggiato “La famiglia Benvenuti” per poi diventare leader nero dell’eversione made in Italy, è la figura che accompagna tutta la narrazione, il focus dell’autore si amplia e comprende alcuni dei personaggi, allora giovanissimi, che dal Movimento sociale italiano e dalle sue organizzazioni giovanili saltano la frontiera dell’azione politica e passano al terrorismo.

Carabinieri, poliziotti, rossi, traditori, camerati troppi furbi finiscono sotto il piombo dell’organizzazione che si battezzerà Nar, Nuclei armati rivoluzionari. Che, officiato il battesimo dell’omicidio un po’ come si prova una nuova droga con annessa delusione per un eccitamento che non arriva così potente come immaginato, decide che tutti possono essere nemici. E al pari tutti possono essere alleati. Anche i “compagni”, gli antagonisti per antonomasia, perché quando la guerra è aperta e lo Stato rappresenta in ogni sua forma l’obiettivo da colpire e da abbattere, anche alleanze apparentemente inconciliabili diventano possibili. E se, tra improbabili cessati il fuoco e rappresaglie per un anniversario deriso da una radio libera, queste posizioni possono apparire i deliri di ventenni esaltati, andando ad ampliare ancora il raggio di osservazione, queste alleanze assumono maggiore concretezza e una luce più sinistra. Come accade per esempio con l’omicidio di due militanti del Fronte della Gioventù, Franco Bigonzetti, diciannovenne studente di medicina, e di Francesco Ciavatta, liceale che di anni ne aveva diciotto, di cui scrive Bianconi:
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Travaglio: “nel mare nostrum di cazzate e tartuferie assortite”

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Marco Travaglio, sul blog VoglioScendere, sottolinea una serie di considerazioni che hanno a che fare (o meno) con Nient’altro che la verità:

Non c’è più niente da fare. Ormai Berlusconi ha vinto. Dopo 15 anni di slogan falsi bombardati con gli ordigni radioattivi delle sue televisioni e della sua Rai, è riuscito a contaminare tutto il paese, tutto l’ambiente che lo circonda, compresi i politici del centrosinistra che dovrebbero opporglisi, compresi tanti intellettuali e giornalisti. Per cui, ormai, parlano e pensano (si fa per dire) quasi tutti come lui. Lo dimostrano, se ve ne fosse ancora bisogno, gli alti lai del Club degli Intoccabili – da Bertinotti a Mastella, da Franceschini a Berlusconi, per non parlare delle mosche cocchiere dalemian-veltroniane Latorre, Caldarola e Polito e dei cerchiobottisti alla Sergio Romano – contro le intercettazioni, chi le effettua e chi le pubblica.

L’altra sera, ad Annozero, ne hanno parlato due dei pochissimi intellettuali immuni da radiazioni: Franco Cordero e Antonio Tabucchi. Infatti parevano due marziani. Cordero ricorda che le intercettazioni non manipolano nulla: sono l'”autoritratto” di chi parla, nel bene e nel male. Tabucchi rammenta che i politici non sono mai intercettati: intercettati sono i malfattori con i quali parlano spesso certi politici. I quali, se non vogliono finire anch’essi indirettamente intercettati, hanno un rimedio facile facile: non parlare con malfattori e chiamare, per dire, la Comunità di sant’Egidio. Ragionamenti di puro buonsenso, che però cadono nel vuoto. Per leggere qualcosa di sensato bisogna rivolgersi a un giornalista e scrittore di origine italiana che vive in America, Alexander Stille, il quale due giorni fa ha scritto un articolo memorabile su Repubblica dal titolo Il Paese dove i potenti vanno in galera. È una boccata d’aria nel “mare nostrum” di cazzate e tartuferie assortite.

Qui il post completo.

Dall’Iraq con furore. Testimonianza di un ex marine

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  • Rosa Miriam Elizalde, “Ero un assassino psicopatico”. La testimonianza di un ex Marine statunitense di ritorno dall’Iraq:

    Jimmy Massey ha scritto tre anni fa con l’aiuto della giornalista Natasha Saulnier. “Kill! Kill! Kill!” è stato presentato al Salone del libro di Caracas. È la testimonianza più violenta che sia stata mai scritta da un ex membro del corpo dei Marine arrivato in Iraq nel 2003 con le truppe d’invasione. Ha deciso di raccontare tante volte quante ce ne sarà bisogno come ha potuto essere per dodici anni un Marine spietato e perché questa guerra lo ha cambiato.

Tra binomi stato-chiesa e bocciature da non scordare

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Paola Zonca scrive sul quotidiano L’Unità a proposito di Piergiorgio Welby, un anno dopo «qui non c’è ancora pietà»:

Un anno dopo, poco è cambiato. Il binomio Stato-Chiesa continua a influire parecchio sulle libertà di scelte individuali, e l’ultima bocciatura al registro delle unioni civili a Roma non ne è che l’ultima conferma. Per questo, in occasione dell’anniversario, l’associazione Luca Coscioni, ha messo in rete un piccolo «manuale di autodifesa dal proibizionismo della salute». Si chiama Soccorso civile, e fornisce suggerimenti e informazioni su temi “eticamente sensibili” come l’eutanasia, il testamento biologico, la fecondazione assistita, la pillola RU486 e quella del giorno dopo, fino all’utilizzo terapeutico della cannabis. Il sito nasce perché «in Italia – scrivono dall’associazione Luca Coscioni – sono in vigore leggi che pregiudicano i diritti civili fondamentali delle persone: si tratta di norme proibizioniste e confessionali, che limitano fortemente la possibilità dei cittadini di curarsi in modo efficace, di avvalersi delle possibilità messe loro a disposizione dalla ricerca scientifica e di esercitare la propria libertà di scelta».