Xaaraan – Il blog di Antonella Beccaria

Non credo nelle otto del mattino. Però esistono. Le otto del mattino
sono l'incontrovertibile prova della presenza del male nel mondo
Gli ultimi giorni, Andrew Masterson

Archiviato per August, 2005

La fantascienza “creativa”

Il dibattito sull’applicabilità delle licenze Creative Commons non contiene solo riferimenti a musica, cinematografia e pubblicazioni accademiche, ma si espande – e non da oggi – al mondo della narrativa (e in particolare fantascienza e fantasy). Ne scrive Will Frank sempre sul blog Creativecommons.org con un intervento dal titolo Creative Fiction, or CC SF. E sottolinea l’intraprendenza di una nuova leva di autori di fantascienza che, accanto alla pubblicazione di romanzi per le tradizionali vie dell’editoria cartacea, rilasciano anche copie dei propri lavori con licenze Creative Commons. Ad aver avviato questa tendenza sembra essere stato il giornalista e scrittore canadese Cory Doctorow, autore dei non (ancora?) tradotti in italiano Down And Out In The Magic Kingdom, Eastern Standard Tribe e Someone Comes To Town, Someone Leaves Town. E si configura anche come uno dei principali sostenitori delle licenze CC nell’ambito della fiction. Altro esempio è Charles Stross, scrittore di stanza a Edimburgo che ha firmato lavori come Accelerando. In giro per la rete ci si imbatte in diversi altri scrittori che si muovono in questa scia: Peter Watts (Starfish and Maelstrom, Behemoth, Rifters Trilogy) o Kelly Link (Stranger Things Happen) il cui talento le è valso il paragone con Neil Gaiman.
C’è da dire che gli scrittori di narrativa italiani (anche se non sempre hanno scritto di fantascienza e che in linea di massima sono orientati verso un più giuridicamente generico “copyleft”) che stanno rilasciando le proprie opere con licenze libere non sono poi così sparuti: WuMing, i cui libri sono tutti disponibili in rete, Saverio Fattori (Alienazioni padane), Girolamo di Michele (Tre Uomini Paradossali, Scirocco), Valeria Brignani (Casseur), Giulia Fazi (Ferita di Guerra). Alcune di queste opere, pur trovandosi in libreria per i tipi Einaudi, Fanucci e Gaffi, sono disponibili nella Biblioteca Copyleft de iQuindici.
Tornando al discorso fantascienza e Creative Commons, è possibile trovare sul sito del progetto lanciato da Lawrence Lessig una lista in progressivo aggiornamento di libri di narrativa liberamente scaricabili.

Software libero, remix e creatività

Il movimento culturale che ruota intorno al mondo del software libero sta crescendo. E una parte del merito, oltre che alla Free Software Foundation, andrebbe attribuito anche alla diffusione delle licenze Creative Commons. Lo sostiene un recente articolo della rivista Free Software Magazine, Remix Culture, Issues surrounding re-use in Creative Commons licenses, che punta il proprio focus in particolare su etichette discografiche, studios cinematografici asiatici e, ovviamente, il web, forte dei suoi 10 milioni circa di pagine rilasciate sotto CC. E l’autore del pezzo, Tom Chance, lo fa presentando la propria esperienza (e quella di Remix Reading, progetto artistico che ha in sostanza come obiettivo la creazione di opere derivate. Sullo stesso progetto si può leggere un intervento sul blog di Creativecommons.org). Il delicato discorso che affronta Chance riguarda le possibili violazioni del diritto d’autore: accidentali, il più delle volte, e comprendenti l’omissione del sorgente o l’utilizzo di opere che non permettevano lavori derivati. Rimane il fatto che queste licenze, tese a incentivare la diffusione più o meno libera di contenuti, sono uno dei pochi strumenti, al momento, per diffondere le opere stesse e per dare nuova linfa a molti ambiti artistici, conclude l’autore. Perché i principali problemi – di ordine più pratico che teorico-legale – rimangono altri, a iniziare dai formati di dati proprietari.

Di tutto un po’

Innanzitutto un ritorno: quello di Damien, nato nella sesta ora del sesto giorno del sesto mese per dare vita alla trilogia di The Omen per la regia di Richard Donner. Neanche a dirlo, il film uscirà il 6 giugno 2006 e su IMDB c’è già qualcosa da leggere. Poi dal mese scorso il panorama del fumetto italiano si è arricchito di una nuova proposta: Killer Elite, storia ideata e realizzata da autori esordienti su un sicario che decide di sfidare la morte prima che una malattia se lo prenda. Intanto gira in rete un’anteprima (ma si potrà linkare? E infatti cliccando sul collegamento al file mp3 si legge: « Unfortunately your file has expired. A link is valid for 7 days or 25 downloads, whichever occurs first») del nuovo disco dei Depeche Mode, Precious. In ultimo (ma non ultimo) non c’è una novità, ma sempre una lettura appassionante: le Cronache di Bassavilla di Danilo Arona dedicate recentemente a Melissa, alle autostrade di notte, alle righe di mezzeria pericolosamente percorse, ai sedili posteriori lasciati improvvisamente liberi e alla narcolessi che narcolessi non è.

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  • Piccoli delitti

    Piccoli delitti Una raccolta di racconti noir rilasciata con licenza Creative Commons Attribution-ShareAlike 2.5. Si intitola Piccoli delitti, esce sotto il segno delle Oscure Edizioni e ricorre ai servizi di Lulu, interessante iniziativa per l’editoria elettronica o/e cartacea creata da Bob Young, già fondatore di Red Hat. Lulu permette di pubblicare volumi (ma anche libri elettronici, fotografie, musica, video e ogni tipo di contenuto elettronico), l’autore non deve cedere i diritti a chicchessia e su ciò riesce a introitare la percentuale che Lulu percepisce è pari al 20 per cento. Affiancando poi un servizio PayPal per privati, il trasferimento dei proventi delle vendite diventa semplice. Tutto elettronico, tutto bypassando le sale d’aspetto di chi fa mercato in ambito editoriale, tutto sufficientemente sicuro. Dimenticavo: Piccoli delitti è la prima opera di narrativa in italiano che compare sul portale del self made publisher.

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