Sembra incredibile doverlo dire, ma è comprensibile l’imbarazzo di AN per la candidatura di Giuseppe Ciarrapico voluta dall’aspirante premier della coalizione di centro-destra. Marco Travaglio, sul blog Voglio Scendere, scrive Camicia nera, fedina pure e ricostruisce efficacemente un passato impresentabile per il magnate delle acque minerali che possiede anche quei quotidiani che fanno tanta gola al leader del Pdl. E prima di passare alla lettura del pezzo di Travaglio, qualche informazione a proposito dei rimborsi elettorali e del sistema per ottenerli.
Che sia fascista, lo dice pure lui. E sarebbe pure una cosa grave, se non fosse per la fedina penale, che è molto più nera della camicia nera. Giuseppe Ciarrapico in arte Ciarra, stando al casellario giudiziario, vanta una collezione di condanne, arresti, rinvii a giudizio, prescrizioni e processi in corso da non temere rivali. Le condanne definitive, confermate dalla Cassazione, sono quattro, per reati che vanno dalla bancarotta fraudolenta alla ricettazione fallimentare, dallo sfruttamento del lavoro minorile alla truffa pluriaggravata, ma potrebbero presto aumentare: in primo grado, il camerata pregiudicato è stato di recente condannato per truffa e violazione della legge sulle trasfusioni in una delle sue cliniche. Insomma il Cavaliere è stato di parola. Aveva promesso di non candidare “supposti autori di reati”: infatti candida quelli sicuri.
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Presi il fagotto e lo rimisi in cella. La guardia mi fissava sorpresa.


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